lunedì 10 agosto 2020

Brancaleone. Viaggio di inizio millennio

Il viaggio di Brancaleone prosegue e dopo aver affrontato le sfide tra i Comuni del maceratese, approda nel Fermano: lunedì 10 agosto a Servigliano in Piazza Roma, martedì 11 agosto 2020 ad Amandola in Piazza Risorgimento (21:30). «Due piazze diverse e per questo affascinanti. La geometria di Servigliano, l’arco medievale di Amandola», spiega il direttore artistico Giampiero Solari.
«Peste, fame e miseria: Brancaleone sfidava tutto e andava avanti, senza perdersi d’animo, cadendo e rialzandosi, ridendo e lottando. Non possiamo che ripartire da lui, dal suo cavallo Aquilante, dalla sua armata, dal suo provarci. Come ognuno di noi tra macerie e Covid», aggiunge Solari che guida lo spettacolo insieme con la regista Paola Genovese.

Una compagnia di marchigiani, per uno spettacolo made in Marche. «La scelta degli attori non è casuale, abbiamo puntato su persone con cui c’è un legame, uno storico importante. Questo Brancaleone è nato dal desiderio di condivisione, di ritrovarsi e ricostruirsi», spiega la regista Paola Galassi, presentando la compagnia. «Oggi sui palchi salgono solisti, al massimo coppie. Per sei serate, tra i primi in Italia, invece 11 attori, provenienti dal San Costanzo Show e dal mondo del Teatro Stabile delle Marche al tempo diretto da Solari, staranno insieme in sicurezza all’aria aperta, superando così il terremoto che ha colpito il mondo dello spettacolo», proseguono Galassi e Genovese.
Lo spettacolo, dopo Amandola farà tappa ad Ascoli Piceno nel chiostro di San Francsco merccoledì 12 agosto, prima del gran finale giovedì 14 agosto 2020 a Pretare di Arquata del Tronto. Prodotto dalla società pesarese Galassie srl che si occupa di ideare e produrre spettacoli, il ‘Viaggio di inizio millennio’ di Brancaleone ha un ritmo incalzante, con grandi sorprese, incontri che cambiano, solo apparentemente, la rotta, creando paradossi che rendono il dramma ironico e comico.

Il protagonista, interpretato da Lorenzo Loris, partendo da Norcia, città ferita dal sisma del 2016 con la sua basilica diventata un simbolo, intraprende un cammino tra i comuni delle Marche incastonati tra i Sibillini che hanno voglia di rialzarsi dopo il terremoto e dopo la pandemia degli ultimi mesi. «Una sfida per me. È una specie di don Chisciotte, uno che parte per chissà quali sfide e poi riparte di nuovo. Mi sono identificato un po’ in Brancaleone, nell’Armata piena di propositi che magari non si realizzano, anche se – commenta l’attore -  il testo non lo dice, ma loro continuano a inseguire un castello d’oro, il sacro Graal».
«Il testo ha come base quello che nel 1998 ho utilizzato per la prima messa in scena dell’opera di Monicelli, Age e Scarpelli, ma è stato ripensato per piazze, per luoghi all’aperto, dando maggior risalto alla peste, vista la battaglia in corso contro il Covid, e all’essere abbandonati, sensazione che ha vissuto chi vive tra i comuni terremotati. Il nostro Brancaleone non porta soluzioni, ma vicinanza e voglia di lottare insieme con un sorriso», prosegue il direttore artistico. «Realizzare uno spettacolo teatrale con una compagnia ai tempi del Covid non è stato facile. Abbiamo due obiettivi: portare arte nei territori e aiutare un settore, quello dello spettacolo, che è stato duramente colpito dal lockdown». Un testo attuale, con musiche arrangiate da Mario Mariani, che porta speranza: «Faticoso, in tutto. Non è una semplice rappresentazione, è un modo per dire a tutta Italia che si può fare, che le compagnie possono lavorare. Nel nostro caso con ancora più energia visto che dentro il cuore di noi ci sono le Marche, con le sue ferite e la sua bellezza». Marchigiani sul palco, marchigiani come maestranze, marchigiani dietro la telecamera che riprenderà ogni serata per realizzare un documentario che racconta Brancaleone e il suo passaggio tra i comuni «che – ribadisce Solari – chiedono a voce alta la ricostruzione».

lunedì 3 agosto 2020

"La signora Matilde" a Galeata (FC)

Per la rassegna ‘La finestra sul cortile’, lunedì 3 agosto 2020, alle ore 21,15 nel cortile del teatro comunale di Galeata sarà proiettato il docufilm ‘La signora Matilde’ alla presenza dei registi Marco Melluso e Diego Schiavo e di Luciano Manzalini (dei Gemelli Ruggeri) che interverranno a fine serata. Documentario e finzione si mescolano in un film dai toni divertenti che racconta vicende, successi e gossip di Matilde di Canossa, una delle donne più potenti e glamour della storia. Un divertente docufilm con Syusy Blady prodotto da PopCult, il film è stato realizzato grazie al sostegno di Regione Emilia Romagna – Film Commission.
A quasi 1000 anni dalla morte e 450 dalla sua sepoltura in San Pietro, torna a Roma la donna che seppe difendere il papa e umiliare l’imperatore: Matilde di Canossa. E lo fa attraverso un film originale e ironico, La Signora Matilde. Gossip dal Medioevo, che dimostra come, già nel Medioevo, una donna forte e determinata potesse essere una influencer in grado di dettare mode e lanciare prodotti anche senza alcun bisogno di frequentare corsi di laurea o master. Poiché Matilde le mode non le segue ma le crea, attorno a lei sorge a Bologna una delle più antiche università del mondo.
Esperta di social media strategy, trend setter, donna manager, food blogger e tanto altro: Syusy Blady racconta una Matilde di Canossa totalmente inedita e incredibilmente attuale.
Ingresso euro 6 e ridotti 5 euro. Prenotazioni 338.3169741.
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giovedì 30 luglio 2020

"Ombre di luce" con la Compagnia del Drago Nero

Nel suggestivo palcoscenico naturale di Fontebranda a Siena, appuntamento giovedì 30 luglio 2020, alle ore 21.30, con la Compagnia del Drago Nero e lo spettacolo “Ombre di luce”. Trampoli, fuoco ed effetti speciali di grande effetto per uno spettacolo diviso tra simboli e magia. Il racconto di una fiaba medievale ambientata in luoghi fantastici, adatti ad un pubblico di tutte le età.
La Compagnia del Drago Nero è attiva nell’ambito del teatro di strada dal 1994. La sua nascita e la sua crescita sono legati al festival di Certaldo “Mercantìa” e all’impegno di Leandro Faraoni fondatore e animatore del gruppo.

mercoledì 22 luglio 2020

“Medievalando” alle Terme di Roselle (GR)

Il Covid-19 ha bloccato la prima in programma a marzo dello spettacolo “Francesco e l’infinitamente piccolo”, ma ora è tempo di portare in scena un estratto dell’ultimo lavoro del regista e attore grossetano Fabio Cicaloni.
Giovedì 23 luglio 2020 alle ore 21.30 alle Terme di Roselle va in scena “Medievalando”: lo spettacolo, che fa parte del calendario “Grosseto in scena”, è gratuito (è consigliata la prenotazione al numero 347 8040831). La performance racconta attraverso l’affabulazione, lo stile che usavano i giullari per raccontare storie, episodi che hanno caratterizzato la vita di San Francesco. E non solo: attraverso le note di Angelo Branduardi, Fabio Cicaloni – accompagnato dalla musica di Claudio Buselli (chitarra) e di Carlo Recchia (violino) – canterà l’undicesimo canto del Paradiso dantesco, in cui si parla proprio della storia del Santo. Uno spettacolo inedito, che porta a viaggiare nel tempo e nella storia attraverso la performance di Cicaloni.

martedì 14 luglio 2020

Dante al Monastero

Sarà Stefano Brunetti, sabato 18 luglio 2020, a raccontarci, a quasi settecento anni dalla scomparsa del poeta fiorentino, l’inferno dantesco. Il giovane giurista gualdese, classe 1992, è da sempre impegnato su moltissimi fronti: tiro con l’arco, arte, scoutismo, musica, recitazione, ambiente, poesia. Oltre a lavorare per la cooperativa ASAD, e a proseguire gli studi in giurisprudenza, è proprio la Divina Commedia che riesce, in qualche modo, a concentrare la sua versatilità in un unico, potente, punto focale.
“La Divina Commedia – ci dice Stefano – è un’opera che affonda le sue radici nell’uomo, toccando sia le sue luci che le sue ombre, e che ci fa capire come attraversola vita, fatta di momenti belli e momenti meno belli, si può scoprire cosa significa amare”.
A partire dalle ore 21.30, nella suggestiva cornice del Monastero di San Biagio, presso Lanciano di Nocera Umbra, al calar della sera, il Canto I della meravigliosa opera partorita dal genio del Sommo Poeta, ci trasporterà nel mondo dell’allegoria e nell’universo medievale. Dopo una prima prima introduzione esplicativa da parte dello stesso Stefano Brunetti, il racconto ci porterà direttamente nella celeberrima “selva oscura” e ci farà muovere nel fantastico mondo che solo all’apparenza può sembrare distante dalla nostra realtà quotidiana.
La serata farà parte di un ciclo di tre incontri in cui lo stesso Stefano Brunetti, dopo aver recitato una parte dell’Inferno, si cimenterà nel Purgatorio e nel Paradiso dantesco.Per ragioni di sicurezza i posti, all’aperto e su prenotazione, saranno regolati secondo le norme previste.

domenica 5 luglio 2020

Game of Sforza al Castello Sforzesco di Milano

GAME OF SFORZA, I 50 ANNI CHE SCONVOLSERO MILANO
di e con Davide Verazzani.
Martedì 7 luglio 2020 dalle 21.30 alle 23.00 Oltheatre riapre le porte al suo pubblico nello splendido scenario del Castello Sforzesco di Milano, nel Cortile delle Armi, con un appuntamento speciale di #Fatti di Storia.
Nell’immaginario popolare, gli Sforza non sono famosi quanto Borgia o Medici. Ma fasti e miserie dei componenti della famiglia che per 50 anni fu padrona assoluta di Milano, meritano ampiamente i riflettori. In un racconto divertente ma rigoroso, viene narrata la loro storia, avvincente e imprevedibile come una puntata di “Game of Thrones”. Per saperne di più del nostro passato, e accorgersi quanto sia simile, a volte, al presente.
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domenica 28 giugno 2020

L'Armata Brancaleone su Rai Movie

Domenica 28 giugno 2020, in prima serata Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) alle ore 21.20 ricorda Vittorio Gassman con “L’armata Brancaleone”. Vittorio Gassman è l’indimenticabile Brancaleone da Norcia, colui che “non fece mai a mezzo con nessuno”, nel capolavoro nato dal genio di Age & Scarpelli e Mario Monicelli.
Con il suo pomposo discorso all’armata Gassmann/Brancaleone ci introduce in un medioevo bizzarro, popolato da coloriti straccioni che parlano una lingua immaginaria, un misto di latino volgare e dialetti.
Ancora oggi il film è amato e citatissimo, tanto che il termine “armata Brancaleone” è entrato nell’uso comune per descrivere una compagnia sgangherata. Catherine Spaak, Gian Maria Volontè, Maria Grazia Buccella, Enrico Maria Salerno e Barbara Steel interpretano personaggi inconsueti e leggendari. Il film, presentato a Cannes nel 1966 è stato un enorme successo di pubblico e critica.

giovedì 25 giugno 2020

Trailer del film "Il regno"

Stefano Foresi e Max Tortora
Ecco il trailer de Il regno, il divertente film diretto da Francesco Fanuele con protagonisti gli irresistibili Stefano Fresi e Max Tortora. Con loro Silvia D’Amico, Fotinì Peluso, Francesca Nunzi ed Enzo Casertano, in un regno para medievale creato sulla Salaria ai giorni nostri. Il film, distribuito da Fandango, sarà disponibile da venerdì 26 giugno 2020 sulle principali piattaforme streaming tra cui ITUNEs, Google Play, Chily, Sky prima fila, Rakuten, CGHV, Huawei, Infinity, TIMVISION e #iorestoinSALA.
Tranquilli, è una commedia. Eppure trent’anni fa, Giacomo, poco più che dodicenne, viene rinnegato dal padre e cacciato dal casale di campagna che gli ha dato i primi natali. La storia inizia quando il vecchio avvocato del padre, l’eccentrico Bartolomeo Sanna, invita Giacomo a tornare al casale per i funerali dell’odiato genitore. L’uomo si reca al cancello della sua vecchia dimora e nota con stupore che l’avvocato lo è andato a prendere in carrozza. Strano. Ancora più strano è prendere atto che il funerale si tiene all’interno della tenuta, con un prete che parla solo in latino e una folla di contadini vestiti di nero (“amici di papà”, spiega Sanna). Sembra uno scherzo ma non lo è! infatti, Giacomo scopre di aver ereditato Il Regno del padre. In che senso? Presto detto: nei suoi terreni c’è una comunità di persone che ha scelto di tornare a una vita più umile, modesta, senza gli assilli della tecnologia. (“Ma che è? Il medioevo?”, domanda l’ignaro erede al trono). Non capita tutti i giorni di ereditare dei sudditi pronti a darti cieca obbedienza, prosperose ancelle ben disposte a insaponarti la schiena e soprattutto il potere di legiferare a proprio piacimento. Ma Giacomo non è affatto come il padre, che fu un prepotente autocrate tutto d’un pezzo. Lui con i sudditi ci vuole parlare, ci vuole fare amicizia. Grosso errore, nessuno vuole un monarca compagnone, ma lui è così. Riuscirà il re più strampalato della storia a farsi rispettare e diventare l’uomo che non è mai riuscito ad essere?

mercoledì 24 giugno 2020

Lucia Poli inaugura il progetto Decamerone

Lucia Poli
Nell’ambito della 73a Estate fiesolana giovedì 25 giugno 2020 sul palco del Teatro Romano, Lucia Poli, magistrale interprete della lingua del Boccaccio, valorizza l’intelligenza e la comicità delle novelle, da Alibech, candida e ingenua fanciulla desiderosa di servire Iddio, a Calandrino sempre beffato.
La serata fa parte di Decameron. Un racconto italiano in tempo di peste (Progetto e regia di Sergio Maifredi, Produzione Teatro Pubblico Ligure, Direttore di produzione Lucia Lombardo, Consulente letterario Maurizio Fiorilla Patrocinio Ente Nazionale Giovanni Boccaccio).
Lo spettacolo sarà preceduto dalla Lectio Magistralis del Prof. Maurizio  Fiorilla, docente di Filologia della Letteratura Italiana, all’Università Roma Tre.
Questo il  programma della serata  con Lucia Poli
Giornata terza, novella decima ALIBECH
Giornata sesta, novella decima FRATE CIPOLLA
Giornata nona, novella terza, CALANDRINO PREGNO
Giornata seconda, novella quinta, ANDREUCCIO DA PERUGIA
Il Teatro Pubblico Ligure torna a fare spettacolo dal vivo in uno tra i luoghi più belli dove incontrare il pubblico, il Teatro Romano di Fiesole, con quattro serate in cui l’attualità trova uno sfondo ideale nella tradizione letteraria. Per il quarto anno consecutivo  il TPL, fondato e diretto da Sergio Maifredi, è ospite dell’Estate Fiesolana .Proprio sulla collina dove lo ha ambientato il suo autore Giovanni Boccaccio, tornerà a vivere il Decameron, uno dei testi più citati in questi ultimi difficili mesi segnati dalla  pandemia.

Decameron un racconto italiano in tempo di peste vede dopo Lucia Poli altri interpreti d’eccezione come Roberto Alinghieri (9 luglio), Tullio Solenghi (23 luglio), Dario Vergassola e David Riondino (6 agosto). Il progetto è ideato e diretto da Sergio Maifredi, con la consulenza letteraria di Maurizio Fiorilla, curatore delle edizioni del Decameron per Treccani nel 2011 e per Rizzoli-Bur nel 2013, e il patrocinio dell’Ente Nazionale Boccaccio.
Decameron – dichiara Sergio Maifredi – è la festa del racconto, un inno al potere della mente di inventare la vita. Da oltre cinque anni lavoriamo sul primo grande “romanzo” della letteratura italiana per riportarlo alla sua dimensione originaria di racconto che vive nella lettura pubblica condivisa. Boccaccio stesso leggeva in pubblico il suo capolavoro. Lo facciamo, a Fiesole, luogo perfetto per ritrovarci con Boccaccio, insieme a grandi compagni di viaggio: Lucia Poli, Roberto Alinghieri, Tullio Solenghi, Dario Vergassola, David Riondino. Il palcoscenico su cui si muovono gli uomini e le donne del Boccaccio è il Mediterraneo reale di una società mercantile, miscuglio e groviglio di popoli e di religioni, un mondo che a settecento anni di distanza continua ad essere nostro contemporaneo.
Boccaccio – spiega il Prof.  Maurizio Fiorilla,  ha il merito di aver elaborato il primo grande progetto narrativo della letteratura occidentale, inserendo i cento racconti in un libro organico capace di rappresentare la varietà e complessità del mondo. A tutti è concessa una storia, dai re agli operai. Nello spazio della cornice una riflessione di elevatissima profondità culturale si proietta per la prima volta sulle storie raccontate e questo fa del Decameron anche un grande libro filosofico.
Boccaccio ha descritto un gruppo di giovani che, nella Firenze medievale attraversata dalla peste, si sono riuniti in un castello decidendo di occupare il tempo della quarantena raccontando delle storie. I testimoni cantori di questa tradizione sono oggi cinque artisti – Poli, Alinghieri, Solenghi, Riondino, Vergassola – che, ognuno con il suo stile e con il suo personale timbro ironico, ci guideranno all’esplorazione delle novelle di Boccaccio.
Salvatore Battaglia, grande conoscitore e critico del grande autore, ha scritto: “I mercanti, i sensali, i contadini, gli artigiani, i frati buontemponi, i prelati mondani, le suore spericolate, i letterati, gli studenti, assieme ai ricchi borghesi, ai principi, ai cavalieri, alle gentildonne, alle avventuriere: una folla multiforme, vitalissima, incontenibile, i cui individui fanno la realtà, formano il ritmo della vita e il tessuto della società. Un’infinita molteplicità di tipi e di esperienze: la sola che possa aspirare a competere con la versatilità rappresentativa della Divina Commedia”.

domenica 21 giugno 2020

Caterina da Siena su "Pasi che vai" di RaiUno

E' in programma una puntata tutta dedicata a Siena e in particolar modo ai luoghi legati alla straordinaria figura di Santa Caterina, quella di  "Paesi che vai", in onda domenica 21 giugno 2020, alle 09.40, su Rai1.
Santa Caterina è stata una donna che, in pieno Medioevo, ha osato sfidare le convenzioni, impegnandosi nella preghiera ma anche sul piano politico e civile, e allargando il suo raggio di azione da Siena e dalla Toscana in tutta Europa.
Livio Leonardi porterà il suo pubblico nei luoghi legati alla biografia di Caterina, ma anche alla vita senese di quel tempo: l’ospedale di Santa Maria della Scala, dove hanno sostato centinaia di migliaia di pellegrini diretti a Roma e dove erano accolti malati, donne sole e bambini abbandonati. O il Santuario Cateriniano, nella Contrada dell’Oca, dove sorgeva la casa di famiglia e dove alcuni spazi sono, da allora, ancora di proprietà della Contrada, che eccezionalmente ha aperto le porte al programma.
Si parlerà anche di antiche e celebri tradizioni della città, del Palio, con il suo carico di memorie storiche e di appassionata partecipazione da parte di cittadini e turisti, e di alcune eccellenze del territorio note in tutto il mondo.

venerdì 19 giugno 2020

La Via Romea Germanica su Radio Live

Tra borghi incantati e paesaggi naturalistici di grande bellezza si snoda la Via Romea Germanica, l’itinerario percorso nel Medioevo dall’Abate tedesco Alberto di Stade, che, in Italia, dal Brennero attraversa la penisola per giungere a Roma. L’itinerario, oggi candidato a diventare rotta culturale europea, è curato dall’Associazione Via Romea Germanica, che proprio presso il Comune di Cervia, ha attivato la sua sede operativa, per stimolare le attività di comunicazione e promozione del percorso. Il legame tra la città Cervia e la Via Romea Germanica è nato col Cammino del Sale. Proprio seguendo il percorso della Via Romea Germanica, infatti, i pellegrini cervesi si mettono in cammino verso Roma per portare in omaggio al papa il sale prodotto nelle saline, rinnovando un’antica tradizione.
Da venerdì 19 giugno 2020 alle 13.00 sulla emittente nazionale facebook  il racconto della via Romea Germanica nella rubrica Dieci Passi nella Storia, programma dedicato agli appassionati di turismo lento e a chi vuole avvicinarsi a questo modo di fare turismo.
Dieci Passi nella Storia è il programma di RAI Radio Live che racconta i cammini d’Italia e storie dei camminatori. RAI Radio Live si può ascoltare su www.radiolive.rai.it, sull’app RaiPlay, sul Dab o in tv sul Canale del Digitale terrestre dedicato.

venerdì 12 giugno 2020

Luca Maria Spagnuolo racconta il Teatro medievale

Il curatore – in circa 5 minuti – legge e commenta brani originali in volgare sulla nascita del teatro medievale italiano e sulla devozione popolare, allargando dunque il campo d’indagine culturale, senza abbandonare Dante e la Divina Commedia.
Le conseguenze dovute all’emergenza Covid-19 hanno comportato l’inevitabile sospensione degli incontri di “Dante per tutti e le leggende medievali” l’iniziativa culturale che dal 2015 si svolge a Roma e ha come intento la promozione della Divina Commedia e la diffusione della cultura e civiltà medievali attraverso l’arte e la letteratura.
Il suo ideatore e curatore Luca Maria Spagnuolo non ha però fermato le attività e, complice il vasto archivio di materiali e documenti raccolti negli anni, è tornato con un nuovo progetto disponibile ogni venerdì alle ore 12,00 sui canali video YouTube, Facebook e Instagram.
Pillole di cinque minuti utili ad avvicinare il fruitore digitale al momento in cui tornerà ad essere spettatore in carne ed ossa, destinatario diretto del patrimonio sterminato raccolto dal giovane storico dell’arte nelle biblioteche italiane ed europee. I testi letti e commentati, seppur antichi, costituiscono un’innovativa risorsa in quanto documenti inediti e di difficile reperibilità: un patrimonio non più solo per specialisti e studiosi ma finalmente restituito al pubblico. Nei video proposti si offre l’opportunità di tracciare il percorso delle origini del teatro italiano tramite l’introduzione e la lettura di copioni teatrali risalenti ai secoli XIV-XV.
La fruizione è facilitata dalla presenza di sottotitoli in italiano, per consentire la comprensione dell’originale volgare italiano e, inoltre, in inglese, per raggiungere un pubblico anche al di fuori dei confini nazionali: a questi ultimi si offre l’occasione unica di poter conoscere dei testi mai prima d’ora tradotti.

sabato 6 giugno 2020

"Ludus Betrandi" su Tele Friuli

In questi giorni è in corso la produzione del primo episodio dello spettacolo teatrale Ludus Bertrandi – Bertrand de Saint Geniès patriarca di Aquileia. Uno spettacolo a episodi nei luoghi del Friuli: San Giorgio della Richinvelda, Valvasone, Cividale del Friuli sono i comuni coinvolti. 
La performance si inserisce nella tradizione del ciclo del Teatro dei Misteri, una forma di spettacolo proposta da ormai più di un decennio nell’ambito della manifestazione Medioevo a Valvasone, a cura del Grup Artistic Furlan e che in questa occasione si amplia fino a coinvolgere anche i comuni partner del progetto. Il testo è scritto da Angelo Floramo, la regia è di Luca Altavilla, la produzione è dell’associazione Grup Artistic Furlan, con il contributo della regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli e la partnership dei comuni di San Giorgio della Richinvelda, Cividale del Friuli e Valvasone Arzene.
Il primo episodio dello spettacolo avrebbe dovuto debuttare a San Giorgio della Richinvelda, proprio nel luogo dove il Patriarca Bertrando fu assassinato il 6 giugno 1350, ma le condizioni di sicurezza sanitarie hanno costretto l’organizzazione a proporre la versione video dello spettacolo, pur di mantenere fede alla data della ricorrenza del giorno della sua morte. Il documentario dello spettacolo sarà trasmesso su Telefriuli sabato 6 giugno alle ore 20 e domenica 7 giugno 2020 alle ore 15.30. In seguito sarà condiviso nei canali social degli enti coinvolti.
Lo spettacolo. Il 6 giugno del 1350, nei pressi del guado sul torrente Meduna a San Giorgio della Richinvelda, il Patriarca Bertrando di Saint Geniès venne ucciso da una congiura di nobili friulani, che contestavano le sue riforme a danno dei loro poteri. Il testo di Floramo è un vero e proprio Ludus medievale, una Via Crucis umana e terribile del Patriarca, che vede Vitale da Bologna, dipintore chiamato nel Patriarcato di Aquileia da Bertrando, raccontare l’agguato in cui il vegliardo è stato assassinato. Il regista Luca Altavilla ha scelto un cast di alto livello: Gabriele Benedetti nel ruolo dell’artista trecentesco, mentre Alessandro Maione interpreterà un suo allievo di bottega. Gli ornati saranno a cura di Luigina Tusini, le scene e i costumi saranno realizzati dal Grup Artistic Furlan. Alcuni brani del repertorio medievale saranno invece eseguiti da Alessandra Cossi e Fabio Accurso dell’insieme vocale e strumentale Dramsam. 
Il documentario. Il documentario video, sempre per la regia di Luca Altavilla, vede la collaborazione tecnica di Sunfilms e Folkest. Altavilla ha voluto arricchire le riprese dal vivo dello spettacolo con alcuni interventi a commento di Floramo girati nella pregevole location del Museo del Duomo di Udine intitolato proprio a Bertrando e all’interno del quale sono conservati gli affreschi di Vitale da Bologna. Inoltre, sono state girate alcune brevi scene fiction che serviranno a rendere più intensi i momenti chiave del dramma, grazie alla partecipazione straordinaria di Fabiano Fantini e Aida Talliente e alla collaborazione dei gruppi storici del Palio di San Donato di Cividale e del Medioevo a Valvasone. Un vero e proprio viaggio nel tempo fino all'età d'oro del Patriarcato del Friuli, che si inserisce inoltre all'interno delle commemorazioni regionali per il 600° anniversario della sua fine, che avvenne il 7 giugno del 1420.
Gabriele Benedetti
“Ho immaginato questo luogo - aggiunge Altavilla dai prati della Richinvelda, dove si stanno svolgendo le riprese -, nei mesi del confinamento, l’ho immaginato riempirsi di gente, nel brulichio estivo di inizio estate. Un luogo non adatto alla forma del teatro, senza posti a sedere, scene, quinte, ma un luogo simbolico, dove il teatro si tramuta in rito. Pensavo che proprio questo era il senso del teatro, non trovarsi in qualsiasi luogo, ma in quel luogo, in quella sera. Nella sua forma primordiale, forse una forma mai esistita, il teatro è poche cose: riunirsi in un tempo e in un luogo mentre qualcuno traduce in parole per tutti, una storia, un evento, o semplicemente un’azione, un gesto, un costume. Una sintesi estrema di tutto ciò che in quel momento non ci era concesso. Nessun luogo, o meglio ogni luogo, era questa la forma delle nostre comunicazioni digitali. Nessun tempo, o meglio ogni tempo, era questa la forma della riproducibilità tecnica delle nostre trasmissioni culturali. Nessuna storia, o meglio tutte le storie, raccontate nella bulimia narrativa durante le fasi più acute dell’epidemia. Il sogno del Ludus da progetto culturale si è trasformato in un’esigenza esistenziale, dove, prima di tutto, andava rispettato il tempo, la data simbolica del 6 giugno, il giorno della morte del Patriarca, poi il luogo, lo spettacolo, o meglio, le sue prove, nel luogo dell’assassinio, e infine la sua storia, quella raccontata da Floramo/Vitale da Bologna, in una prosa in rima, che a sua volta sta all’origine della lingua, ambientata proprio negli anni terribili della peste nera. Ecco perché un documentario dal vivo, girato durante le prove dello spettacolo nei prati della Richinvelda, arricchito dal commento dell’autore dalle sale del Vitale al duomo di Udine e di qualche breve omaggio all’arte dei luoghi e delle rievocazioni da cui questo progetto prende vita. Quelle che vedrete le ho chiamate prove, perché lo spettacolo, quello lo si può fare solo in un modo, insieme".
L’emergenza sanitaria in atto non ha fermato i “sogni” del Grup Artistic Furlan. "Come ben sappiamo stiamo vivendo un periodo difficile - ha spiegato Sandra Bono, presidente del Grup Artistic Furlan – e non è facile trovare il modo giusto per comunicare l’arte e le tradizioni. Tuttavia volevamo, in accordo con il comune di San Giorgio della Richinvelda, celebrare simbolicamente un momento storico significativo, e questo è stato possibile grazie alla volontà di ripartire di molte persone. Devo un ringraziamento speciale a tutti gli enti coinvolti, ma in particolare a Folkest, al Museo del Duomo-Cattedrale di Udine, alla Parrocchia di Santa Maria Annunziata di Udine, all’Arcidiocesi di Udine – Ufficio Arte Sacra e Beni Culturali, alla Parrocchia di San Giorgio della Richinvelda, all’Ufficio Diocesano per l’Arte Sacra e i Beni Culturali della Diocesi di Concordia, a PromoTurismoFVG a tutti i volontari che hanno prestato la loro opera preziosa.”
Maggiori informazioni su ludusbertrandi.it.

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venerdì 5 giugno 2020

RaiPlay Learning racconta la Civiltà Medievale

Il Medioevo è quel periodo storico che va dal V al XV secolo. Quei lunghi anni, un tempo bollati con l’espressione secoli bui, sono stati invece valorizzati da storici come George Duby e Jacques Le Goff, per non parlare di Umberto Eco con il suo indimenticabile romanzo “Il nome della Rosa".
Oggi il Medioevo è nuovamente al centro di una forte attenzione da parte degli studiosi, e dei semplici appassionati, per via dell'alta concentrazione di storia e di arte meravigliosa.
L’offerta di RaiPlay Learnig, frutto di un’ampia scelta di programmi culturali, da giovedì 4 giugno 2020, vuole coprire tutte le voci, raccontando il periodo temporale, ma non solo; attraverso la descrizione delle Crociate e del Santo Graal, fino alla cronaca della vita quotidiana, valorizzare le figure storiche di Carlo Magno e di Francesco d’Assisi,  di Dante Alighieri e di Giotto e, infine, mostrare le magnificenze dell’architettura - da Siena a Ravenna - per esprimere al meglio e definitivamente il senso della civiltà medievale.

venerdì 15 maggio 2020

"La cattedrale del mare" su Canale 5

La lealtà dei servi verso i feudatari. Il sogno di vendetta degli umili nei confronti dei padroni tiranni. L’amore filiale, la passione bruciante, l’orgoglio ferito che si trasforma in eterna sete di giustizia. E un’ambientazione storica suggestiva: la Barcellona del 1300, tra guerre, carestie e pestilenze. Un mondo in cui accanto alla forte spiritualità si fa strada l’intolleranza religiosa.
C’è tutto questo e molto altro nella nuova serie tv “La cattedrale del mare”, al via martedì 19 maggio 2020 su Canale 5 in prima serata. La fiction è tratta dall’omonimo best seller di Ildefonso Falcones, pubblicato in Italia nel 2007, che ha venduto oltre 6 milioni di copie in 40 Paesi. «Nel Mediovevo tutto pareva inevitabile, il risultato di un disegno divino. La schiavitù e l’Inquisizione erano legittimi» spiega l’autore del romanzo, avvocato divorzista catalano e scrittore amatissimo nel nostro Paese. «Ma i sentimenti che racconto sono ancora attuali perché viviamo anche noi in un’epoca di forti ingiustizie sociali».
Coprodotta da Netflix, la serie tv è stata girata per l’80% in esterni in tutta la Spagna, tra Estremadura, Castilla-La Mancha, Castilla y León, Madrid, Aragona e Catalogna. Una produzione gigantesca, con un ricco cast tecnico che si è avvalso di 2.500 comparse e 2.000 costumi. Come il romanzo, la storia si divide in quattro parti: “Servi della gleba”, “Servi della nobiltà”, “Servi della passione” e “Servi del destino”, che vanno in onda in altrettante puntate.
Il protagonista si chiama Arnau Estanyol (Aitor Luna, che ha interpretato Humberto Santamaría in “Velvet” e “Velvet Collection”) ed è un ragazzo molto dolce che vive a Ribera, il quartiere dei vasai di Barcellona. Dal padre Bernat, che ha lavorato come contadino in condizioni di schiavitù nelle terre del Signore di Bellera, Arnau eredita lo spirito di sacrificio e un neo sotto l’occhio, marchio di famiglia. Non ha mai conosciuto la madre, ma è devoto alla Vergine Maria, a cui rivolge le sue preghiere nei momenti difficili. Per questo, quando resta orfano del papà, il ragazzo entra nella confraternita dei “bastaixos”, gli scaricatori di porto che portano avanti un progetto epico: la costruzione della Basilica di Santa María del Mar.
Così inizia una vita tormentata fra l’amore impossibile per Aledis (l’attrice Andrea Duro, la Enriqueta di “Il segreto”), che lo desidera con tutte le sue forze, e le nozze combinate con Elionor (Silvia Abascal), la cortigiana che lo disprezza per via delle umili origini. Nulla però fermerà la scalata sociale di Arnau che, nato servo, riuscirà a diventare un eroe popolare, meritando i favori del re e i titoli di Barone e Console del Mare.

domenica 10 maggio 2020

Le invettive eretiche di un giullare friulano

A causa della quarantena provocata dall'epidemia, Pieri Budjel purtroppo era stato impedito a esibirsi nella performance che era stata messa in cantiere dall’associazione culturale Colonos per la rassegna In File e che avrebbe dovuto tenersi agli inizi di marzo sotto la loggia colonica con la musica dei Carantan. Ora però si è deciso a uscire e farà la sua comparsa domenica 10 maggio 2020, alle ore 21,00 in diretta streaming su Facebook, raggiungibile anche attraverso il sito web www.colonos.it.
Sarà a testimoniare, tramite l’alter ego di Angelo Floramo, che se il contagio dell’epidemia ha imposto pesanti impedimenti alla libertà di movimento e di azione, non può tuttavia venir meno, anzi va coltivato maggiormente l’esercizio personale e collettivo del libero pensiero e della critica al potere.
Esiste una letteratura d’invettiva in lingua friulana? Durante il corso di questa serata anomala e sguaiata, ma carica di umore nero mescolato ad amara dolcezza, nella stalla dei Colonos si leverà una voce blasfema e coscientemente eretica, capace di prendere a sassate il perbenismo delle classi dominanti, l’ipocrisia della Chiesa che ama “puttaneggiar coi regi”, la demagogia dei “sorestans”, mettendoli vergognosamente a nudo. Personaggio inedito e ad oggi sconosciuto, frequentatore di piazze e di osterie, questo oscuro cantore del ‘500 rievocato dalla terrigna capacità di ribellione insita nell’anima ancestrale dei Friulani, per la prima volta si presenterà con la sua voce greve e libertaria. La raccomandazione è quella di saper leggere tra le righe, nelle filigrane della Storia: perché nella mascherata sconcia e sporcacciona, nel ritmo molesto e grottesco, ce n’è per tutti i Signori, anche quelli del nostro tempo, che non verranno risparmiati in nome del popolo friulano e della Verità.
Per seguire l'evento su Facebook clicca qui !

venerdì 8 maggio 2020

Tracce di Piacenza medioevale

Anche quest’anno, nonostante la situazione di difficoltà dovuta all’emergenza sanitaria, il Liceo Gioia di Piacenza ha partecipato all’iniziativa “Quante storie nella storia. Settimana della didattica e dell’educazione al patrimonio in Archivio”, realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Piacenza.
Protagonista è stata la 2 Scientifico C, che ha presentato il progetto “Tracce di Piacenza medioevale”. I ragazzi, coordinati dalla docente Manuela Veneziani, hanno realizzato un video frutto della ricerca svolta tra i documenti dell’Archivio di Stato, l’archivio del Capitolo di Sant’Antonino e l’analisi dei principali monumenti della città. Il lavoro degli studenti pone l’accento su una città ricca, colta e bella: molto dell’età di mezzo è infatti rimasto nel centro cittadino e, attraverso questi interessanti documenti ed immagini suggestive, gli studenti svelano luoghi e situazioni della Placentia di quasi mille anni fa.

domenica 3 maggio 2020

LadyHawke su Rete 4

Domenica 3 maggio 2020 alle ore 21,30 su Rete 4 va in onda LadyHawke, una magica fiaba ambientata nel Medioevo.
In un borgo fortificato del Medio Evo francese, ha alla sua corte un vescovo-signore. Ma è un uomo dall'animo malvagio e corrotto. Invaghitosi di Isabella d'Angiò, la fidanzata del capo delle guardie - Etienne Navarre - colpisce la giovane e bella coppia con la sua maledizione. Così Etienne è condannato ad andarsene ramingo ed ogni notte a trasformarsi in lupo, mentre la donna lo segue: ma sarà tale solo di notte anche lei, mentre di giorno non è che un falco, aggrappato al pugno dell'amato. 
Ladyhawke è un film del 1985 diretto da Richard Donner, con protagonisti Matthew Broderick, Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer.
La località da cui Philippe evade, nell’originale è Aquila o L’Aquila e lo stesso Vescovo è il vescovo della città, ma nel doppiaggio italiano L’Aquila è diventata Aguillon, in modo da assumere dei richiami francofoni.
Seppur la trama nell’edizione italiana voglia richiamare un’ambientazione francese, il film è stato girato quasi interamente in Italia, nelle province di Cremona, Parma e Piacenza e nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a Pereto, a Campo Imperatore (in Provincia dell’Aquila), dove il falco viene ferito, al Passo Giau e al piccolo lago d’Antorno nelle vicinanze del lago di Misurina nelle Dolomiti. Il rifugio del monaco è la Rocca di Calascio, appositamente scenografata con l’aggiunta di corone alle torri (tra cui quella da cui precipita Michelle Pfeiffer), mentre i borghi medievali mostrati includono le località di Torrechiara (il castello), Castell’Arquato (PC), Soncino (CR) e Bacedasco, frazione di Vernasca (PC). La veduta esterna in lontananza del borgo di Aguillon (Aquila in originale) è in realtà quella di Castel del Monte (Provincia dell’Aquila), a cinque chilometri da Rocca Calascio. La chiesa al cui interno si svolge la scena finale (ricostruita a Cinecittà) è San Pietro a Tuscania.

mercoledì 22 aprile 2020

Piazza dei Miracoli su Rai Uno

Mercoledì 22 aprile 2020 alle ore 21.25, la Piazza dei Miracoli di Pisa sarà protagonista della trasmissione di Rai Uno, “Meraviglie. La penisola dei tesori”. Condotta da Alberto Angela, la trasmissione propone un viaggio alla scoperta dei luoghi che rendono l’Italia una vera e propria “penisola dei tesori”. Tesori che provengono dall’antichità, ma anche dal Medioevo e dal Rinascimento, e da tutte le epoche passate. Attraversare e conoscere l’Italia significa poter incontrare capolavori che provengono da ogni epoca, caratteristica che la rende unica al mondo.
La puntata sarà dedicata a Pisa e alla sua famosa Piazza dei Miracoli, ma anche ai i Sassi di Matera e alle Dolomiti, tutti e tre siti dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità.  Al racconto di Pisa sono dedicati i primi 45 minuti di trasmissione. Nella Piazza dei Miracoli, come si legge sul sito della Rai che annuncia la puntata, Alberto Angela illustrerà la storia e le particolarità della famosa Torre pendente, si potrà ammirare il Duomo con la lampada che, secondo la leggenda, avrebbe fornito a Galileo Galilei ispirazioni per le sue teorie. Nel Battistero sorprenderà la particolare acustica, e si comprenderà perché il camposanto di Pisa con i suoi famosi affreschi, costituisce una straordinaria attrattiva meno spettacolare della Torre, ma sicuramente di grande fascino e di grande valore storico artistico. Il restauro e la ricollocazione in parete degli affreschi del camposanto, raccontano inoltre un momento di eccellenza tutta italiana.
Bellissime immagini, alcune girate con il drone, portano lo spettatore ad ammirare uno dei luoghi più famosi del mondo, ricco di storie e di arte, augurandosi che sia possibile quanto prima poter nuovamente permettere le aperture di questi luoghi ai visitatori.
Per vedere la puntata online clicca qui !

lunedì 20 aprile 2020

Umbria medievale a Linea Verde

Appuntamento con Linea Verde, su Rai Uno, alle ore 12.20 di martedì 21 aprile 2020.
Il futuro ha un cuore antico: negli ultimi anni si sta sempre più affermando la consapevolezza che la vera innovazione non consiste nel rinnegare le concezioni e le pratiche dei nostri antenati, ma nel valorizzarle e interpretarle creativamente.
È così che in Umbria, regione verde per eccellenza, ci mettiamo alla ricerca di antiche tradizioni che sono ancora oggi risorse economiche, ragioniamo sui cambiamenti irreversibili, ci occupiamo di aziende che hanno scelto protocolli ecologici, di giovani imprenditori che cercano nuove strade per valorizzare il loro territorio… Beppe Convertini e Ingrid Muccitelli con la partecipazione di Peppone si muoveranno tra borghi e siti naturalistici di grande interesse, a cominciare dal Lago Trasimeno, mettendo in evidenza la biodiversità del territorio. Tra i colori variopinti dell’autunno visiteremo il “carapace”, la cantina-opera d’arte di Arnaldo Pomodoro e, nel borgo di Piegaro, parteciperemo alla lavorazione artigianale del vetro: una tradizione che risale al Medioevo. Altro borgo, altra tradizione a Deruta che, sin dal Medioevo, è rinomata per le sue ceramiche e ancora oggi la sua economia si basa su questo artigianato. Nelle campagne di Panicale scopriremo l’unico allevamento in Italia di bisonti, ma anche le bellezze del paese, la sua pianta particolare, il teatro e la chiesa barocca. Infine, la raccolta delle olive e la lavorazione in frantoio per l’olio extavergine spremuto a freddo, grande tesoro del Centro Italia e in particolare dell’Umbria.

martedì 14 aprile 2020

"Bonifacio: schiaffo al Papa" su Rai Storia

L'arresto di Bonifacio VIII, miniatura della Nuova Cronica di Giovanni Villani
Martedì 14 aprile 2020 su Rai Storia (Canale 54 del digitale terrestre) alle ore 15,00 Cristoforo Gorno in "Cronache dal Medioevo", racconta l'oltraggio ricevuto da papa Bonifacio VIII nel pieno della disputa con Filippo il Bello di Francia.
Nel Medio Evo il papa è, come oggi, il capo della chiesa cattolica. Davanti a lui si inginocchiano re e imperatori, il suo potere è assoluto. Eppure a Bonifacio VIII tocca un'altra sorte. I suoi contemporanei lo trattano con disprezzo, Dante Alighieri lo mette all'Inferno, Jacopone da Todi lo paragona a un nuovo Lucifero, e Sciarra Colonna lo prende a schiaffi. Quello che avviene ad Anagni, il 7 settembre del 1303, è la cronaca di un oltraggio, un attacco senza precedenti al potere inviolabile di un papa.

lunedì 6 aprile 2020

Un video sul caso di Simonino da Trento

Trento, 23 marzo 1475, giovedì santo. Simone, un bambino di circa due anni, scomparve misteriosamente tra i vicoli dell'antica città alpina. Il giorno di Pasqua il suo corpo senza vita venne ritrovato nei pressi della casa della piccola comunità ebraica locale. Ritenuti responsabili del rapimento e dell'omicidio del bambino, gli ebrei furono subito incarcerati, processati e, sulla base di confessioni estorte con la tortura, condannati a morte. L’accusa si fondava sulla credenza, o leggenda, che gli ebrei compissero sacrifici rituali di fanciulli cristiani. Il piccolo Simone (detto il 'Simonino') fu subito considerato un martire al centro di un culto intenso. La venerazione, sostenuta dalla diffusione di immagini sacre e partecipate processioni, attraversò i secoli.
Solo negli anni sessanta del Novecento ci fu un processo di revisione che portò all'abolizione del culto. Quella del Simonino è una vicenda straordinaria perché attraversa i secoli e ha lasciato grande traccia nell'arte e sulla stampa. Ma c'è di più. Si tratta, potremmo dire, di una fake news ante litteram, costruita ad arte all'interno di uno spregiudicato progetto di costruzione del nemico.
Il video “L'invenzione del colpevole: il caso del Simonino da Trento” sarà trasmesso sul canale YouTube della Fondazione Museo storico del Trentino martedì 7 aprile 2020 alle ore 15,00 nell'ambito del progetto di didattica online Storia.Edu. Alle ore 21,00 e alle 22.30 sarà invece proposto su History Lab, canale di storia e memoria della Fondazione Museo storico del Trentino in onda sul 602 del digitale terrestre e in streaming su hl.museostorico.it. Con gli interventi di Emanuele Curzel, Valentina Perini, Domenica Primerano e Diego Quaglioni. Un video a cura di Matteo Gentilini, Alice Manfredi e Michele Toss. Una produzione Fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con Museo Diocesano Tridentino.

giovedì 2 aprile 2020

Palazzo Davanzati. Il sogno di un’antica dimora fiorentina

Palazzo Davanzati a Firenze
Il video “Palazzo Davanzati. Il sogno di un’antica dimora” con la storia e gli interni di uno dei meglio conservati palazzi storici fiorentini è il breve documentario disponibile sul canale YouTube del MiBACT https://youtu.be/XN7-znYi6z0, dove dall’inizio dell’emergenza coronavirus i musei, i parchi archeologici e gli istituti autonomi statali stanno fornendo contributi audiovisivi di ogni genere per permettere alle persone di continuare a godere del patrimonio culturale nazionale.
Accorpamento trecentesco di case torri precedenti, Palazzo Davanzati testimonia il passaggio al palazzo rinascimentale nel cuore della Firenze medievale. Una storia antica, cominciata con la famiglia mercantile dei Davizi che lo fondò a metà del Trecento quando fece ritorno da Avignone e proseguita fino ai nostri giorni nei numerosi passaggi di proprietà per entrare definitivamente nel patrimonio dello Stato nel 1956. In queste sale si sono avvicendati personaggi noti e meno noti della storia nazionale, da Carlo Collodi che ne frequentava la bisca clandestina natavi nella metà dell’Ottocento a Giovanni Papini che vi insediò la redazione della rivista “Leonardo”.
Interessato da un lungo restauro dagli anni Novanta al 2009, grazie agli arredi provenienti dai depositi del Bargello, alle collezioni di merletti e oggetti dipinti e ai cicli pittorici degli affreschi, Palazzo Davanzati costituisce oggi un modello di fiorentinità nel mondo, che presto il pubblico potrà scoprire o riscopire.
Con questa iniziativa il Mibact, attraverso un impegno corale di tutti i propri istituti, mostra così non solo ciò che è abitualmente accessibile al pubblico, ma anche il dietro le quinte dei beni culturali con le numerose professionalità che si occupano di conservazione, tutela, valorizzazione. Attraverso il sito e i propri profili social facebook, instagram e twitter il Ministero rilancia le numerose iniziative digitali in atto. Sulla pagina La cultura non si ferma del sito https://www.beniculturali.it/laculturanonsiferma, in continuo aggiornamento, sono inoltre già presenti diversi contributi dei luoghi della cultura statali della Toscana.

lunedì 23 marzo 2020

Speciale Dante su Rai 5

Tre puntate per approfondire ciascuna delle tre cantiche della Divina Commedia: le propone – in vista del “Dantedì” di mercoledì 25 marzo – lo Speciale per Dante di “Storie della letteratura” in onda lunedì 23, martedì 24 e mercoledì 25 marzo 2020 alle 16.30 su Rai5 (Canale 23 del digitale terrestre)
ll programma, firmato da Isabella Donfrancesco, Alessandra Urbani e Sandro Vanadia, con la regia di Laura Vitali, affida a un linguista la nota introduttiva di ogni cantica, realizzata nella cornice della Sala Dante del Casino Massimo Giustiniani in Roma, con gli affreschi dei Nazareni ispirati al poema dantesco: l’Inferno è affidato a Giuseppe Patota (Università di Siena – Arezzo), il Purgatorio a Valeria Della Valle (Università di Roma La Sapienza), il Paradiso a Luca Serianni (Università di Roma La Sapienza). Accanto a loro 33 lettori eccellenti, scelti a suo tempo tra le figure più rappresentative della nostra scena culturale, affrontano le terzine dantesche in una ideale staffetta che vede intrecciarsi il mondo della scienza con le arti, la letteratura con la danza e il teatro, il cinema con la musica. Da Piera Degli Esposti a Francesco Piccolo, da Umberto Veronesi a Ennio Morricone, da Gian Luigi Beccaria a Ennio Calabria, da Roberto Bolle a Franco Mandelli, da Sandro Veronesi a Pupi Avati, da Giuliano Montaldo a Dacia Maraini, da Rosetta Loy a Tullio De Mauro, da Tiziano Scarpa a Ugo Gregoretti, da Marco Baliani a Valerio Magrelli, da Claudio Santamaria a Carla Fracci, da Giosetta Fioroni a Maddalena Crippa, da Jhumpa Lahiri a Flavio Caroli, da Glauco Mauri a Igiaba Scego: questi e molti altri i lettori che hanno voluto rendere omaggio alla Commedia e al suo autore.
Le musiche che chiudono ogni puntata, infine, sono il singolare omaggio di Ambrogio Sparagna al poema dantesco.

sabato 21 marzo 2020

Livio Leonardi "Sulle tracce di Dante"

Domenica 22 marzo 2020 Paesi che Vai dedica una puntata straordinaria a Dante Alighieri.
In occasione dal “Dantedì”, la giornata dedicata al Sommo Poeta, recentemente istituita dal MIBACT il giorno 25 marzo - data che gli studiosi indicano come possibile inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia - Livio Leonardi condurrà il suo pubblico “sulle tracce di Dante” nelle città che lo hanno accolto prima come ambasciatore di Firenze e successivamente come esule, in seguito all’ingiusta condanna subita nella sua natale.
Con il consueto racconto appassionante e la capacità di far rivivere il passato nel piccolo schermo, Livio Leonardi – insignito proprio per questo motivo di importanti riconoscimenti quali la medaglia d’oro della Società Dante Alighieri per la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo e il Premio Internazionale Visioni per la TV della Fondazione Civita di Bagnoregio – inizierà la puntata dalla città di Verona, più precisamente dall’Arena, luogo simbolo della città veneta. A Verona Dante trascorse parte del suo esilio: sette anni nei quali il sommo poeta fu ospite della signoria scaligera e il particolar modo di Cangrande della Scala, il celebre condottiero che Dante definì: “Colui che’mpresso fue, nascendo, si da questa stella forte, che notabil fier l’opre sue”.
Ideatore e conduttore dello storico programma che gode del Patrocinio del MIBACT, Livio Leonardi si sposterà a San Gimignano, la famosa città toscana “delle belle torri”, o se vogliamo la “Manhattan del medioevo”, che accolse un Dante ancora ambasciatore della sua Firenze; in Lunigiana presso il castello di Fosdinovo dove Dante esule, sostenuto dai Malaspina, riprenderà la scrittura della sua Commedia; a Gradara, il cui celebre castello ha visto consumarsi una delle storie d’amore più tragiche: quella tra Paolo e Francesca, gli amanti sventurati, immortalati da Dante nel V canto dell’Inferno.
Il viaggio sulle tracce del Divin Poeta si concluderà – e non poteva essere altrimenti - a Ravenna, la città che accolse l’artista gli ultimi anni della sua vita e che oggi ospita le sue spoglie immortali. A Ravenna Dante si spense nel settembre del 1321.
Livio Leonardi vi aspetta con Paesi che vaidomenica 22 marzo ore 9:40 su Rai1.

sabato 25 gennaio 2020

"Robin Hood nel castello di Nottingam" a Ravenna

Domenica 26 gennaio 2020 alle ore 17,00 alle Artificerie Almagià di Ravenna si fa un tuffo nel Medioevo con il coinvolgente spettacolo della compagnia Abruzzo Tuccur/I Guardiani dell’Oca e il loro “Robin Hood nel castello di Nottingam”.
Nell’affascinante mondo dell’Inghilterra medioevale, Robin Hood e la sua allegra compagnia, immersi nel verde fantastico e magico della Foresta di Sherwood, tentano di opporsi eroicamente alle cattiverie del perfido Principe Giovanni, detto “il senza terra”, e del suo fedelissimo e cattivissimo Sceriffo di Nottingham. In un crescendo di emozioni il pubblico potrà rivivere un’affascinante storia dal sapore antico, ricca di sorprese e colpi di scena. Little John, Frate Tuck, Lady Marianne, lo Sceriffo di Nottingham e il piccolo soldato Artur, faranno a gara per impedire o agevolare le imprese eroiche di Robin Hood. Tra fantasmini, castelli e antiche leggende, per circa un’ora, tutti potranno partecipare attivamente all’avventura fantastica di Robin.
La biglietteria sarà aperta la domenica di spettacolo dalle 10.30 alle 12.30 e il pomeriggio dalle ore 16.00 presso l’Almagià (via dell’Almagià 2, zona Darsena – Tel. 392.6664211).