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lunedì 17 ottobre 2022

Santa Maria Antiqua e la pittura bizantina nell’Italia altomedievale

Lunedì 17 ottobre 2022 alle 21.40 va in onda su Rai Storia la nuova punatata di Viaggio nella bellezza: "Santa Maria Antiqua e la pittura bizantina nell’Italia altomedievale".
Una chiesa alto medievale nel cuore del Foro romano con uno spettacolare ciclo di affreschi. È Santa Maria Antiqua, da molti considerata la "cappella Sistina" dell'VIII secolo, che ha riaperto al pubblico con un nuovo allestimento. Un luogo raccontato da “Italia. Viaggio nella bellezza”, in onda lunedì 2 maggio alle 22.10 su Rai Storia. Le pitture di Santa Maria Antiqua raccontano una Roma inedita al grande pubblico: una città pienamente orientalizzata, con i suoi papi greci e palestinesi. Pontefici come Giovanni VII (650 d.C. – 707 d.C.) che si affida ai migliori pittori provenienti da Bisanzio per trasformare Santa Maria Antiqua nella chiesa più orientale di tutta Roma. Nei secoli della temperie iconoclasta, quando nell'Oriente cristiano di lingua greca le icone e le immagini sacre sono bandite, questo piccolo edificio intitolato alla Vergine ai piedi del Palatino, accoglie le più belle espressioni della pittura bizantina: un viaggio fra i capolavori realizzati da una "mano greca" nell'arte alto medievale dell'Occidentale latino.

giovedì 31 marzo 2022

"Medioevo: paure e nostalgia" video-documentario a Perugia

Medioevo e medievalismi. Mai nessun periodo storico ha influenzato così tanto la cultura e la mentalità dell’uomo. Il Medioevo è presente nel linguaggio quotidiano e nell’immaginario contemporaneo, che si pensi a un’epoca remota di barbarie e oscurità oppure a un tempo felice di cavalleria e cortesia. Il Medioevo è vivo, mitizzato, oggetto di fascinazione, evasione e utopia (per esempio nei racconti fantasy e nei giochi di ruolo), ma anche memoria inconsapevole, fissatasi in parole e modi di dire ancora oggi di uso comune. 
A questa duplice natura e visione del Medioevo, con le sue contraddizioni e la sua ricchezza di simboli, è dedicato il video-documentario Medioevo: paure e nostalgia, ideato e diretto da Roberta Capelli, professoressa di Filologia e linguistica romanza dell’Università di Trento, che sarà proiettato in anteprima nazionale, venerdì 8 aprile 2021 alle 17:30, presso il Cinematografo comunale Sant’Angelo di Perugia, alla presenza dell’Autrice, che dialogherà con Attilio Bartoli Langeli (Pontificio Ateneo Antonianum − Roma) e Carlo Pulsoni (Università di Perugia). 
“Questo video-documentario – spiega Roberta Capelli – nasce come esperimento per sondare le potenzialità comunicative di un discorso accademico di natura specialistica e complessa (quale è la fortuna del medioevo nei secoli post-medievali), veicolato dal medium audiovisivo e per questo più facile da far circolare tra un pubblico più ampio rispetto alle platee dei convegni e delle conferenze, o delle aule universitarie. Il tema scelto è trasversale e mette a confronto specializzazioni molto diverse tra loro, che si incontrano e dialogano, ciascuna con il proprio linguaggio tecnico, in un campo degli studi umanistici ancora non ben sistematizzato in Italia: il medievalismo”.
Il video-documentario, finanziato dal Centro di Alti Studi Umanistici (CeASUm) del Dipartimento di Lettere e Filosofia di Trento, con il contributo dell’Accademia di Studi italo-tedeschi di Merano, realizzato dallo Studio Bold di Rovereto, nell’ambito del progetto ForMe – Fortune del Medioevo (coordinato da Roberta Capelli), è stato girato in oltre una ventina di luoghi del Trentino e dell’Alto Adige rappresentativi della sopravvivenza e persistenza dell’eredità medievale nel territorio, e vede la partecipazione di tredici docenti dell’Università di Trento, di Bolzano e di Firenze che ricostruiscono, da prospettive diverse, uno tra i molti percorsi di conoscenza possibili nella complessità di un millennio di storia: dal successo delle saghe dei paesi nordici (Fulvio Ferrari) a quello dell’epica iberica (Claudia Demattè) nella cultura di massa; dal pensiero di sant’Agostino e san Tommaso nei suoi svolgimenti contemporanei (Irene Zavattero) alle encicliche sociali di papa Leone XIII (Emanuele Curzel); dalla restaurazione del canto gregoriano (Marco Gozzi) ai restauri integrativi di edifici pubblici e religiosi tra Otto-Novecento (Laura Cavazzini e Dario De Cristofaro); dall’Arturianesimo vittoriano (Greta Perletti) al Nome della Rosa di Umberto Eco (Matteo Cazzato), l’analisi della trasmissione e della ricezione del Medioevo ne mostra la fondamentale bivalenza, e il fatto che diventi un approdo di assoluto (Salvatore Abbruzzese), una risposta al “disagio della modernità” (Claudio Giunta) e una promessa di fuga nella nostalgia del passato (Ralf Lüfter).

giovedì 1 aprile 2021

Dante in Emilia Romagna

S’intitola ‘Dante in Emilia Romagna’ il video su Youtube, dedicato al viaggio del Sommo Poeta nella ‘terra tra gli Appennini e l’Adriatico’, che lo vide esule dopo l’allontanamento forzato da Firenze. Un itinerario che si snoda tra bellissimi scenari paesaggistici e capolavori dell’arte, fonti di ispirazione nella Divina Commedia. Un corto che vede protagonista anche la fortezza medievale di Castrocaro: il figurante che interpreta Dante è ritratto mentre varca l’imponente portone ferrato della rocca e scende nei misteriosi sotterranei; nella sala del castellano è ripreso mentre scrive lettere agli Ordelaffi. Il video, realizzato da WildLab Multimedia, è prodotto dalla Regione in collaborazione con Società Dantesca Italiana e con il patrocinio del Ministero della cultura, Comitato nazionale Dante 2021 e Associazione degli italianisti.

mercoledì 30 dicembre 2020

La Chiesa di San Lorenzo a Verona in un video

Portale d'ingresso al sagrato
La Chiesa di San Lorenzo è protagonista di uno speciale prodotto da Black e White Studio Tv e visibile sui loro canali social. In occasione delle festività natalizie e delle numerose restrizioni, la web tv veronese di Riccardo Canovai ha realizzato un documentario sulla costruzione architettonica eretta fra la fine del XI secolo e inizio del XII situata a Verona.
Presentatore e conduttore è Angelo Passuello, giovane ricercatore veronese e dottore di ricerca in Storia delle arti all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Autore di numerose pubblicazioni e relatore a svariati convegni internazionali, da anni incentra le sue ricerche sulle manifestazioni artistiche di Verona in epoca medievale. «La chiesa di San Lorenzo, situata in Corso Cavour 28 in centro città, è opera di maestranze che tradussero modelli continentali per creare un complesso dalle caratteristiche uniche che, per molti aspetti, non ha eguali a livello internazionale – spiega Passuello. - Questo monumento, assieme a San Fermo del 1065, tracciò la strada per la formazione di un linguaggio romanico tipicamente veronese, che vide gli esiti più importanti nella basilica di San Zeno del 1138 e nella Cattedrale risalente al 1139».
Il giovane ricercatore è autore di “San Lorenzo in Verona” di Cierre Edizioni, un dossier dedicato alla chiesa grazie al quale si è aggiudicato la XVI edizione del Premio Italia Medievale nella categoria Editoria. San Lorenzo presenta alcune peculiarità uniche: «La sua eccezionalità è tangibile sin dalla planimetria con l’ampio capocroce caratterizzato da cinque absidi in progressione scalare di matrice cluniacense – prosegue. - Gli alzati sono davvero sorprendenti con le ampie gallerie, dette matronei, di derivazione normanna che corrono sopra le navate laterali. Inoltre le due grandi torri circolari che cingono la facciata evocano le porte urbiche romane. La muratura, ancora, esalta magistralmente l’alternanza fra la pietra e il mattone, creando un effetto di grande impatto».
Questa è solo una piccola anticipazione di quanto è raccontato nel documentario che racchiude le bellezze artistiche e architettoniche risalenti all’epoca medioevale. «Questa chiesa, pur essendo così importante, è quasi soffocata dagli immobili che nel corso dei secoli le sono stati costruiti attorno, rendendola quasi invisibile. Ho dedicato anni di studio a San Lorenzo, specialmente durante il dottorato a Venezia e poi nella stesura del libro – conclude Passuello. - Questo documentario realizzato con BlackeWhite Studio TV e con l’équipe del regista Riccardo Canovai, grazie anche alle straordinarie riprese con drone effettuate da Zeno Bernardini, rende merito a questo gioiello unico». 

giovedì 3 dicembre 2020

Arriva El Cid Campeador su Amazon Prime

Visivamente parlando, soprattutto se non siete di primo pelo, l'immagine che avete del più famoso cavaliere medievale di Spagna, El Cid Campeador (1040 circa - 1099), è indissolubilmente legata al film con Charlton Heston degli anni Sessanta.
Ecco, ora arriva una serie made in Spain che rinfresca decisamente quell'immagine. Si intitola El Cid e sarà disponibile su Amazon Prime Video a partire dal 18 dicembre 2020. Ovviamente alla base della narrazione, così come per il film del 1961 c'è il Cantar de Mio Cid, poema di 3753 versi che ha cristallizzato la leggenda di questo paladino che ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione del mito della Reconquista spagnola.
La serie rielabora la tradizione poetica e la storia del Cid, interpretato da Jaime Llorente (il Denver de La casa di carta), senza prendersi troppe libertà. Semmai procede per riempimento dei vuoti lasciati dalle fonti. Parte infatti ricostruendo bene il contesto in cui muove i suoi primi passi Rodrigo Díaz de Vivar, il giovane nobile che diventerà El Cid. La Spagna dell'XI secolo era travagliata da continue lotte. Si trattava solo in parte di scontri connotabili come guerre di religione tra i regni cristiani e i potentati mussulmani. Spesso motivi di politica contingente potevano scombinare le alleanze e far sì che mori e cristiani combattessero alleati contro altri mori o altri cristiani. Il giovane Rodrigo arriva così, dopo la morte del padre, alla corte de Regno di Leon dove governa Ferdinando I di Castiglia che ha sposato Sancha I. Sancha è la regina de jure, ma di fatto governa Ferdinando... Sancha vorrebbe riprendersi il trono ma senza fare del male a Ferdinando, che è il padre dei suoi figli e tutto sommato un monarca accorto. Molti nobili del Leon vorrebbero andare per le spicce invece. Ramiro, il fratello di Ferdinando, signore dell'Aragona invece trama per rompere le lucrose alleanze di Ferdinando con i musulmani che gli pagano ricchi tributi...
In questo complesso gioco di corte il futuro Cid, descritto come da tradizione come pieno d'orgoglio cavalleresco e rispetto del dovere, dovrà provarle tutte per mantenersi fedele al re e alla giustizia. Ci riuscirà ma dovendo comunque districarsi in un mondo complesso. Il risultato è una serie che, anche grazie ad un numero enorme di comparse, fornisce una ricostruzione molto aderente della Spagna dell'XI secolo. Il tutto però ha un prezzo, anche se le scene d'azione non mancano, si tratta di una fiction molto parlata e da guardare con attenzione.
Siamo lontani dal modello «Medioevo con massacro» stile Vikings per intenderci. Quindi soprattutto la prima puntata decolla piano e da largo spazio a interni, dettagli, caratterizzazione dei personaggi. Detto questo, e al netto di qualche stereotipo cavalleresco di troppo - ma non si può nemmeno pretendere che gli spagnoli buttassero giù dal piedistallo un eroe nazionale e perché poi... - il prodotto è più equilibrato di tanti altri e rende l'idea del Medioevo per quel che era, un periodo sofisticato e sfaccettato molto più di quanto comunemente si creda.
Fa anche venire voglia allo spettatore di ristudiarsi un po' di storia. Ottima anche la colonna sonora del compositore Premio Oscar Gustavo Santaolalla (Brokeback Mountain, Babel). Più oscillante la fotografia. Si passa da scene con la luce perfetta a momenti da serie spagnola di bassa qualità di qualche anno fa. Peccato.

venerdì 12 giugno 2020

Luca Maria Spagnuolo racconta il Teatro medievale

Il curatore – in circa 5 minuti – legge e commenta brani originali in volgare sulla nascita del teatro medievale italiano e sulla devozione popolare, allargando dunque il campo d’indagine culturale, senza abbandonare Dante e la Divina Commedia.
Le conseguenze dovute all’emergenza Covid-19 hanno comportato l’inevitabile sospensione degli incontri di “Dante per tutti e le leggende medievali” l’iniziativa culturale che dal 2015 si svolge a Roma e ha come intento la promozione della Divina Commedia e la diffusione della cultura e civiltà medievali attraverso l’arte e la letteratura.
Il suo ideatore e curatore Luca Maria Spagnuolo non ha però fermato le attività e, complice il vasto archivio di materiali e documenti raccolti negli anni, è tornato con un nuovo progetto disponibile ogni venerdì alle ore 12,00 sui canali video YouTube, Facebook e Instagram.
Pillole di cinque minuti utili ad avvicinare il fruitore digitale al momento in cui tornerà ad essere spettatore in carne ed ossa, destinatario diretto del patrimonio sterminato raccolto dal giovane storico dell’arte nelle biblioteche italiane ed europee. I testi letti e commentati, seppur antichi, costituiscono un’innovativa risorsa in quanto documenti inediti e di difficile reperibilità: un patrimonio non più solo per specialisti e studiosi ma finalmente restituito al pubblico. Nei video proposti si offre l’opportunità di tracciare il percorso delle origini del teatro italiano tramite l’introduzione e la lettura di copioni teatrali risalenti ai secoli XIV-XV.
La fruizione è facilitata dalla presenza di sottotitoli in italiano, per consentire la comprensione dell’originale volgare italiano e, inoltre, in inglese, per raggiungere un pubblico anche al di fuori dei confini nazionali: a questi ultimi si offre l’occasione unica di poter conoscere dei testi mai prima d’ora tradotti.

venerdì 5 giugno 2020

RaiPlay Learning racconta la Civiltà Medievale

Il Medioevo è quel periodo storico che va dal V al XV secolo. Quei lunghi anni, un tempo bollati con l’espressione secoli bui, sono stati invece valorizzati da storici come George Duby e Jacques Le Goff, per non parlare di Umberto Eco con il suo indimenticabile romanzo “Il nome della Rosa".
Oggi il Medioevo è nuovamente al centro di una forte attenzione da parte degli studiosi, e dei semplici appassionati, per via dell'alta concentrazione di storia e di arte meravigliosa.
L’offerta di RaiPlay Learnig, frutto di un’ampia scelta di programmi culturali, da giovedì 4 giugno 2020, vuole coprire tutte le voci, raccontando il periodo temporale, ma non solo; attraverso la descrizione delle Crociate e del Santo Graal, fino alla cronaca della vita quotidiana, valorizzare le figure storiche di Carlo Magno e di Francesco d’Assisi,  di Dante Alighieri e di Giotto e, infine, mostrare le magnificenze dell’architettura - da Siena a Ravenna - per esprimere al meglio e definitivamente il senso della civiltà medievale.

venerdì 8 maggio 2020

Tracce di Piacenza medioevale

Anche quest’anno, nonostante la situazione di difficoltà dovuta all’emergenza sanitaria, il Liceo Gioia di Piacenza ha partecipato all’iniziativa “Quante storie nella storia. Settimana della didattica e dell’educazione al patrimonio in Archivio”, realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Piacenza.
Protagonista è stata la 2 Scientifico C, che ha presentato il progetto “Tracce di Piacenza medioevale”. I ragazzi, coordinati dalla docente Manuela Veneziani, hanno realizzato un video frutto della ricerca svolta tra i documenti dell’Archivio di Stato, l’archivio del Capitolo di Sant’Antonino e l’analisi dei principali monumenti della città. Il lavoro degli studenti pone l’accento su una città ricca, colta e bella: molto dell’età di mezzo è infatti rimasto nel centro cittadino e, attraverso questi interessanti documenti ed immagini suggestive, gli studenti svelano luoghi e situazioni della Placentia di quasi mille anni fa.

martedì 14 aprile 2020

"Bonifacio: schiaffo al Papa" su Rai Storia

L'arresto di Bonifacio VIII, miniatura della Nuova Cronica di Giovanni Villani
Martedì 14 aprile 2020 su Rai Storia (Canale 54 del digitale terrestre) alle ore 15,00 Cristoforo Gorno in "Cronache dal Medioevo", racconta l'oltraggio ricevuto da papa Bonifacio VIII nel pieno della disputa con Filippo il Bello di Francia.
Nel Medio Evo il papa è, come oggi, il capo della chiesa cattolica. Davanti a lui si inginocchiano re e imperatori, il suo potere è assoluto. Eppure a Bonifacio VIII tocca un'altra sorte. I suoi contemporanei lo trattano con disprezzo, Dante Alighieri lo mette all'Inferno, Jacopone da Todi lo paragona a un nuovo Lucifero, e Sciarra Colonna lo prende a schiaffi. Quello che avviene ad Anagni, il 7 settembre del 1303, è la cronaca di un oltraggio, un attacco senza precedenti al potere inviolabile di un papa.

lunedì 6 aprile 2020

Un video sul caso di Simonino da Trento

Trento, 23 marzo 1475, giovedì santo. Simone, un bambino di circa due anni, scomparve misteriosamente tra i vicoli dell'antica città alpina. Il giorno di Pasqua il suo corpo senza vita venne ritrovato nei pressi della casa della piccola comunità ebraica locale. Ritenuti responsabili del rapimento e dell'omicidio del bambino, gli ebrei furono subito incarcerati, processati e, sulla base di confessioni estorte con la tortura, condannati a morte. L’accusa si fondava sulla credenza, o leggenda, che gli ebrei compissero sacrifici rituali di fanciulli cristiani. Il piccolo Simone (detto il 'Simonino') fu subito considerato un martire al centro di un culto intenso. La venerazione, sostenuta dalla diffusione di immagini sacre e partecipate processioni, attraversò i secoli.
Solo negli anni sessanta del Novecento ci fu un processo di revisione che portò all'abolizione del culto. Quella del Simonino è una vicenda straordinaria perché attraversa i secoli e ha lasciato grande traccia nell'arte e sulla stampa. Ma c'è di più. Si tratta, potremmo dire, di una fake news ante litteram, costruita ad arte all'interno di uno spregiudicato progetto di costruzione del nemico.
Il video “L'invenzione del colpevole: il caso del Simonino da Trento” sarà trasmesso sul canale YouTube della Fondazione Museo storico del Trentino martedì 7 aprile 2020 alle ore 15,00 nell'ambito del progetto di didattica online Storia.Edu. Alle ore 21,00 e alle 22.30 sarà invece proposto su History Lab, canale di storia e memoria della Fondazione Museo storico del Trentino in onda sul 602 del digitale terrestre e in streaming su hl.museostorico.it. Con gli interventi di Emanuele Curzel, Valentina Perini, Domenica Primerano e Diego Quaglioni. Un video a cura di Matteo Gentilini, Alice Manfredi e Michele Toss. Una produzione Fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con Museo Diocesano Tridentino.

giovedì 2 aprile 2020

Palazzo Davanzati. Il sogno di un’antica dimora fiorentina

Palazzo Davanzati a Firenze
Il video “Palazzo Davanzati. Il sogno di un’antica dimora” con la storia e gli interni di uno dei meglio conservati palazzi storici fiorentini è il breve documentario disponibile sul canale YouTube del MiBACT https://youtu.be/XN7-znYi6z0, dove dall’inizio dell’emergenza coronavirus i musei, i parchi archeologici e gli istituti autonomi statali stanno fornendo contributi audiovisivi di ogni genere per permettere alle persone di continuare a godere del patrimonio culturale nazionale.
Accorpamento trecentesco di case torri precedenti, Palazzo Davanzati testimonia il passaggio al palazzo rinascimentale nel cuore della Firenze medievale. Una storia antica, cominciata con la famiglia mercantile dei Davizi che lo fondò a metà del Trecento quando fece ritorno da Avignone e proseguita fino ai nostri giorni nei numerosi passaggi di proprietà per entrare definitivamente nel patrimonio dello Stato nel 1956. In queste sale si sono avvicendati personaggi noti e meno noti della storia nazionale, da Carlo Collodi che ne frequentava la bisca clandestina natavi nella metà dell’Ottocento a Giovanni Papini che vi insediò la redazione della rivista “Leonardo”.
Interessato da un lungo restauro dagli anni Novanta al 2009, grazie agli arredi provenienti dai depositi del Bargello, alle collezioni di merletti e oggetti dipinti e ai cicli pittorici degli affreschi, Palazzo Davanzati costituisce oggi un modello di fiorentinità nel mondo, che presto il pubblico potrà scoprire o riscopire.
Con questa iniziativa il Mibact, attraverso un impegno corale di tutti i propri istituti, mostra così non solo ciò che è abitualmente accessibile al pubblico, ma anche il dietro le quinte dei beni culturali con le numerose professionalità che si occupano di conservazione, tutela, valorizzazione. Attraverso il sito e i propri profili social facebook, instagram e twitter il Ministero rilancia le numerose iniziative digitali in atto. Sulla pagina La cultura non si ferma del sito https://www.beniculturali.it/laculturanonsiferma, in continuo aggiornamento, sono inoltre già presenti diversi contributi dei luoghi della cultura statali della Toscana.

lunedì 15 maggio 2017

Firenze e gli Uffizi 3D

Firenze e gli Uffizi 3D: un viaggio nel cuore del Rinascimento che accompagna gli spettatori alla scoperta della Firenze rinascimentale e della Galleria degli Uffizi. Dopo l’eccezionale successo al cinema con un risultato record al box office: 95.000 spettatori in soli due giorni di programmazione - tra i documentari d’arte più visti al mondo - arriva da giovedì 25 maggio 2017 in Home Video.
Più di 150 capolavori e 10 musei sono i veri protagonisti del film, raccontati dall’attore inglese Simon Merrells che, nel ruolo di Lorenzo il Magnifico, condurrà gli spettatori attraverso i ricordi della ‘sua’ Firenze, in un incessante dialogo tra passato e presente. Il film attraversa i luoghi simbolo di Firenze, dalla Cappella Brancacci (con gli affreschi di Masolino e Masaccio, emblema del passaggio da Medioevo a Rinascimento) al Museo del Bargello che ospita il David di Donatello; da S. Maria del Fiore con le sue sfavillanti vetrate e la Cupola del Brunelleschi a Palazzo Medici; da Piazza della Signoria a Palazzo Vecchio sino alla Galleria dell’Accademia, che custodisce il David di Michelangelo.
Nucleo del film è, ovviamente, la Galleria degli Uffizi: gli spettatori possono accedere all’interno della Tribuna (luogo visibile al pubblico solo da tre punti esterni) e Antonio Natali (direttore della Galleria dal 2006 al 2015) ci accompagna in un’esclusiva visita guidata tra le opere. L’excursus narrativo all’interno della Galleria va da Giotto a Gentile da Fabriano e Piero della Francesca, a Raffaello e Tiziano, dall’Annunciazione di Leonardo al Tondo Doni di Michelangelo, senza tralasciare le opere simbolo quali la Primavera e la Nascita di Venere di Botticelli e lo Scudo di Medusa di Caravaggio – quest’ultimo inserito all’interno di un capitolo dedicato alle opere ‘mostruose’ della Galleria, tra cui la Madonna della Arpie di Andrea del Sarto, la Calunnia di Botticelli e Giuditta che decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi.
Regia e cast: Luca Viotto.
Genere: Documentario/Film d’arte
Distribuzione: Koch Media 
Formato: DVD, Blu-Ray Edizione: 1 DVD; Edizione 2 dischi: 1 BD 2D/3D+ 1 4K Release date vendita: 25/05/2017.

lunedì 4 luglio 2016

La «Divina bellezza» di Siena

Uno scrigno che sta per schiudersi rivelando tutta la sua «Divina bellezza». Debutta lunedì 4 luglio 2016 (ore 21.30) il grande spettacolo in 3D ‘proiettato’ sulle mura-schermo dell’incompiuto Duomo Nuovo di Siena promosso dall’Opera della Metropolitana di Siena e dal Comune, con La Nazione media partner, prodotto da Civita-Opera e realizzato da Unità C1 in collaborazione con Moviement HD. Un viaggio nella storia senese. La città e le sue opere d’arte, Siena e le sue tradizioni, le sue botteghe, i senesi di ogni epoca che hanno contribuito alla costruzione di un modello: l’antica Civitas Virginis. Un grande spettacolo di 40 minuti messo in scena da ‘senesi doc’ per i loro concittadini e per tutti coloro, turisti e visitatori, che vogliono entrare in contatto con l’alto senso civico che ha reso questa città una delle più rappresentative d’Europa.
Seduto in platea e dotato di un dispositivo audio 3D in cuffia multilingua, il pubblico vedrà le danzatrici degli «Effetti del Buon Governo» di Ambrogio Lorenzetti trasformarsi in moderne ballerine, che altro non sono che le ragazze della scuola «Danza nel mondo» di Siena. I personaggi del passato continuano a parlare nel presente con i «gesti operosi» delle maestranze di oggi. Il sogno parte dal Medioevo con un mosaico di arti e mestieri in cui riconosciamo volti senesi: Alberto Positano, pittore vetrate; Marco Caratelli, pittore; Vinicio Guastatori intagliatore; Michela Cinotti, orafa; Lorenzo Rossi, fornaio; Antonio De Miccoli, pizzicagnolo; Giovanni, Fausto e Luca Liserani, farmacisti; Cesare Olmastroni, pittore di palazzo; Pier Luigi Olla, scultore; Alessandro Stella, sartoria del cuoio; Paola Bianciardi, ceramista; Laura Brocchi, fabbro; Massimo Bracciali, maestro vetraio.
La musica e la voce “senese” accompagnano le immagini del tempo che scorre scandito da orologi e campane abbracciando il pubblico seduto in platea all’interno Duomo Nuovo. L’audio in lingua straniera è stato registrato da guide locali ottenendo volutamente una traduzione con un accento cittadino.
Una corda-strumento e una corda-ideale uniscono i cittadini invitandoli alla Con-cordia, all’unione dei cuori. Dalla Concordia politica scaturiscono gli effetti benefici sul governo della città che si riflettono sulle grandi opere. La corda lega metaforicamente la Cattedrale al fulcro del Palazzo Pubblico, la sala dei Nove dipinta da Ambrogio Lorenzetti con le sue allegorie politiche di buon governo. Il sogno parte dunque dal Medioevo, ma si estende ai nostri giorni: la speranza è quella di una rinascita attraverso Sapienza che ispira Giustizia e conduce alla Concordia, fil rouge dello spettacolo, in scena fino al 30 settembre 2016. Biglietto d’ingresso: 15,00 euro, 12,00 euro ridotto, gratuito per residenti, bambini fino a 6 anni, portatori di handicap e accompagnatore, 27,00 euro combinato con Opa si Pass all inclusive ticket. I biglietti possono essere acquistati alla biglietteria del Museo dell’Opera e nei punti vendita Ticketone, oppure contattando il servizio prenotazioni. 0577/286300 – opasiena@operalaboratori.comopasiena@operalaboratori.com.

venerdì 4 dicembre 2015

Video omaggio a Dante Alighieri a Orvieto (TR)

Armaioli, tintori e mugnari hanno lasciato il posto a un esercito di meccanici, commesse e macellai. È assai più nutrito, però, l'elenco delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri - quelle che con le loro insegne portano vivacità e colore alla solennità del Corteo Storico cittadino - aggiornato dal 1400 ai più frenetici tempi moderni. E popolato di voci e volti di chi oggi a Orvieto vive e lavora.
Sono cinquanta i cittadini che hanno accettato l'invito dell'associazione di promozione sociale "EstroVersi" che, in occasione del 750esimo anniversario della nascita di Dante Alighieri, ha realizzato un video-omaggio in cui le corporazioni orvietane leggono il VI Canto del Purgatorio, dove le anime distratte da cure terrene attendono di poter iniziare la loro espiazione.
Una terzina, ciascuno. Declamata, direttamente sul posto di lavoro. Chi più spontaneo, chi meno. Ma tutti con serietà nell'affrontare la lettura, per commemorare un genetliaco d'eccezione. La presentazione ufficiale del risultato è in agenda per sabato 19 dicembre 2015 alle 18 nella Sala del Governatore del Palazzo dei Sette a Orvieto (TR). A solleticare la curiosità, intanto, è un'anticipazione che circola in rete sotto forma di trailer.
Un assaggio di 30 secondi che condensa i circa 8 minuti realizzati in quasi 90 giorni, interamente con l'iPhone. Oltre a protagonisti e autori, alla "prima" sono attesi il sindaco Giuseppe Germani, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti Roberto Conticelli, Giancarlo Baffo (Università di Siena), Lucio Riccetti (Università di Perugia), Federico Fioravanti (Festival del Medioevo) e l'Avatar Twitter di Dante Alighieri.

sabato 4 aprile 2015

Nasce il canale ARVO Tv. Prima puntata: Il Volto Santo di Lucca e il pellegrinaggio medievale

ARVO è un progetto nato nel 2014 che raccoglie materiali digitali di varia natura sulla storia, sulla leggenda e sul culto del Volto Santo di Lucca. Il progetto si articola varie sezioni che si occupano della bibliografia, dei manoscritti, delle stampe antiche, dell'iconografia dell'immagine lucchese.
A partire da adesso sarà attivo anche il canale video online che raccoglierà gli studi più aggiornati del settore.
Il Volto Santo di Lucca e il Volto Santo di San Sepolcro, il Volto Santo di Genova e il Volto Santo di Aquileia. Che rapporto c'è tra queste immagini?
Che relazione c'è con la via Francigena? A queste e altre domande risponderà il prof. Franco Cardini nella prima lezione del canale "ARVO Tv".
Le prime due puntate dal titolo "Il Volto Santo di Lucca e il pellegrinaggio medievale" con Franco Cardini sono visibili cliccando qui !