lunedì 27 maggio 2019

Caterina da Siena su Rai Storia

Terracotta policroma del XV secolo raffigurante Santa Caterina da Siena
Caterina, la futura santa e patrona d’Italia e d’Europa, nasce a Siena nel 1347, ventitreesima figlia di un tintore. Fin da piccola decide di non sposarsi e vive in una piccola cella che si ricava in casa, vestendo la tunica bianca e il mantello nero dei domenicani. Passa la vita dedicandosi attivamente alle opere di carità, curando i malati e i lebbrosi e assistendo i condannati a morte. Secondo la tradizione muore a Roma a trentatré anni, nel 1380, sfinita dalle troppe penitenze. Viene canonizzata da un papa di Siena, Pio II, nel 1461. A lei e ai suoi luoghi di culto è dedicato il nuovo appuntamento con “La croce e la spada”, in programma lunedì 27 maggio 2019 alle 22.10 su Rai Storia.
In primo piano l’imponente basilica di San Domenico, una costruzione in stile gotico iniziata nel XIII secolo, molto frequentata da Caterina durante la sua vita. All’interno della struttura è conservata la Sacra Testa di Santa Caterina, collocata su un altare marmoreo dello scultore Giovanni di Stefano. Sono, inoltre presenti capolavori pittorici del Sodoma, come “L’estasi di Santa Caterina” e “Santa Caterina cade tramortita dopo aver ricevuto le stimmate”. Oltre alla basilica, nella città di Siena è presente la Casa Santuario di Santa Caterina. Al di là del porticato c’è una celletta, dove sono custoditi oggetti legati alla Santa. Notevole è inoltre l’Oratorio del Crocifisso, costruito nel 1623 sull’orto della famiglia di Caterina per custodire il crocefisso che secondo al tradizione le procurò le stimmate. Sono importanti anche le preziose ceramiche: vasi di porcellana stupendamente decorati, usati per contenere l’olio della lampada votiva, offerti in occasione delle Festa che ogni anno viene celebrata a Siena in onore di Santa Caterina.
Ma tracce della vita della Santa sono presenti in tutta la città. Attraversando la Contrada dell’Oca si arriva a Fontebranda, un’antica fonte medievale dove la giovane Caterina andava ad attingere l’acqua. Nel versante opposto della valle, la ripida e pittoresca Via del Costone porta a pochi passi da Piazza del Duomo. E’ su questa salita che, secondo la tradizione, Caterina ebbe la prima visione. Alla fine della salita del Costone si giunge alla scalinata che parte dal Battistero e fiancheggia il Duomo di Siena, dove si trova il luogo cateriniano per eccellenza: il trecentesco Ospedale di Santa Maria della Scala. Nel centro storico di Siena si trova, infine, la Pinacoteca Nazionale, dove sono conservati numerosi dipinti che raffigurano la Santa, realizzati da artisti della scuola senese come Domenico Beccafumi e Andrea Vanni.

domenica 28 aprile 2019

Robin Hood nel castello di Nottingham

Domenica 28 aprile 2019 alle ore 17,00 al Teatro Fenaroli di Lanciano quarto e ultimo appuntamento con la rassegna “Primavera in fiaba”, dedicata agli spettatori più piccoli con le storie più belle di fiabe, racconti e personaggi per bimbi e ragazzi, promossa dalla Compagnia Teatrale I Guardiani dell'Oca Abruzzo Tucur Teatro e inclusa nella stagione Teatrale 2018/2019 del Teatro Fenaroli di Lanciano.
In scena lo spettacolo con attori e pupazzi dal titolo Robin Hood nel castello di Nottingham / Lanciano a cura de I Guardiani dell'oca – Guardiagrele; con Tiziano Feola e Zenone Benedetto, testi e regia Zenone Benedetto
Nell'affascinante mondo dell'Inghilterra medioevale, Robin Hood e la sua allegra compagnia, immersi nel verde fantastico e magico della Foresta di Sherwood, tentano di opporsi eroicamente alle cattiverie del perfido Principe Giovanni, detto “il senza terra", e del suo fedelissimo e cattivissimo Sceriffo di Nottingham. In un crescendo di emozioni i ragazzi potranno rivivere un'affascinante storia dal sapore antico, ricca di sorprese e colpi di scena. Little John, Frate Tuck, Lady Marianne, lo Sceriffo di Nottingham e il piccolo soldato Artur, faranno a gara per impedire o agevolare le imprese eroiche di Robin Hood. Tra fantasmini, castelli e antiche leggende, per circa un'ora, tutti potranno partecipare attivamente all'avventura fantastica di Robin Hood nel castello di Nottingham
Biglietti in vendita presso il botteghino del teatro (16.30/19.30) e il giorno dello spettacolo dalle 15.30.

martedì 16 aprile 2019

E sìta. Il giardino moràto – Catanzaro tra medioevo ed età moderna

La storia e la cultura della seta in Calabria sono al centro della nuova edizione del progetto “Transumanza. Medioevo e ruralità” che ha toccato i luoghi più caratteristici della Presila in un abbraccio ideale tra i territori. A promuovere l’iniziativa è l’associazione EOS Sud, in collaborazione con la Proloco di Zagarise ed il Comune di San Giovanni in Fiore che hanno ospitato nelle rispettive comunità una parte delle attività. La rassegna, con sottotitolo “Le vie della seta”, arriva ora a Catanzaro, Capoluogo di regione, con una serie di appuntamenti che si terranno nelle sale del Complesso Monumentale San Giovanni. Nella stessa sede sono stati presentati i dettagli delle giornate che, tra convegni, visite guidate, laboratori e proiezioni video, avranno come protagonista la nobile arte della seta che vide Catanzaro recitare il ruolo di città regina in Europa tra il 1300 e il 1700. Presenti alla conferenza stampa Ivan Cardamone e Marco Polimeni, rispettivamente assessore alla Cultura e Presidente del Consiglio comunale di Catanzaro, Andrea Perrotta dell’Associazione Eos Sud, promotrice del progetto, e Domenico Gallelli, sindaco del Comune di Zagarise.
Si parte sabato 20 aprile 2019, alle ore 18,00 al Polo museale del San Giovanni a Catanzaro con la proiezione in anteprima del documentario dal titolo “‘E sìta. Il giardino moràto – Catanzaro tra medioevo ed età moderna” che intende far rivivere la memoria autentica di Catanzaro che lega la sua storia, fin quasi dalle origini, alla fibra preziosa della seta, ai numerosi orti urbani e ai disegni dei celebri damaschi.

lunedì 1 aprile 2019

La Divina Commedia Opera Musical in scena a Roma

Da martedì 2 a domenica 7 aprile 2019 al Teatro Brancaccio di Roma in scena La Divina Commedia Opera Musical.
La Divina Commedia Opera Musical accompagna il pubblico in un avvincente viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso, coinvolgendo gli spettatori in un continuo susseguirsi di scenografie immersive, coreografie acrobatiche, videoproiezioni animate in 3D, effetti speciali e musiche emozionanti e struggenti che prendono forma su un palco modulare automatico con sollevamento di piani, impreziosito dalla presenza di elementi scenici di forte impatto. Lo spettacolo è valorizzato dall’interpretazione esclusiva di Giancarlo Giannini come voce narrante, che rappresenta la maturità di un Dante che ricorda quando a metà della propria esistenza, spinto da una forte crisi personale, trova nella scrittura una salvezza creativa. Per questa nuova edizione è stato previsto un restyling dei testi e della scatola scenica, ancora più moderna e impattante, che rende la Divina Commedia ancora più attuale e fruibile da tutti.
Una nuova edizione dello spettacolo che si annuncia ancor più spettacolare e coinvolgente: “È stato un grande privilegio per me poter rimettere in forma espressiva un’opera così importante e significativa come la Divina Commedia – ha sottolineato il regista Andrea Ortis. Ho voluto creare una fantasia e portare l’azione registica, le visioni e le idee in forma di musical, in maniera armonica, leggendo in chiave moderna il capolavoro di Dante, grande scrittore, poeta, genio e soprattutto uomo”.
Prodotta da Music International Company, l’opera vanta un team creativo d’eccezione, una troupe di grande talento e competenza che, con 24 cantanti-attori e ballerini-acrobati e oltre 50 professionisti, porta in tour una produzione innovativa e ambiziosa, un vero kolossal teatrale.
Suddiviso in due atti, il musical è reso ancor più spettacolare da oltre 200 costumi utilizzati dal cast e più di 50 scenari che si susseguono l’uno dopo l’altro a ritmo serrato e in cambi scena a vista, tenendo alta l’attenzione del pubblico di ogni età, dal primo all’ultimo minuto.
L’Opera ha ottenuto l’importante Patrocinio della Società Dante Alighieri, che l’ha anche insignita della Medaglia d’Oro, e si pregia della prestigiosa collaborazione di Mondadori come Educational Partner.
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giovedì 14 marzo 2019

La città comunale: Piacenza nei secoli XII e XIII

La terza puntata di “Quarta dimensione”, nuovo format inserito nel palinsesto di Telelibertà, si concentra tutta sui temi de “La città comunale: Piacenza nei secoli XII e XIII” (in onda giovedì 15 marzo 2019 alle 20.30). Saranno in tutto quindici le puntate, condotte dalla Biblioteca Monumentale della Galleria Alberoni, dall’architetto Manrico Bissi, studioso di Storia locale, impegnato da anni per promuoverne la conoscenza e la divulgazione. Il set, ispirato ad un’ambientazione di sapore storico, è essenziale e richiama uno studio un po’ retrò, sintetizzato dalla presenza di uno scrittoio, di un paio di poltroncine classiche, di una scaffalatura in legno con vari libri sulla storia locale. L’idea generale è quella di accompagnare gli spettatori in una serie di percorsi/documentari televisivi dallo sfondo storico-artistico. La regia è di Giuseppe Piva.

mercoledì 13 marzo 2019

"Alla corte di un giullare" a Brescia

Domenica 17 marzo 2019 alle ore 21.00 al Teatro Der Mast in Via Giosuè Carducci, 17/E a Brescia va in scena "Alla corte di un giullare" con Christian Poggioni.
Lo spettacolo è una giullarata popolare, ovvero un insieme di monologhi che traggono spunto dai vangeli apocrifi, dalla novellistica medievale e anche dalla mitologia antica.
È recitato in una lingua reinventata che miscela diverse cadenze e parole dei dialetti del nord Italia, dando vita in alcuni casi ad un linguaggio fortemente onomatopeico detto grammelot.

Lo stile, irriverente e portato all’eccesso, richiama le rappresentazioni medioevali eseguite da giullari e cantastorie. I testi sono in gran parte liberamente ispirati alle opere di Dario Fo quali Mistero buffo, Storia della tigre ed altre storie, Fabulazzo osceno.
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martedì 12 marzo 2019

"Domus Clari Geminiani” presentazione a Modena

Documentari. Le “pietre vive” di Modena e Nonantola al Forum Monzani Eventi a Modena



Una serata per scoprire le storie millenarie che raccontano le “pietre vive” del Duomo di Modena e dell’Abbazia di Nonantola. L’appuntamento è per le 20.45 di giovedì 14 marzo 2019 al BPER Forum Monzani di Via Aristotele 33 a Modena, con la presentazione del dvd “Domus Clari Geminiani”, il primo documentario realizzato sul Duomo di Modena, la casa di san Geminiano.
Un’esplorazione storica, artistica e narrativa del “monumento” intorno al quale si è sviluppata ed è cresciuta la città. Un edificio sacro innalzato a partire dal 1099, quando a Modena non c’era il vescovo, e voluto dai cittadini come casa per il Santo Patrono Geminiano. Il documentario è stato realizzato da Stefano Caselli e dal professor Renato Cavani, con il contributo di Nicola Xella (direttore della fotografia), Enrico Degli Esposti (musiche originali), Carlo Battelli (montaggio e regia) e con la partecipazione di Mario Cordova, Andrea Ferrari e Franca Lovino. Un racconto che ha il Duomo al centro ma che si sviluppa anche attraverso il territorio della provincia di Modena e che ha coinvolto in particolare il comune appenninico di Frassinoro, dove è stata realizzata la ricostruzione storica medievale degli ambienti e dei personaggi: Lanfranco, Wiligelmo con la sua bottega e i suoi scultori, Matilde di Canossa, i Maestri Campionesi.
“Duomo e Abbazia manifestano un legame davvero profondo tra la Chiesa e le loro città che va ben oltre la sfera dei praticanti. Modena sente il Duomo come centro della comunità – evidenzia l’arcivescovo di Modena-Nonantola don Erio Castellucci -, l’Abbazia è una cosa sola con la vita dei nonantolani. In questo dvd si ritrova il sapore le storie di casa, delle storie belle. Della storia che si è cristallizzata in queste pietre ma che non ha il colore del passato, ha quello attuale delle nostre radici, delle storie che respirano saggezza”. Dal Duomo, dunque, alla Concattedrale dell’Arcidiocesi, l’Abbazia di Nonantola, che ha radici ancora più antiche: la fondazione del complesso monastico ad opera di Sant’Anselmo risale infatti alla metà dell’ottavo secolo.
Il dvd contiene anche il filmato realizzato da Caselli e Battelli insieme a Fabio Fasulo, presentato lo scorso 16 settembre in occasione della riapertura al culto della basilica, restaurata dopo il terremoto del 2012. Le musiche sono sempre di Enrico degli Esposti, la narrazione è di Stefano Caselli e Cristina Luppi.
“È stata una sfida lunga e impegnativa - spiega Caselli - che ci ha permesso di vivere nei centri di gravità di Modena e Nonantola. Abbiamo raccontato quello che i nostri occhi hanno visto ma, soprattutto, quello che i nostri cuori hanno sentito. E ci siamo riusciti grazie alla preziosa e insostituibile guida del professor Renato Cavani”.
L’evento, ad ingresso gratuito, è organizzato dall’arcidiocesi di Modena-Nonantola, con il contributo di BPER Banca. Saranno inoltre presentati dall’architetto Alberto Desco i primi tre volumi della collana Figurae (edizioni Artestampa), nata per raccontare i significati religiosi, umani e storici che si celano nell’architettura e nell’arte sacra di Duomo e Abbazia.
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martedì 26 febbraio 2019

Il nome della Rosa su Rai Uno

Partirà lunedì 4 marzo 2019 su Rai Uno la serie tv tratta da Il nome della rosa, bestseller di Umberto Eco, già portato sullo schermo da Jean Jacques Annaud con Sean Connery nei panni di Guglielmo da Baskerville e un Christian Slater al suo debutto in quelli del novizio e narratore della storia, Adso da Melk. In questa nuova versione la regia è affidata a Giacomo Battiato, mentre nel ruoli dei due monaci troviamo John Turturro e Damian Hardung.
Una sfida non da poco, quella di riportare in vita Il nome della rosa soprattutto per via del confronto inevitabile che si farà con il film originario del 1986 e con il romanzo stesso. C'è da dire che rispetto alla pellicola di Jean-Jacques Annaud, stavolta anche lo stesso Umberto Eco ha partecipato alla stesura della sceneggiatura degli otto episodi, che avranno una durata di circa un'ora ciascuno.
Prodotta da 11 Marzo Film, Palomar e TMG, in associazione con Rai Fiction, vede John Turturro e Damian Hardung nelle vesti di due frati benedettini che si ritrovano invischiati tra i misteri che avvolgo un'abbazia nell'inverno del 1327. Numerosi delitti efferati coinvolgono, infatti, una serie di persone che hanno avuto a che fare con un libro maledetto, il secondo libro della Poetica di Aristotele, presente all'interno della biblioteca. L'opera di Annaud era un vero e proprio "giallo" in piena regola che per esigenze cinematografiche aveva sfrondato dalla storia tutto l'apparato mistico e filosofico presente nel romanzo originario. Questa nuova versione, da quel che si può intuire, sembra innestarsi narrativamente sulla stessa linea del suo predecessore, ma con toni meno chiaroscurali. E se il montaggio del promo italiano punta ad un andamento più contemplativo, quello internazionale - andrà in onda il 5 marzo sulla francese OCS - invece è decisamente più ritmato e più centrato sugli aspetti "thriller".

sabato 9 febbraio 2019

La Farsa di Maitre Pathelin a San Damiano d'Asti

Il Gruppo La Ghironda e la sua Farsa di Maitre Pathelin, piece francese di teatro e musica medioevale.
Giovedì 14 febbraio 2019 alle ore 21:00 presso il Nuovo Foro Boario di San Damiano d'Asti verrà rappresentata nell’ambito della Rassegna teatrale “Farse, commedianti e suonatori”.
Di tutto il teatro comico francese del sec. XV, Pathelin è l’unica opera che abbia saputo creare un’atmosfera di situazioni e di caratteri veramente comici, con una spontaneità semplice e furbesca insieme. Nel protagonista, che dà il proprio nome al titolo della commedia, è raffigurato il tipo dell’avvocato procacciante e senza scrupoli, che nella frequenza dei tribunali e delle leggi ha soltanto appreso il modo di eludere la giustizia e d’ingannare il prossimo: uno dei tanti legulei senza clientela, costretti a vivere di piccoli espedienti.
La messa in scena di quest’opera, in una trascrizione in lingua italiana, prevede l’integrazione tra il testo recitato e le musiche eseguite sul palco durante lo spettacolo utilizzando strumenti che sono copie fedeli di quelli in uso a quel tempo; secondo i dettami del teatro dell’epoca, infatti, gli attori recitavano, cantavano e suonavano.
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sabato 2 febbraio 2019

Dante per tutti e il Teatro Medievale

Opificio Culturale ripropone in Irpinia, questa volta in collaborazione con il Caffè Letterario Castello D’Aquino di Grottaminarda (AV), lo spettacolo “Dante per tutti” che già due anni fa ha riscosso enorme gradimento e un inaspettato “tutto esaurito”. Così Rosalba Carchia, fondatrice di Neìnde: “Sono davvero soddisfatta di questa partnership culturale sugli eventi che abbiamo intrapreso con il Caffè Letterario di Grottaminarda. Questo è solo il primo di diversi eventi che investiranno la letteratura ma in generale la cultura a tutto tondo. Per assistere a Dante per Tutti bisogna spostarsi fino alla Capitale. Siamo riusciti invece a portarlo qui a due passi da casa”.
L’evento si terrà sabato 2 febbraio 2019 con due repliche. Una alle ore 18:00 e la seconda alle ore 20:00. La location sarà lo splendido Caffè Letterario – Castello D’Aquino di Grottaminarda (AV). L’ingresso è a pagamento. “Dante per tutti” è un progetto di divulgazione della Divina Commedia di Dante, nato nel 2015 a Roma. Attraverso un linguaggio avvincente e chiaro, “Dante per tutti” è riuscito a diventare un appuntamento fisso nel panorama culturale della Città Eterna, riuscendo a coinvolgere persone di tutte le età e principalmente giovani.
“Dante per tutti” ha ricevuto il Patrocinio della Società Dante Alighieri e dimostrazioni di stima e di condivisione di intenti da parte di Carlo Azeglio Ciampi, Vittorio Sermonti, Luca Serianni, Beppe Severgnini ed Erri de Luca. Ha fatto parlare di sé anche in televisione e in radio.
Lo scopo è quello di raccontare il Medioevo attraverso la letteratura, l’arte, il teatro e la Divina Commedia di Dante e di farlo fuori dai luoghi scolastici o istituzionali. Ideatore del progetto è Luca Maria Spagnuolo, trentenne di origini avellinesi, laureato in storia dell’arte e studioso di letteratura italiana antica. Vive a Roma.
La novità di questa edizione è che l’incontro si aprirà con “La musica nel teatro medievale”: un breve viaggio nella rappresentazione drammatica della musica attraverso la lettura dei copioni originali del tempo, corredati dalla proiezione di opere d’arte. Subito dopo: le leggende medievali. Legato al Canto di Ulisse ci sarà infatti un breve excursus sul patto col diavolo nel medioevo. A seguire Lectura Dantis: “Inferno, Canto XXVI: Ulisse”. Lettura e commento di uno dei più grandi Canti della Divina Commedia: il racconto del folle volo di Ulisse lungo il mare dell’ingegno e dell’umana conoscenza. Col suo modo di narrare chiaro e appassionante Luca Maria Spagnuolo condurrà in un percorso inedito e straordinario, mentre i sensi vivranno un emozionante stato di grazia.
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martedì 15 gennaio 2019

"Lu Santo Jullàre Francesco" a Caraglio (CN)

Venerdì 25 gennaio 2019 alle ore 21,00 presso il Teatro Civico di Caraglio (CN) in Via Roma 124, in scena "Lu Santo Jullàre Francesco" con Mario Pirovano.
Dalle ricerche di Dario Fo, un memorabile lavoro sulla vita di San Francesco. Un ritratto inedito del più straordinario innovatore del pensiero cristiano, per parlarci dei grandi temi che attraversano la società contemporanea. “Lu Santo Jullàre Françesco” è un monologo in cui prende vita un’intera serie di personaggi dell’Italia medievale: Papi e Cardinali, soldati sui campi di battaglia, contadini e venditori al mercato, monaci e cavapietre.
La realtà storica e la tradizione popolare si intrecciano nel ripercorrere alcuni dei momenti più significativi della vita di Francesco: la richiesta di approvazione della Regola al Papa Innocenzo III, la predica agli uccelli, l’incontro con il lupo, la malattia agli occhi… Lavorando su leggende popolari, su testi canonici del Trecento e su documenti emersi negli ultimi cinquant’anni, Dario Fo elabora un’immagine non agiografica di san Francesco: spogliato dal mito, ritroviamo un personaggio provocatorio, coerente, coraggioso, ironico. Del resto era lo stesso Francesco a definirsi “jullare di Dio”, e questo proprio negli anni in cui l’imperatore Federico II promulgava un editto contro i “Joculatores” considerandoli buffoni osceni!
Dice Fo: “Della giullarata Francesco conosceva la tecnica, il mestiere e le regole assolute. Non teneva mai prediche secondo la convenzione ecclesiastica, anzi, rifiutava l’andamento del sermone. Sappiamo pure che cantava, recitava, si muoveva con tutto il corpo, braccia, gambe, piedi, suscitando divertimento ma anche commozione fra i presenti…”
La traduzione in lingua inglese che Mario Pirovano ha fatto del testo è stata pubblicata nel 2009 dalla casa editrice Beautiful Books di Londra con il titolo Francis the Holy Jester. La traduzione in inglese del testo integrale, comprendente anche episodi della vita del Santo mai rappresentati sulle scene, è stata pubblicata nel Dicembre 2017 dalla casa editrice Opus Book Publishers di New York.

lunedì 7 gennaio 2019

A filar versi: Faber e il Medioevo

Sabato 12 gennaio 2019 dalle ore 20, Fabrizio De André rivivrà presso la Sala Teatro Vittoria (Corso Vittoria Colonna – Marino) con l’evento culturale “A filar versi: Faber e il Medioevo”, organizzato da Senza Frontiere Onlus e patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André Onlus di Dori Ghezzi.
Una manifestazione, curata dalla Dottoressa Martina Michelangeli, in occasione dei venti anni dalla scomparsa dell’indimenticato artista:  un racconto in musica e parole, tra profondi spunti culturali. I brani di Faber saranno eseguiti dal Maestro Mario Alberti e dal Maestro Franco Manichelli. Ci sarà spazio anche per alcuni brani scelti dalla letteratura Medioevale, definita delle origini: saranno letti e spiegati, in particolare, dei testi della letteratura italiana di autori come Dante Alighieri e Giovanni Boccaccio.
La relatrice dei passi letterari sarà la Dottoressa Martina Michelangeli. Un evento originale, che si tradurrà in un inedito laboratorio culturale, in grado di portare un messaggio sulla bellezza delle storie e dei racconti pieni di umanità descritti nelle canzoni di Fabrizio De André, per ricordare il cantautore genovese in quanto pilastro della canzone italiana. L’ideatrice ed anima della manifestazione Martina Michelangeli ha commentato: «Rendiamo omaggio, ai venti anni dalla scomparsa, a uno dei più grandi poeti contemporanei della musica italiana: Fabrizio De André. Un evento che farà scoprire e “sentire” al pubblico le profonde connessioni tra l’universo culturale, storico e letterario dell’epoca Medioevale e le suggestioni musicali e poetiche confluite nell’opera di Fabrizio De André con l’esecuzione di alcuni dei brani più famosi del cantautore».
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domenica 6 gennaio 2019

Robin Hood il Musical

Domenica 6 gennaio 2019 alle ore 17:00 al Teatro Duse in Via Cartoleria 42 a Bologna, FantaTeatro mette in scena Robin Hood, Il Musical.
Nell’Inghilterra medioevale, il nobile Robin di Locksley, rimasto fedele a Re Riccardo Cuor di Leone, si oppone al nuovo sovrano di Inghilterra, suo fratello il principe Giovanni. Costretto alla fuga, Robin si nasconde nei boschi e inizia a farsi chiamare “Robin Hood”: altri ribelli come Little John si uniscono a lui e iniziano a svaligiare le casse del regno per ripartirle fra la povera gente. Arciere formidabile, Robin decide di partecipare a un torneo indetto dal principe Giovanni per farsi notare dalla sua amata Lady Marian, quando viene scoperto dallo sceriffo di Nottingham.
Uno spettacolo epico e comico al tempo stesso, in cui il carattere dell’eroe protagonista è in grado di farci riflettere sui valori per cui vale la pena lottare: la generosità e la giustizia.
La messa in scena è arricchita da splendidi fondali videoproiettati, scenografie mobili, strepitose coreografie di Simona Pulvirenti e accattivanti musiche originali cantate dal vivo dagli attori, scritte per l’occasione da due grandi musicisti di fama nazionale e internazionale: Piero Monterisi e Maurizio Mariani.