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giovedì 22 ottobre 2020

“Àntica, la Corona della Consapevolezza” a Vibo Valentia

“Àntica, la Corona della Consapevolezza”, è uno spettacolo teatrale che si preannuncia ricco di fascino e suggestività: la rievocazione del Medioevo, attraverso una serie di momenti artistici. Un’opera teatrale che trae massiccia ispirazione dai libri di Agostino Massimo Mano, regista e presidente dell’Associazione Lux Gladio, la quale porterà in scena lo spettacolo sabato 24 ottobre 2020 a Vibo Valentia in Piazza Luigi Razza. Sarà un appuntamento culturalmente vivace per la città, in grado di suscitare sensazioni e curiosità inedite.
Intorno all’evento c’è una grande aspettativa. Lo spettacolo è ambientato intorno all’anno Mille, racconta dell’incoronazione del re, Ruggero il Normanno, ponendo l’accento sulla «debolezza e la fragilità dell’uomo sotto la corona, e l’abitudine umana di fuggire dalle proprie responsabilità, rimandando la propria maturità interiore». Lo scopo di Agostino Massimo Mano, è quello di «ridare alla fantasia del pubblico antiche sensazioni dimenticate. Un’era nella quale risuona ancora forte l’eco nell’intimo dell’uomo moderno: il Medioevo». L’uomo medievale che vive e respira nell’uomo contemporaneo: «Abbiamo anche dentro di noi la semplicità dell’uomo medievale, una semplicità del vivere qui e ora nel quotidiano, il misticismo e la spiritualità». 
Lo spettacolo si compone di diversi momenti artistici: «Danza del ventre, spettacolo di fuoco, musici che suonano musica medievale con strumenti dell’epoca, come l’organo portativo suonato dalle dame, giochi del tempo». La scherma storica, in particolare, è una disciplina per la quale attori e comparse vengono formati attraverso appositi corsi, organizzati dall’Associazione. Interessante la cura dei costumi, come ci racconta Agostino Mano: «Sono costumi filologici, realizzati con cura dalle sarte ferraresi». 
Il tour dello spettacolo nelle città calabresi, è stato cofinanziato della Regione Calabria. Spiega l’Assessore alla Cultura del comune di Vibo, Daniela Rotino: «Vibo è stata scelta per la presenza del castello. Penso che sia un evento nuovo e originale, che la scenografia possa piacere alla città. Un evento culturale e all’aperto, il cui fine è chiaramente anche quello di rivitalizzare i nostri spazi». Ad aiutare nell’organizzazione e nel controllo della manifestazione, ci saranno i volontari di AgroAmbiente e dell’Augustus.
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venerdì 16 novembre 2018

Al Teatro Flavio di Rieti i Carmina Burana dello Spellbound Contemporary Ballet

Apre la programmazione del Teatro Flavio Vespasiano di Rieti, una delle compagnie di danza più interessantiin Italia: Spellbound Contemporary Ballet ripropone a grande richiesta, Carmina Burana, con la coreografia e regia di Mauro Astolfi e le musiche di Carl Orff, Antonio Vivaldi, Aleksandar Sasha Karlic, il disegno luci di Marco Policastro e le scene di Stefano Mazzola, venerdì 16 novembre 2018 alle ore 21,00 grazie alla collaborazione tra Comune di Rieti e ATCL. Lo spettacolo, che aveva debuttato in prima assoluta a Maiori nel settembre 2006, è presentato nel riallestimento per la celebrazione dei 200 anni del Teatro Sociale di Como e per il Prisma Festival de Danza contemporanea di Panama (ottobre 2014).
I Carmina Burana vennero ritrovati, numerosissimi (più di 300 componimenti di vario genere), in un manoscritto dell’abbazia di Benediktbeuren, da cui presero il nome. Vengono fatti risalire per la maggior parte al secolo XIII, quando non era troppo difficile, viaggiando per la Germania e la Sassonia, imbattersi nei goliardi (da cui il nome dato dalla tradizione italiana agli studenti universitari, che in realtà hanno poco o nulla da spartire con i loro omonimi medievali) o più propriamente clerici vagantes, letterati girovaghi studiosi della tradizione poetica greca e latina, cantori del vino, delle donne, del vagabondaggio e del gioco. Poesia burlesca, impudente, sovversiva: si parla senza troppi veli del corpo e della sua quotidiana avventura, se ne esplicano con gioia le funzioni, non si guarda all’altrove. Tace il linguaggio della ratio, si dimentica il decorum e si osa persino irridere audacemente al divino con le cosiddette ‘kontrafakturen’, ossia travestimenti di inni e motivi religiosi in canti profani che suonano come parodia degli evangeli, delle formule di confessione e delle litanie. Eros, dunque, riassorbe thanatos, l’homo faber si trasforma in homo ludens.
“Venus me telo vulneravit / aureo, quodcorpenetravit”… “Venere mi ha colpito con una freccia d’oro, che mi è penetrata nel cuore”: il corpo (a differenza di quello dei dannati nei ‘Giudizi universali’ della pittura medievale che non conosce alcuna floridezza nella resurrezione, soltanto degradazione, pustole e infermità), non è mai detto animale, basso, ‘sozzo’, bensì viene innalzato, liberato e goduto, come nei versi di Ovidio, Marziale e Catullo.

Da questo curioso magma di scurrilità plebea e raffinatezza cortigiana Mauro Astolfi trae – o per meglio dire, deduce in piena libertà, senza alcuna intenzione filologica – una coreografia tutta giocata tra ‘larghi’ e ‘sfrenatezze’ (del resto, è un artista a cui il ritmo ‘medio’ poco o nulla si addice) che agisce lo spazio quasi a volerlo contestare, divisa essenzialmente in tre momenti che scandiscono un crescendo liberatorio: si passa da una brutale aggressione sotto il cupo rombare della pioggia battente a una parte irriverente e grottesca che allude alle giullarate, per culminare infine nell’incendiumcupiditatum, lo scatenamento delle passioni, che avviene nella taberna (qui anche – come spesso anticamente – bordello), luogo di appagamento degli istinti primari.
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venerdì 7 settembre 2018

Meravigliosamente... Jacopo

Dopo il successo della prima edizione, torna “Meravigliosamente Jacopo”, iniziativa promossa dalle associazioni culturali Neapolis e SiciliAntica di Lentini e Carlentini, con il patrocinio del Comune, che si svolgerà sabato 8 settembre 2018. A partire dalle ore 20,00 da piazza Umberto I, nei suggestivi vicoli della città medievale, in un’atmosfera magica e surreale, saranno letti e commentati alcuni dei componimenti di Jacopo da Lentini.
Le letture e il commento saranno a cura del prof. Giovanni Bonfiglio, mentre le musiche, i canti e le danze medievali saranno a cura di Pippo Pagano, della Compagnia La Giostra e del coro Arsis Vocal Ensemble.
Jacopo da Lentini. Poeta e funzionario della corte di Federico II, fu tra i principali esponenti della cosiddetta “Scuola poetica siciliana” – sorta intorno al 1230 e in attività per circa un trentennio – insieme a Guido delle Colonne, Rinaldo d’Aquino, Giacomino Pugliese, Stefano Protonotaro e Cielo d’Alcamo. “Jacobus de Lentino domini imperatoris notarius”: così si firmava colui che il grande Dante Alighieri avrebbe definito il “Notaro” per antonomasia, nato a Lentini nel 1210 circa e morto nel 1260 circa.
A lui, a Giacomo da Lentini, al quale è attribuita l’invenzione del sonetto, sarà appunto dedicata l’iniziativa che si concluderà con un banchetto medievale con ricette tipiche della corte di Federico II riprese dal “Liber de Coquina” e rivisitate dallo staff di un noto ristorante della città. Un viaggio – itinerante, come la corte di Federico II – nel cuore medievale della città per riscoprire la figura di uno dei suoi figli più illustri, Jacopo da Lentini il “Notaro”. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con i club service Archeoclub, Lions, Fidapa, Rotary e Kiwanis.

lunedì 2 luglio 2018

Oltre le mura fantastique

La Pro Loco di Certaldo torna a far parte di Mercantia - proprio come 31 anni fa al debutto del Festival, con i suoi allestimenti interattivi lungo la Costa Vecchia - con la gestione di uno spazio e di un evento realizzato ad hoc per esso, stavolta lungo le mura di Palazzo Stiozzi Ridolfi.
OLTRE LE MURA FANTASTIQUE! è il nome di uno spettacolo di genere fantasy medievale - genere nel quale da anni la Pro Loco è attiva insieme all’associazione Secondi Figli di Pisa - che si svolgerà, nella sezione dei Giardini Segreti, per poche persone e su prenotazione ogni sera, dalle ore 21,30, nella passeggiata lungo le mura che da Porta Alberti costeggia palazzo Stiozzi Ridolfi e conduce fino all’altra porta di accesso dal borgo.
Il pubblico sarà guidato in un mondo fantastique fatto di personaggi usciti da un’altra dimensione: una realtà abitata da strane creature da affrontare e sconfiggere per non rimanere intrappolati, una sorta di mini caccia al tesoro in stile fantasy medievale, camminando con e mura solide ed invalicabili da un lato, ed il folto bosco dall’altro, dalla quale uscire vincitori… e non uscire più!...
La Pro loco si avvarrà per questo spettacolo della collaborazione di Consiglio dei giovani, Accademia della Danza di Certaldo, Associazione Secondi Figli di Pisa.

martedì 25 luglio 2017

"E a carolar cominciarono" La danza nel Medioevo

Sabato 29 luglio 2017 alle ore 21,30 al Castello di Montefiore Conca torna una serata dedicata alla Danza Antica con lo spettacolo dal titolo "E a carolar cominciarono"
Il progetto e le ricostruzioni coreografiche sono del M° Enrica Sabatini alla direzione del Gruppo di danza storica “Guglielmo Ebreo da Pesaro” (Associazione culturale Pesaro Art&Music) e A.D.A. Montefeltro (Associazione danze antiche Milano).
Amor cortese, riti magici, musiche e danze antiche in cui colto e popolare si intrecciano, saranno i protagonisti del programma presentato nella suggestione e nell’incanto dei metafisici spazi del castello che proprio nel Medioevo accolse come ospiti papi e imperatori.
L’evento fa parte della rassegna Panoramiche Visioni 2017 organizzato da Domino Coop. Soc.
A precedere lo spettacolo per chi volesse VISITA GUIDATA del castello e CENA ROMAGNOLA in terrazza dalle ore 19,30.
COSTO a partire da 8,00 euro
Info e prenotazioni
tel 0541 980179 / cell 334 2701232

giovedì 18 maggio 2017

In Taberna. Canti, danze e scene di vita da taverna tra Medioevo e Rinascimento

Sabato 20 maggio 2017 al Teatro Paisiello di Lecce nell'ambito della nona edizione del Maggio Musicale Salentino alle ore 21,00 va in scena "In Taberna. Canti, danze e scene di vita da taverna tra Medioevo e Rinascimento" con l'Ensemble Concentus, la Compagnia di danze storiche "Tempus Saltandi" e la Compagnia attori "I Grefada". Regia di Annemette Schlosser Bernardelli. Ingresso libero.
Nel 1200, o forse nel 1300, in una taverna, intorno ad una rustica tavolata illuminata dalla fioca luce delle candele, pellegrini, cavalieri, menestrelli e trovatori, raccontano le loro storie gustando semplici vivande che, consumate con generoso vino, leniscono ogni dolore, accendono gli animi, predispongono tutti all’amore e ai piaceri sensuali. E’ un’epoca buia, la vita è breve e il castigo divino è il timore più grande, ma intorno ad una tavola imbandita e al favor di Bacco da tutti invocato e desiderato, gli animi gioiscono, le paure tacciono, l’amore trionfa…
Passano i secoli e in un’ epoca luminosa, in un ricco palazzo impreziosito da opere d’arte sublimi, presso una tavola sontuosa, dame eleganti, principi e cortigiani, godono del cibo e del vino che insieme alla musica allietano le splendide feste di corte. Musiche colte e raffinate animano i convivi rinascimentali; ma tanto nei palazzi quanto per le strade, tra la gente più umile, risuonano vivaci canti in cui il cibo è protagonista , con frequenti allusioni e doppi sensi che ci rivelano il diffuso desiderio di abbandonarsi ai piaceri della vita. Il cibo, insieme al vino, è dunque simbolo di tutte quelle gioie da cogliere e vivere intensamente, finche’ si gode della fugace giovinezza, poiché “del doman non v’è certezza”.

venerdì 3 marzo 2017

Amor Omnia Ministrat

Domenica 5 marzo 2017 dalle ore 15,30 a Lucca ritorna lo spettacolo di Danza Rinascimentale della Compagnia Balestrieri Lucca, nella spendida cornice di Villa Bottini in Via Elisa, 9.
Con il patrocinio del Comune di Lucca, e il supporto di Lucar.
AMOR OMNIA MINISTRAT
Come far fortuna con gli affari di cuore.
Regia: Elisa Simi
Sceneggiatura: Federico Del Carlo
Ricostruzioni coreografiche: Francesca Carignani Acconciature: Ronnie Poloni
Grafica: Daniele Lattari
INGRESSO LIBERO
Posti a sedere limitati.
Per l'occasione la Villa sarà interamente visitabile fino all'inizio dello spettacolo...
...Ma non vogliamo svelarvi tutte le SORPRESE!!!
Vi aspettiamo! :-)
(Lo spettacolo si svolgerà anche in caso di pioggia ma con inizio alle ore 16.00)

mercoledì 13 luglio 2016

Il Castello dei Misteri a Monte Roberto (AN)

Sabato 16 luglio 2016 a Monte Rpberto (AN) centro storico, nel suggestivo scenario della piazza antistante la Chiesa di San Carlo, con inizio alle ore 21.00 si svolgerà una serata con cena medievale.
I signori ospiti sono invitati a presentarsi entro le ore 20.30 presso i locali del Circolo “Sotto al Castello”, da dove saranno accompagnati al luogo dell’evento.
Magica sarà l’atmosfera che riempirà l’antico borgo grazie agli accurati allestimenti, la musica, ed il misterioso tema della CENA CON DELITTO!!
La serata sarà l’occasione per riscoprire la cultura del tempo insieme con i sapori della tradizione culinaria medievale e con spettacoli di intrattenimento a tema.
L’Associazione culturale “ARMATI DELLA ANTICA MARCA”, che animerà la serata, cercherà di coinvolgere tutti i cittadini e gli ospiti in questa festa estiva.
L’evento, su prenotazione, organizzato dalla Pro Loco e patrocinato dalla Amministrazione comunale, sarà allietato, tra una portata e l’altra, da spettacoli in costume, musiche e danze antiche.
Il Castello di Monte Roberto diventerà il Castello dei Misteri grazie alla CENA CON DELITTO.
PRENOTAZIONE ai numeri: 3332796118 ( Stefano ) 3474539229 ( Mirko ) 3339670476 ( Ombretta)

venerdì 17 giugno 2016

Daemones in scena a Ravenna

DAEMONES
Presso gli Antichi Chiostri Francescani in Via Dante Alighieri 2\A, a Ravenna, tutte le mattine alle ore 11,00 da domenica 19 a giovedì 23 giugno 2016
Ravenna tra creature mostruose e diaboliche in occasione dello spettacolo di musica e danza Daemones, dedicato ai demoni dell’Inferno dantesco. Il progetto ha vinto il bando Giovani artisti per Dante, è stato  prodotto dal Ravenna Festival e ha potuto contare sulla preziosa supervisione di Luigi Canetti, Nicoletta Guidobaldi e Sebastiana Nobili.
È un viaggio onirico nell’Inferno dantesco tra demoni seducenti, creature mostruose e ibridi bestiali come le Arpie, il Minotauro, Malacoda e la banda dei diavoli Malebranche. Musiche e danze evocheranno il mondo di Persefone, oltre le fauci divoratrici dell’angelo ribelle, dove bellezza, dannazione e poesia danno vita ad un universo incredibile e meraviglioso.
Ideazione e regia Angelica Aurora Montanari
Coreografie Raffaele Irace
Direzione musicale Diego Occhiali
Danzatrici Vittoria Carpegna, Veronica Morello
Assistente di compagnia Alessandra Mazzetti
Percussioni Diego Occhiali e Tommy Ruggero
Live electronics, sarangi, chitarra folk Lorenzo Mantovani
Voce registrata Umberto Fiorelli
Maschere Carlo Gazzotti
Supervisione Luigi Canetti, Nicoletta Guidobaldi, Sebastiana Nobili
Spettacolo patrocinato da: Teatrino dell’Es (Vittorio Zanella, Rita Pasqualino), Diapason

martedì 24 maggio 2016

“Lancillotto alla corte d’amore medievale. Dal libro alla danza”

E’ dedicato al Maggio dei Libri il primo appuntamento del Verdecoprente Re.Te. 2016: “Lancillotto alla corte d’amore medievale. Dal libro alla danza” di e con Fabio Pagano e Cecilia Ventriglia, musica dal vivo Saverio Pandolfi domenica 29 maggio 2016 alle ore 17.30 presso spazio Verdecoprente in Piazza Marconi, 6 Lugnano in Teverina (TR).
Progetto vincitore del bando ‘Cantiere Futuro’ 2015 di Fondazione Toscana Spettacolo e Teatro Metastasio Stabile della Toscana, debutto a fine ottobre al Teatro Magnolfi di Prato. In residenza artistica con Verdecoprente a maggio a Lugnano, a settembre ad Alviano.
L’incontro è l’occasione per far entrare il pubblico nel vivo del percorso di lavoro del ‘Lancillotto‘, creazione teatrale dei danzatori Fabio Pagano, Cecilia Ventriglia, compagnia in residenza artistica con Verdecoprente 2016. Accolgono il pubblico Rossella Viti e Roberto Giannini, direttori artistici, introduce a corte il prof. Pierluigi Sbaraglia, scrittore giornalista.
Brindisi a corte con il vino dedicato all’evento dall’azienda Le Crete di Giove.

martedì 10 maggio 2016

Giovani artisti per Dante al Ravenna Festival

Quest’anno il percorso del Ravenna Festival si intreccia a una speciale rassegna, una dedica a Dante Alighieri nel cuore della “zona del silenzio”: negli Antichi Chiostri Francescani, adiacenti la Tomba del Sommo Poeta, emblema di Ravenna “città dantesca”, si rinnoverà ogni giorno l’appuntamento con la creatività di una nuova generazione di artisti, con i progetti selezionati attraverso il bando internazionale “Giovani artisti per Dante” o direttamente commissionati. Dalle corde dei violoncelli ai movimenti e alla gestualità dei danzatori, passando per le voci del Sudafrica, emerge un sorprendente e inedito ritratto che esplora l’immaginario legato alla vita e all’opera del padre della lingua italiana, grazie alle connessioni fra diverse aree di poetica e ricerca capaci di trasformare la divulgazione alta in esperienza e partecipazione.
"Ravenna è la città del Sommo Poeta: è con grande passione che Franco Masotti ha lavorato al progetto “Giovani artisti per Dante” - spiega Antonio De Rosa, sovrintendente Ravenna Festival - l’omaggio al Poeta in scena negli Antichi Chiostri Francescani tutti i giorni dal 13 maggio al 13 luglio 2016 alle ore 11.00 I Chiostri adiacenti la Tomba – luogo simbolo ed emblema di Ravenna “città dantesca” e meta imprescindibile di ogni visita alla città – ospitano infatti il nuovo appuntamento che il Festival dedica alla creatività di una nuova generazione di artisti, con progetti selezionati anche attraverso il bando internazionale Giovani artisti per Dante. Con questa speciale rassegna Ravenna Festival dedica a Dante Alighieri sessanta eventi che, giorno dopo giorno, accompagneranno la XXVII edizione del Festival per comporre un sorprendente e inedito ritratto che esplora l’immaginario legato alla vita e all’opera del padre della lingua italiana, grazie alle brillanti connessioni fra diverse aree di poetica e ricerca capaci di trasformare la divulgazione alta in esperienza e partecipazione.
Per scaricare il programma completo in formato PDF clicca qui !

mercoledì 20 aprile 2016

"Se pensando al partire" a Benevento

Nell’ambito delle manifestazioni legate al ricordo della Battaglia di Benevento, di cui quest’anno ricorre il 750° anniversario, giovedì 21 aprile 2016 alle ore 20,00 al Teatro Massimo, ci sarà l’unica rappresentazione dello spettacolo di musica e danza medievale “Se pensando al partire”. Lo spettacolo è tenuto da La Rossignol di Cremona, compagnia specializzata in musiche e danze antiche. Lo spettacolo, organizzato dalla Società Dante Alighieri di Benevento, sarà replicato venerdì mattina ma solo per le scuole.
Si tratta, per molti aspetti, di un evento dal carattere assolutamente eccezionale e che difficilmente sarà ripetibile in tempi futuri. La Rossignol, partendo dallo studio delle fonti dirette, da indagini storiche e iconografiche, dal 1987 svolge un’intensa attività artistica, con spettacoli portati in giro per il mondo intero. Per l’occasione della battaglia di Benevento, La Rossignol ha preparato uno spettacolo specifico dedicato a “Poesia, musica e danza in un sogno di Manfredi di Svevia”.
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sabato 23 gennaio 2016

Tristano e Isotta, la prima nazionale del Ballet du Grand Théâtre de Genève a Ferrara

Mercoledì 27 gennaio 2016 alle ore 21,00 al Teatro Comunale di Ferrara va in scena in prima nazionale Tristano e Isotta del Ballet du Grand Théâtre de Genève, coreografato da Joëlle Bouvier.
Il Ballet torna a calcare il palcoscenico ferrarese dopo ben 12 anni, arricchendo enormemente il già corposo cartellone della sezione danza.
Il lavoro s’ispira fortemente all’opera di Richard Wagner ed è a dir poco intrigante il sottotitolo che Bouvier attribuisce, “Salutami il mondo!”, quasi come se la stessa protagonista della storia lo esclamasse.
Tristano e Isotta: uno dei grandi miti della letteratura medievale dove l’Amore, inevitabile, è al contempo devastante e liberatore. Le sofferenze e gli antagonismi trovano soluzione nella notte, nella morte. L’odio affianca la passione estrema e la musica, capolavoro del teatro musicale tedesco, riunisce gli amanti. (G. Clai).
Una meravigliosa riproposizione, in chiave contemporanea, di un classico del Romanticismo: una pratica ormai assai comune nella nuova generazione di coreografi internazionali, dediti a rispolverare le opere appartenenti al repertorio di tradizione per donare loro una luce nuova, uno spirito più energico, una partitura scenica perfettamente al passo coi tempi.
L’obiettivo è sempre quello di lanciare un messaggio chiaro, netto, senza orpelli, votato a innalzare i sentimenti più puri dell’animo umano e contemporaneamente glorificare la bravura tecnica dei performer interessati.
Ed è proprio questo il leitmotiv che spinge Bouvier a creare, a plasmare la sua essenza artistica attraverso le più svariate forme di performance, dalla coreografia al cortometraggio.
Joëlle Bouvier è veramente una donna che danza. Una donna senza tempo che attraversa le epoche, le mode e gli stili, una sorta di eroina hitchcokiana all’interno di un universo felliniano. La cornice è quella di un presente come linea di fuga. Lei è la donna in preda alle ferite del desiderio, la ragazzina sempre alle prese con la propria femminilità inaccessibile. Lei fa danzare, anche per se stessa, il suo corpo di donna. Lei semina il tale disturbo di una bambina fragile in uno spazio limpido. Ciascuna delle donne che lei ritrae emana un “Odor di femina” così potente da costringere qualsiasi don Giovanni a sentirsi intimidito. (A. Izrine).
Non si può certo, comunque, omettere che le doti straordinarie della coreografa siano affiancate da un’ingente presenza ballettistica, quella del Grand Théâtre de Genève, che permetta l’ottima riuscita di qualsiasi progetto artistico prodotto.
Infatti sin dal 1962, anno di nascita, la compagnia del Ballet si è impegnata costantemente nell’esplorare la pluralità stilistica della danza del XX secolo, attività che l’ha condotta a lavorare con Maestri della Danza del calibro di George Balanchine, Mikhaïl Baryshnikov, Rudolf Nureyev, Jirí Kylián, Ohad Naharin o William Forsythe.
Sarà, dunque, un Tristano e Isotta da non perdere. Bisogna proprio appuntarlo in agenda!
ORARI & INFO
27 gennaio 2016 ore 21,00
Teatro Comunale
Corso Martiri della Libertà, 5 – Ferrara
Tel. +39 0532 218311

martedì 9 giugno 2015

Ravenna canta il suo Dante

«La lettura di Dante non ha tempo né stagione e ogni volta è come se Dante fosse nostro compagno», ha detto il poeta Mario Luzi, durante il conferimento della cittadinanza onoraria di Ravenna. L’intera edizione 2015 del Festival sta declinando questa considerazione; e il Sommo Poeta è per altro da sempre “compagno” di due voci ravennati che alla lettura dei versi danteschi, in italiano e non solo, hanno dedicato tanta attenzione e passione: Ivano Marescotti e Franco Costantini. Così, proseguendo nel percorso di conoscenza della musica che ha accompagnato la scrittura della Divina Commedia, il Festival propone, martedì 9 giugno 2015 alle ore 21.00, il recital “Ravenna canta il suo Dante”, nel Teatro che la città gli ha significativamente intitolato. Alla recitazione si alterneranno le musiche e le danze interpretate dall’ensemble La Rossignol specializzato nel repertorio medievale e rinascimentale.
È certo che Dante conoscesse perfettamente la musica, prima di tutto perché era inserita nel percorso formativo del quadrivium (insieme ad aritmetica, geometria e astronomia). D’altra parte nella sua opera ricorrono termini specifici e nomi di strumenti musicali (alcuni esempi: lira, arpa, cetra, cennamella, corno, organo, sampogna, tuba). Il Poeta offre un’altra importante testimonianza  della cifra del “musicale” al suo tempo. Nel secondo canto del “Purgatorio” viene inscenato l’incontro del pellegrino e di Virgilio con Casella, un musico suo contemporaneo e amico, e su richiesta di Dante stesso egli intona, come era solito fare in vita, una canzone dell’altro, “Amor che nella mente mi ragiona”. Questo passo testimonia come il termine “canzone” non sia una designazione convenzionale di un certo componimento lirico, bensì indichi un modo di concepire il fare poetico inscindibilmente legato con un’attività di tipo performativo i cui effetti sull’uditorio sono esposti nello stesso canto II del “Purgatorio”: il rapimento degli astanti davanti alle melodie di Casella che solo la dura reprimenda di Catone riesce a spezzare.

A giudicare dal consistente numero di musiche fiorentine per il  ballo pervenute (un intero codice conservato al British Museum di Londra), Dante doveva conoscere bene anche la danza; purtroppo non si hanno descrizioni delle coreografie impiegate ai tempi in cui visse il Poeta. L’ensemble “La Rossignol” propone quindi proprie ricostruzioni, oppure balli in voga nel tardo Quattordicesimo e nel primo Quindicesimo secolo, per completare l’evento. Senza alcuna pretesa esaustiva, e con l’ausilio del suono di strumenti antichi, saranno così presentate alcune fra le pagine più belle e toccanti della produzione musicale e coreutica dell’Ars nova e del primo Rinascimento italiano.
In questo contesto musicale, Ivano Marescotti e Franco Costantini leggeranno alcuni passi della “Divina Commedia” tratti da Inferno (I, III, V, XXVI, XXXIV), Purgatorio (VI),  Paradiso (XXVII) e dalla traduzione in dialetto romagnolo di Francesco Talanti (“A dila s-ceta”, Il Girasole, Ravenna, 1969).

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti: da 15 euro (ridotti 12) a 25 euro (ridotti 22)
‘I giovani al festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni, 50% tariffe ridotte

Ivano Marescotti
Viene da Bagnacavallo, dove è nato nel 1946. Attore dal 1981, si dedica al teatro lavorando, tra gli altri, con Leo De Berardinis, Carlo Cecchi, Mario Martone, Marco Martinelli, Thierry Salmon, Armand Gatti, Santagata e Morganti, Giampiero Solari, Giorgio Gallione, Sergio Fantoni, Giorgio Albertazzi. Nel 1989 incontra Silvio Soldini col film “L’aria serena dell’ovest”, e scegli di lavorare prevalentemente per il al cinema. Seguiranno una quarantina di film: da “Il muro di gomma” di Marco Risi a “Johnny Stecchino” e “Il mostro” di Roberto Benigni, ai film internazionali “Mario and the magicien” di Klaus M. Brandauer, in Germania, “Le chateau des olivier” tv-movie di Nicolas Gessner in Francia. Lavora, inoltre, con i premi Oscar Antony Minghella in “Talented Mr Ripley2, Ridey Scott in “Hannibal” e in “King Arthur” di Antoine Fuqua. Tra gli ultimi impegni cinematografici ricordiamo quello in “Che bella giornata”, con Checco Zalone. Nel 1993-94 intanto recupera il proprio dialetto, quello romagnolo e torna al teatro con i testi del grande poeta Raffaello Baldini con “Zitti tutti”, “Carta Canta”, “Furastìr” fino a scrivere, produrre e dirigere propri spettacoli come “Dante, un patàca” (2007), “Bagnacavàl”, “Il silenzio anatomico” su testo di Baldini, e “Babe-lè” spettacolo internazionale coprodotto con la Comunità Europea. Nel 2006 la Società Dantesca di Firenze gli assegna la Medaglia d’Oro per le sue letture dantesche. Nel 2004 costituisce la sua nuova Società: Patàka Srl. con la quale gestisce le proprie proposte culturali.
Nella prima edizione di Ravenna Festival ha preso parte, insieme al tenore Gregory Bonfatti, alle letture dantesche; nell’edizione del 2011 ha dato voce a “Histoire du soldat”, di cui è autore della traduzione e narrazione in dialetto romagnolo. Nel 2011 ha pubblicato per Zanichelli un cofanetto di 12 cd contenenti la lettura integrale della “Commedia” di Dante Alighieri.

Franco Costantini
Poeta, esperto di metrica, enigmista, fine dicitore: Costantini sembra avere una vocazione naturale all’eclettismo e alla “contaminazione”. Con la pubblicazione del poema “Cavallegoria”, nel 1997, ha proposto una singolare attualizzazione dell’endecasillabo, fondendo l’epico e il comico, l’arcaico e il moderno, il dotto e il volgare. Dallo stesso anno insegna metrica presso numerose scuole e istituzioni. È da sempre nella Compagnia dei Lettori di Ravenna Poesia (fondata da Maria Giovanna Maioli) e ha realizzato numerosi audiolibri poetici. Dal 2004 è direttore artistico della rassegna poetica estiva “O Musiva Musa”. Nel 2005 ha scritto e interpretato “L’arte nel sacco” per il teatro di Conselice, insieme al fotografo Giovanni Zaffagnini, al pittore scenografo Gino Pellegrini e al mimo Filippo Poppi.
Nel 2009 ha recitato a Roma, con Nancy Brilli e Valerio Massimo Manfredi, in una versione teatrale del racconto “Il sogno di Ottavia” dello stesso Manfredi; ha prodotto (insieme al compositore e musicista Luciano Titi) “L’orfica smania”, un omaggio a Dino Campana; ha pubblicato Thaleroneide, il primo poema epico ambientato in un mondo virtuale di Internet.
Nel 2013 ha realizzato “Dante’s Corner”, 150 ore di performance (a pochi metri dalla tomba dell'Alighieri) in cui interpretava all’istante qualsiasi brano dell’opera omnia dantesca. Sempre nel 2013 ha pubblicato “Totteide”, il primo poema epico dedicato a un moderno eroe dello sport; e Gianni Mura, su Repubblica, lo ha inserito per questo tra “I cento nomi dell'anno”.
Per Ravenna Festival ha preso parte a concerti del violoncellista Mauro Valli nel 2011, e nel 2014 in “Violoncello barocco e misteriosi carteggi. Dai Ricercare di Domenico Gabrielli detto “Minghein dal viulunzel” alle Suites di Bach”, interpretando testi a cura di Piero Mioli. Nell’agosto 2014, al Parco Archeologico Scolacium (Roccelletta di Borgia), è stato il Gran Conte normanno Ruggero d’Altavilla nel dramma storico “L’ultima notte di Scolacium”, nato da un’idea di Chiara Giordano e Francesco Brancatella, regia di Cristina Mazzavillani Muti, musiche di Nicola Piovani.

La Rossignol
Ensemble specializzato in musica e danza antica, è sulla scena dal 1987. Lo studio delle fonti dirette, le indagini storiche, organologiche e iconografiche, la grande attenzione all’aspetto spettacolare del proprio lavoro, hanno portato la Compagnia a un’intensa attività artistica in Italia, e in tutto il mondo (Svizzera, Francia, Germania, Israele, Tunisia, Algeria, Egitto, Russia, Grecia, India, Cina, Giappone, Romania, Cipro, Spagna, Siria, Libano, Marocco, Slovenia, Ungheria, Bulgaria, Malta, Turchia, Pakistan, Austria, Polonia, Brasile, Albania, Taiwan, Messico, Città del Vaticano, Australia, Kenia, Slovenia, Croazia, Svezia, Colombia, Bolivia, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Scandinavia, Kazakhistan, Venezuela, USA, Arabia Saudita) con concerti e spettacoli in prestigiosi festival e rassegne. Chiamato a far parte del Conseil International de la Danse (CID), ha all’attivo collaborazioni con Rai, Mediaset, TSI e con il cinema (“Il mestiere delle armi” di Ermanno Olmi e “Romeo & Juliet” di Carlo Carlei), consulenze e direzioni artistiche, corsi di formazione e aggiornamento docenti e la realizzazione di musiche per spettacoli teatrali. Ha inciso oltre 20 cd dedicati alla musica antica.
La Rossignol è composto da Simona Pasquali, Erika Gansi, Clizia Baronio, Francesco Piccinelli, Emanuele Tira (danza), Roberto Quintarelli (contraltista, danza), Erica Scherl (vielle), Matteo Pagliari flauti (diritti, traversa,  cornamuse), Lucio Testi (bombarde, ciaramella), Fedele Stucchi (trombone a tiro rinascimentale), Francesco Zuvadelli (organo positivo, ghironda), Domenico Baronio (liuto, percussioni).

sabato 21 febbraio 2015

Carmina Burana a Roma con Spellbound Contemporary Ballet

Spellbound Contemporary Ballet ripropone a grande richiesta il suo spettacolo fiore all'occhiello, Carmina Burana, con la coreografia e regia di Mauro Astolfi e le musiche di Carl Orff, Antonio Vivaldi I, Ecce Torbit Probitas, il disegno luci di Marco Policastro e le scene di Stefano Mazzola.  Lo spettacolo, che aveva debuttato in prima assoluta a Maiori nel settembre 2006, è presentato a Roma al Teatro Vascello, da martedì 24 febbraio a domenica 1 marzo 2015, nel riallestimento per la celebrazione dei 200 anni del Teatro Sociale di Como e per il Prisma Festival de Danza contemporanea di Panama (ottobre 2014).
"Carmina Burana – spiega Mauro Astolfi - ha accompagnato in modo fedele tutto il lavoro e la produzione della Compagnia dal 2006 fino a oggi. Nonostante la ricerca di nuovi linguaggi e nuove formule comunicative ed espressive, Carmina Burana ha sempre rappresentato una nostra sicurezza. È stato infatti profondamente rivisitato ma ha conservato lo spirito e l'atmosfera originali con l'aggiunta di altri momenti e tante piccole altre avventure. La versione per il Teatro Vascello è sicuramente la più potente, la più intensa e per noi, ora, la più vera e completa."
La forza narrativa della danza, della musica e dei versi sono il compendio perfetto dei "carmina" evocati in tutta la loro potenza espressiva di raccolta di documenti poetici e musicali del Medioevo che diventano, nella creazione di Astolfi, poesia burlesca, impudente, sovversiva, attraverso cui parlare senza troppi veli del corpo e della sua quotidiana avventura.
Da questo curioso magma di scurrilità plebea e raffinatezza cortigiana, Mauro Astolfi trae una coreografia tutta giocata tra 'larghi' e 'sfrenatezze' che agisce lo spazio quasi a volerlo contestare, divisa essenzialmente in tre momenti che scandiscono un crescendo liberatorio: si passa da una brutale aggressione sotto il cupo rombare della pioggia battente a una parte irriverente e grottesca che allude alle giullarate, per culminare infine nell'incendium cupiditatum, lo scatenamento delle passioni. Due i simboli chiave di questo balletto, calati in un'atmosfera inquietantemente metafisica: un grande armadio e una tavola. Il primo luogo di memorie, di segreti di 'scheletri' ipocritamente celati; la seconda, altare sacrificale della terrena voluptas, imbandita di corpi esibiti come cibarie tentatrici.
"Il titolo classico – continua Astolfi -  rimane nei sapori, nelle sfumature e nelle atmosfere, appunto di un classico. La danza contemporanea reinterpreta ed elabora nella percezione del presente tutto quello che di un certo passato, anche di quello non vissuto direttamente, ma solo letto o sentito dire. In qualche modo ci suggestiona. La danza per sua natura non rischia una 'non appartenenza', e tantomeno ha bisogno di essere collocata temporalmente perché può piegarsi all'infinito e assumere tutte le forme, tutte le dinamiche e tutti i pensieri della creazione."
Carmina Burana, tra le produzioni di maggior successo della Compagnia, in repertorio dal 2006 e record di incassi per svariate stagioni italiane, ha superato ormai le 150 recite con presenze nei Festival di Austria, Spagna, Thailandia, Germania, Cipro, Panama, Lussembrugo.
 "Il successo di questa produzione a giudicare dall'appeal che continua ad avere, a distanza di tempo e su diversi target di pubblico di ogni Paese – afferma Valentina Marini - sta sicuramente nel riuscito mix di diversi elementi che hanno reso lo spettacolo un evergreen, la musica coinvolgente e l'abbinata intelligente tra Orff e altre partiture interessanti e legate al tema, una scenografia utilizzata con ironia e spregiudicatezza e una danza potente almeno quanto il tappeto sonoro. Di certo è un prodotto riuscito e nel nuovo riallestimento ha mantenuto lo smalto della versione iniziale acquistando una freschezza in più grazie al riadattamento coreografico."