mercoledì 16 agosto 2017

Il Palio dell'Assunta di Siena su RAI 2

Fin dal 1200 si ha testimonianza di una corsa di cavalli a Siena, e documenti anteriori al XII secolo ricordano di un "Palio di San Bonifazio", ossia il santo titolare dell'antica Cattedrale, che prima della fondazione di quella attuale sorgeva in Castelvecchio. Proprio al sagrato del Duomo nuovo, in quel periodo fu posta l'insegna del Comune a segnare l'arrivo della corsa dei barberi. Quando Siena divenne una delle più ricche e colte città dell'Europa del Medioevo, il Palio fu l'evento ludico e il momento e conclusivo delle feste annuali in onore di Maria Vergine Assunta patrona di Siena e del suo Stato. Il momento culminante delle feste era la cerimonia dell'offerta dei ceri e dei censi in Cattedrale, rito insieme religioso e politico, atto di devozione alla Madonna dei senesi e di sudditanza ai reggitori del Comune di Siena.
Per il Palio dell'Assunta del 16 agosto 2017 queste sono le Contrade che correranno elencate in ordine di estrazione e, quindi, di ingresso in Piazza:
Chiocciola, Selva, Oca, Valdimontone, Torre, Istrice, Onda, Lupa, Aquila, Bruco.
Diretta su RAI 2 dalle ore 18,10.

mercoledì 9 agosto 2017

"Il sogno di Innocenzo III" a Anagni (FR)

Venerdì 11 agosto 2017 alle ore 21,00 in Piazza Dante a Anagni (FR) si tiene la Rievocazione Storica-Teatrale "Il sogno di Innocenzo III" organizzata dalla Contrada Trivio.
Lotario dei Conti di Segni nacque a Gavignano nel 1160. Nel 1189 venne nominato cardinale da suo zio Clemente III, poi, alla morte di Celestino III, salì al soglio pontificio con il nome di Innocenzo III, l’8 Gennaio 1198. quest’ultimo proclamava di essere “a metà strada tra Dio e l’Uomo, al di sotto di Dio ma al di sopra dell’Uomo”. fu convinto assertore della teocrazia, infatti, secondo la sua dottrina al Papa spettavano entrambi i poteri, spirituale e temporale. Progetto di tutto il pontificato di Innocenzo III era regolarizzare la Chiesa dal suo peccato e corruzione. Durante un viaggio a Roma San Francesco le sottopose la regola che intendeva applicare alla sua nascente comunità monastica. Narrano le cronache francescane che tutti i dubbi di Innocenzo III furono fugati da un sogno in cui il Papa vide la chiesa di San Giovanni in Laterano pericolante sostenuta solo dal Santo. Questo episodio è rappresentato nel ciclo di affreschi giotteschi della Basilica Superiore di Assisi. L’approvazione della regola francescana da parte di Innocenzo III fu pronunciata solo oralmente, senza che a questa seguisse un’ufficiale Bolla papale. L’approvazione ufficiale avvenne soltanto nel 1223 ad opera del successore di Innocenzo III. Il 16 Luglio 1216, a Perugia Innocenzo III morì di malaria. Rimangono di questo Papa molte opere come ad esempio un trattato latino sul “Disprezzo del mondo”, dei “Discorsi”, sei libri sui sacramenti e principalmente una copiosissima raccolta di Lettere.
Con la collaborazione di:
Innocenzo III: Claudio Saleppichi
San Francesco: Francesco Martorana
Santa Chiara: Ludovica Pofi
Sant’Agnese: Camilla Perciballi
Cardinale: Pino Martorana
Prelato: Marco Fazzini
Bambino: Gabriele Mastrosanti
E con la voce solista del Soprano Lorella Fabrizi

martedì 25 luglio 2017

"E a carolar cominciarono" La danza nel Medioevo

Sabato 29 luglio 2017 alle ore 21,30 al Castello di Montefiore Conca torna una serata dedicata alla Danza Antica con lo spettacolo dal titolo "E a carolar cominciarono"
Il progetto e le ricostruzioni coreografiche sono del M° Enrica Sabatini alla direzione del Gruppo di danza storica “Guglielmo Ebreo da Pesaro” (Associazione culturale Pesaro Art&Music) e A.D.A. Montefeltro (Associazione danze antiche Milano).
Amor cortese, riti magici, musiche e danze antiche in cui colto e popolare si intrecciano, saranno i protagonisti del programma presentato nella suggestione e nell’incanto dei metafisici spazi del castello che proprio nel Medioevo accolse come ospiti papi e imperatori.
L’evento fa parte della rassegna Panoramiche Visioni 2017 organizzato da Domino Coop. Soc.
A precedere lo spettacolo per chi volesse VISITA GUIDATA del castello e CENA ROMAGNOLA in terrazza dalle ore 19,30.
COSTO a partire da 8,00 euro
Info e prenotazioni
tel 0541 980179 / cell 334 2701232

domenica 23 luglio 2017

Enrico V al Globe Theatre di Roma

Enrico V di William Shakespeare
fino al 6 agosto 2017 al Globe Theatre di Roma
Adattamento e Regia di Daniele Pecci
Scene e costumi: Susanna Proietti
Musiche: Patrizio Maria D'Artista
Light Designer: Umile Vainieri
Direzione Tecnica: Stefano Cianfichi
Produzione: Politeama S.r.l.
Più che in ogni altro dramma storico, e tutto sommato al pari di molti dei più famosi testi shakespeariani che nel grande racconto della vicenda umana e del mondo finiscono per parlare del ‘palcoscenico’, Enrico V è forse il più emblematico. Questo è infatti, il testo celebrativo del Globe per antonomasia. In esso coesistono, prima di tutto, come nella migliore tradizione del dramma storico (vedi soprattutto le due parti dell’Enrico IV) elementi epici; nella narrazione esaltante e magniloquente  delle vicende della conquista della Francia da parte di un esiguo manipolo di fratelli, e dall’altra il racconto e il linguaggio cosiddetto ‘basso’ della commedia quasi farsesca, per i personaggi della combriccola di Falstaff, e addirittura elementi squisitamente eufuistici, come nel corteggiamento della bella Caterina di Francia nella parte finale del dramma, che ci ricorda i migliori momenti di ‘Molto rumore per nulla’ e soprattutto del magnifico ‘Pene d’amor perdute’. L’elemento nuovo e aggiuntivo però, in un’offerta già così ricca, è rappresentato dal personaggio del Coro, o meglio dall’uso che Shakespeare fa di quest’ultimo. Se da un lato ci accompagna nella narrazione spiegando o commentando le varie scene del dramma, con le parole più belle e più famose ‘Oh, possedere una musa di fuoco che si elevasse al più fulgido cielo dell’immaginazione…’, dall’altro esso ha una funzione quasi illustrativa, pedagogica, esplicativa del teatro e del suo senso più profondo. Una lezione, questa di Shakespeare, e in questo caso fortemente poetica, che si affianca senza nessuna tema di confronto alle grandi ‘lezioni teatrali’ che il Bardo ci ha trasmesso attraverso alcuni dei suoi personaggi più famosi, a cominciare da Amleto nella sua celeberrima ‘lezione agli attori’.
Enrico V è un testo poco rappresentato, nonostante solletichi l’appetito di molti i primi attori grazie all’innegabile fascino del suo protagonista. Personalmente ritengo che sia a causa dell’istintivo legame che questo testo ha col teatro Globe. Sappiamo bene infatti che Shakespeare pensò la quasi totalità delle sue opere per il Globe o per teatri pubblici che ne avevano grosso modo le stesse fattezze. Nell’Enrico V questo legame si fa esplicito con la famosa battuta del coro “…possiamo forse far entrare in questa ‘O’ di legno anche i soli elmi, che quel giorno, atterrirono l’aria di Azincourt?” al punto che Lawrence Olivier stesso ambientò emblematicamente l’inizio e la fine del suo film colossal proprio all’interno del Globe. Lo spettacolo vorrebbe avvalersi prima di tutto di una traduzione agile e scorrevole che io stesso sto curando, della presenza di un nutrito cast di attori, di costumi d’epoca, e qualche elemento scenico…il resto dovrà essere un’invenzione; così come il teatro semplice vuole.
Enrico V è un dramma storico di William Shakespeare composto tra il 1598 ed il 1599.
Il dramma prende spunto dalle vicende di Enrico V d'Inghilterra, re che si distinse per aver conquistato la Francia nel corso della battaglia di Azincourt (25 ottobre 1415).

venerdì 21 luglio 2017

Il Decamerone de I Teatranti

Reduce dai successi del premio nazionale di teatro popolare “il giogo” e del premio nazionale Berta di Sansepolcro, dove si è aggiudicata ben cinque premi (due per la regia, due per il miglior spettacolo e uno per il gradimento del pubblico), la compagnia grossetana, I Teatranti di Fabio Cicaloni, replica nella meravigliosa cornice medievale del Castello di Scarlino il suo Decamerone sabato 22 luglio 2017 alle 21,30.
Tratto dall’omonima opera di Giovanni Boccaccio, questo libero adattamento di Fabio Cicaloni per la regia dello stesso Cicaloni e Andrea Ferrari, racconta di una compagnia teatrale di girovaghi che si trova a Firenze nell’estate del 1630 a mettere in scena alcune novelle del Boccaccio. Il Decameronoffre loro la possibilità di riflettere sull’umanità rappresentata dall’autore, ma, al contempo, lo spunto per giocare sulle storie più piccanti, irriverenti e più spassose che la letteratura ci abbia mai regalato. Fra prove di scena, costumi improvvisati e allestimenti da teatro popolare e commedia dell’arte, i teatranti di oggi diventano i teatranti di allora, ma un colpo di scena rovinerà l’audace impresa.
Il Decamerone è la rappresentazione di tutta l’umanità con le sue astuzie, penose nefandezze e umane debolezze, un contenitore di canovacci strutturati per una compagnia da commedia dell’arte, ma anche una delle opere più vere e autentiche di tutta la nostra letteratura, in quanto carnale e brutale nel suo raccontare l’essere umano. E’ un’opera che ci ricorda di essere vivi e che ci invita a vivere in un momento storico come il nostro in cui tutto è difficile e duro, ma lo vuol fare anche muovendoci a ridere, e non certo per leggera frivolezza, quanto più per consapevole e studiata ironia che si fa vitale. Finché racconteremo storie e finché saremo lì ad ascoltarle come l’onesta brigata del Decamerone, allora saremo certi che ancora viviamo e che esiste sempre un motivo per guardare avanti e vivere fino in fondo la nostra esistenza. Un inno alla vita, dunque, quello che Boccaccio ci alita ancora a distanza di quasi sette secoli, per ricordarci che sta a noi chiuder fuori l’appestato mondo dei corrotti di carne e di spirito per ricreare un universo puro, fatto di semplicità bella e vera.
Ingresso libero.