venerdì 17 novembre 2017

Enrico IV al Franco parenti di Milano

Carlo Cecchi
Da venerdì 17 a domenica 26 novembre 2017 al Teatro Franco Parenti di Milano va in scena l'Enrico IV di Pirandello.
Grande attesa per l'originalità dell'interpretazione di Carlo Cecchi e della sua personale lettura di uno dei testi più rappresentati sulla scena italiana.
ENRICO IV è una pietra miliare del teatro pirandelliano e della sua intera poetica. L'opera porta in scena i grandi temi della maschera, dell'identità, della follia e del rapporto tra finzione e realtà.
Lo spettacolo narra la vicenda di un uomo, un nobile dei primi del Novecento, che da vent’anni vive chiuso in casa vestendo i panni dell’imperatore Enrico IV di Germania (vissuto nell’XI secolo), prima per vera pazzia, poi per simulazione ed infine per drammatica costrizione.
L'amarezza vibrante di questa tragedia porta a un risultato di limpida bellezza, a una catarsi vera e propria; forse in "Enrico IV" più che in altre tragedie, il pirandellismo vince i suoi schemi e attinge a una tensione interiore davvero universale.
Adattamento, interpretazione e regia di Carlo Cecchi.
con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Gigio Morra, Roberto Trifirò, Dario Iubatti, Federico Brugnone, Remo Stella, Chiara Mancuso, Matteo Lai, Davide Giordano
scene di Sergio Tramonti
costumi di Nanà Cecchi
assistente alla regia Dario Iubatti.

giovedì 16 novembre 2017

Spamalot e i cavalieri della tavola molto, molto, molto rotonda

Da venerdì 17 novembre 2017 a sabato 6 gennaio 2018 al Teatro Nuovo di Milano va in scena "Spamalot e i cavalieri della tavola molto, molto, molto rotonda".
Si tratta di una rivisitazione comica del mito della Tavola Rotonda: a interpretare il protagonista, Re Artù, c'è Elio, fresco di annuncio dello scioglimento delle sue Storie Tese. «La prima cosa da dire è che questo spettacolo fa molto ridere, non solo il pubblico ma anche noi» racconta. «Sappiamo di correre un rischio mettendo in scena questo spettacolo ma le anteprime sono andate benissimo. Adesso confidiamo nell'umorismo dei milanesi, gli stessi che hanno seguito con fedeltà gli Elii per tanti anni».
Lo spettacolo originale, scritto da Eric Idle (membro dello storico gruppo comico britannico), era ispirato a uno dei loro capolavori cinematografici, «Monty Python e il Sacro Graal» del 1975, ed è stato adattato da Rocco Tanica, tastierista degli Elio e le Storie Tese, per il nostro Paese. «Ho fatto la traduzione con Google» ha scherzato Tanica. «Se dicevano “yes” scrivevo “sì” e gli “ok” diventavano “va bene”, e così via».
Più seriamente, Tanica spiega poi: «Non mi sono posto il problema della traduzione dell'umorismo britannico, è un falso problema, le basi sono le stesse. In Italia siamo in grado di capire il cinismo e il “politicamente scorretto”». Il lavoro più difficile, semmai, è stato quello sulle canzoni: «La lingua inglese ha una brevità essenziale per riassumere i concetti: all'italiano, semplicemente, servono più sillabe».
Per rispettare il testo originale dei brani senza rimanere incastrato nelle possibili forzature della traduzione letterale, Tanica ha trovato un rimedio preciso: «Non ho mai tradotto riga per riga le canzoni, ma ho ragionato una strofa alla volta: quindi può essere che un concetto o una parola si “sposti” da una riga all'altra, ma restando comunque all'interno della stessa strofa».
A supporto del cast e delle canzoni c'è un'orchestra di 10 elementi diretta da Angelo Rasz: «Per una produzione del genere in Italia avere dieci musicisti è una cosa rara e un valore aggiunto» spiega. «Gli arrangiamenti sono esattamente gli stessi dello spettacolo originale e abbiamo cercato di restituire un sound in stile Broadway, grandioso e avvolgente. Ve ne accorgerete».

venerdì 3 novembre 2017

"Bosch. Il giardino dei sogni" in sala a Cagliari

L'arte arriva sul grande schermo con il film-evento "Bosch. Il giardino dei sogni", in programma solo martedì 7 e mercoledì 8 novembre 2017 a Cagliari, Quartucciu e Sestu (sale Uci, The Space e The Space Cinecity).
Uno straordinario lavoro dedicato alla figura di Hieronymus Bosch, artista capace più di ogni altro di fondere la cultura figurativa fantastica ed esotica del Medioevo e le nuove istanze del rinascimento fiammingo.
Diretto da José Luís López Linares, il film approfondisce la figura dell'artista a partire da uno dei dipinti più iconici al mondo, "Il giardino delle delizie terrene", quadro che con sapiente eleganza genera piacere e costernazione agli occhi dell'osservatore comune, ma contiene anche concetti più nascosti che un individuo acuto e impegnato in una ricerca interiore riconoscerà come simboli di più profondi livelli di significato, capaci di scavare nella coscienza, miscelando con maestria acrobatica mostruoso e macabro, fantastico e demoniaco.
Il documentario è arricchito dagli interventi di artisti, scrittori, filosofi, musicisti e scienziati sui significati personali, storici e artistici dell'opera, riproponendo così ai giorni nostri la "conversatio" che iniziò 500 anni fa presso la corte dei duchi di Nassau a Bruxelles, quando l'opera fu commissionata a Bosch.
Nel corso del film lasciano infatti la loro testimonianza su "Il Giardino delle Delizie Terrene" scrittori come Salman Rushdie, Orhan Pamuk, Cees Nooteboom, artisti come Miquel Barceló, musicisti come Ludovico Einaudi. E ancora drammaturgi, illustratori, neuroscienziati e ovviamente storici dell'arte come Pilar Silva (curatore della mostra "Bosch, l'esposizione cinquecentenaria" al Museo Nazionale del Prado) e Xavier Salomon (Peter Jay Chief Curator della Frick Collection di New York).
Ci sono ancora molti misteri che circondano il trittico delle delizie, ma allo stesso tempo alcuni elementi rimangono inequivocabili: colori brillanti, un'azione complessa, la fusione tra commedia e tragedia, e ancora un mix di intrigo, suspense, peccato, vita, morte e, forse, anche redenzione.
Il film è distribuito in esclusiva per l'Italia da Nexo Digital.

martedì 31 ottobre 2017

"Pellicole di storia" a Piacenza

Domenica 5 novembre 2017 alle 17.30 nella Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni sarà proiettato "Pellicole di storia", tre percorsi della durata complessiva di 60 minuti nel passato di Piacenza alla scoperta delle sue leggende e dei suoi misteri. Il Cineclub G-Cattivelli e l'associazione Archistorica presentano questa loro importante iniziativa che guida alla riscoperta del nostro patrimonio culturale, testimonianze della nostra antica città che rimangono molto spesso nascoste e disperse tra i vicoli più inesplorati del centro storico, sottratte all’attenzione sia dei turisti sia di noi cittadini.
Il primo documentario “Gli antichi simboli della Piacenza esoterica”, sarà illustrato dall’ architetto Manrico Bissi in collaborazione con il Cristian Boiardi. Segue un percorso di cinque tappe (S. Savino, Duomo, S. Ilario, S. Matteo, epigrafe del “Forse che sì forse che no”), sulle tracce degli antichi codici esoterici raffigurati e mimetizzati nel repertorio scultoreo, musivo e pittorico della Piacenza medievale e rinascimentale. I temi affrontati dal percorso-documentario stimolano il pubblico ad una visione interpretativa e ragionata dei nostri monumenti cittadini, dai più famosi ai meno noti. Regia, riprese e montaggio: Silvano Tinelli, Gianluigi Ruzzenenti
Il secondo documentario “Invito a palazzo: le dimore della nobiltà”, sarà presentato dall’ Arch. Manrico Bissi con l’arch. Francesca Malvicini e la signora Luisa Tumolo. Il filmato segue un percorso di cinque stadi  (palazzo Scotti da Fombio, palazzo Chiappini, palazzo Roncovieri, palazzo Scotti da Sarmato, palazzo Anguissola di Grazzano), alla scoperta di alcuni dei più affascinanti edifici nobiliari di Piacenza. I temi affrontati dal percorso-documentario offrono un’attenta lettura architettonica degli edifici, ricostruendo inoltre le vicende sociali e familiari delle dinastie che hanno costruito e abitato queste eleganti residenze. regia, riprese e montaggio: Silvano Tinelli, Gianluigi Ruzzenenti.
Terzo e ultimo cortometraggio “Antichi canali e navigli di Piacenza”, con la direzione dell’architetto Manrico Bissi e dell’ingegnere Luigi Rizzi. Il documentario segue il percorso canale della Beverora, ex chiesa di S. Bernardo, mazzeria di S. Giorgio, molineria di S. Andrea, vecchia foce del Fodesta, sulle tracce dell’antico reticolo di canali, rivi urbani, fossati e navigli che attraversavano il centro di Piacenza fino alla loro copertura intorno alla metà dell’Ottocento. I temi affrontati dall’itinerario  offriranno un’originale chiave di lettura della Storia piacentina, rievocando le immagini (anche pittoriche e fotografiche) di una città ormai “perduta", strettamente legata all’acqua, sia a scopo produttivo e commerciale che difensivo. Regia, riprese e ontaggio: Silvano Tinelli, Gianluigi Ruzzenenti, Bruno Morsia; grafica di Luca Zaninoni.
Per il trailer del documentario clicca qui !
L'evento sarà GRATUITO e APERTO AL PUBBLICO, NON MANCATE!

mercoledì 25 ottobre 2017

"Il nome della rosa" al Franco Parenti di Milano

Il nome della rosa arriva al Teatro Franco Parenti di Milano da giovedì 2 a domenica 12 novembre 2017.
Tredici attori diretti da Leo Muscato danno vita a quaranta personaggi: un vero e proprio Colossal per la scena. Attesa e curiosità per la trasposizione teatrale dell’omonimo romanzo, firmata da Stefano Massini, un omaggio a Umberto Eco nel primo anniversario della sua morte.
Scritta nel 1980, l’opera, a metà tra il gothic novel e il romanzo poliziesco, best seller della letteratura italiana, è stata tradotta in 47 lingue e classificata da Le monde tra i 100 libri più belli del XX secolo.
Quasi in contemporane con la messa in scena, Il nome della rosa si appresta a diventere anche una serie TV.
Il ruolo di Guglielmo da Baskerville, il monaco-detective interpretato da Sean Connery nel kolossal diretto da Jean-Jacques Annaud nell'86, è stato affidato a John Turturro mentre Rupert Everett sarà il suo antagonista, Bernardo Gui (F. Murray Abraham nel film). Adso da Melk, il novizio che nel film era interpretato da un giovane Christian Slater, nella serie tv avrà il volto del diciottenne attore tedesco Damien Hardung. Alla regia Giacomo Battiato, le riprese dovrebbero iniziare a gennaio negli studi di Cinecittà.