lunedì 15 gennaio 2018

La Corona Ferrea su RAI 1

I tesori del Duomo di Monza verranno svelati al pubblico della Tv. Mercoledì 17 gennaio 2018 alle 21.20 su Rai1, nel nuovo programma dal titolo "Meraviglie - La penisola dei tesori", Alberto Angela presenterà al suo grande pubblico la Corona ferrea e il tesoro del Duomo con i suoi simboli legati alla regina Teodolinda. Particolare da sottolineare è proprio l’incursione della Corona in un programma dedicato, in quattro puntate, esclusivamente a 12 dei 53 siti Unesco italiani, tre per puntata: uno al nord, uno al centro e uno al sud.
Alberto Angela ha voluto aggiungere alcuni tesori imperdibili, anche se privi della certificazione di patrimonio dell’umanità, come la Corona ferrea. "La scelta di raccontare un oggetto anziché un luogo come per tutti gli altri temi della trasmissione - ha voluto raccontare il conduttore - è un omaggio e un servizio alla cultura che con la Rai abbiamo voluto fare alla Corona ferrea: l’opera d’arte simbolo inequivocabile della cristianità e sinonimo di potere sin dal Medioevo, che ha diviso e soprattutto unito popoli. È, ancora una volta, il riconoscimento popolare della Corona ferrea a patrimonio dell’umanità".
Custodita nella Cappella di Teodolinda, caratterizzata dal colossale ciclo pittorico dei fratelli Zavattari, recentemente restaurato, la Corona ferrea fu realizzata fra il IV e V secolo utilizzando oro, gemme e smalti. Secondo la pia tradizione il chiodo interno al diadema proviene dalla croce di Cristo. La corona fu donata alla regina dei longobardi da papa Gregorio Magno e fu usata per incoronare re e imperatori come Barbarossa e Napoleone.

mercoledì 10 gennaio 2018

"Il nome della rosa" in scena a Bolzano

La versione teatrale di uno dei più importanti romanzi del Novecento, vale a dire Il nome della rosa di Umberto Eco, è portata in scena al Teatro Stabile di Bolzano da giovedì 11 a domenica 14 gennaio 2018 per la prima volta in Italia nell’adattamento di Stefano Massini per la regia di Leo Muscato. Il nome della rosa segnò l’esordio letterario di Eco nel 1980, fondendo mirabilmente in un unico romanzo gothic novel, cronaca medioevale, poliziesco, allegoria e giallo. Tradotto in 47 lingue, ha vinto il Premio Strega nel 1981, mentre la sua versione cinematografi ca è stata diretta da Jean-Jacques Annaud e interpretata, tra gli altri, da Sean Connery. Anno di grazia 1327, siamo in un monastero benedettino dell’Italia settentrionale.Guglielmo da Baskerville, monaco inglese ed ex inquisitore seguace del fi losofo Ruggero
Bacone, ha l’incarico di mediare un incontro tra francescani, protetti dall’imperatore Ludovico il Bavaro, e gli emissari del papa di Avignone, Giovanni XXII. Il monaco inglese e un suo allievo giungono all’abbazia, dove, durante la loro permanenza, vengono uccisi sette monaci: tutti i delitti sembrano ruotare attorno alla biblioteca del monastero che nasconderebbe un misterioso segreto. Guglielmo da Baskerville, con l’aiuto del suo allievo, scoprirà il responsabile e il movente degli assassinii.
Un omaggio al grande intellettuale, da poco scomparso, amante del teatro, in un vero e proprio colossal intriso di mistero e suspense.

domenica 7 gennaio 2018

Pulcinella e la vera storia della Befana

A chiusura della rassegna “L'albero delle storie a Natale”, domenica 7 gennaio 2018, alle ore 18.00, al Teatro Comunale “Nicola Resta” di Massafra (Piazza Garibaldi), la compagnia Burattini al Chiaro di Luna porterà in scena "Pulcinella e la vera storia della Befana", spettacolo di burattini di e con Massimiliano Massari. Costumi di Simona Traversa.
"L’epifania - si legge nella scheda artistica dello spettacolo - ha origini lontanissime nel tempo, discendenti da tradizioni magiche pre-cristiane che poi si fondono con elementi folcloristici e cristiani. La trama dello spettacolo, tuttavia, prende spunto da un periodo ben preciso, ovvero l’alto medioevo, quando le civiltà contadine, nonostante il cristianesimo in Europa fosse già fortemente radicato, credevano ancora in Diana, la dea romana della luna e della fertilità, oltre che della caccia. Nelle dodici notti comprese tra il Natale e il 6 Gennaio, periodo di semina e perciò anche di aspettative e speranze per il futuro raccolto, i contadini credevano di vedere volare Diana con altre figure femminili, per rendere, appunto, fertili le campagne. All’inizio Diana e le donne al suo seguito, non avevano nulla di maligno, ma la Chiesa cristiana le condannò in quanto pagane, dichiarandole figlie di Satana. Diana, da buona dea della fecondità, diviene una divinità infernale, assumendo le sembianze di una vera strega. È a questo punto che si innesta la storia fantastica di Pulcinella, che colpito da una sciagura, è costretto a raggiungere Diana nel regno dei morti, con tanto di bara, fiori, ceri, e funerale e non prima di avere evocato il diavolo Satanasso. Ma grazie anche all’aiuto di San Nicola, Pulcinella riuscirà a far conciliare Diana con la Chiesa, facendola diventare la famosa vecchietta che noi tutti conosciamo, ovvero la Befana".
Info e prenotazioni: www.teatrodelleforche.com; 0998801932/3497291060. Posto unico 5 euro. Si consiglia di prenotare dato il numero limitato di posti.

sabato 6 gennaio 2018

Medicus su RAI 3

Medicus è il film proposto da Rai 3 per la sua prima serata di sabato 6 gennaio 2018. Andrà in onda dalle 20.30 ed è un drama tedesco di cinque anni fa diretto da Phillip Stolzl. La narrazione si basa inoltre sul romanzo dal titolo The Physician scritto da Noah Gordon ed è distribuito dalla Universal Pictures. Le musiche invece sono a cura del compositore Ingo Ludwig Frenzel. Prima di assistere alla sua visione, scopriamo qualche particolare su trama e cast e altre curiosità.
La trama di Medicus segue le vicende di Robert Cole, un uomo dotato dell’abilità di predire il futuro che vive nell’Inghilterra dell’XI secolo. Le sue prime esperienze con quella che viene considerata stregoneria avvengono quando Robert ha appena sei anni e realizza che la madre morirà per via di un’appendicite. Dopo essere rimasto orfano, decide di seguire un cerusico di nome Barber che lo avvierà alla conoscenza della medicina medievale. Durante il suo apprendistato, il mentore viene tuttavia colpito da una cataratta, che spinge il giovane a chiedere l’intervento di un medico tradizionale. Questo incontro cambierà del tutto la vita di Rob, che sceglierà di diventare medico a tutti i costi.
Il cast di Medicus assegna il ruolo di protagonista a Tom Payne, che vediamo nei panni di Rob Cole e Jesse Ben Benjamin. Al suo fianco attori del calibro di Stellan Skarsgard (Barber), Olivier Martinez (Scià Ala ad-Daula), Emma Rigby (Rebecca), Elyas M’Barek (Karim), Makram Khaoury (Imam), Ben Kingsley (Ibn Sina= e Stanley Ownsend (Bar Kappara).

martedì 2 gennaio 2018

Tristano & Isotta su RAI 3

Martedì 2 gennaio 2018 va in onda su Rai 3 il film storico del 2006 Tristano & Isotta, ore 21.15. Diretto da Kevin Reynolds (Montecristo, Risorto, Robin Hood), il film vede la partecipazioni di attori di acclarata bravura, come James Franco (candidatura Oscar miglior attore per 127 ore) e Sophia Myles (Transformers, L'ultimo vichingo). Le musiche sono composte dalla seconda donna che ha vinto un premio Oscar per la miglior colonna sonora, Anne Dudley, nel 1998 con il film Full Monty. Invece la fotografia è affidata ad Artur Reinhart. Tante sono state nel corso degli anni le versioni del mito medievale, ne sono stati tratti fumetti, romanzi, e nondimeno film. Questa versione di Kevin Reynolds non ha ricevuto alcun premio, sebbene potesse poggiare su un ventaglio di attori di livello. Il film tuttavia non presenta nemmeno errori storici, anzi, l'ambientazione è resa in maniera verosimile e appropriata.
Tristano & Isotta si rifà all'omonimo mito medievale: i due amanti clandestini segnati dall'avverso destino. Ambientato nell'Inghilterra dell'alto medievo, il film propone una versione semplificata del mito, senza accogliere tutte le peripezie dei viaggi compiuti dai due originali amanti, le avventure in Paesi stranieri. Tristano è un giovane orfano, preso in cura dal futuro re di Cornovaglia Lord Mark e allevato come fosse figlio suo. Durante un combattimento, Tristano - ormai divenuto un giovane e forte guerriero - viene creduto morto, e onorato con i riti funebri della sua gente: lasciando il suo corpo su una barca che scorre lontano dalle coste della Cornovaglia. Viene ritrovato per caso da Isotta, figlia del severo re Donnchadh, che lo salva e lo rimette in forze. Ma la giovane donna non sa che ha appena salvato l'assassino del suo promesso sposo Morholt. Tra i due giovani nasce un amore intenso e passionale, ma quando si scopre l'identità di Tristano, questi è costretto a partire e separarsi da lei per salvarsi la vita. Il re d'Irlanda indice un torneo: chi riuscirà a vincerlo potrà far sposare sua figlia con un lord. Tristano, all'oscuro della reale identità di Isotta, vi partecipa e vince, così, il suo benefettore, Lord Mark, sposerà Isotta. Quest'uomo, interpretato in maniera calzante da Rufus Sewell, in questa versione cinematografica diventa un buono e devoto marito tradito dalla moglie, che cerca invano di conquistarne il cuore. Al contempo Tristano è un eroe forte e valoroso che combatte a fianco del suo re fino ad esalare l'ultimo respiro. Il destino dei due amanti impossibilitati a vivere il loro sublime amore è compiuto, e anche Isotta potrà lasciarsi andare alla morte. A fare da sfondo in tutto il film i bellissimi paesaggi impreziositi dalla fotografia di Artur Reinhart: paesaggi nordici mozzafiato, luoghi impervi e lontani.

giovedì 21 dicembre 2017

Il Medioevo e gli uomini del Nord

Nuovo appuntamento, su Sky Arte HD, con Medioevo ‒ Luce dalle tenebre, la serie che regala al pubblico inediti punti di vista su un capitolo storico spesso non del tutto compreso nelle sue tante peculiarità. La storia, infatti, è propensa a identificare il periodo successivo alla caduta dell’Impero romano con un’epoca di oscurantismo e barbarie, in cui la civilizzazione parve abdicare alla violenza.
Il critico d’arte Waldemar Januszczak è in disaccordo con questi assunti e nell’arco della serie viaggerà in Europa, Africa e Asia per dimostrare, attraverso i preziosi manufatti custoditi in raccolte e collezioni, che il Medioevo non fu un periodo buio, ma un’epoca luminosa, complice l’emergere di nuovi input artistici e nuove idee.
Durante l’episodio in onda giovedì 21 dicembre 2017 alle ore 21,15, intitolato Gli uomini del nord, lo sguardo di Januszczak si sposterà sull’Europa settentrionale, ripercorrendo la storia dei popoli che lì affondarono le proprie radici. Se i carolingi si consideravano i successori dei romani, come dimostrato dalla loro arte, i vichinghi adornavano le loro imponenti navi con elaborate decorazioni. Infine, sulle isole britanniche, gli irlandesi e gli anglosassoni si distinsero per le incredibili doti artigiane e nel campo della gioielleria.

mercoledì 13 dicembre 2017

Con gli occhi degli ebrei italiani

Duemiladuecento anni di storia e cultura italiana, attraverso gli occhi dei suoi ebrei. In ventiquattro minuti. L’esperienza degli ebrei italiani in un volo d’uccello cronologico ed esperienziale. Un progetto in realtà complesso, scientificamente rigoroso, frutto di mesi di ricerche e consultazioni.
Lo show multimediale “Con gli occhi degli ebrei italiani”, che apre giovedì 14 dicembre 2017 insieme alla mostra inaugurale, è concepito per essere l’introduzione permanente al tema del Museo.
A cura di Giovanni Carrada (autore di Superquark, responsabile del soggetto e della sceneggiatura) e di Simonetta Della Seta (Direttore del MEIS), l’installazione è realizzata con la ricerca iconografica di Manuela Fugenzi, la regia di Raffaella Ottaviani e la colonna sonora di Paolo Modugno.
“Pochi sanno – premette Carrada – come gli ebrei italiani hanno vissuto e quale contributo hanno dato alle vicende del Paese. E adesso che il Museo apre, abbiamo pensato che un’attrazione intelligente, spettacolare e coinvolgente potesse cogliere due obiettivi: innanzitutto, incuriosire il pubblico, stimolandolo a capire che, oltre alla Shoah, ci sono tante dimensioni interessanti nell’ebraismo italiano. Inoltre, prefigurare il MEIS che verrà, fornendo un primo quadro degli argomenti che il percorso museale svilupperà gradualmente, in modo più ampio e organico”.
“Abbiamo voluto pensare prima di tutto al visitatore – afferma Della Seta –, cercando di orientarlo da subito ai complessi temi attorno ai quali apre e si svilupperà il Museo”. Sarebbe bello che uscisse almeno ponendosi le domande giuste”.
Risultato: un’installazione che indaga in tono divulgativo il ruolo dei pregiudizi, l’origine della discriminazione, il controverso legame con la Chiesa cattolica, i grandi spostamenti del popolo ebraico, il significato del ghetto, la partecipazione degli ebrei italiani a momenti cruciali della vita nazionale, le pagine di convivenza felice e quelle più drammatiche.