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giovedì 18 novembre 2021

Langobardi al RushDoc international documentary film festival

L’associazione Invicti Lupi comunica che il docufilm "Langobardi-Alboino e Romans" è stato selezionato per la fase finale della sesta edizione del "RushDoc international documentary film festival" che si svolgerà a Los Angeles negli Stati Uniti dal 26 al 27 novembre 2021.
Un ulteriore importante riconoscimento al valore e all'innovazione portata dal nostro docufilm, stavolta a livello internazionale. Dopo le prime selezioni conseguite ai due importanti festival italiani "Archeofilm festival di Firenze" e "RAM film festival Rovereto" ora Invicti Lupi porta la storia longobarda e la storia del nostro territorio regionale, del Friuli Venezia Giulia, direttamente oltreoceano agli occhi di un nuovo pubblico. Sarà possibile assistere al festival tramite biglietti e registrazione a questo link: https://www.moviescreenpro.com/events/rushdoc-festival-the-6th-edition.
Chiediamo a tutti voi di sostenerci e supportarci per il premio "Fan award winner" andando a votare il docufilm su facebook a questo link: https://www.facebook.com/groups/indieforyou/posts/953014275566867 e su instagram sulla pagina “moviescreenpro”. Attualmente "Langobardi - Alboino e Romans" è stato iscritto ad altri festival in varie parti del mondo, vi terremo aggiornati su nuove auspicate selezioni. Il trailer ufficiale del docufilm è visibile al seguente link: https://youtu.be/47om9vED94U.
Di seguito una breve sinossi: “Un innovativo docufilm sul mondo longobardo che, attraverso un equilibrio tra cinema e divulgazione storica ed archeologica, racconta la storia del re Alboino, dell'arrivo del popolo longobardo nella penisola italiana, e della nascita del villaggio di Romans, importante presidio militare friulano che ci ha restituito una delle più grandi necropoli longobarde d'Italia. Nell'anno 551, dopo una grande vittoria contro i Gepidi, emerge la figura dell'eroe Alboino che da quel momento entra nella storia. Seguiranno anni di gloria e di imprese fino a giungere al suo destino fatale a Verona nel 572 ed alla nascita del suo mito. Nel mezzo delle vicende di questo re leggendario verranno mostrate immagini innovative e dal forte impatto emozionale, dove si vedrà come viveva il popolo longobardo a Romans, un importante crocevia della pianura friulana dove uomini e donne svilupparono un villaggio che ancor oggi esiste.” Ricordiamo che il docufilm è interamente prodotto da Invicti Lupi e Matteo Grudina, con alla regia Simone Vrech e BASE2 Video Factory.
"Langobardi" è stato girato tra Friuli Venezia Giulia e Austria grazie alla partecipazione di molti rievocatori storici e volontari; le consulenze storiche ed archeologiche sono a cura del dott. Nicola Bergamo, dott. Michele Angiulli, dott.sa Annalisa Giovannini, dott. Cristiano Brandolini.
Si ringrazia per il sostegno e la partnership di: Comune e Civico Museo Archeologico di Romans d'Isonzo; Regione FVG; Ente Turismo FVG; Consiglio Regionale FVG; BCC Staranzano e Villesse; Fondazione CARIGO; ARLeF (Agenzia regionale per la lingua friulana); Società Filologica Friulana; Società Friulana di Archeologia; comune di Ragogna; comune di San Floriano del Collio; comune di Cormons; unione comunale di Strassertal (Austria); museo e parco archeologico nazionale "Freilichtmuseum Elsarn" (Austria); casa di produzione cinematografica "Base2 video factory" e azienda “Bl2 Store”; UISP, unione italiana sport per tutti; ente castello dei Conti Formentini di San Floriano del Collio; associazione "Italia Medievale"; i cittadini che ci hanno sostenuto con la campagna di crowdfunding e molte altre associazioni, aziende e realtà locali. Sul nostro sito web www.invictilupi.org maggiori informazioni.

domenica 20 giugno 2021

"Raffaello. Il Giovne prodigio" al cinema

Torna la grande arte alla Multisala Paolillo di Barletta. “Raffaello. Il Giovane Prodigio” in programma martedì 22 giugno 2021 (spettacoli ore 19.00 e ore 21.00) è un docufilm diretto da Massimo Ferreri che si propone di festeggiare il cinquecentenario dell’artista urbinate.
Le celebrazioni dello scorso anno sono state stoppate a causa della pandemia e ora, grazie al cinema e all’ottimo lavoro targato Ferreri (voce narrante di Valeria Golino) è importante onorare Raffaello Sanzio (1483-1520), ripercorrendone vita e vicende umane attraverso la potenza di una pittura capace di attraversare secoli e offrire emozioni e riflessioni inaspettate, ponendo l’accento sulla innata capacità di far evolvere continuamente la sua arte senza mai ripetersi. La madre, l’amante, il committente, la dea: gli straordinari ritratti femminili, le protagoniste della vita di Raffaello permettono di raccontare il pittore da una nuova prospettiva e di indagare sulla sua continua ricerca della bellezza assoluta.
A 8 anni Raffaello perde la madre. Secondo la leggenda il padre, Giovanni Santi, ritrasse la moglie Magìa nelle vesti di una Madonna che fa addormentare il proprio bambino, mantenendo vivo nel figlio il suo ricordo. Queste figure diventano temi portanti della sua ricerca. Galatea, La Muta, Dama con Liocorno, La Velata, La Fornarina sono i ritratti più celebri di Raffaello. Ma l’urbinate è anche pittore del Papa, conservatore delle antichità, archeologo-speleologo, personaggio versatile e pieno di ingegno per i contemporanei e per le generazioni successive.
Nel docufilm di Massimo Ferreri a guidare lo spettatore alla scoperta dell’artista oltre a Vincenzo Farinella, professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Pisa e consulente storico-scientifico del progetto, ci saranno gli interventi autorevoli di Lorenza Mochi Onori, storica dell’arte ed esperta di Raffaello, Giuliano Pisani, filologo classico e storico dell’arte italiana, Tom Henry, direttore dell’Università del Kent a Roma, Amélie Ferrigno, storica dell’arte e ricercatrice associata presso il Centre d’Etudes Supérieures de la Renaissance, Ippolita di Majo, sceneggiatrice e storica dell’arte e Gloria Fossi, storica dell’arte medievale e moderna.  Ad enfatizzare il racconto, l’utilizzo di animazioni realizzate dall’illustratore pluripremiato Giordano Poloni.
Tra le riprese più importanti anche quelle realizzate ad alcune opere custodite all’interno delle Scuderie del Quirinale in occasione della mostra dello scorso anno “Raffaello 1520-1483”. 
La Grande Arte al Cinema è un progetto originario ed esclusivo di Nexo Digital distribuita in esclusiva in Italia con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it, ARTE.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

martedì 15 giugno 2021

"Arcana - La leggenda del Ponte dei diavoli" presentazione a Salerno

Si svolgerà venerdì 18 giugno 2021 alle ore 20.00,  presso la chiesa di Santa Margerita (via Santa Margherita - Salerno), la presentazione del docufilm “Arcana – La leggenda del Ponte dei Diavoli” che vedrà la presenza del celebre attore Massimo Bonetti.
 
Il lavoro racconta le misteriose storie che orbitano attorno all’acquedotto medievale della città di Salerno, conosciuto ai più come “ponte dei diavoli”, costruito nel IX secolo per portare acqua dalle colline circostanti fino al Monastero di San Benedetto. 
È sarà proprio la struttura architettonica di via Arce a fare da palcoscenico all’egregio e prestigioso lavoro del regista salernitano Alfonso Della Rocca che, con immagini d’epoca e con testimonianze di esperti storici, narrerà i racconti che rendono, ancora oggi, magico e oscuro quel luogo. 
La prima leggenda, infatti, riporta che la struttura sia stata eretta in una sola notte dal noto mago e alchimista salernitano Barliario che per realizzarlo sfruttò l’aiuto dei demoni. Fino a non molti anni fa, gran parte della popolazione riteneva fosse sconsigliato passare da quelle parti dopo il calare del sole.
Un’altra storia, invece, vuole che proprio sotto il Ponte dei Diavoli sia nata la Scuola Medica Salernitana. La leggenda narra che, in una notte di tempesta, quattro uomini si ritrovarono sotto quegli archi per ripararsi dalla pioggia: l’arabo Adela, il greco Ponto, l’ebreo Elino e il latino Salernum. I quattro erano medici e da quell’incontro fortuito ebbe inizio l’epopea della famosa Scuola Medica di Salerno.
La presentazione di “Arcana – La leggenda del ponte dei diavoli”, prodotto da ARproduction in collaborazione con Ass. Cinematografia del Cilento, sarà arricchita anche dal convegno, inerente la medesima tematica, che vedrà la partecipazione e gli interventi di: Mimmo De Maio, Vicesindaco del comune di Salerno; Gianni Pagliazzi, produttore del docufilm; Massimo Bonetti, attore; Enrico Baccarini, giornalista; Don Sabatino Naddeo, parroco della chiesa di Santa Margherita; Rosa Fiorillo, docente della facoltà di Archeologia Medievale presso l’Università degli Studi di Salerno.
L’appuntamento verrà moderato dalla giornalista Ilaria Cuomo.

mercoledì 9 dicembre 2020

Alighieri Durante, detto Dante. Vita e avventure di un uomo del Medioevo

Giovedì 10 dicembre 2020
alle 21.10 su Rai Storia il professor Alessandro Barbero guiderà i telespettatori alla scoperta del Sommo Poeta nel film documentario “Alighieri Durante, detto Dante. Vita e avventure di un uomo del Medioevo”, scritto con Davide Savelli, per la regia di Graziano Conversano, che Rai Cultura propone in prima tv affiancato dalle illustrazioni e dai video di Dante Plus, esposizione curata da Marco Miccoli (Bonobolabo), che dal 2016 riunisce numerosissimi artisti, diversi gli uni dagli altri che, dall’illustrazione al fumetto e alla street art, danno vita ad una nuova identità del poeta.

Un appuntamento per portare gli spettatori indietro di settecento anni (tanti infatti quelli dalla morte, avvenuta nella notte fra il 13 e il 14 settembre del 1321) e raccontare la vita di colui che è riconosciuto universalmente come il padre della lingua italiana, l’autore di uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale, che ancora oggi continua a essere materia di studio per gli studenti, di ricerca in ambito universitario, e fonte di ispirazione per artisti, registi, scrittori, musicisti, in tutto il pianeta: la Divina Commedia.
Il docufilm – con la “partecipazione straordinaria” di Giovanni Boccaccio, Dino Compagni, Leonardo Bruni, Giovanni e Filippo Villani, interpretati da un cast di attori – ricostruisce i primi 36 anni di vita di Dante Alighieri, dalla sua infanzia al momento dell’esilio da Firenze. Sono gli anni di formazione del giovane Durante, ovvero Dante, gli anni in cui incontra Beatrice, in cui combatte come cavaliere a Campaldino e in cui decide di entrare in politica. Gli anni di cui si dispone del maggior numero di fonti. E proprio partendo dalle fonti, gli autori hanno scelto di dare “voce e volto” a testimoni e biografi delle gesta del Sommo Poeta. Ad impreziosire il racconto, inoltre, due “chicche” musicali: Dante, infatti, scriveva sonetti che sarebbero stati messi in musica e proprio per questo il docufilm ospita anche due giovani rapper, un ragazzo e una ragazza, che interpretano a modo loro, ma fedelmente, il sonetto “A ciascun’alma presa e gentil core”.
La narrazione del documentario è ambientata nel Castello medievale dei Conti Guidi, a Poppi (Arezzo), che ospitò Dante per un periodo del suo esilio, mentre le immagini che arricchiscono il racconto sono state girate nella sua patria, Firenze.

giovedì 3 settembre 2020

"La signora Matilde, gossip dal medioevo" a Faenza

Syusy Blady, giovedì 3 settembre 2020 per la rassegna Cortili&Balconi, sarà a Faenza (RA) con il docu-film "La signora Matilde, gossip dal medioevo" che la vede protagonista assieme a Luciano Manzalini.
L’appuntamento è per le ore 21,00 nel cortile di Palazzo Pasi Zanelli, in corso Mazzini. In sala gli autori Marco Melluso e Diego Schiavo e i protagonisti, Syusy Blady e Luciano Manzalini.
La Signora Matilde è una docummedia dove gli elementi del documentario si fondono con la finzione narrativa, elementi di grafica, citazioni cinematografiche, richiami alla musica pop e al linguaggio dei social network.
Syusy Blady, nelle vesti di una eccentrica appassionata di griffe, guida lo spettatore in un viaggio attraverso lo spazio ed il tempo. Durante la visione, si scopre quanto Matilde e il suo tempo siano vicini all’oggi. La lotta per le investiture è presentata come uno scontro tra multinazionali e le complesse vicende familiari sembrano la trama di una puntata di Game of Thrones.

lunedì 3 agosto 2020

"La signora Matilde" a Galeata (FC)

Per la rassegna ‘La finestra sul cortile’, lunedì 3 agosto 2020, alle ore 21,15 nel cortile del teatro comunale di Galeata sarà proiettato il docufilm ‘La signora Matilde’ alla presenza dei registi Marco Melluso e Diego Schiavo e di Luciano Manzalini (dei Gemelli Ruggeri) che interverranno a fine serata. Documentario e finzione si mescolano in un film dai toni divertenti che racconta vicende, successi e gossip di Matilde di Canossa, una delle donne più potenti e glamour della storia. Un divertente docufilm con Syusy Blady prodotto da PopCult, il film è stato realizzato grazie al sostegno di Regione Emilia Romagna – Film Commission.
A quasi 1000 anni dalla morte e 450 dalla sua sepoltura in San Pietro, torna a Roma la donna che seppe difendere il papa e umiliare l’imperatore: Matilde di Canossa. E lo fa attraverso un film originale e ironico, La Signora Matilde. Gossip dal Medioevo, che dimostra come, già nel Medioevo, una donna forte e determinata potesse essere una influencer in grado di dettare mode e lanciare prodotti anche senza alcun bisogno di frequentare corsi di laurea o master. Poiché Matilde le mode non le segue ma le crea, attorno a lei sorge a Bologna una delle più antiche università del mondo.
Esperta di social media strategy, trend setter, donna manager, food blogger e tanto altro: Syusy Blady racconta una Matilde di Canossa totalmente inedita e incredibilmente attuale.
Ingresso euro 6 e ridotti 5 euro. Prenotazioni 338.3169741.
Per seguire l'evento su Facebook clicca qui !

lunedì 23 dicembre 2019

In arrivo "Draconis: la storia del drago di Rimini"

A cavallo del 1300, tra le foreste di Rimini, si aggirava una misteriosa creatura, che ha creato non pochi grattacapi alla famiglia Malatesta. A questa creatura è dedicato il nuovo progetto del regista riminese Marco Gentili, il docufilm "Draconis: la storia del drago di Rimini". Non si tratta di una figura mitologica, secondo gli approfonditi studi dello storico riminese Oreste Delucca tra i protagonisti del docufilm. "Draconis vuole riportare alla luce questa storia molto affascinante. Una storia che ha elementi di veridicità: le ossa del drago erano custodite nella chiesa di Belvedere, tra la Gaiofana e San Martino Monte L'Abate", spiega il regista. Purtroppo i bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale hanno distrutto la Chiesa e provocato la scomparsa delle ossa. Ma oggi la via sulla quale sorgeva la Chiesa si chiama appunto via Ca' del drago. "Tengo a sottolineare che il mio docufilm ha un tono accademico, vuole discostarsi da programmi come Mistero. Non vogliamo trattare occultismo. Ci sono testimonianze, reperti, storia locale, biologia. La figura del drago è affrontata dal punto di vista reale e simbolico. Vogliamo inoltre capire come mai in Oriente rappresenti il bene, mentre in Italia e altri luoghi del continente rappresenta il male". Il progetto Draconis nasce cinque anni fa: "Quando ho conosciuto la storia del drago, in quel momento ha iniziato a battere forte il mio cuore di bimbo - commenta divertito il regista - ma d'altro canto sono sempre stato un amante del fantastico e del medioevo, nel 2015 infatti ho fondato un'associazione culturale Tolkeniana". La campagna promozionale del film è partita venerdì 20 dicembre, mentre il trailer sarà pubblicato nel mese di gennaio. "Il film uscirà nella seconda metà del 2020, poi uscirà in dvd e sulle tv-online come Amazon, speriamo anche su Netflix. Punteremo anche ai mercati esteri, Giappone e in particolare America, dove c'è grande interesse per il medioevo italiano".

venerdì 2 marzo 2018

Paolo e Francesca, Romeo e Giulietta su TV2000

Sabato 3 marzo 2018 alle ore 21.20, due puntate appassionanti di Segreti – I misteri della storia, serie di docufilm condotta da Cesare Bocci su Tv2000  Paolo e Francesca e Romeo e Giulietta. Due tra le più celebri coppie della letteratura, destini tragici che dopo secoli emozionano ancora e sono emblemi dell’amore contrastato. 
La vera storia di Paolo e Francesca Siamo nel 1289: contrasti e alleanze politiche tra i signori di Ravenna e i signori di Rimini sono dietro una delle più tragiche storie d’amore conosciute, resa immortale dai celebri versi di Dante e da varie opere successive. Paolo Malatesta e Francesca da Polenta sono veramente esistiti, furono davvero amanti (lei era la moglie di Gianciotto, fratello di Paolo) nel castello di Gradara, colti in flagrante e uccisi dal marito tradito di Francesca. Ma non erano entrambi né innocenti né giovani, almeno per gli standard dell’epoca: lei aveva 29 anni ed era sposata da 14, lui aveva 43 anni, una moglie e dei figli. Nonostante l’efferatezza del delitto, gli equilibri politici dell’epoca fecero sì che l’alleanza tra Ravenna e Rimini non subisse scossoni e la stessa vicenda non ebbe nessun strascico giudiziario. Anzi, poco dopo le due famiglie celebreranno un nuovo matrimonio d’interesse…
La vera storia di Romeo e Giulietta – Mariotto o Luigi e non Romeo, Giannozza o Lucina e non Giulietta, Siena o Udine e non Verona… E’ possibile che la storia d’amore più celebre di tutti i tempi abbia una base storica? Shakespeare si è limitato a cambiare nomi di persone e luoghi oppure ha lasciato che la fantasia coprisse completamente una delle tante storie di amore e morte che hanno popolato il Medioevo italiano? Oppure, più semplicemente, il famoso dramma shakespeariano, così come le novelle che l’hanno preceduto e ispirato, ha mischiato realtà e finzione? E fin dove è stato rispettoso della Storia? Un viaggio-inchiesta su un enigma storico-letterario che si incrocia con quello dell’uomo che ha reso immortali Romeo e Giulietta: chi era davvero Shakespeare? E cosa deve allo sfortunato letterato italiano Luigi Da Porto?

venerdì 3 novembre 2017

"Bosch. Il giardino dei sogni" in sala a Cagliari

L'arte arriva sul grande schermo con il film-evento "Bosch. Il giardino dei sogni", in programma solo martedì 7 e mercoledì 8 novembre 2017 a Cagliari, Quartucciu e Sestu (sale Uci, The Space e The Space Cinecity).
Uno straordinario lavoro dedicato alla figura di Hieronymus Bosch, artista capace più di ogni altro di fondere la cultura figurativa fantastica ed esotica del Medioevo e le nuove istanze del rinascimento fiammingo.
Diretto da José Luís López Linares, il film approfondisce la figura dell'artista a partire da uno dei dipinti più iconici al mondo, "Il giardino delle delizie terrene", quadro che con sapiente eleganza genera piacere e costernazione agli occhi dell'osservatore comune, ma contiene anche concetti più nascosti che un individuo acuto e impegnato in una ricerca interiore riconoscerà come simboli di più profondi livelli di significato, capaci di scavare nella coscienza, miscelando con maestria acrobatica mostruoso e macabro, fantastico e demoniaco.
Il documentario è arricchito dagli interventi di artisti, scrittori, filosofi, musicisti e scienziati sui significati personali, storici e artistici dell'opera, riproponendo così ai giorni nostri la "conversatio" che iniziò 500 anni fa presso la corte dei duchi di Nassau a Bruxelles, quando l'opera fu commissionata a Bosch.
Nel corso del film lasciano infatti la loro testimonianza su "Il Giardino delle Delizie Terrene" scrittori come Salman Rushdie, Orhan Pamuk, Cees Nooteboom, artisti come Miquel Barceló, musicisti come Ludovico Einaudi. E ancora drammaturgi, illustratori, neuroscienziati e ovviamente storici dell'arte come Pilar Silva (curatore della mostra "Bosch, l'esposizione cinquecentenaria" al Museo Nazionale del Prado) e Xavier Salomon (Peter Jay Chief Curator della Frick Collection di New York).
Ci sono ancora molti misteri che circondano il trittico delle delizie, ma allo stesso tempo alcuni elementi rimangono inequivocabili: colori brillanti, un'azione complessa, la fusione tra commedia e tragedia, e ancora un mix di intrigo, suspense, peccato, vita, morte e, forse, anche redenzione.
Il film è distribuito in esclusiva per l'Italia da Nexo Digital.

mercoledì 12 aprile 2017

La signora Matilde

Se Matilde di Canossa fosse ancora in vita, un italiano su dieci vivrebbe nei suoi possedimenti tra Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Sono appunto i terreni e i castelli “matildici” (era talmente famosa da essere diventata un aggettivo, come a pochi è capitato). La sua storia aveva già tutte le caratteristiche per diventare una telenovela, con le lotte tra papato e impero, gli intrighi, i tradimenti. Ma gli autori della docu-commedia La signora Matilde ne fanno qualcosa di più, inventandosi un linguaggio da millennial per raccontare una dama vissuta mille anni fa. A celebrare il glamour, i gossip e la strategia di personal branding di Matilde di Canossa, hanno scelto la spiritosa Syusy Blady, qui in veste di turista della Storia.
Nel documentario dai toni leggeri la grancontessa è alle prese con la conquista del potere con i mezzi del marketing. Sono i tempi delle lotte tra papi e imperatori, quelli tornati di tendenza grazie alla pagina Facebook di Feudalesimo e Libertà (già dimostrazione che la storia in salsa pop conquista le folle, vedi gli oltre 500mila fan e il merchandising medievale che impazza). Matilde, fedelissima del papato, è protagonista della celebre umiliazione di Canossa, di papa Gregorio VII nei confronti dell'odiato imperatore Enrico IV. Una scena da manuale scolastico che prende vita se spiegata da Syusy Blady tra le mura di quel castello negli Appennini, dove Enrico-mai-una-gioia (così soprannominato) deve attendere tre giorni al freddo prima di essere ricevuto, dal papa e dalla sovrana del castello, Matilde appunto.
Sono noti alcuni dettagli delle liaison di Matilde con i mariti poco attraenti. Il primo detto “il gobbo” e il secondo, appena diciassettenne, mentre lei era già una quarantenne affermata e temuta. Il matrimonio non è mai stato consumato per l'estrema timidezza di lui, che fu gentilmente cacciato dalla signora. Le ultime gesta di Matilde sono da esperta di comunicazione: assumere un biografo che racconti solo ciò che vuole lei e lasciare ai posteri solo alcuni, selezionati, ritratti. I migliori selfie, diciamo. Così da creare una vera e propria leggenda sulla potente Matilde di Canossa. Oggi lo chiamano brandwashing.
La signora Matilde di Marco Melluso e Diego Schiavo è prodotta da PopCult. Le prossime proiezioni:
13-14 aprile: Cinema Odeon, Bologna
18 aprile: Cinema Settebello, Rimini
20 aprile: Cinema Nuova Luce, Urbino
21-22 aprile: Sala Polivalente, Canossa
22 aprile: Cinema Wanted, Milano
26 aprile: Cinema Astra, Parma
9 maggio: Multisala Corso, Piacenza
16 maggio: Biblioteca Multimediale Loria, Carpi
19 maggio: Cinema Boldini, Ferrara

lunedì 20 marzo 2017

La signora Matilde al cinema

Matilde di Canossa è sicuramente una delle donne più potenti e misteriose della Storia. L’unica in grado di creare un mito e di lasciare un’immagine durevole di sé in un Medioevo declinato completamente al maschile. Sola, con due matrimoni naufragati, ha saputo ritagliarsi un ruolo tra i grandi poteri dell’epoca: regina d’Italia senza essere sposata a nessun re e sepolta in Vaticano senza essere una santa! L’unica e indiscussa Signora del Medioevo, che visse la sua esistenza fra intrighi e scomuniche.
Nel docufilm La Signora Matilde, in uscita lunedì 20 marzo 2017, Syusy Blady veste i panni di una improbabile docente di marketing che usa la case history di Matilde di Canossa per un’attualissima lezione di brand reputation! Passato e presente si fondono in un viaggio a cavallo fra XI secolo e contemporaneità, con la sua corsa aggressiva alla visibilità: perché non prendere spunto dalla storia? Se oggi i politici e i brand usano qualunque strategia per accaparrarsi consensi, la lotta per le investiture medievale diventa uno scontro tra multinazionali (la SacroRomanoImpero Inc. e la Papato SPA) e lo scacchiere di rocche matildiche un esperto di social media! Gli scontri frontali passano dalle battaglie campali alla raccolta del maggior numero di fan su Facebook.
Una lezione surreale che esce dall’aula e si addentra nei luoghi matildici, a partire dal territorio reggiano: Canossa, Bianello, Carpineti e Corte Bondanazzo di Reggiolo, dove la nobildonna morì nel 1115, quando la località si chiamava Bondeno di Roncore. Il giro è ovviamente più ampio e tocca anche l’abbazia di San Benedetto in Polirone e il palazzo dei Canossa a Verona. Tante tappe per un percorso storico che segna un parallelo fra due mondi distanti un millennio. Nel film ci saranno tanti elementi che rimandano a lei: dall’allevamento del maiale all’impulso che diede alla diffusione delle castagne in Appennino. Sino a quell’ars canusina che a inizio ‘900 riproponeva nell’artigianato lo stile della sua epoca.
Il film è prodotto da POPCult, per la regia di Marco Melluso e Diego Schiavo. Gli interpreti: Syusy Blady e Luciano Manzalini. Appuntamento per la prima nazionale a Reggio Emilia con una doppia proiezione al Cinema Rosebud (alle 19 e alle 21), incontro con gli autori e degustazione dei prodotti del territorio. Altre date già in calendario tra marzo e aprile in provincia di Reggio Emilia e di Mantova, a Faenza, Rimini, Urbino e Parma. Consultate il calendario completo sul blog di Syusy Blady: http://nomadizziamoci.it.