sabato 19 agosto 2017

Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni (FR)

Il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni da venerdì 25 agosto a domenica 3 settembre 2017 torna ad abitare con 11 grandi appuntamenti i sagrati, le chiese, i palazzi e i vicoli della suggestiva città dei Papi.
Il Festival sarà dedicato al Premio Nobel Dario Fo, che verrà ricordato l’1 settembre con la messa in scena del suo successo planetario Mistero Buffo da parte del suo più fedele discepolo, Mario Pirovano. Non mancheranno nomi prestigiosi della scena teatrale nazionale, come Tullio Solenghi, che offrirà una personale e sorprendente interpretazione del Decameron boccaccesco (26 agosto), mentre Antonio Salines anch’egli per la prima volta al Festival, si confronterà con Otello di Shakespeare (2 settembre).
Viene dato spazio, proprio in virtù delle scelte tematiche segnalate, anche a spettacoli di immagine e visione come The Tempest (25 agosto), un progetto dell’Accademia Creativa, oltre che a figure paradigmatiche della storia medievale come Matilde di Canossacon Edoardo Siravo e Alessandra Fallucchi (31 agosto). Merita di essere promosso il progetto di Simone Ruggiero, giovane emergente della scena teatrale italiana, che da Il Pataffio di Luigi Malerba (27 agosto) trarrà una divertente versione teatrale. Kira Ialongo con il Teatro Azione di Roma interverranno con una innovativa lettura dell’Amleto, Just the Worst Time of the Year for a Revolution (30 agosto). La tragedia del principe di Danimarca verrà declinata anche in chiave comica con Amleto in salsa piccante di Aldo Nicolaj (29 agosto), con la compagnia La Bottega del Bernini. Chiusura “in bellezza” il 3 settembre con Festa Popolare - dai canti di pellegrinaggio ai Carmina Burana, uno straordinario e coinvolgente progetto musicale di Nando Citarella.
Per maggiori informazioni e programma completo clicca qui !

mercoledì 16 agosto 2017

Il Palio dell'Assunta di Siena su RAI 2

Fin dal 1200 si ha testimonianza di una corsa di cavalli a Siena, e documenti anteriori al XII secolo ricordano di un "Palio di San Bonifazio", ossia il santo titolare dell'antica Cattedrale, che prima della fondazione di quella attuale sorgeva in Castelvecchio. Proprio al sagrato del Duomo nuovo, in quel periodo fu posta l'insegna del Comune a segnare l'arrivo della corsa dei barberi. Quando Siena divenne una delle più ricche e colte città dell'Europa del Medioevo, il Palio fu l'evento ludico e il momento e conclusivo delle feste annuali in onore di Maria Vergine Assunta patrona di Siena e del suo Stato. Il momento culminante delle feste era la cerimonia dell'offerta dei ceri e dei censi in Cattedrale, rito insieme religioso e politico, atto di devozione alla Madonna dei senesi e di sudditanza ai reggitori del Comune di Siena.
Per il Palio dell'Assunta del 16 agosto 2017 queste sono le Contrade che correranno elencate in ordine di estrazione e, quindi, di ingresso in Piazza:
Chiocciola, Selva, Oca, Valdimontone, Torre, Istrice, Onda, Lupa, Aquila, Bruco.
Diretta su RAI 2 dalle ore 18,10.

mercoledì 9 agosto 2017

"Il sogno di Innocenzo III" a Anagni (FR)

Venerdì 11 agosto 2017 alle ore 21,00 in Piazza Dante a Anagni (FR) si tiene la Rievocazione Storica-Teatrale "Il sogno di Innocenzo III" organizzata dalla Contrada Trivio.
Lotario dei Conti di Segni nacque a Gavignano nel 1160. Nel 1189 venne nominato cardinale da suo zio Clemente III, poi, alla morte di Celestino III, salì al soglio pontificio con il nome di Innocenzo III, l’8 Gennaio 1198. quest’ultimo proclamava di essere “a metà strada tra Dio e l’Uomo, al di sotto di Dio ma al di sopra dell’Uomo”. fu convinto assertore della teocrazia, infatti, secondo la sua dottrina al Papa spettavano entrambi i poteri, spirituale e temporale. Progetto di tutto il pontificato di Innocenzo III era regolarizzare la Chiesa dal suo peccato e corruzione. Durante un viaggio a Roma San Francesco le sottopose la regola che intendeva applicare alla sua nascente comunità monastica. Narrano le cronache francescane che tutti i dubbi di Innocenzo III furono fugati da un sogno in cui il Papa vide la chiesa di San Giovanni in Laterano pericolante sostenuta solo dal Santo. Questo episodio è rappresentato nel ciclo di affreschi giotteschi della Basilica Superiore di Assisi. L’approvazione della regola francescana da parte di Innocenzo III fu pronunciata solo oralmente, senza che a questa seguisse un’ufficiale Bolla papale. L’approvazione ufficiale avvenne soltanto nel 1223 ad opera del successore di Innocenzo III. Il 16 Luglio 1216, a Perugia Innocenzo III morì di malaria. Rimangono di questo Papa molte opere come ad esempio un trattato latino sul “Disprezzo del mondo”, dei “Discorsi”, sei libri sui sacramenti e principalmente una copiosissima raccolta di Lettere.
Con la collaborazione di:
Innocenzo III: Claudio Saleppichi
San Francesco: Francesco Martorana
Santa Chiara: Ludovica Pofi
Sant’Agnese: Camilla Perciballi
Cardinale: Pino Martorana
Prelato: Marco Fazzini
Bambino: Gabriele Mastrosanti
E con la voce solista del Soprano Lorella Fabrizi

martedì 25 luglio 2017

"E a carolar cominciarono" La danza nel Medioevo

Sabato 29 luglio 2017 alle ore 21,30 al Castello di Montefiore Conca torna una serata dedicata alla Danza Antica con lo spettacolo dal titolo "E a carolar cominciarono"
Il progetto e le ricostruzioni coreografiche sono del M° Enrica Sabatini alla direzione del Gruppo di danza storica “Guglielmo Ebreo da Pesaro” (Associazione culturale Pesaro Art&Music) e A.D.A. Montefeltro (Associazione danze antiche Milano).
Amor cortese, riti magici, musiche e danze antiche in cui colto e popolare si intrecciano, saranno i protagonisti del programma presentato nella suggestione e nell’incanto dei metafisici spazi del castello che proprio nel Medioevo accolse come ospiti papi e imperatori.
L’evento fa parte della rassegna Panoramiche Visioni 2017 organizzato da Domino Coop. Soc.
A precedere lo spettacolo per chi volesse VISITA GUIDATA del castello e CENA ROMAGNOLA in terrazza dalle ore 19,30.
COSTO a partire da 8,00 euro
Info e prenotazioni
tel 0541 980179 / cell 334 2701232

domenica 23 luglio 2017

Enrico V al Globe Theatre di Roma

Enrico V di William Shakespeare
fino al 6 agosto 2017 al Globe Theatre di Roma
Adattamento e Regia di Daniele Pecci
Scene e costumi: Susanna Proietti
Musiche: Patrizio Maria D'Artista
Light Designer: Umile Vainieri
Direzione Tecnica: Stefano Cianfichi
Produzione: Politeama S.r.l.
Più che in ogni altro dramma storico, e tutto sommato al pari di molti dei più famosi testi shakespeariani che nel grande racconto della vicenda umana e del mondo finiscono per parlare del ‘palcoscenico’, Enrico V è forse il più emblematico. Questo è infatti, il testo celebrativo del Globe per antonomasia. In esso coesistono, prima di tutto, come nella migliore tradizione del dramma storico (vedi soprattutto le due parti dell’Enrico IV) elementi epici; nella narrazione esaltante e magniloquente  delle vicende della conquista della Francia da parte di un esiguo manipolo di fratelli, e dall’altra il racconto e il linguaggio cosiddetto ‘basso’ della commedia quasi farsesca, per i personaggi della combriccola di Falstaff, e addirittura elementi squisitamente eufuistici, come nel corteggiamento della bella Caterina di Francia nella parte finale del dramma, che ci ricorda i migliori momenti di ‘Molto rumore per nulla’ e soprattutto del magnifico ‘Pene d’amor perdute’. L’elemento nuovo e aggiuntivo però, in un’offerta già così ricca, è rappresentato dal personaggio del Coro, o meglio dall’uso che Shakespeare fa di quest’ultimo. Se da un lato ci accompagna nella narrazione spiegando o commentando le varie scene del dramma, con le parole più belle e più famose ‘Oh, possedere una musa di fuoco che si elevasse al più fulgido cielo dell’immaginazione…’, dall’altro esso ha una funzione quasi illustrativa, pedagogica, esplicativa del teatro e del suo senso più profondo. Una lezione, questa di Shakespeare, e in questo caso fortemente poetica, che si affianca senza nessuna tema di confronto alle grandi ‘lezioni teatrali’ che il Bardo ci ha trasmesso attraverso alcuni dei suoi personaggi più famosi, a cominciare da Amleto nella sua celeberrima ‘lezione agli attori’.
Enrico V è un testo poco rappresentato, nonostante solletichi l’appetito di molti i primi attori grazie all’innegabile fascino del suo protagonista. Personalmente ritengo che sia a causa dell’istintivo legame che questo testo ha col teatro Globe. Sappiamo bene infatti che Shakespeare pensò la quasi totalità delle sue opere per il Globe o per teatri pubblici che ne avevano grosso modo le stesse fattezze. Nell’Enrico V questo legame si fa esplicito con la famosa battuta del coro “…possiamo forse far entrare in questa ‘O’ di legno anche i soli elmi, che quel giorno, atterrirono l’aria di Azincourt?” al punto che Lawrence Olivier stesso ambientò emblematicamente l’inizio e la fine del suo film colossal proprio all’interno del Globe. Lo spettacolo vorrebbe avvalersi prima di tutto di una traduzione agile e scorrevole che io stesso sto curando, della presenza di un nutrito cast di attori, di costumi d’epoca, e qualche elemento scenico…il resto dovrà essere un’invenzione; così come il teatro semplice vuole.
Enrico V è un dramma storico di William Shakespeare composto tra il 1598 ed il 1599.
Il dramma prende spunto dalle vicende di Enrico V d'Inghilterra, re che si distinse per aver conquistato la Francia nel corso della battaglia di Azincourt (25 ottobre 1415).

venerdì 21 luglio 2017

Il Decamerone de I Teatranti

Reduce dai successi del premio nazionale di teatro popolare “il giogo” e del premio nazionale Berta di Sansepolcro, dove si è aggiudicata ben cinque premi (due per la regia, due per il miglior spettacolo e uno per il gradimento del pubblico), la compagnia grossetana, I Teatranti di Fabio Cicaloni, replica nella meravigliosa cornice medievale del Castello di Scarlino il suo Decamerone sabato 22 luglio 2017 alle 21,30.
Tratto dall’omonima opera di Giovanni Boccaccio, questo libero adattamento di Fabio Cicaloni per la regia dello stesso Cicaloni e Andrea Ferrari, racconta di una compagnia teatrale di girovaghi che si trova a Firenze nell’estate del 1630 a mettere in scena alcune novelle del Boccaccio. Il Decameronoffre loro la possibilità di riflettere sull’umanità rappresentata dall’autore, ma, al contempo, lo spunto per giocare sulle storie più piccanti, irriverenti e più spassose che la letteratura ci abbia mai regalato. Fra prove di scena, costumi improvvisati e allestimenti da teatro popolare e commedia dell’arte, i teatranti di oggi diventano i teatranti di allora, ma un colpo di scena rovinerà l’audace impresa.
Il Decamerone è la rappresentazione di tutta l’umanità con le sue astuzie, penose nefandezze e umane debolezze, un contenitore di canovacci strutturati per una compagnia da commedia dell’arte, ma anche una delle opere più vere e autentiche di tutta la nostra letteratura, in quanto carnale e brutale nel suo raccontare l’essere umano. E’ un’opera che ci ricorda di essere vivi e che ci invita a vivere in un momento storico come il nostro in cui tutto è difficile e duro, ma lo vuol fare anche muovendoci a ridere, e non certo per leggera frivolezza, quanto più per consapevole e studiata ironia che si fa vitale. Finché racconteremo storie e finché saremo lì ad ascoltarle come l’onesta brigata del Decamerone, allora saremo certi che ancora viviamo e che esiste sempre un motivo per guardare avanti e vivere fino in fondo la nostra esistenza. Un inno alla vita, dunque, quello che Boccaccio ci alita ancora a distanza di quasi sette secoli, per ricordarci che sta a noi chiuder fuori l’appestato mondo dei corrotti di carne e di spirito per ricreare un universo puro, fatto di semplicità bella e vera.
Ingresso libero.

giovedì 6 luglio 2017

Amalfi 839 a Massa Lubrense (NA)

La storia si svolge nell’anno 839 d.C., in pieno Medioevo. La città di Amalfi è stata conquistata dai feroci Longobardi, provenienti da Nord, guidati dal perfido Sicardo. Due giovani innamorati, Antonio e Giovanna, sono costretti a separarsi a causa della drammatica situazione. Dopo dieci lunghi anni di esilio, Antonio torna nella propria città natale. Divenuto ormai un esperto guerriero, il giovane ritrova Amalfi in preda alle scorribande dei Saraceni, spietati pirati mediorientali, e sotto il consolidato e violento dominio del sanguinario Sicardo e delle sue truppe. Dopo aver ritrovato gli amici d’infanzia Ottavio e Carlo, Antonio scopre che Giovanna, di cui è ancora innamorato, è stata promessa in sposa a Sicardo dal fratello della donna, il Cardinale Luigi. Tra mille peripezie e intrighi, Antonio dovrà cercare la strada per liberare il popolo dalla tirannia e ritrovare così anche l’amore di Giovanna.
Soddisfatta l’assessore al Turismo e Spettacolo Giovanna Staiano la quale oltre a precisarci che in occasione delle due rappresentazioni, che si terranno il 7 luglio in piazza Vescovado e il 3 agosto in piazza Sant’Agata, verranno chiuse al traffico entrambe le piazze per permettere al pubblico di godere dell’incredibile ricostruzione scenografica di luoghi magici, evidenzia come la storia può essere raccontata attraverso uno spettacolo originale coinvolgente e innovativo, cantato completamente dal vivo. Certamente è uno spettacolo assolutamente da non perdere.

lunedì 3 luglio 2017

Sant'Ambrogio e la sua basilica su Rai Storia

Non solo un monumento paleocristiano e medievale, ma anche un punto fondamentale della storia e della cultura milanese. Se ne parla su Rai Storia (Canale 54 del digitale terresrte) lunedì 3 luglio 2017 alle 21.10 per la serie di Rai Cultura “La croce e la spada”.
La Milano del periodo tardo-antico, capitale dell'Impero Romano, svolse un importantissimo ruolo politico e culturale, essendo la principale città europea e un baluardo contro le invasioni barbariche. In questo contesto s’inserì il giovane Ambrogio, che svolse con il mandato imperiale una determinante azione politica mirata a rafforzare le istituzioni.
Ambrogio era nato a Treviri, in Germania, da una nobile famiglia romana della Gens Aurelia. Quando suo padre, governatore delle Gallie e funzionario imperiale, morì, Ambrogio si recò a Roma con la sorella Marcellina e la madre. Proseguì gli studi per la carriera legale ottenendo molti successi come avvocato, finché l’imperatore Valentiniano lo nominò governatore, con residenza a Milano. Rimase in carica per quattro anni, dimostrando di essere al di sopra delle parti e dei partiti, con l’occhio rivolto al bene di tutta la popolazione. Un atteggiamento che gli valse non solo la stima, ma addirittura l’affetto sincero dei più poveri. Ambrogio assunse lo stesso atteggiamento quando fu nominato vescovo. Donò le sue ricchezze ai poveri e le sue terre alla Chiesa, tenendone per sé una piccola parte. Ogni giorno diceva la Messa per i suoi fedeli dedicandosi poi al loro servizio per ascoltarli, consigliarli e difenderli contro i soprusi dei ricchi. Tutti potevano parlargli, in qualsiasi momento. E proprio per i suoi fedeli Ambrogio lavorò, studiò, rischiò la vita, predicò, viaggiò e scrisse libri fino alla fine. Morì il 4 aprile, all’alba del Sabato Santo, quando correva l’anno 397.
Le sue spoglie riposano nella basilica milanese che porta il suo nome, accolte nella cripta che lui stesso volle costruire per ospitare i corpi di San Gervaso e San Protaso. La Basilica fu edificata tra il 379 e il 386 in una zona di sepoltura dei cristiani martirizzati. Per questo venne chiamata Basilica Martyrum. Da quando vi fu sepolto Sant'Ambrogio cambiò nome, assumendo quello attuale.

Un importante riferimento a Sant'Ambrogio è presente anche nel Duomo di Milano. L'ultima campata dell'edificio ospita infatti l'Altare di Sant'Ambrogio, con la pala secentesca del pittore urbinate Federico Barocci, che raffigura l'imperatore Teodosio inginocchiato di fronte a Sant'Ambrogio, con lo scettro e la corona deposti a terra. L'opera si riferisce alla penitenza che il vescovo di Milano impose all'imperatore per aver ordinato un massacro tra la popolazione di Tessalonica. L'episodio, frequentemente rappresentato, era inteso come metafora della subordinazione del potere imperiale a quello papale e conferma l'importanza che Ambrogio ha rivestito non solo al suo tempo ma anche durante i secoli successivi nella storia di Milano.

giovedì 29 giugno 2017

La città dolente al Borgo Medievale di Torino

Il Borgo Medievale di Torino come i cerchi dell’Inferno di Dante, ecco ciò che troveranno gli spettatori attraversando il ponte che fa da ingresso all'Inferno dei Fools !  Anime affannate, dilaniate dal fuoco, torturate nel ghiaccio, logorate dai venti subiscono la dannazione dinnanzi al pubblico.
Il visitatore sarà li, li vedrà, li sentirà, non potrà coprirsi gli occhi. I dannati lo toccheranno, lo fiuteranno, sanno che è vivo e lo invidiano, lo spingono ad andare oltre, verso Lucifero.
La città dolente porta il suo pubblico a varcare la soglia infernale degli abissi, ad avventurarsi pei Cerchi seguendo l’Anima Guida, nessuno deve perdersi, o potrebbe non uscirne più.
Un accompagnatore, come Virgilio per Dante, guiderà i presenti tra i lussuriosi, i traditori, i fraudolenti, in un viaggio notturno nei principali luoghi del Borgo Medievale, che fanno da cornice ai più appassionanti brani dell'Inferno della Divina Commedia in stile gotico.
Un’atmosfera rarefatta, soffusa e stregata, come solo la notte al Borgo Medievale riesce a creare.
"La città dolente" è uno spettacolo itinerante della durata di circa 50 minuti. Ogni replica partiranno 4 viaggi, per ogni viaggio sono consentiti massimo 50 visitatori. La prenotazione è obbligatoria. 
Quando? giovedì 29 e venerdì 30 giugno 2017, orari di inizio: 20:00, 21:00, 22:00, 23:00
Ingresso unico: 10€
Prenotazioni: info@fools.it indicando in oggetto: Luogo + Data + Orario
Per maggiori informazioni: 3451773790

martedì 27 giugno 2017

"Beato ma non troppo. I misteri del Bertrando" in scena a Udine

Teca del beato Bertrando nel Duomo di Udine
Sabato 1 luglio 2017 alla Corte di Palazzo Morpurgo di Udine va in scena "Beato ma non troppo. I misteri del Bertrando"
Racconto in chiave ironica della vita e delle gesta di Bertrando de Saint Genies (1258-1350), patriarca di Aquileia nonché personaggio influente nella vita sociale, economica e religiosa del Friuli. INGRESSO GRATUITO
Spettacoli ore 19.30 e ore 21.30.
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lunedì 26 giugno 2017

Alla Corte Medievale dell'antica Balarm

Un evento imperdibile, legato ad una campagna di sensibilizzazione e valorizzazione culturale, negli spazi della Chiesa di Santa Cristina La Vetere a Palermo: a proporlo è l’associazione Itinerari del Mediterraneo, che organizza, per giovedì 29 giugno 2017, la serata dal titolo “Alla corte medievale dell’antica Balarm: storie di Principi, Cavalieri e Santi sulla via dei pellegrini”, che si terrà a partire dalle 19:30.
L’evento, che ricade nel giorno della Festa dei Santi Pietro e Paolo, prenderà il via con un aperitivo di benvenuto che si terrà fino alle 20:00 presso il Cortile dei Pellegrini, seconda traversa a destra di via Matteo Bonello, dietro la Cattedrale, e proseguirà con la sfilata del Corteo Reale Normanno animato da suoni e danze.
Lo spettacolo, che si concluderà alle 21:30, prevede scene e rappresentazioni tematiche che si svolgeranno tra la scalinata della Chiesa di San Pietro e Paolo, la Loggia dell’Incoronazione e il cortile della Chiesa di Santa Cristina; l’animazione dell’evento è affidata all’Associazione Teatrale Tema di Monreale.
“L’iniziativa – spiega l’architetto Antonella Italia, presidente di ItiMed – costituisce l’occasione per presentare alla collettività la campagna “Gli affreschi di Santa Cristina: un gioiello da salvare a Palermo”, che inaugureremo a conclusione della serata, con l’obiettivo di raccogliere fondi per restaurare i preziosi affreschi dei Santi Pietro e Paolo, custoditi nella piccola Chiesa normanna intitolata alla Santa che arrivò dal mare, transitando sulle sponde del fiume Papireto, diventando così una delle quattro patrone venerate a Palermo”.
Una campagna alla quale ItiMed ha dato il via in occasione del decennale di impegno attivo a tutela del patrimonio culturale, all’insegna di una mission che annovera proprio la Chiesa di Santa Cristina La Vetere quale luogo simbolo di attenzione per la storia e la valorizzazione dei luoghi.
La raccolta di fondi, che mira al coinvolgimento del cittadino nel ruolo di “custode” dei beni culturali, vede tra i partner la Fondazione Salvare Palermo, Qanat Edizioni, le associazioni culturali Aesculapio e Siciliando, l’Accademia di Psicologia Applicata e l’ente di formazione professionale FAE; alla presentazione della campagna interverrà Emanuele Drago, autore del fortunato libro “Palermo in un romanzo”.
La serata si concluderà con l’assaggio di dolci tipici; previsto un contributo di 10 euro per gli adulti e 5 per i bambini, che sarà devoluto all’opera di restauro degli affreschi.
Il costo è inclusivo di degustazione, spettacolo e quota di donazione. Per informazioni sulle prenotazioni e sulle adesioni è possibile visionare il sito www.itimed.org, inviare una mail all’indirizzo info@itimed.org o contattare i numeri 348.3394617 -339.4871621.
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giovedì 15 giugno 2017

"Dante per tutti", Paradiso XXX - L'Empireo

Giovedì 22 giugno 2017 a Roma presso l'Associazione Culturale Febo dalle ore 19:30 alle ore 20:30 si terrà la "Lettura e commento di Paradiso XXX - L’Empireo".
L’ingresso di Dante e Beatrice nell’ultimo cielo dell’Empireo, il cielo dove risiede Dio, e la visione della “candida rosa” dei Beati, la più grande invenzione di Dante nella Commedia.
Uno dei canti più straordinari della Divina Commedia: siamo quasi alla fine del viaggio, finalmente nella Città di Dio.
Nata nel gennaio 2015, “Dante per tutti” è l’unica iniziativa dantesca settimanale e serale del centro di Roma: ogni giovedì sera, dalle ore 19:30, l’Associazione Culturale Febo (Vicolo delle Vacche 26 A, zona P.zza Navona) ospita la lettura e commento della Divina Commedia: un viaggio che ci porta a riscoprire il capolavoro della nostra letteratura, Canto dopo Canto e dall’Inferno fino al Paradiso.
Grazie all’atmosfera accogliente e all’approccio chiaro e discorsivo, gli incontri danteschi sono riusciti a coinvolgere un ampio pubblico alla fruizione del capolavoro dantesco, diventando così un punto di riferimento nel panorama culturale della Capitale e suscitando anche l’interesse di radio, televisione e giornali.
La durata dell’evento è di circa un’ora: ad una breve introduzione segue l’esegesi terzina per terzina. L’appuntamento termina con la declamazione per intero del Canto.
Per una maggiore comprensione, prima della lettura verranno distribuite ai partecipanti copie del Canto in esame.
La partecipazione è gratuita.
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lunedì 29 maggio 2017

La notte dell'inquisitore a Priero (CN)

La Compagnia del Birùn presenta sabato 3 giugno 2017 alle ore 21.45 nella Piazza Vittorio Emanuele II a Priero (CN) in occasione de 'La notte dell'inquisitore' lo spettacolo teatrale 'Di luce e d'ombra'.
Nel 2017 ricorre il cinquecentenario delle tesi di Martin Lutero. A controbatterle papa Leone X incaricò Silvestro Mazzolini, teologo e inquisitore piemontese.
In collaborazione con il Comune di Priero, delizioso borgo medievale che diede i natali al religioso, è nato uno spettacolo teatrale originale che, partendo da questo personaggio e dal suo contesto storico, propone una riflessione di più ampio respiro su cosa può succedere al singolo e alla collettività se si spengono il lume della ragione e la luce dell’empatia. Il buio del pregiudizio alimentato da ignoranza e meschinità si annida in ogni epoca, si mescola e si confonde nella vita di ogni essere umano e in ogni cultura. La continua ricerca della vera essenza delle cose, della loro ‘luce’ diventa fondamentale affinché fatto non fu l’uomo per viver come bruto.
Testo e regia Elide Giordanengo – scene e costumi Elide Giordanengo, Françoise Giorgis, Simone Massa, Manuel Spada – grafica Roberto Necco – musica Paolo Brizio – coreografie Gaia Martini, Rossella Roggia - luci e fonica aDogonTour  – sartoria Vilma Campana, Donatella Dutto – coordinamento Simona Grosso.
Ingresso a pagamento.
Lo spettacolo sarà preceduto alle 20.45 dalla presentazione del libro 'Le parole del papa' a cura dell'autore e storico Alessandro Barbero.
Lo spettacolo replicherà venerdì 16 giugno 2017 – ore 21.45 nel cortile Ambrosino a Peveragno (Confraternita in caso di maltempo) Ingresso gratuito.
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domenica 21 maggio 2017

INFERNO chiamata pubblica per la “Divina Commedia” di Dante Alighieri

Ravenna dal 25 maggio al 3 luglio 2017 alle ore 20,00 dalla Tomba di Dante al Teatro Rasi
INFERNO
chiamata pubblica per la “Divina Commedia” di Dante Alighieri
ideazione, direzione artistica e regia Marco Martinelli ed Ermanna Montanari in scena Ermanna Montanari, Marco Martinelli, Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Roberto Magnani, Gianni Plazzi, Massimiliano Rassu, Laura Redaelli, Alessandro Renda.
musiche Luigi Ceccarelli con gli allievi della Scuola di Musica Elettronica e gli allievi della Scuola di Percussione del Conservatorio Statale di Musica Ottorino Respighi-Latina e con la partecipazione degli allievi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Giuseppe Verdi-Ravenna
spazio scenico Edoardo Sanchi con gli allievi del Biennio Specialistico di Scenografia per il teatro dell’Accademia di Belle Arti di Brera-Milano costumi Paola Giorgi con Salvatore Averzano e gli allievi di Costume per lo spettacolo dell’Accademia di Belle Arti di Brera-Milano.
regia del suono Marco Olivieri disegno luci Francesco Catacchio direzione tecnica Enrico Isola e Fagio.
produzione Ravenna Festival in coproduzione con Ravenna Teatro/Teatro delle Albe.
Inferno costituisce la prima parte del progetto La Divina Commedia: 2017-2021 di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, commissionato da Ravenna Festival in coproduzione con Teatro Alighieri, Ravenna Teatro/Teatro delle Albe.
Inferno è uno spettacolo itinerante e a posti limitati che partirà dalla tomba di Dante arrivando al Teatro Rasi e attraversandolo in tutti i suoi spazi. La durata sarà di circa tre ore. Consigliamo agli spettatori di indossare abiti e scarpe comode, di portare una bottiglietta d’acqua e di segnalare se si hanno problemi di claustrofobia.

Marco Martinelli e Ermanna Montanari raccolgono la sfida di trasformare in teatro il capolavoro che ha dato origine alla lingua e alla letteratura italiana. La parola “teatron”, “visione”, la ritroviamo nella definizione che Dante stesso dà della sua opera, “mirabile visione”, mirabile teatro quindi, capace di accogliere nel suo campo visivo l’umanità nelle sue molteplici esperienze. La chiave con cui le Albe tradurranno il “trasumanar” dantesco è pensare l’opera nei termini della sacra rappresentazione medievale e del teatro rivoluzionario di massa di Majakovskij: tutta la città è un palcoscenico, tutti i cittadini sono chiamati a partecipare, a “farsi luogo”, a farsi comunità. Ezra Pound definisce Dante l’Everyman: è l’umanità intera che fa quel viaggio, difficile ma salvifico.
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sabato 20 maggio 2017

Saremo Bellissimi e giovanissimi sempre

26 - 28 maggio 2017 Teatro Vascello di Roma
Saremo Bellissimi e giovanissimi sempre
testi e regia Marco Chenevier
coreografia e interprete Marco Chenevier
direttore di palco Andrea Sangiorgi
Produzione: TIDA - Theatre Danse con il sostegno del MIBACT - Ministero dei beni e delle attivita culturali e dell'Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Valle d'Aosta.
Il performer, ingabbiato nel compito di dover realizzare uno spettacolo su Meister Eckhart, si rende conto della difcoltà dell'operazione quando oramai è stato accettato l'incarico.
La ricerca dell'interiorità secondo il mistico domenicano del XIV secolo Meister Eckhart, deve essere perseguita nella dissoluzione dell'egoità cercando la solitudine interiore, distaccandosi dalla volontà dalla memoria, dai sensi e dal giudizio.
Dapprima adottando un atteggiamento intellettuale e analitico, il performer riprende i fondamenti della mistica di Eckhart tentando innumerevoli volte di tradurne almeno uno in uno spettacolo di danza. Ma nell'autocensura dei tentativi l'analisi si perde nella vana ricerca di un'idea drammaturgica che sembra continuamente fallire.
Il malessere e le rifessioni vengono così condivisi con il pubblico in modo leggero e divertente in una parziale frattura del codice. Il ragionamento, esausto, porta il performer a chiedersi infne se non fosse sbagliato il processo in sé. La chiave di volta potrebbe essere quella di domandarsi quale sia il senso di un lavoro su Eckhart oggi, e se l'accusa di eresia che egli subì sette secoli fa non palesi un confitto atavico tra potere ed interiorità.
La costruzione scenica rivela la scrittura della drammaturgia stessa, la quale diventa il filo conduttore che lega i quadri, le coreografe e le scene.
La vita del mistico e la sua ricerca del distacco si intrecciano con una rifessione sul ruolo dell'arte contemporanea nella società odierna, incentrata su modelli esteriori volti alla propaganda del consumismo. Forse Eckhart, anche oggi, verrebbe tacciato di eresia non più dalla Chiesa, bensì dal Mercato.

giovedì 18 maggio 2017

In Taberna. Canti, danze e scene di vita da taverna tra Medioevo e Rinascimento

Sabato 20 maggio 2017 al Teatro Paisiello di Lecce nell'ambito della nona edizione del Maggio Musicale Salentino alle ore 21,00 va in scena "In Taberna. Canti, danze e scene di vita da taverna tra Medioevo e Rinascimento" con l'Ensemble Concentus, la Compagnia di danze storiche "Tempus Saltandi" e la Compagnia attori "I Grefada". Regia di Annemette Schlosser Bernardelli. Ingresso libero.
Nel 1200, o forse nel 1300, in una taverna, intorno ad una rustica tavolata illuminata dalla fioca luce delle candele, pellegrini, cavalieri, menestrelli e trovatori, raccontano le loro storie gustando semplici vivande che, consumate con generoso vino, leniscono ogni dolore, accendono gli animi, predispongono tutti all’amore e ai piaceri sensuali. E’ un’epoca buia, la vita è breve e il castigo divino è il timore più grande, ma intorno ad una tavola imbandita e al favor di Bacco da tutti invocato e desiderato, gli animi gioiscono, le paure tacciono, l’amore trionfa…
Passano i secoli e in un’ epoca luminosa, in un ricco palazzo impreziosito da opere d’arte sublimi, presso una tavola sontuosa, dame eleganti, principi e cortigiani, godono del cibo e del vino che insieme alla musica allietano le splendide feste di corte. Musiche colte e raffinate animano i convivi rinascimentali; ma tanto nei palazzi quanto per le strade, tra la gente più umile, risuonano vivaci canti in cui il cibo è protagonista , con frequenti allusioni e doppi sensi che ci rivelano il diffuso desiderio di abbandonarsi ai piaceri della vita. Il cibo, insieme al vino, è dunque simbolo di tutte quelle gioie da cogliere e vivere intensamente, finche’ si gode della fugace giovinezza, poiché “del doman non v’è certezza”.

lunedì 15 maggio 2017

Firenze e gli Uffizi 3D

Firenze e gli Uffizi 3D: un viaggio nel cuore del Rinascimento che accompagna gli spettatori alla scoperta della Firenze rinascimentale e della Galleria degli Uffizi. Dopo l’eccezionale successo al cinema con un risultato record al box office: 95.000 spettatori in soli due giorni di programmazione - tra i documentari d’arte più visti al mondo - arriva da giovedì 25 maggio 2017 in Home Video.
Più di 150 capolavori e 10 musei sono i veri protagonisti del film, raccontati dall’attore inglese Simon Merrells che, nel ruolo di Lorenzo il Magnifico, condurrà gli spettatori attraverso i ricordi della ‘sua’ Firenze, in un incessante dialogo tra passato e presente. Il film attraversa i luoghi simbolo di Firenze, dalla Cappella Brancacci (con gli affreschi di Masolino e Masaccio, emblema del passaggio da Medioevo a Rinascimento) al Museo del Bargello che ospita il David di Donatello; da S. Maria del Fiore con le sue sfavillanti vetrate e la Cupola del Brunelleschi a Palazzo Medici; da Piazza della Signoria a Palazzo Vecchio sino alla Galleria dell’Accademia, che custodisce il David di Michelangelo.
Nucleo del film è, ovviamente, la Galleria degli Uffizi: gli spettatori possono accedere all’interno della Tribuna (luogo visibile al pubblico solo da tre punti esterni) e Antonio Natali (direttore della Galleria dal 2006 al 2015) ci accompagna in un’esclusiva visita guidata tra le opere. L’excursus narrativo all’interno della Galleria va da Giotto a Gentile da Fabriano e Piero della Francesca, a Raffaello e Tiziano, dall’Annunciazione di Leonardo al Tondo Doni di Michelangelo, senza tralasciare le opere simbolo quali la Primavera e la Nascita di Venere di Botticelli e lo Scudo di Medusa di Caravaggio – quest’ultimo inserito all’interno di un capitolo dedicato alle opere ‘mostruose’ della Galleria, tra cui la Madonna della Arpie di Andrea del Sarto, la Calunnia di Botticelli e Giuditta che decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi.
Regia e cast: Luca Viotto.
Genere: Documentario/Film d’arte
Distribuzione: Koch Media 
Formato: DVD, Blu-Ray Edizione: 1 DVD; Edizione 2 dischi: 1 BD 2D/3D+ 1 4K Release date vendita: 25/05/2017.

mercoledì 3 maggio 2017

"Uomini fummo or siam fatti sterpi"

Giovedì 4 maggio 2017, nei locali dell’Associazione Culturale Kampino in via Nazionale, 123 a Ponte a Elsa (PI), spazio al teatro e alla musica medievale con il gruppo storico-musicale Gàndalus – la compagnia di Musici di San Genesio. Durante la serata ci sarà spazio per il racconto della storia del gruppo, con gli aneddoti più divertenti e curiosi, a seguire l’esibizione dal vivo con lo spettacolo teatral-musicale "Uomini fummo or siam fatti sterpi" (spettacolo ispirato alla vita di Pier delle Vigne) e infine la proiezione del cortometraggio realizzato con la scuola primaria Collodi “Delle vicende di certi pellegrini sul cammin di Sigerico”.
L’evento inizierà alle 20.00 con un buffet e la degustazione di vini della Tenuta Borchi per poi proseguire lo spettacolo dal vivo e la proiezione del video. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Culturale Kampino e fa parte del cartellone “I giovedì culturali del Kampino”. La serata è aperta a tutti e a offerta libera.
Maggiori informazioni: 339.1831382 – info@kampino.itwww.kampino.it.

lunedì 24 aprile 2017

"Un Re da due £ear" a Putignano (BA)

Giovedì 27 aprile 2017, Pomeridiana ore 17,30 serale ore 21,00, Cinema Teatro Margherita di Putignano. Biglietto €8,00
La Compagnia Teatro dei Leggeri e Primo Teatro in collaborazione con Ass.ne Cult.le Amici Nostri presenta: "Un Re da due £ear", tratto da  “King Lear” di W. Shakespeare. Adattamento e regia di Dino Parrotta. Lo spettacolo è inserito nella stagione di prosa 2016/17 dell’Assessorato alla Cultura di Putignano, in collaborazione del Teatro Pubblico Pugliese.
In questa tragedia  (ispirata ad una leggenda mitologica celtica) si intrecciano il tema della falsità, dell’ingratitudine, dell’ambizione, dell’avidità di denaro dell’essere umano, capace persino di annientare un proprio fratello o persino il proprio genitore per raggiungere l’obbiettivo della ricchezza e del potere.
Ancora una volta avremo la possibilità di apprezzare la contemporaneità delle opere del noto drammaturgo, attraverso lo sguardo di coloro che vivono ai margini delle corti: i buffoni
Sinossi
L’adattamento teatrale rispecchia a pieno la trama originale e ne conserva il linguaggio;  ma in questo adattamento saranno i buffoni di ispirazione medievale a mettere in scena le vicissitudini della vita e della morte di Re Lear.  Re Lear  decide di abdicare e dividere il suo regno  fra le tre figlie Goneril, Regan e Cordelia. Il Re propone una gara: ogni figlia riceverà dei territori in proporzione all'amore che saprà dimostrare verso il padre  con le sue parole. Cordelia (la prediletta) si rifiuta di gareggiare con l'adulazione delle sorelle maggiori.
Lear non comprendendo la sincerità di Cordelia divide la quota del regno fra Goneril e Regan, e mette al bando Cordelia. Poco dopo aver abdicato, Lear scopre che i sentimenti di Goneril e Regan  verso di lui erano falsi e il loro obbiettivo era quello di impadronirsi del regno. Entrambe ripudieranno il padre abbandonandolo nella foresta in una notte di tempesta.
Re Lear impazzisce dal dolore e il suo unico compagno resterà il suo buffone di corte. La trama secondaria coinvolge il conte di Gloucester e i suoi due figli, Edgar e Edmund. Edmund inventa racconti calunniosi sul fratellastro legittimo per ricevere l’eredità del padre. Al termine le due storie si incrociano in pieno stile Shakespeariano.
Violenti dislocatori della realtà, si divertono a mostrare lo specchio delle debolezze e delle ipocrisie dell’essere umano. I buffoni raccontano storie; non interpretano i personaggi, ma li commentano in forma ironica e ambigua. Istrioni e sapienti sono reietti dalla società. I buffoni denunciano liberando un’arte della crudeltà e della beffa che è l’anima nera, ma sincera dell’umanità. I Buffoni sono gli esclusi, rifiutati in quanto deformi (nani, enormi ventri, grandi natiche e tortuose gobbe). I costumi, di grande suggestione scenica, ampliano e modificano i corpi degli attori, calandoli in una dimensione temporale che ricorda il tenebroso fascino del gotico e del suo lusso decadente. La loro dimensione richiama le ambientazioni e le suggestioni dell’Arte figurativa di Bruegel, Bosch e Goya. La loro condizione di emarginazione gli permette di sbeffeggiare e ribaltare i sacri valori in divertito sarcasmo.
Adattamento e regia: Dino Parrotta.
Con: Dino Parrotta, Gianluca Mezzapesa, Piergianni Gemmati, Adriana Coletta, Gregorio Saracino, Noemi Bagnulo, Teresa Polito, Rosita Giotta, Daniela Sportelli.
Ingresso euro 8,00.  Promozione under 18 per lo spettacolo delle ore 17,30 biglietto ridotto euro 5,00. Prevendita presso Caffè Tipico estramurale a Levante Putignano.

mercoledì 19 aprile 2017

Leonor di Juan Luis Buñuel in DVD

Targato Sinister Film (per la collana Horror d’Essai) e distribuito da CG Entertainment, arriva per l’Home Video Leonor, l’horror diretto dal regista francese Juan Luis Buñuel (Au rendez-vous de la mort joyeuse) nel 1975. Il film, privo di censure, sarà disponibile in DVD a partire da giovedì 20 aprile 2017.
Richard (Michel Piccoli) è un ricco feudatario medievale la cui moglie, Leonor (Liv Ullmann), di cui è profondamente innamorato, muore tragicamente. Straziato dal dolore ma incapace di vivere senza una compagna, sposa la giovane e bella Catherine (Ornella Muti). Nonostante il matrimonio felice e gli anni trascorsi però Richard non riesce a cancellare il ricordo della prima moglie, così chiede al Diavolo di riportarla in vita.
Nel cast di Leonor (Spagna, Francia, Italia – 1975): Michel Piccoli, Liv Ullmann, Ornella Muti, Antonio Ferrandis, José María Prada, Ángel del Pozo, George Rigaud, José María Caffarel e Carmen Maura.
La sceneggiatura del film è co-scritta da Roberto Bodegas e Juan Luis Buñuel.
EDIZIONE DVD:
Video: 16/9 1.78:1
Durata: 104′
Audio: Dolby Digital Dual Mono | Italiano, Dolby Digital Dual Mono | Spagnolo
N. Dischi: 1
Sottotitoli: Italiano
Extra: Galleria fotografica

mercoledì 12 aprile 2017

La signora Matilde

Se Matilde di Canossa fosse ancora in vita, un italiano su dieci vivrebbe nei suoi possedimenti tra Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Sono appunto i terreni e i castelli “matildici” (era talmente famosa da essere diventata un aggettivo, come a pochi è capitato). La sua storia aveva già tutte le caratteristiche per diventare una telenovela, con le lotte tra papato e impero, gli intrighi, i tradimenti. Ma gli autori della docu-commedia La signora Matilde ne fanno qualcosa di più, inventandosi un linguaggio da millennial per raccontare una dama vissuta mille anni fa. A celebrare il glamour, i gossip e la strategia di personal branding di Matilde di Canossa, hanno scelto la spiritosa Syusy Blady, qui in veste di turista della Storia.
Nel documentario dai toni leggeri la grancontessa è alle prese con la conquista del potere con i mezzi del marketing. Sono i tempi delle lotte tra papi e imperatori, quelli tornati di tendenza grazie alla pagina Facebook di Feudalesimo e Libertà (già dimostrazione che la storia in salsa pop conquista le folle, vedi gli oltre 500mila fan e il merchandising medievale che impazza). Matilde, fedelissima del papato, è protagonista della celebre umiliazione di Canossa, di papa Gregorio VII nei confronti dell'odiato imperatore Enrico IV. Una scena da manuale scolastico che prende vita se spiegata da Syusy Blady tra le mura di quel castello negli Appennini, dove Enrico-mai-una-gioia (così soprannominato) deve attendere tre giorni al freddo prima di essere ricevuto, dal papa e dalla sovrana del castello, Matilde appunto.
Sono noti alcuni dettagli delle liaison di Matilde con i mariti poco attraenti. Il primo detto “il gobbo” e il secondo, appena diciassettenne, mentre lei era già una quarantenne affermata e temuta. Il matrimonio non è mai stato consumato per l'estrema timidezza di lui, che fu gentilmente cacciato dalla signora. Le ultime gesta di Matilde sono da esperta di comunicazione: assumere un biografo che racconti solo ciò che vuole lei e lasciare ai posteri solo alcuni, selezionati, ritratti. I migliori selfie, diciamo. Così da creare una vera e propria leggenda sulla potente Matilde di Canossa. Oggi lo chiamano brandwashing.
La signora Matilde di Marco Melluso e Diego Schiavo è prodotta da PopCult. Le prossime proiezioni:
13-14 aprile: Cinema Odeon, Bologna
18 aprile: Cinema Settebello, Rimini
20 aprile: Cinema Nuova Luce, Urbino
21-22 aprile: Sala Polivalente, Canossa
22 aprile: Cinema Wanted, Milano
26 aprile: Cinema Astra, Parma
9 maggio: Multisala Corso, Piacenza
16 maggio: Biblioteca Multimediale Loria, Carpi
19 maggio: Cinema Boldini, Ferrara

lunedì 3 aprile 2017

King Arthur, il potere della spada. Il trailer

Le prime immagini che la Warner Brothers aveva mostrato nel primo trailer indicavano un film ricco di elementi registici particolari: utilizzo di go pro, slow motion, reverse, movimenti veloci e secchi di camera. Da questo primo trailer il film appariva molto sullo stile di “Snatch” e “Sherlock Holmes”, con scene d’azione molto “cool” ed accattivanti slow motion.
Abbiamo già visto come Guy Ritchie sappia usare magistralmente l’effetto tecnico che è divenuto un motivo ricorrente nei film del XXI secolo, ma che in pochi sanno sfruttare a dovere.
In questo “final trailer” vediamo una rivisitazione della classica storia di Arthur (Charlie Hunnam). Artù infatti, non ancora divenuto re, vive nei sobborghi di Londinium e scopre gradualmente l’inganno giocato dal tiranno Vortigern (Jude Law) contro la sua famiglia. Così, insieme ai suoi fedeli compagni, ed alla potentissima spada Excalibur, combatterà per vendicare i suoi genitori e conquistare il trono a cui è destinato.
Chi dunque, meglio dell’ex-marito di Madonna, per raccontare una vecchia leggenda ma in chiave contemporanea?
A rendere più interessante il tutto, un “re” Artù che vive nelle stesse condizioni dei protagonisti dei primi film di Ritchie, film che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.
Sperando che non siano solo i trailer ad esaltare i fans, l’appuntamento al cinema è fissato per mercoledì 10 maggio 2017.
Ecco il “Final Trailer”!