lunedì 29 maggio 2017

La notte dell'inquisitore a Priero (CN)

La Compagnia del Birùn presenta sabato 3 giugno 2017 alle ore 21.45 nella Piazza Vittorio Emanuele II a Priero (CN) in occasione de 'La notte dell'inquisitore' lo spettacolo teatrale 'Di luce e d'ombra'.
Nel 2017 ricorre il cinquecentenario delle tesi di Martin Lutero. A controbatterle papa Leone X incaricò Silvestro Mazzolini, teologo e inquisitore piemontese.
In collaborazione con il Comune di Priero, delizioso borgo medievale che diede i natali al religioso, è nato uno spettacolo teatrale originale che, partendo da questo personaggio e dal suo contesto storico, propone una riflessione di più ampio respiro su cosa può succedere al singolo e alla collettività se si spengono il lume della ragione e la luce dell’empatia. Il buio del pregiudizio alimentato da ignoranza e meschinità si annida in ogni epoca, si mescola e si confonde nella vita di ogni essere umano e in ogni cultura. La continua ricerca della vera essenza delle cose, della loro ‘luce’ diventa fondamentale affinché fatto non fu l’uomo per viver come bruto.
Testo e regia Elide Giordanengo – scene e costumi Elide Giordanengo, Françoise Giorgis, Simone Massa, Manuel Spada – grafica Roberto Necco – musica Paolo Brizio – coreografie Gaia Martini, Rossella Roggia - luci e fonica aDogonTour  – sartoria Vilma Campana, Donatella Dutto – coordinamento Simona Grosso.
Ingresso a pagamento.
Lo spettacolo sarà preceduto alle 20.45 dalla presentazione del libro 'Le parole del papa' a cura dell'autore e storico Alessandro Barbero.
Lo spettacolo replicherà venerdì 16 giugno 2017 – ore 21.45 nel cortile Ambrosino a Peveragno (Confraternita in caso di maltempo) Ingresso gratuito.
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domenica 21 maggio 2017

INFERNO chiamata pubblica per la “Divina Commedia” di Dante Alighieri

Ravenna dal 25 maggio al 3 luglio 2017 alle ore 20,00 dalla Tomba di Dante al Teatro Rasi
INFERNO
chiamata pubblica per la “Divina Commedia” di Dante Alighieri
ideazione, direzione artistica e regia Marco Martinelli ed Ermanna Montanari in scena Ermanna Montanari, Marco Martinelli, Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Roberto Magnani, Gianni Plazzi, Massimiliano Rassu, Laura Redaelli, Alessandro Renda.
musiche Luigi Ceccarelli con gli allievi della Scuola di Musica Elettronica e gli allievi della Scuola di Percussione del Conservatorio Statale di Musica Ottorino Respighi-Latina e con la partecipazione degli allievi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Giuseppe Verdi-Ravenna
spazio scenico Edoardo Sanchi con gli allievi del Biennio Specialistico di Scenografia per il teatro dell’Accademia di Belle Arti di Brera-Milano costumi Paola Giorgi con Salvatore Averzano e gli allievi di Costume per lo spettacolo dell’Accademia di Belle Arti di Brera-Milano.
regia del suono Marco Olivieri disegno luci Francesco Catacchio direzione tecnica Enrico Isola e Fagio.
produzione Ravenna Festival in coproduzione con Ravenna Teatro/Teatro delle Albe.
Inferno costituisce la prima parte del progetto La Divina Commedia: 2017-2021 di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, commissionato da Ravenna Festival in coproduzione con Teatro Alighieri, Ravenna Teatro/Teatro delle Albe.
Inferno è uno spettacolo itinerante e a posti limitati che partirà dalla tomba di Dante arrivando al Teatro Rasi e attraversandolo in tutti i suoi spazi. La durata sarà di circa tre ore. Consigliamo agli spettatori di indossare abiti e scarpe comode, di portare una bottiglietta d’acqua e di segnalare se si hanno problemi di claustrofobia.

Marco Martinelli e Ermanna Montanari raccolgono la sfida di trasformare in teatro il capolavoro che ha dato origine alla lingua e alla letteratura italiana. La parola “teatron”, “visione”, la ritroviamo nella definizione che Dante stesso dà della sua opera, “mirabile visione”, mirabile teatro quindi, capace di accogliere nel suo campo visivo l’umanità nelle sue molteplici esperienze. La chiave con cui le Albe tradurranno il “trasumanar” dantesco è pensare l’opera nei termini della sacra rappresentazione medievale e del teatro rivoluzionario di massa di Majakovskij: tutta la città è un palcoscenico, tutti i cittadini sono chiamati a partecipare, a “farsi luogo”, a farsi comunità. Ezra Pound definisce Dante l’Everyman: è l’umanità intera che fa quel viaggio, difficile ma salvifico.
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sabato 20 maggio 2017

Saremo Bellissimi e giovanissimi sempre

26 - 28 maggio 2017 Teatro Vascello di Roma
Saremo Bellissimi e giovanissimi sempre
testi e regia Marco Chenevier
coreografia e interprete Marco Chenevier
direttore di palco Andrea Sangiorgi
Produzione: TIDA - Theatre Danse con il sostegno del MIBACT - Ministero dei beni e delle attivita culturali e dell'Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Valle d'Aosta.
Il performer, ingabbiato nel compito di dover realizzare uno spettacolo su Meister Eckhart, si rende conto della difcoltà dell'operazione quando oramai è stato accettato l'incarico.
La ricerca dell'interiorità secondo il mistico domenicano del XIV secolo Meister Eckhart, deve essere perseguita nella dissoluzione dell'egoità cercando la solitudine interiore, distaccandosi dalla volontà dalla memoria, dai sensi e dal giudizio.
Dapprima adottando un atteggiamento intellettuale e analitico, il performer riprende i fondamenti della mistica di Eckhart tentando innumerevoli volte di tradurne almeno uno in uno spettacolo di danza. Ma nell'autocensura dei tentativi l'analisi si perde nella vana ricerca di un'idea drammaturgica che sembra continuamente fallire.
Il malessere e le rifessioni vengono così condivisi con il pubblico in modo leggero e divertente in una parziale frattura del codice. Il ragionamento, esausto, porta il performer a chiedersi infne se non fosse sbagliato il processo in sé. La chiave di volta potrebbe essere quella di domandarsi quale sia il senso di un lavoro su Eckhart oggi, e se l'accusa di eresia che egli subì sette secoli fa non palesi un confitto atavico tra potere ed interiorità.
La costruzione scenica rivela la scrittura della drammaturgia stessa, la quale diventa il filo conduttore che lega i quadri, le coreografe e le scene.
La vita del mistico e la sua ricerca del distacco si intrecciano con una rifessione sul ruolo dell'arte contemporanea nella società odierna, incentrata su modelli esteriori volti alla propaganda del consumismo. Forse Eckhart, anche oggi, verrebbe tacciato di eresia non più dalla Chiesa, bensì dal Mercato.

giovedì 18 maggio 2017

In Taberna. Canti, danze e scene di vita da taverna tra Medioevo e Rinascimento

Sabato 20 maggio 2017 al Teatro Paisiello di Lecce nell'ambito della nona edizione del Maggio Musicale Salentino alle ore 21,00 va in scena "In Taberna. Canti, danze e scene di vita da taverna tra Medioevo e Rinascimento" con l'Ensemble Concentus, la Compagnia di danze storiche "Tempus Saltandi" e la Compagnia attori "I Grefada". Regia di Annemette Schlosser Bernardelli. Ingresso libero.
Nel 1200, o forse nel 1300, in una taverna, intorno ad una rustica tavolata illuminata dalla fioca luce delle candele, pellegrini, cavalieri, menestrelli e trovatori, raccontano le loro storie gustando semplici vivande che, consumate con generoso vino, leniscono ogni dolore, accendono gli animi, predispongono tutti all’amore e ai piaceri sensuali. E’ un’epoca buia, la vita è breve e il castigo divino è il timore più grande, ma intorno ad una tavola imbandita e al favor di Bacco da tutti invocato e desiderato, gli animi gioiscono, le paure tacciono, l’amore trionfa…
Passano i secoli e in un’ epoca luminosa, in un ricco palazzo impreziosito da opere d’arte sublimi, presso una tavola sontuosa, dame eleganti, principi e cortigiani, godono del cibo e del vino che insieme alla musica allietano le splendide feste di corte. Musiche colte e raffinate animano i convivi rinascimentali; ma tanto nei palazzi quanto per le strade, tra la gente più umile, risuonano vivaci canti in cui il cibo è protagonista , con frequenti allusioni e doppi sensi che ci rivelano il diffuso desiderio di abbandonarsi ai piaceri della vita. Il cibo, insieme al vino, è dunque simbolo di tutte quelle gioie da cogliere e vivere intensamente, finche’ si gode della fugace giovinezza, poiché “del doman non v’è certezza”.

lunedì 15 maggio 2017

Firenze e gli Uffizi 3D

Firenze e gli Uffizi 3D: un viaggio nel cuore del Rinascimento che accompagna gli spettatori alla scoperta della Firenze rinascimentale e della Galleria degli Uffizi. Dopo l’eccezionale successo al cinema con un risultato record al box office: 95.000 spettatori in soli due giorni di programmazione - tra i documentari d’arte più visti al mondo - arriva da giovedì 25 maggio 2017 in Home Video.
Più di 150 capolavori e 10 musei sono i veri protagonisti del film, raccontati dall’attore inglese Simon Merrells che, nel ruolo di Lorenzo il Magnifico, condurrà gli spettatori attraverso i ricordi della ‘sua’ Firenze, in un incessante dialogo tra passato e presente. Il film attraversa i luoghi simbolo di Firenze, dalla Cappella Brancacci (con gli affreschi di Masolino e Masaccio, emblema del passaggio da Medioevo a Rinascimento) al Museo del Bargello che ospita il David di Donatello; da S. Maria del Fiore con le sue sfavillanti vetrate e la Cupola del Brunelleschi a Palazzo Medici; da Piazza della Signoria a Palazzo Vecchio sino alla Galleria dell’Accademia, che custodisce il David di Michelangelo.
Nucleo del film è, ovviamente, la Galleria degli Uffizi: gli spettatori possono accedere all’interno della Tribuna (luogo visibile al pubblico solo da tre punti esterni) e Antonio Natali (direttore della Galleria dal 2006 al 2015) ci accompagna in un’esclusiva visita guidata tra le opere. L’excursus narrativo all’interno della Galleria va da Giotto a Gentile da Fabriano e Piero della Francesca, a Raffaello e Tiziano, dall’Annunciazione di Leonardo al Tondo Doni di Michelangelo, senza tralasciare le opere simbolo quali la Primavera e la Nascita di Venere di Botticelli e lo Scudo di Medusa di Caravaggio – quest’ultimo inserito all’interno di un capitolo dedicato alle opere ‘mostruose’ della Galleria, tra cui la Madonna della Arpie di Andrea del Sarto, la Calunnia di Botticelli e Giuditta che decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi.
Regia e cast: Luca Viotto.
Genere: Documentario/Film d’arte
Distribuzione: Koch Media 
Formato: DVD, Blu-Ray Edizione: 1 DVD; Edizione 2 dischi: 1 BD 2D/3D+ 1 4K Release date vendita: 25/05/2017.

mercoledì 3 maggio 2017

"Uomini fummo or siam fatti sterpi"

Giovedì 4 maggio 2017, nei locali dell’Associazione Culturale Kampino in via Nazionale, 123 a Ponte a Elsa (PI), spazio al teatro e alla musica medievale con il gruppo storico-musicale Gàndalus – la compagnia di Musici di San Genesio. Durante la serata ci sarà spazio per il racconto della storia del gruppo, con gli aneddoti più divertenti e curiosi, a seguire l’esibizione dal vivo con lo spettacolo teatral-musicale "Uomini fummo or siam fatti sterpi" (spettacolo ispirato alla vita di Pier delle Vigne) e infine la proiezione del cortometraggio realizzato con la scuola primaria Collodi “Delle vicende di certi pellegrini sul cammin di Sigerico”.
L’evento inizierà alle 20.00 con un buffet e la degustazione di vini della Tenuta Borchi per poi proseguire lo spettacolo dal vivo e la proiezione del video. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Culturale Kampino e fa parte del cartellone “I giovedì culturali del Kampino”. La serata è aperta a tutti e a offerta libera.
Maggiori informazioni: 339.1831382 – info@kampino.itwww.kampino.it.

lunedì 24 aprile 2017

"Un Re da due £ear" a Putignano (BA)

Giovedì 27 aprile 2017, Pomeridiana ore 17,30 serale ore 21,00, Cinema Teatro Margherita di Putignano. Biglietto €8,00
La Compagnia Teatro dei Leggeri e Primo Teatro in collaborazione con Ass.ne Cult.le Amici Nostri presenta: "Un Re da due £ear", tratto da  “King Lear” di W. Shakespeare. Adattamento e regia di Dino Parrotta. Lo spettacolo è inserito nella stagione di prosa 2016/17 dell’Assessorato alla Cultura di Putignano, in collaborazione del Teatro Pubblico Pugliese.
In questa tragedia  (ispirata ad una leggenda mitologica celtica) si intrecciano il tema della falsità, dell’ingratitudine, dell’ambizione, dell’avidità di denaro dell’essere umano, capace persino di annientare un proprio fratello o persino il proprio genitore per raggiungere l’obbiettivo della ricchezza e del potere.
Ancora una volta avremo la possibilità di apprezzare la contemporaneità delle opere del noto drammaturgo, attraverso lo sguardo di coloro che vivono ai margini delle corti: i buffoni
Sinossi
L’adattamento teatrale rispecchia a pieno la trama originale e ne conserva il linguaggio;  ma in questo adattamento saranno i buffoni di ispirazione medievale a mettere in scena le vicissitudini della vita e della morte di Re Lear.  Re Lear  decide di abdicare e dividere il suo regno  fra le tre figlie Goneril, Regan e Cordelia. Il Re propone una gara: ogni figlia riceverà dei territori in proporzione all'amore che saprà dimostrare verso il padre  con le sue parole. Cordelia (la prediletta) si rifiuta di gareggiare con l'adulazione delle sorelle maggiori.
Lear non comprendendo la sincerità di Cordelia divide la quota del regno fra Goneril e Regan, e mette al bando Cordelia. Poco dopo aver abdicato, Lear scopre che i sentimenti di Goneril e Regan  verso di lui erano falsi e il loro obbiettivo era quello di impadronirsi del regno. Entrambe ripudieranno il padre abbandonandolo nella foresta in una notte di tempesta.
Re Lear impazzisce dal dolore e il suo unico compagno resterà il suo buffone di corte. La trama secondaria coinvolge il conte di Gloucester e i suoi due figli, Edgar e Edmund. Edmund inventa racconti calunniosi sul fratellastro legittimo per ricevere l’eredità del padre. Al termine le due storie si incrociano in pieno stile Shakespeariano.
Violenti dislocatori della realtà, si divertono a mostrare lo specchio delle debolezze e delle ipocrisie dell’essere umano. I buffoni raccontano storie; non interpretano i personaggi, ma li commentano in forma ironica e ambigua. Istrioni e sapienti sono reietti dalla società. I buffoni denunciano liberando un’arte della crudeltà e della beffa che è l’anima nera, ma sincera dell’umanità. I Buffoni sono gli esclusi, rifiutati in quanto deformi (nani, enormi ventri, grandi natiche e tortuose gobbe). I costumi, di grande suggestione scenica, ampliano e modificano i corpi degli attori, calandoli in una dimensione temporale che ricorda il tenebroso fascino del gotico e del suo lusso decadente. La loro dimensione richiama le ambientazioni e le suggestioni dell’Arte figurativa di Bruegel, Bosch e Goya. La loro condizione di emarginazione gli permette di sbeffeggiare e ribaltare i sacri valori in divertito sarcasmo.
Adattamento e regia: Dino Parrotta.
Con: Dino Parrotta, Gianluca Mezzapesa, Piergianni Gemmati, Adriana Coletta, Gregorio Saracino, Noemi Bagnulo, Teresa Polito, Rosita Giotta, Daniela Sportelli.
Ingresso euro 8,00.  Promozione under 18 per lo spettacolo delle ore 17,30 biglietto ridotto euro 5,00. Prevendita presso Caffè Tipico estramurale a Levante Putignano.

mercoledì 19 aprile 2017

Leonor di Juan Luis Buñuel in DVD

Targato Sinister Film (per la collana Horror d’Essai) e distribuito da CG Entertainment, arriva per l’Home Video Leonor, l’horror diretto dal regista francese Juan Luis Buñuel (Au rendez-vous de la mort joyeuse) nel 1975. Il film, privo di censure, sarà disponibile in DVD a partire da giovedì 20 aprile 2017.
Richard (Michel Piccoli) è un ricco feudatario medievale la cui moglie, Leonor (Liv Ullmann), di cui è profondamente innamorato, muore tragicamente. Straziato dal dolore ma incapace di vivere senza una compagna, sposa la giovane e bella Catherine (Ornella Muti). Nonostante il matrimonio felice e gli anni trascorsi però Richard non riesce a cancellare il ricordo della prima moglie, così chiede al Diavolo di riportarla in vita.
Nel cast di Leonor (Spagna, Francia, Italia – 1975): Michel Piccoli, Liv Ullmann, Ornella Muti, Antonio Ferrandis, José María Prada, Ángel del Pozo, George Rigaud, José María Caffarel e Carmen Maura.
La sceneggiatura del film è co-scritta da Roberto Bodegas e Juan Luis Buñuel.
EDIZIONE DVD:
Video: 16/9 1.78:1
Durata: 104′
Audio: Dolby Digital Dual Mono | Italiano, Dolby Digital Dual Mono | Spagnolo
N. Dischi: 1
Sottotitoli: Italiano
Extra: Galleria fotografica

mercoledì 12 aprile 2017

La signora Matilde

Se Matilde di Canossa fosse ancora in vita, un italiano su dieci vivrebbe nei suoi possedimenti tra Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Sono appunto i terreni e i castelli “matildici” (era talmente famosa da essere diventata un aggettivo, come a pochi è capitato). La sua storia aveva già tutte le caratteristiche per diventare una telenovela, con le lotte tra papato e impero, gli intrighi, i tradimenti. Ma gli autori della docu-commedia La signora Matilde ne fanno qualcosa di più, inventandosi un linguaggio da millennial per raccontare una dama vissuta mille anni fa. A celebrare il glamour, i gossip e la strategia di personal branding di Matilde di Canossa, hanno scelto la spiritosa Syusy Blady, qui in veste di turista della Storia.
Nel documentario dai toni leggeri la grancontessa è alle prese con la conquista del potere con i mezzi del marketing. Sono i tempi delle lotte tra papi e imperatori, quelli tornati di tendenza grazie alla pagina Facebook di Feudalesimo e Libertà (già dimostrazione che la storia in salsa pop conquista le folle, vedi gli oltre 500mila fan e il merchandising medievale che impazza). Matilde, fedelissima del papato, è protagonista della celebre umiliazione di Canossa, di papa Gregorio VII nei confronti dell'odiato imperatore Enrico IV. Una scena da manuale scolastico che prende vita se spiegata da Syusy Blady tra le mura di quel castello negli Appennini, dove Enrico-mai-una-gioia (così soprannominato) deve attendere tre giorni al freddo prima di essere ricevuto, dal papa e dalla sovrana del castello, Matilde appunto.
Sono noti alcuni dettagli delle liaison di Matilde con i mariti poco attraenti. Il primo detto “il gobbo” e il secondo, appena diciassettenne, mentre lei era già una quarantenne affermata e temuta. Il matrimonio non è mai stato consumato per l'estrema timidezza di lui, che fu gentilmente cacciato dalla signora. Le ultime gesta di Matilde sono da esperta di comunicazione: assumere un biografo che racconti solo ciò che vuole lei e lasciare ai posteri solo alcuni, selezionati, ritratti. I migliori selfie, diciamo. Così da creare una vera e propria leggenda sulla potente Matilde di Canossa. Oggi lo chiamano brandwashing.
La signora Matilde di Marco Melluso e Diego Schiavo è prodotta da PopCult. Le prossime proiezioni:
13-14 aprile: Cinema Odeon, Bologna
18 aprile: Cinema Settebello, Rimini
20 aprile: Cinema Nuova Luce, Urbino
21-22 aprile: Sala Polivalente, Canossa
22 aprile: Cinema Wanted, Milano
26 aprile: Cinema Astra, Parma
9 maggio: Multisala Corso, Piacenza
16 maggio: Biblioteca Multimediale Loria, Carpi
19 maggio: Cinema Boldini, Ferrara

lunedì 3 aprile 2017

King Arthur, il potere della spada. Il trailer

Le prime immagini che la Warner Brothers aveva mostrato nel primo trailer indicavano un film ricco di elementi registici particolari: utilizzo di go pro, slow motion, reverse, movimenti veloci e secchi di camera. Da questo primo trailer il film appariva molto sullo stile di “Snatch” e “Sherlock Holmes”, con scene d’azione molto “cool” ed accattivanti slow motion.
Abbiamo già visto come Guy Ritchie sappia usare magistralmente l’effetto tecnico che è divenuto un motivo ricorrente nei film del XXI secolo, ma che in pochi sanno sfruttare a dovere.
In questo “final trailer” vediamo una rivisitazione della classica storia di Arthur (Charlie Hunnam). Artù infatti, non ancora divenuto re, vive nei sobborghi di Londinium e scopre gradualmente l’inganno giocato dal tiranno Vortigern (Jude Law) contro la sua famiglia. Così, insieme ai suoi fedeli compagni, ed alla potentissima spada Excalibur, combatterà per vendicare i suoi genitori e conquistare il trono a cui è destinato.
Chi dunque, meglio dell’ex-marito di Madonna, per raccontare una vecchia leggenda ma in chiave contemporanea?
A rendere più interessante il tutto, un “re” Artù che vive nelle stesse condizioni dei protagonisti dei primi film di Ritchie, film che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.
Sperando che non siano solo i trailer ad esaltare i fans, l’appuntamento al cinema è fissato per mercoledì 10 maggio 2017.
Ecco il “Final Trailer”!

giovedì 23 marzo 2017

"Bianca Lancia" all'Auditorium Parco della Musica

Andrea Camilleri firma una pièce per l'Auditorium Parco della Musica (Sala Petrassi - unica rappresentazione martedì 28 marzo 2017 ore 21,00) dedicata a 'Bianca Lancia' l'ultima moglie di Federico II di Svevia, un 'reading' teatrale interpretato dall'attrice Lella Costa. Lo spettacolo è il secondo appuntamento nell'ambito della rassegna 'Inedito d'autore', dedicata al teatro di narrazione, quest'anno declinato interamente al femminile.
Bianca Lancia fu l’ultima moglie di Federico II di Svevia, sposata poco prima di morire, probabilmente per legittimare la posizione degli amati figli avuti dalla relazione clandestina. Un amore segreto durato più di vent’anni.
Nulla è certo nella biografia di questa donna realmente vissuta. Nessuna fonte sicura persino sul suo vero nome. Bianca Lancia (o Lanza), Bianca d'Agliano... discendente, forse, da due aristocratiche famiglie piemontesi che avevano cercato fortuna nel Regno di Sicilia. Dalla relazione con Federico II (dopo i tre matrimoni con Costanza d'Aragona, Isabella d'Inghilterra, Jolanda de Brienne) nacquero due figli, Costanza e Manfredi.
Il testo che Andrea Camilleri ha scritto in collaborazione con Annalisa Gariglio e Laura Pacelli parte da una serie di oggetti misteriosi appartenuti a 'Bianca Lancia' con l'intento di ricostruire una possibile biografia. ''Conosciamo tutti la Scuola Siciliana di poesia promossa da Federico II di Svevia, i poeti toscani del Dolce Stil Novo le devono molto. Ma chi fu la musa ispiratrice delle magnifiche poesie dell'imperatore è ignoto'', ha dichiarato Lella Costa.
''Di Bianca Lancia D'Agliano non esiste una biografia certa e approfondita - ha aggiunto -Quello che di sicuro si sa è che fu l'amante di Federico II, l'unica donna che riuscì a conquistare veramente il suo difficile cuore. Andrea Camilleri le dedica alcune pagine nel libro 'Donne' - ha proseguito Lella Costa -Sono partita da quelle splendide parole e ho immaginato di essere io Bianca Lancia''.
''Nel tentativo di scoprirla - ha confessato ancora - mi sono imbattuta in un affascinante viaggio nella storia medievale, nella letteratura e, laddove mancavano notizie, mia alleata è stata l'immaginazione. E così ha preso vita una donna dalle mille sfaccettature''.
Una produzione Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con 15 Lune Associazione Culturale.

lunedì 20 marzo 2017

La signora Matilde al cinema

Matilde di Canossa è sicuramente una delle donne più potenti e misteriose della Storia. L’unica in grado di creare un mito e di lasciare un’immagine durevole di sé in un Medioevo declinato completamente al maschile. Sola, con due matrimoni naufragati, ha saputo ritagliarsi un ruolo tra i grandi poteri dell’epoca: regina d’Italia senza essere sposata a nessun re e sepolta in Vaticano senza essere una santa! L’unica e indiscussa Signora del Medioevo, che visse la sua esistenza fra intrighi e scomuniche.
Nel docufilm La Signora Matilde, in uscita lunedì 20 marzo 2017, Syusy Blady veste i panni di una improbabile docente di marketing che usa la case history di Matilde di Canossa per un’attualissima lezione di brand reputation! Passato e presente si fondono in un viaggio a cavallo fra XI secolo e contemporaneità, con la sua corsa aggressiva alla visibilità: perché non prendere spunto dalla storia? Se oggi i politici e i brand usano qualunque strategia per accaparrarsi consensi, la lotta per le investiture medievale diventa uno scontro tra multinazionali (la SacroRomanoImpero Inc. e la Papato SPA) e lo scacchiere di rocche matildiche un esperto di social media! Gli scontri frontali passano dalle battaglie campali alla raccolta del maggior numero di fan su Facebook.
Una lezione surreale che esce dall’aula e si addentra nei luoghi matildici, a partire dal territorio reggiano: Canossa, Bianello, Carpineti e Corte Bondanazzo di Reggiolo, dove la nobildonna morì nel 1115, quando la località si chiamava Bondeno di Roncore. Il giro è ovviamente più ampio e tocca anche l’abbazia di San Benedetto in Polirone e il palazzo dei Canossa a Verona. Tante tappe per un percorso storico che segna un parallelo fra due mondi distanti un millennio. Nel film ci saranno tanti elementi che rimandano a lei: dall’allevamento del maiale all’impulso che diede alla diffusione delle castagne in Appennino. Sino a quell’ars canusina che a inizio ‘900 riproponeva nell’artigianato lo stile della sua epoca.
Il film è prodotto da POPCult, per la regia di Marco Melluso e Diego Schiavo. Gli interpreti: Syusy Blady e Luciano Manzalini. Appuntamento per la prima nazionale a Reggio Emilia con una doppia proiezione al Cinema Rosebud (alle 19 e alle 21), incontro con gli autori e degustazione dei prodotti del territorio. Altre date già in calendario tra marzo e aprile in provincia di Reggio Emilia e di Mantova, a Faenza, Rimini, Urbino e Parma. Consultate il calendario completo sul blog di Syusy Blady: http://nomadizziamoci.it.

venerdì 3 marzo 2017

Amor Omnia Ministrat

Domenica 5 marzo 2017 dalle ore 15,30 a Lucca ritorna lo spettacolo di Danza Rinascimentale della Compagnia Balestrieri Lucca, nella spendida cornice di Villa Bottini in Via Elisa, 9.
Con il patrocinio del Comune di Lucca, e il supporto di Lucar.
AMOR OMNIA MINISTRAT
Come far fortuna con gli affari di cuore.
Regia: Elisa Simi
Sceneggiatura: Federico Del Carlo
Ricostruzioni coreografiche: Francesca Carignani Acconciature: Ronnie Poloni
Grafica: Daniele Lattari
INGRESSO LIBERO
Posti a sedere limitati.
Per l'occasione la Villa sarà interamente visitabile fino all'inizio dello spettacolo...
...Ma non vogliamo svelarvi tutte le SORPRESE!!!
Vi aspettiamo! :-)
(Lo spettacolo si svolgerà anche in caso di pioggia ma con inizio alle ore 16.00)

giovedì 23 febbraio 2017

EsotericArte debutta a Sovereto (CZ)

Giovedi 23 febbraio 2017 sarà in scena al Teatro Comunale di Soverato, all'interno della Stagione teatrale 2016-17, la prima dello spettacolo "Esotericarte" con Elio Crifò e la partecipazione di Vittorio Sgarbi.
La serata è una sorta di Docu-Spettacolo nel quale nella prima parte Elio Crifò, guarda alcune delle piu grandi opere del medioevo con un occhio diverso, mettendone in risalto alcune caratteristiche spesso non viste e vedendo le opere da un punto di vista esoterico. La numerologia, la simbologia, la cabala, le contaminazioni massoniche sono i protagonisti di questo interessantissimo spettacolo.
Nella seconda parte Vittorio Sgarbi si soffermerà su alcuni dei protagonisti dell'arte medievale. Lo spettacolo è prodotto da Stefano Baldrini, produttore catanzarese trapiantato a Roma, che con questo spettacolo festeggia i suoi 30 anni di carriera e per questo motivo ha scelto una Prima calabrese.
Baldrini attraverso l'associazione culturale "La Fenice" della quale è Presidente e Direttore Artistico, ha iniziato un percorso produttivo di spettacolo con particolare interesse all'arte e alla religione. Tra gli ultimi lavori realizzati "Il mistero della Sindone" e la manifestazione Concerto Spettacolo in occasione del 600° anniversario della nascita di San Francesco di Paola.

domenica 19 febbraio 2017

Tornano i Vikings in prima visione tv e in prima serata

"Su Rai4 arriva in prima visione tv e in prima serata la quarta stagione di Vikings (2016), la spettacolare serie televisiva prodotta da History Channel e ambientata nell'Alto Medioevo (IX secolo d.C.) tra Scandinavia e Isole Britanniche", viene annunciato in una nota.
Lunedì 20 febbraio 2017, nella serata dedicata alla serialità Epic Drama, il canale, a partire dalle 21:05, propone ben tre episodi inediti della IV stagione. - si precisa - In questa nuova stagione entrano nel cast principale John Kavanagh, Peter Franzén, Jasper Pääkkönen, Moe Dunford, Alex Høgh, Marco Ilsø, David Lindström e Jordan Patrick Smith, mentre ne escono Travis Fimmel, Alyssa Sutherland e Ben Robson. George Blagden ricompare come guest star".
"La serie contamina con efficacia una buona precisione documentaristica e una vivace veste di genere, che fa proprio dell'estremo realismo la sua cifra principale, tratteggiando il ritratto senza filtri di un Medioevo di potere e di barbarie, molto distante dalle coloriture fiabesche e hollywoodiane dei classici cinematografici del genere", si precisa infine.

lunedì 13 febbraio 2017

Dulcis amor. La storia di Abelardo ed Eloisa

Martedì 14 febbraio 2017 alle ore 21,00 presso la Sala Consiliare il Comune di Oggiono (LC) ospita la lettura concerto Dulcis amor – La storia di Abelardo ed Eloisa, a cura di Res Musica.
Letture e musiche del Medioevo che evocano l’amore fra Abelardo, illustre maestro e intellettuale, ed Eloisa, sua allieva e nipote di un canonico di Notre-Dame. Una vicenda che è entrata in modo indelebile nella storia e nell’immaginario collettivo. Le lettere dei due amanti sono anche uno dei capolavori della letteratura di ogni tempo.
Lo spettacolo alterna letture tratte dall’autobiografia di Abelardo, dall’epistolario e da altri testi dell’epoca con musiche di cantate e suonate da due musicisti rinomati a livello internazionale nel campo della musica antica: Elisabetta de Mircovich; canto, arpa romanica, viella e symphonia, e Matteo Zenatti; canto e arpa romanica.
L’ingresso è libero.

giovedì 9 febbraio 2017

"Nardoleo, ritorno a Setia" all'Auditorium di Sezze (LT)

La ‘Compagnia Parsifal’ porta in scena, domenica 12 febbraio 2017, alle ore 18,00, sul palco dell’Auditorium Comunale “Mario Costa” di Sezze (LT), “Nardoleo, ritorno a Setia”, la nuova commedia in vernacolo di Francesca Orsini, su soggetto di Andrea Santucci e della regista Giusy Bua.
La rappresentazione, brillante e introspettiva allo stesso tempo, è ambientata nella Sezze medievale, dove si attende il ritorno del cavaliere NardoLeo, partito per le crociate. Tra speranze, forti aspettative e maldicenze, che gettano ombre sulla buona nomea della famiglia, non mancheranno sorprese sia prima che dopo il ritorno del protagonista in patria.
Con le interpretazioni di Anna Maria Bovieri, Luigi Costantini, Andrea Santucci, Giusy Bua, Carolina Castaldi, Rossella Cacciotti, Sara Siragusa, Francesco Titi, Tony Piccaro, Fiammetta Mancini, Tiziano Santucci, Francesca Orsini, la voce fuoricampo di Dylan e alla scenografia di Sabrina Caiola coadiuvata da Giuseppe Siragusa, alle acconciature di Hair Style di Claudio Macera e il make-Up artist di Carla Arduini, ai costumi delle Sorelle Ersilia, Antonia, Flora Di Trapano, ai tecnici del suono e luci Matteo Rapone e Alessandro Santucci, sulle note del famoso gruppo popolare “Cànusia”, l’Associazione Culturale “Compagnia Parsifal”, con il Presidente Alessandro Orsini, torna ad affrontare i temi della sensibilizzazione agli usi, costumi e, più generale, alla più antica tradizione setina, a cominciare proprio dalla scelta di portare in scena una commedia interamente recitata in dialetto.

sabato 4 febbraio 2017

Sette puntate sulla Calabria medievale

Sabato 4 febbraio 2017 su Rai3, a partire dalle 10,00, andrà in onda la prima parte de “I Segni e la Storia”, un viaggio nella Calabria medievale che, in sette puntate, mette in luce le tracce, i segni appunto, lasciate dai tanti popoli che questa regione hanno attraversato. Il programma che porta la firma di Vittorio Armentano e Pietro De Leo è stato realizzato e trasmesso nel 1981 dall’allora Struttura di Programmazione della Sede Regionale Rai per la Calabria guidata da Antonio Minasi.
Girato in pellicola cinematografica dal direttore della fotografia Giancarlo Geri fu inserito nel Premio del Mediterraneo a Parigi e meritò una recensione di Indro Montanelli. “I Segni e la storia” è solo uno dei programmi, realizzati negli anni ’80, custoditi nello scrigno della Teca della Sede Rai per la Calabria, che raccontano la storia, la cultura, la politica, l’economia, le tradizioni, il paesaggio di questa regione.
Immagini preziose di una Calabria che in parte non esiste più e che meritano di essere divulgate. Proprio questo il proposito del Direttore di Sede, Demetrio Crucitti, di valorizzare il patrimonio della Teca Rai finora fruibile solo attraverso il servizio Teca aperta di cui si servono soprattutto studenti e ricercatori. Attraverso questi programmi gli spettatori potrebbero scoprire pezzi di Calabria nascosti o dimenticati e, in questo o in altri spazi televisivi, potrebbero trovare cittadinanza le minoranze storiche tutelate dalla Legge nazionale 482 del 1999 che attua la tutela della costituzione italiana. Arbereshe, grecanici, occitani, che tanto hanno da raccontare e da tramandare.

giovedì 2 febbraio 2017

Mistero Buffo in scena a Massa Marittima

Il Mistero Buffo di Dario Fo in una messa in scena del Teatro Studio di Grosseto, per la regia di Mario Fraschetti, andrà in scena all’interno della rassegna del Teatro del Terziere di Massa Marittima e del suo graziosissimo teatro, l’appuntamento col Teatro Studio e quattro pezzi tra Misteri e Giullarate, tratti dal bellissimo lavoro di Dario Fo Mistero Buffo, opera che gli valse il Nobel per la letteratura, è per domenica 5 febbraio 2017 alle ore 17,00.
I brani sono: La Moralità del cieco e dello storpio, Il Matto e la Morte, Le tre Marie, La Resurrezione di Lazzaro. Interpreti Luca PieriniMirio TozziniCosimo PostiglioneEnrica PistolesiBeatrice Solito, Daniela Marretti.
Nella ricerca e nella produzione testuale e spettacolare di Dario Fo e Franca Rame, intitolata Mistero Buffo si attua la fusione tra quelli che sono gli aspetti di allegoria, e proposito didattico-moraleggiante, propri del dramma religioso medievale (miracoli, misteri, moralità e passioni) e la comicità, la poesia, la satira del teatro popolare e in particolare di quella espressione spinta, frizzante, vivace e sardonica che è propria del teatro giullaresco.

lunedì 23 gennaio 2017

Il castello medievale con il prof. Alessandro Barbero

I castelli non erano solo strutture difensive! Appuntamento da non perdere, per gli appassionati di storia e di castelli, oggi in tv: su Rai3 e Rai Storia, infatti, si parlerà del castello medievale; dagli antichi e scomparsi villaggi fortificati alla rocca, dal castello residenza signorile ai forti bastioni Quattrocenteschi fino alle magioni Ottocentesche.
Nell’immaginario collettivo contemporaneo i castelli sono strutture di difesa, esempi di un’epoca segnata dalle invasioni, dalla paura e dalla sottomissione feudale. Guardati più da vicino, rivelano un altro aspetto, forse più importante: “incastellare”, per secoli, ha significato creare nuovi abitati, rendere fertili le terre, sfruttare pascoli e miniere, creare senso di identità.
A “Il Tempo e la Storia”, il programma tv di Rai Cultura, in onda lunedì 23 gennaio 2017 alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Michela Ponzani ne parla con il professor Alessandro Barbero.
Per esplorare questo mondo fatto di mura e torri, e segnate da battaglie epocali, il programma tv RAI propone alcune tipologie definite, che ricorrono in Italia e nell’Europa Medioevale: dagli antichi e scomparsi villaggi fortificati alla rocca; dal castello residenza signorile ai forti bastioni quattrocenteschi, fino alle magioni Ottocentesche, frutto di un revival filo-medioevale.

sabato 21 gennaio 2017

La Badia di Cava su TV2000

Andrà in onda domenica 22 Gennaio 2017 a partire dalle ore 13.45 sull’emittente nazionale TV2000 (Canale 28 del digitale terrestre) il documentario “Una Biblioteca, un Libro” dedicato interamente all’Abbazia Benedettina della SS. Trinità di Cava de’ Tirreni.
Il progetto è stato promosso dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti culturali del Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo e gode del Patrocinio del Ministro.
Per chi non conoscesse la biblioteca dell’Abbazia Benedettina di Cava, ella sorge fin dagl’inizi del monastero (sec. XI) per la necessità di fornire libri ai monaci, come prevede la Regola di S. Benedetto. Difatti, gode di 65 codici membranacei, 100 manoscritti cartacei, 120 incunaboli, oltre 5000 edizioni dei sec. XVI-XVIII. Inoltre, la biblioteca possiede 15.000 pergamene ritenute tra le più importanti fonti per lo studio del Medioevo meridionale, mentre le opere a stampa sono circa 80.000. Tra i codici più famosi si segnalano: la Bibbia visigotica del sec. IX, il Codex legum Langobardorum del sec. XI, le Etymologiae di Isidoro del sec. VIII, il De Temporibus di Beda del sec. XI, il De septem sigillis di Benedetto da Bari del sec. XII. Oltre alla Biblioteca come luogo di conservazione, a Cava ci fu anche uno Scriptorium, nel quale si scrivevano libri necessari per la formazione dei monaci di Cava e dei numerosi monasteri.

venerdì 20 gennaio 2017

Chiamata pubblica per l'Inferno di Dante

Sabato 21 gennaio 2017 alle ore 17,00 al Teatro Rasi di Ravenna si terrà il primo incontro operativo per tutti coloro che desiderano partecipare a Inferno del Teatro delle Albe.
In occasione di Inferno, prima parte del progetto La Divina Commedia: 2017-2021 di Marco Martinelli e Ermanna Montanari (commissionato da Ravenna Festival e che sarà in scena nel programma del Festival dal 25 maggio al 2 luglio 2017), Ravenna Teatro/Teatro delle Albe invita tutti i cittadini, senza limiti di numero, lingua o preparazione specifica, a partecipare alla realizzazione della messa in scena facendo parte del coro o di altre attività (scene, costumi, tecnica, ecc.).
Al momento gli iscritti alla chiamata pubblica sono 120 e quello di sabato 21 sarà il primo incontro operativo per tutti loro nonché per chi voglia iscriversi (c’è tempo fino ad aprile). Negli ultimi due mesi lo staff delle Albe ha incontrato a Ravenna al fine di illustrare il progetto tutti i dirigenti scolastici, gli assessori, le circoscrizioni comunali i docenti e i ragazzi della non-scuola (che si aggregheranno alla chiamata pubblica in un secondo tempo), alcune associazioni e cooperative che lavorano con i migranti, le associazioni ricreative e sociali del territorio, le compagnie dialettali e di teatro amatoriale.
Gli incontri comunque non finiscono qui, e oltre a quelli dell’immediato futuro con associazioni di commercianti, artigiani, albergatori, ne sono in programma molti altri. «La chiave prima con cui tradurremo in termini scenici il “trasumanar” dantesco – spiegano Martinelli e Montanari – è pensare l’opera in termini di sacra rappresentazione medievale». Nell’epoca di Dante, non si costruiscono edifici teatrali ma tutta la città è già un palcoscenico, dalle chiese alle piazze: e nei “misteri” i giullari professionisti vengono affiancati da centinaia di cittadini in veste di “figuranti”, mentre altri cittadini pensano a costruire le scene, i costumi, le luci. È l’invito che fa Ravenna Teatro a tutta la cittadinanza a partecipare alla costruzione di questo spettacolo che debutterà all’interno del Ravenna Festival 2017. È una città intera che può rispondere a questo invito di “farsi luogo”, farsi comunità, nell’epoca dei non-luoghi e della frantumazione del senso comunitario. Tutti, senza limiti di numero, età, lingua o preparazione specifica, di residenza o nazionalità.
La chiamata è un grande “laboratorio” che vedrà i cittadini volontari impegnati con mansioni e livelli diversi di partecipazione alla creazione: canto, danza e movimento, recitazione corale, costruzione di scene e costumi, arti visive. Tutto questo avverrà sotto la direzione di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, degli attori del Teatro delle Albe, di altri “maestri” come Edoardo Sanchi (scene), Paola Giorgi (costumi) e Luigi Ceccarelli (musiche). Il gruppo di lavoro si troverà il 21 gennaio e il 2 marzo al teatro Rasi, per poi ritrovarsi da metà aprile quando inizieranno le prove che porteranno al debutto del 25 maggio. Ognuno parteciperà con i tempi che potrà.
Per iscriversi alla chiamata è sufficiente farci pervenire una mail all'indirizzo cantieredante@ravennateatro.com con questi dati: nome cognome, luogo e data di nascita, C.F., indirizzo, telefono, una mail che si consulta abitualmente e “ti proponi per…?” indicando se volete far parte del “coro” attoriale oppure se avete altre competenze potete indicare per esempio “sarta” o “tecnico” o "organizzatore".
L'organizzazione è a cura di Ravenna Teatro. Per informazioni su come partecipare al Cantiere Dante: tel. 0544 36239, cantieredante@ravennateatro.com, www.ravennateatro.com. La sede di Ravenna Teatro è il teatro Rasi in via di Roma 39 a Ravenna, uffici aperti al pubblico da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

lunedì 16 gennaio 2017

Rai Storia e Sant'Ambrogio

La facciata e i due campanili
E’ la Milano del periodo tardo-antico, capitale dell'Impero Romano, che svolse un importantissimo ruolo politico e culturale, essendo la principale città europea. Al centro delle iniziative dei più influenti imperatori - da Costantino a Teodosio - Milano fu anche un baluardo contro le invasioni barbariche. In questo contesto s’inserì il giovane Ambrogio, che svolse con il mandato imperiale una determinante azione politica mirata a rafforzare le istituzioni. Storie raccontate da “La croce e la spada”, la serie di Rai Cultura in onda lunedì 16 gennaio 2017 alle 21.10 su Rai Storia.
Ambrogio era nato a Treviri, in Germania, da una nobile famiglia romana della Gens Aurelia. Quando suo padre, governatore delle Gallie e funzionario imperiale, morì, Ambrogio si recò a Roma con la sorella Marcellina e la madre. Proseguì gli studi per la carriera legale ottenendo molti successi come avvocato, finché l’imperatore Valentiniano lo nominò governatore, con residenza a Milano. Rimase in carica per quattro anni, dimostrando di essere al di sopra delle parti e dei partiti, con l’occhio rivolto al bene di tutta la popolazione. Un atteggiamento che gli valse non solo la stima, ma addirittura l’affetto sincero dei più poveri. Ambrogio assunse lo stesso atteggiamento quando fu nominato vescovo. Donò le sue ricchezze ai poveri e le sue terre alla Chiesa, tenendone per sé una piccola parte. Ogni giorno diceva la Messa per i suoi fedeli dedicandosi poi al loro servizio per ascoltarli, consigliarli e difenderli contro i soprusi dei ricchi. Tutti potevano parlargli, in qualsiasi momento. E proprio per i suoi fedeli Ambrogio lavorò, studiò, rischiò la vita, predicò, viaggiò e scrisse libri fino alla fine. Morì il 4 aprile, all’alba del Sabato Santo, quando correva l’anno 397.
La cripta con i corpi dei santi Ambrogio, Gervaso e Protaso
Le sue spoglie riposano nella basilica milanese che porta il suo nome, accolte nella cripta che lui stesso volle costruire per ospitare i corpi di San Gervaso e San Protaso. La Basilica fu edificata tra il 379 e il 386 in una zona di sepoltura dei cristiani martirizzati. Per questo venne chiamata Basilica Martyrum. Da quando vi fu sepolto Sant'Ambrogio cambiò nome, assumendo quello attuale. Un importante riferimento a Sant'Ambrogio è presente anche nel Duomo di Milano. L'ultima campata dell'edificio ospita infatti l'Altare di Sant'Ambrogio, con la pala secentesca del pittore urbinate Federico Barocci, che raffigura l'imperatore Teodosio inginocchiato di fronte a Sant'Ambrogio, con lo scettro e la corona deposti a terra. L'opera si riferisce alla penitenza che il vescovo di Milano impose all'imperatore per aver ordinato un massacro tra la popolazione di Tessalonica. L'episodio, frequentemente rappresentato, era inteso come metafora della subordinazione del potere imperiale a quello papale e conferma l'importanza che Ambrogio ha rivestito non solo al suo tempo ma anche durante i secoli successivi nella storia di Milano.

domenica 15 gennaio 2017

"Il Gobbo di Notre Dame" a Montalto di Castro (VT)

La Compagnia della Rupe presenta al Teatro Lea Padovani di Montalto di Castro (VT), sabato 11 febbraio, alle ore 21:30, e domenica 12 febbraio 2017, alle ore 16:30, “Il Gobbo di Notre Dame”, uno spettacolo in cui il pubblico viene condotto in un vortice di sentimenti contrastanti ed estremi, sottolineati dalle voci uniche dei personaggi i quali sapranno dar vita all’eterno confronto tra il bene e il male, il bello e l’orrido, l’odio e l’amore, fino alle estreme conseguenza.
In una Parigi medievale, gotica e tumultuosa, che ha come sfondo la cattedrale di Notre-Dame, prende il via la tragica storia di Quasimodo, il campanaro gobbo, e del suo triste e impossibile amore per Esmeralda, la bella zingara contesa allo stesso tempo dal malvagio arcidiacono Frollo, dal poeta Gringoire  e dal nobile capitano delle guardie Febo. Quasimodo, infatti, costretto dalla sua deformità a guardare il mondo dall’alto della torre campanaria, un giorno si innamora perdutamente di Esmeralda che vede ballare e cantare sulla piazza, davanti alla cattedrale. Ma Esmeralda nello stesso momento, rimane abbagliata da Febo, il bel capitano delle guardie del Re che, nonostante sia fidanzato con Fiordaliso, una giovane e ricca borghese, non riesce a resistere alla bellezza esotica e sensuale della gitana.
Anche Frollo, da sempre dedito alla religione, rimane sconvolto dal fascino della zingara, che con la sua danza  risveglia in lui il sentimento di gelosia e quel desiderio carnale represso per anni. Per questo cerca di imprigionarla con l’inganno, scatenando così, tra le oscure vie della città, una spietata lotta contro gli zingari guidati da Clopin.
Per prenotazioni online Compagnia della Rupe.

venerdì 13 gennaio 2017

"The great wall" a febbraio 2017 nelle sale

E’ un’epopea cinese con effetti speciali da kolossal hollywooidano. “The Great wall”, la prima supercoproduzione di Cina e Stati Uniti, ha tutti gli ingredienti per diventare un block-buster globale, pronto a conquistare il gusto occidentale ma pensato anche per evitare la censura di Pechino. A dirigere il film, interamente girato in Cina, è Zhang Ymou, mentre Matt Damon è il protagonista.
“Il mio personaggio è un eroe classico come quelli rappresentati in film come Lawrence d’Arabia, Balla coi lupi o Avatar”, ha spiegato l’attore di Hollywood che nel film veste i panni di un mercenario inglese ai tempi della costruzione della Grande Muraglia, pronto a difenderla da orde di draghi assetati di sangue. Ambientato in epoca medievale, il film è un action in 3D, con scene ad alto contenuto spettacolare, la più grande produzione mai realizzata in Cina. “La muraglia era davvero enorme ed era ricoperta da un grande schermo verde. Era incredibile. Per la prima scena di battaglia c’erano oltre 500 comparse, armature, cavalli. Sembrava di essere sul set di un vecchio film della Mgm. Non avevo mai vissuto un’esperienza simile”, ha detto l’attore. Per ammissione del regista Zhang Yimou e dello stesso Matt Damon, la storia non è certo un capolavoro di sceneggiatura, ma a livello di messa in scena, non ha quasi eguali. “La prima scena di battaglia è semplicemente incredibile – ha spiegato l’attore – si avverte una sorta di gioia nelle riprese e questo è un fattore importante quando si realizza un film di intrattenimento. Non è basato su fatti storici. E’ una fantasia, un film di mostri e deve essere divertente”. In Cina il film, che è costato 135 milioni di dollari, ha incassato 64 milioni di dollari solo nel primo weekend. “The Great Wall” sarà nelle sale americane e italiane a febbraio.
 

sabato 7 gennaio 2017

Inferno Novecento in Sardegna

Viaggio tra l'immaginifico poema di Dante Alighieri e le cronache del secolo breve con “Inferno Novecento” - uno spettacolo di Federico Tiezzi (da un'idea del giovane drammaturgo Fabrizio Sinisi) che affida a un interprete poliedrico e carismatico quale Sandro Lombardi (artista di spicco della scena italiana ed europea dagli inizi con Il Carrozzone all'epopea dei Magazzini Criminali) e all'eclettico cantautore, attore e scrittore David Riondino il compito di guidare gli ascoltatori alla scoperta di insospettabili analogie tra il Medioevo e l'oggi.
L'affascinante pièce (già applaudita a Nora per il Festival La Notte dei Poeti nel 2015) ritorna nell'Isola sotto le insegne del CeDAC,  nell'ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna: dopo la prima  domenica 8 gennaio 2017 alle ore 21,00 all'Auditorium Comunale di Arzachena (dove inaugurerà la Stagione di Prosa e Musica 2016-17), sarà in scena martedì 10 gennaio alle ore 21,00 nel Padiglione Tamuli delle ex Caserme Mura di Macomer, mercoledì 11 gennaio alle ore 21,00 al Teatro Grazia Deledda di Paulilatino (per il primo appuntamento della Stagione di Prosa Musica e Danza) e infine giovedì 12 gennaio alle ore 21,00 aprirà il cartellone al Teatro Civico Oriana Fallaci di Ozieri.
“Inferno Novecento” ripercorre la storia e le storie del ventesimo secolo sulla falsariga della “Commedia” dantesca, mettendo a confronto umane passioni, vizi e virtù dell'Italia nell'età dei Comuni e degli scontri tra Guelfi e Ghibellini  evocata dal sommo poeta con le vicende travagliate degli ultimi cento anni – tra guerre e rivoluzioni, fermenti culturali e artistici e mutamenti del gusto e del costume – descritti dalle grandi firme del giornalismo.
Un'antologia in versi e in prosa –dove gli icastici endecasillabi riuniti in terzine incatenate si alternano agli articoli e i reportages nello stile incisivo ma talvolta venato di lirismo di quotidiani e riviste – per un'inedita discesa agli inferi tra le insidie e i tradimenti, le efferatezze e le gesta eroiche  del recente passato. La pièce mette a nudo attraverso liberi accostamenti e contrasti la grandezza e la caducità dei miti e delle personalità di oggi e di ieri, offrendo nuove chiavi di lettura del poema e svelandone la potenza allegorica e il significato universale in rapporto all'attualità.
Se gli sventurati amanti Paolo Malatesta e Francesca da Rimini – vinti da quell'«Amor, ch'a nullo amato amar perdona» - trovano una perfetta corrispondenza nella vicenda di Lady Diana e Dodi Al Fayed, con l'amaro epilogo di una moderna fiaba da tabloid, l'“Inferno” offre molteplici spunti ed esempi con cui interpretare il secolo appena trascorso – dalle stelle della cultura pop alle dive del cinema, fino alla (ir)resistibile ascesa di sanguinari tiranni. «Per me si va ne la città dolente,/ per me si va ne l'etterno dolore,/ per me si va tra la perduta gente» recita la nota iscrizione, ultimo avvertimento per l'incauto viandante che si accinge a penetrare oltre il mistero dell'aldilà per ritrovare nella simbologia del sapere filosofico e teologico medioevali una imperitura città dei morti perfettamente speculare alla sovrastante città dei vivi.
Varcata la fatale soglia inizia un cammino tra i dannati della “Commedia” e le icone del Novecento  - così il suicida Pier delle Vigne si raffronta con la splendida e infelice Marilyn Monroe e con l'eroina della rivoluzione cubana Haydée Santamaria, mentre Pier Paolo Pasolini – intellettuale e poeta - si riscopre moderno erede di Ulisse – con identica brama di sapere e analoga, tragica fine,  pagando a caro prezzo il coraggio delle proprie idee. «Li accorgimenti e le coperte vie/ io seppi tutte, e sì menai lor arte,/ ch'al fine de la terra il suono uscie» si vanta Guido da Montefeltro, valente condottiero e ancor più abile politico, e un avversario perfettamente all'altezza è Giulio Andreotti, nell'inquietante ritratto firmato da Oriana Fallaci.
Tra gli eroi in negativo – i dittatori “violenti contro gli altri” del Canto XII - spicca Saddam Hussein con la sua emblematica fine – mentre la ferocia incarnata dal Conte Ugolino e dai suoi nemici trova un'eco terribile nelle orribili gesta dell'Isis – quasi a conferma dell'assioma per cui la storia si ripete ciclicamente, con nuovi carnefici e nuove vittime. Tra le icone del pop brilla la stella di Andy Wahrol accanto a Lou Reed – nel racconto di Fernanda Pivano e il percorso tra visioni infernali e cronache recenti si compie fino al consueto «uscimmo a riveder le stelle», che si trasforma in acceso pamphlet con le purtroppo attualissime riflessioni della Fallaci ne “La rabbia e l'orgoglio”.
Le parole ispirate della poesia e le verità spesso crude della cronaca si intrecciano alla musica, in uno spettacolo volutamente essenziale, incentrato sul suono e il significato delle terzine e degli scritti giornalistici, sulle emozioni e le immagini suggerite dagli autori, in un ardito ma felice accostamento tra la lingua di Dante e lo stile di Aldo Cazzullo, Oriana Fallaci, Rossana Rossanda, Fernanda Pivano e  Giovanni Grazzini.