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venerdì 9 ottobre 2020

A Certaldo "Si racconta le novelle del Boccaccio"

Nel borgo medievale di Certaldo, tra le mura della Casa dove Giovanni Boccaccio riscrisse per l'ultima volta il Decameron - dando vita alla versione che ancora oggi leggiamo nei libri di scuola – torna, venerdì 9 ottobre 2020 in doppia replica alle ore 21,30 e 22,30, "Si racconta le novelle del Boccaccio", il ciclo di lettura integrale del Decameron a cura de L'Oranona Teatro e Associazione Polis Laboratori di Certaldo, ideato e diretto da Carlo Romiti.
Ogni lettura si avvale di inserti musicali dal vivo a cura di Damiano Santini. Con il Covid ancora nell'aria, la lettura in un contesto quasi “cenacolare” delle novelle del Decameron, una lettura fedele al testo, fatta una volta al mese, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, si presenta oggi più che mai come un "antidoto" alla frenesia del mondo contemporaneo, dominato da una cultura usa e getta, da un uso compulsivo dei social, dal profluvio di parole e immagini. Ascoltare, con calma, le parole del Decameron, è invece un modo per riflettere su gioie e dolori, amori e tragedie, sogni e sconfitte che ci rendono umani.
E, proprio come dopo la grande peste del 1348, ascoltare oggi le storie del Decameron può essere di stimolo ad una rinascita che parta dalla centralità dell’uomo, non come essere onnipotente, ma appunto come essere umano, con i suoi vizi e le sue virtù.
Questo il programma, arrivato alla seconda giornata, quella dedicata alle avventure impreviste che si concludono bene, giornata nella quale, come dice lo stesso Boccaccio: “sotto il reggimento di Filomena, si ragiona di chi, da diverse cose infestato, sia oltre alla sua speranza riuscito a lieto fine.
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mercoledì 24 giugno 2020

Lucia Poli inaugura il progetto Decamerone

Lucia Poli
Nell’ambito della 73a Estate fiesolana giovedì 25 giugno 2020 sul palco del Teatro Romano, Lucia Poli, magistrale interprete della lingua del Boccaccio, valorizza l’intelligenza e la comicità delle novelle, da Alibech, candida e ingenua fanciulla desiderosa di servire Iddio, a Calandrino sempre beffato.
La serata fa parte di Decameron. Un racconto italiano in tempo di peste (Progetto e regia di Sergio Maifredi, Produzione Teatro Pubblico Ligure, Direttore di produzione Lucia Lombardo, Consulente letterario Maurizio Fiorilla Patrocinio Ente Nazionale Giovanni Boccaccio).
Lo spettacolo sarà preceduto dalla Lectio Magistralis del Prof. Maurizio  Fiorilla, docente di Filologia della Letteratura Italiana, all’Università Roma Tre.
Questo il  programma della serata  con Lucia Poli
Giornata terza, novella decima ALIBECH
Giornata sesta, novella decima FRATE CIPOLLA
Giornata nona, novella terza, CALANDRINO PREGNO
Giornata seconda, novella quinta, ANDREUCCIO DA PERUGIA
Il Teatro Pubblico Ligure torna a fare spettacolo dal vivo in uno tra i luoghi più belli dove incontrare il pubblico, il Teatro Romano di Fiesole, con quattro serate in cui l’attualità trova uno sfondo ideale nella tradizione letteraria. Per il quarto anno consecutivo  il TPL, fondato e diretto da Sergio Maifredi, è ospite dell’Estate Fiesolana .Proprio sulla collina dove lo ha ambientato il suo autore Giovanni Boccaccio, tornerà a vivere il Decameron, uno dei testi più citati in questi ultimi difficili mesi segnati dalla  pandemia.

Decameron un racconto italiano in tempo di peste vede dopo Lucia Poli altri interpreti d’eccezione come Roberto Alinghieri (9 luglio), Tullio Solenghi (23 luglio), Dario Vergassola e David Riondino (6 agosto). Il progetto è ideato e diretto da Sergio Maifredi, con la consulenza letteraria di Maurizio Fiorilla, curatore delle edizioni del Decameron per Treccani nel 2011 e per Rizzoli-Bur nel 2013, e il patrocinio dell’Ente Nazionale Boccaccio.
Decameron – dichiara Sergio Maifredi – è la festa del racconto, un inno al potere della mente di inventare la vita. Da oltre cinque anni lavoriamo sul primo grande “romanzo” della letteratura italiana per riportarlo alla sua dimensione originaria di racconto che vive nella lettura pubblica condivisa. Boccaccio stesso leggeva in pubblico il suo capolavoro. Lo facciamo, a Fiesole, luogo perfetto per ritrovarci con Boccaccio, insieme a grandi compagni di viaggio: Lucia Poli, Roberto Alinghieri, Tullio Solenghi, Dario Vergassola, David Riondino. Il palcoscenico su cui si muovono gli uomini e le donne del Boccaccio è il Mediterraneo reale di una società mercantile, miscuglio e groviglio di popoli e di religioni, un mondo che a settecento anni di distanza continua ad essere nostro contemporaneo.
Boccaccio – spiega il Prof.  Maurizio Fiorilla,  ha il merito di aver elaborato il primo grande progetto narrativo della letteratura occidentale, inserendo i cento racconti in un libro organico capace di rappresentare la varietà e complessità del mondo. A tutti è concessa una storia, dai re agli operai. Nello spazio della cornice una riflessione di elevatissima profondità culturale si proietta per la prima volta sulle storie raccontate e questo fa del Decameron anche un grande libro filosofico.
Boccaccio ha descritto un gruppo di giovani che, nella Firenze medievale attraversata dalla peste, si sono riuniti in un castello decidendo di occupare il tempo della quarantena raccontando delle storie. I testimoni cantori di questa tradizione sono oggi cinque artisti – Poli, Alinghieri, Solenghi, Riondino, Vergassola – che, ognuno con il suo stile e con il suo personale timbro ironico, ci guideranno all’esplorazione delle novelle di Boccaccio.
Salvatore Battaglia, grande conoscitore e critico del grande autore, ha scritto: “I mercanti, i sensali, i contadini, gli artigiani, i frati buontemponi, i prelati mondani, le suore spericolate, i letterati, gli studenti, assieme ai ricchi borghesi, ai principi, ai cavalieri, alle gentildonne, alle avventuriere: una folla multiforme, vitalissima, incontenibile, i cui individui fanno la realtà, formano il ritmo della vita e il tessuto della società. Un’infinita molteplicità di tipi e di esperienze: la sola che possa aspirare a competere con la versatilità rappresentativa della Divina Commedia”.

venerdì 22 novembre 2019

"Decameron, tutto nel baule" a Belmonte Piceno (FM)

Michele Nardi e Filippo Mantoni sabato 23 novembre 2019 porteranno in scena, al teatro Don Bosco di Belmonte Piceno (inizio ore 21.15), la rivisitazione comica del Decameron di Boccaccio. Titolo dell’allestimento “Decameron, tutto nel baule’ della M/N Produzioni teatrali, per la regia di Flavia Martino. E’ il terzo spettacolo del Festival Storie, promosso da cinque Comuni del Fermano e dall’associazione Progetto Musical con la direzione artistica di Manu Latini. Per informazioni e biglietti: 339.3706029.
Lo spettacolo? Una mitragliata di vitalità e trasformismo che – fanno sapere dall’organizzazione – per un’ora tiene il pubblico in sala con gli occhi incollati sulla scena. Nardi e Mantoni si scambiano a seconda delle esigenze le vesti di narratore, cantore, menestrello, ragazzo, ragazza, messere, nobile. Due giullari reinterpretano, attraverso spunti estremamente efficaci, le più famose novelle del capolavoro di Giovanni Boccaccio. Un baule da trasportare fuori le mura della città è il pretesto per ricollegare tra loro i diversi aneddoti dell’opera: inizialmente, i due saltimbanchi sono curiosi, ma la paura di una maledizione li conduce a trovare sempre una scusa per ritardare l’apertura della cassa, la quale, in realtà, raccoglie i segreti di signori e dame, l’erotismo spontaneo e sano dell’epoca medievale, gli imbrogli e le truffe dell’Italia popolare della metà del XIV secolo. Alla fine dei racconti, i due giullari trovano il coraggio per aprire finalmente il baule, che contiene ben più di un tesoro, ovvero i simboli stessi di un autentico capolavoro della letteratura italiana. Una rappresentazione giocosa, allegra, artisticamente autentica, che ha avuto il merito di sottolineare l’immortalità dell’opera, il Decameron, e che ha saputo dimostrare come le radici della nostra storia affondino in un passato popolaresco allegro e colorato.
Michele Nardi è un talento partito dal Fermano e ora impegnato in tutta la penisola. Si è diplomato all’Accademia “Sofia Amendolea” di Roma, partecipando a numerosi festival internazionali. Ha studiato con Emma Dante, Stefano Benni, Mariano Rigillo e ha lavorato, tra gli altri, con Massimo Wertmuller.
Anche Filippo Mantoni si è diplomato all’Accademia “Sofia Amendolea”. Si è formato con Flavio Albanese, Elisabetta De Vito, Sara Mangano e Pierre Yves Massip. Ha firmato la regia di spettacoli classici come “Edipo il Re” e “Casina”. Con Michele Nardi condivide dal 2017 anche la direzione artistica di InSuasa, festival di teatro organizzato nell’Anfiteatro Romano di Suasa.

lunedì 7 gennaio 2019

A filar versi: Faber e il Medioevo

Sabato 12 gennaio 2019 dalle ore 20, Fabrizio De André rivivrà presso la Sala Teatro Vittoria (Corso Vittoria Colonna – Marino) con l’evento culturale “A filar versi: Faber e il Medioevo”, organizzato da Senza Frontiere Onlus e patrocinato dalla Fondazione Fabrizio De André Onlus di Dori Ghezzi.
Una manifestazione, curata dalla Dottoressa Martina Michelangeli, in occasione dei venti anni dalla scomparsa dell’indimenticato artista:  un racconto in musica e parole, tra profondi spunti culturali. I brani di Faber saranno eseguiti dal Maestro Mario Alberti e dal Maestro Franco Manichelli. Ci sarà spazio anche per alcuni brani scelti dalla letteratura Medioevale, definita delle origini: saranno letti e spiegati, in particolare, dei testi della letteratura italiana di autori come Dante Alighieri e Giovanni Boccaccio.
La relatrice dei passi letterari sarà la Dottoressa Martina Michelangeli. Un evento originale, che si tradurrà in un inedito laboratorio culturale, in grado di portare un messaggio sulla bellezza delle storie e dei racconti pieni di umanità descritti nelle canzoni di Fabrizio De André, per ricordare il cantautore genovese in quanto pilastro della canzone italiana. L’ideatrice ed anima della manifestazione Martina Michelangeli ha commentato: «Rendiamo omaggio, ai venti anni dalla scomparsa, a uno dei più grandi poeti contemporanei della musica italiana: Fabrizio De André. Un evento che farà scoprire e “sentire” al pubblico le profonde connessioni tra l’universo culturale, storico e letterario dell’epoca Medioevale e le suggestioni musicali e poetiche confluite nell’opera di Fabrizio De André con l’esecuzione di alcuni dei brani più famosi del cantautore».
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venerdì 29 giugno 2018

L'umana Commedia a Casertavecchia (CE)

La Mansarda Teatro dell’Orco presenta “L’umana Commedia” Il Decameron di Giovanni Boccaccio nel Borgo di Casertavecchia sabato 30 giugno e domenica 1 luglio 2018.
Nello splendido Borgo di Casertavecchia prende vita una festa medievale, allietata dalla musica e dall’allegria contagiosa di un gruppo di musici e giullari che farà da cornice alla rappresentazione teatrale itinerante di alcune tra le più belle novelle di Giovanni Boccaccio, ambientate in alcuni angoli suggestivi tutti da scoprire.
Il Decameron di Giovanni Boccaccio, capolavoro indiscusso e pietra miliare della letteratura Italiana, viene proposto in una riduzione teatrale di alcune novelle selezionate accuratamente, idonee ad un pubblico di ogni età, privilegiando quelle di carattere comico- popolare che ben si prestano ade una messa in scena itinerante, nel pieno spirito del teatro popolare “a stazioni” proprio delle rappresentazioni medioevali.
Lo spettacolo verrà rappresentato nel borgo di Caserta Vecchia, dove già nel 1971 Pier Paolo Pasolini girò alcuni episodi del suo memorabile Decameron cinematografico.
Attori musicisti accompagneranno il pubblico, che assisterà alla drammatizzazione di alcune delle più celebri novelle del capolavoro del Boccaccio: Fra Cipolla,. Peronella e la Botte, Lisabetta da Messina e Masetto da Lamporecchio.
Rappresentare le novelle di in una location suggestiva come Caserta vecchia, è una operazione che coniuga teatro, letteratura storia dell’arte, in una performance idonea ad un pubblico di ogni età,. E’ una operazione di alta valorizzazione di un sito che si presta meravigliosamente ad essere scenografia naturale per un contenuto altamente compatibile con la natura del luogo, un connubio perfetto di sicuro impatto.
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venerdì 21 luglio 2017

Il Decamerone de I Teatranti

Reduce dai successi del premio nazionale di teatro popolare “il giogo” e del premio nazionale Berta di Sansepolcro, dove si è aggiudicata ben cinque premi (due per la regia, due per il miglior spettacolo e uno per il gradimento del pubblico), la compagnia grossetana, I Teatranti di Fabio Cicaloni, replica nella meravigliosa cornice medievale del Castello di Scarlino il suo Decamerone sabato 22 luglio 2017 alle 21,30.
Tratto dall’omonima opera di Giovanni Boccaccio, questo libero adattamento di Fabio Cicaloni per la regia dello stesso Cicaloni e Andrea Ferrari, racconta di una compagnia teatrale di girovaghi che si trova a Firenze nell’estate del 1630 a mettere in scena alcune novelle del Boccaccio. Il Decameronoffre loro la possibilità di riflettere sull’umanità rappresentata dall’autore, ma, al contempo, lo spunto per giocare sulle storie più piccanti, irriverenti e più spassose che la letteratura ci abbia mai regalato. Fra prove di scena, costumi improvvisati e allestimenti da teatro popolare e commedia dell’arte, i teatranti di oggi diventano i teatranti di allora, ma un colpo di scena rovinerà l’audace impresa.
Il Decamerone è la rappresentazione di tutta l’umanità con le sue astuzie, penose nefandezze e umane debolezze, un contenitore di canovacci strutturati per una compagnia da commedia dell’arte, ma anche una delle opere più vere e autentiche di tutta la nostra letteratura, in quanto carnale e brutale nel suo raccontare l’essere umano. E’ un’opera che ci ricorda di essere vivi e che ci invita a vivere in un momento storico come il nostro in cui tutto è difficile e duro, ma lo vuol fare anche muovendoci a ridere, e non certo per leggera frivolezza, quanto più per consapevole e studiata ironia che si fa vitale. Finché racconteremo storie e finché saremo lì ad ascoltarle come l’onesta brigata del Decamerone, allora saremo certi che ancora viviamo e che esiste sempre un motivo per guardare avanti e vivere fino in fondo la nostra esistenza. Un inno alla vita, dunque, quello che Boccaccio ci alita ancora a distanza di quasi sette secoli, per ricordarci che sta a noi chiuder fuori l’appestato mondo dei corrotti di carne e di spirito per ricreare un universo puro, fatto di semplicità bella e vera.
Ingresso libero.

martedì 21 giugno 2016

"Tofano e Monna Ghita" al Chiostro Sant'Anna di Perugia

Al via mercoledì 22 giugno 2016 (ore 19.30 con replica alle ore 21.30), presso il Chiostro Sant'Anna di Perugia Tofano e Monna Ghita a cura del Club Canguasto, sceneggiatura e regia di Mariella Chiarini, dalla quarta novella del settimo giorno del Decameron di G. Boccaccio. L'evento, che rientra nell'ambito del progetto "Decameron. Un viaggio dal Medioevo al Rinascimento" creato per Perugia 1416, vedrà in scena Filippo Alunno Rossetti, Mariella Chiarini, Fabio Furiosi, Maria Rosaria Tucci, Nando Tucci, Elisabetta Zamperini e la partecipazione dei musicisti Alessio Alunno e Giulia Testi
Tofano e Monna Ghita appartiene a quel gruppo  numeroso e vario di novelle i cui casi, per lo più a lieto fine, non sono nobili  e i cui eroi sono spregiudicati, non limitati da alcuna preoccupazione ultraterrena. Ghita è una delle tante donnette dai sensi desti e dalla mente pronta. Si ha qui un grande motivo del Decameron: la celebrazione dell'intelligenza alacre e dell'astuzia congiunta all'irrisione degli sciocchi e dei creduloni.
Questo motivo permette al Boccaccio di esaurire la descrizione della società del suo tempo in tutti i suoi aspetti, componendo una “commedia umana” nella quale, sottratto a fini provvidenziali e a volontà sovrumane, l’uomo appare abbandonato alle sue sole forze, mosso solo dai suoi appetiti, limitato solo dall’intelligenza dei suoi eventuali avversari.
Ingresso libero. In caso di pioggia, lo spettacolo si terrà al teatro Bicini. Per informazioni: 333.3879119 - 075.5772550.

martedì 14 giugno 2016

Cena con Boccaccio a Siena

Lo spirito del simposio greco e romano torna al ristorante Mugolone in via dei Pellegrini, a Siena, giovedì 16 giugno 2016 (ore 19.30), grazie alle letture di Alessandro Calonaci del dopocena. L’attore fiorentino legge due novelle di Boccaccio ambientate nel territorio senese, in una serata allietata da un sottofondo di musica medievale. In particolare, si tratta della quarta novella della nona giornata, nella quale si racconta di Cecco di messer Fortarrigo che “giuoca a Buonconvento ogni sua cosa ed i denari di Cecco Angiolieri…” Quindi, la celebre vicenda  di Ghino di Tacco, che “piglia l’abate di Clignì e medicalo del male dello stomaco, e poi il lascia… ovvero, la seconda novella della decima giornata.
Tutto questo nella seconda parte del banchetto, come accadeva presso gli antichi Greci e Romani: all’epoca i commensali bevevano secondo la prescrizione del simposiarca (il rex convivii dei Romani) ma senza ubriacarsi, cantavano carmi conviviali (σκόλια), recitavano poesie, assistevano a trattenimenti vari e conversavano.
Costo 35,00 euro a persona.
Informazioni e prenotazioni: tel.0577283235.

lunedì 2 maggio 2016

Cinquanta sfumature di Boccaccio a Romagnano Sesia (NO)

Si ride, a teatro, con la nuova commedia della Compagnia teatrale della Civetta.  "Cinquanta sfumature di Boccaccio" è il titolo della piéce che debutterà a metà maggio.
«Il titolo è tutto un programma - spiega il regista e autore del testo Andrea Piazza - abbiamo voluto giocare con il nostro pubblico proponendogli un viaggio comico nel Medioevo letterario. Noi oggi abbiamo l'idea di un periodo oscuro e noioso per quei secoli che invece furono anche ricchi di arte e letteratura, comprese alcune opere decisamente divertenti».
Da qui la scelta di portare in scena alcuni testi, completamente riattualizzati nel linguaggio, dei secoli XII-XIV: «quello che stupisce - continua Piazza - è che sono racconti che ancora oggi fanno decisamente ridere». La scelta cade sul Decameron di Boccaccio, con le sue storie più belle e divertenti, storie di astuzie, tradimenti, inganni e sane risate. Ne nasce un viaggio in costume che saltella tra le epoche e porta sul palco allegre suore di campagna, intellettuali pasticcioni, poeti non convenzionali, amanti dalle particolari doti, usignoli e agnellini con l'unico obiettivo di ridere insieme e passare una serata ben diversa dal solito.
Sotto la direzione di Andrea Piazza, regista, autore del testo e anche attore, reciteranno Alfredo Bonetti, Andrea Buonavitacola, Cecilia Civiero, Paolo Feccia, Graziano Francescato, Stefano Francescato, Eugenio Paglino, Lara Princisvalle, Maristella Sala, Janira Salice e Arianna Soffiati. I costumi d'epoca sono realizzati appositamente per la piéce da Silvia Sarigu; al mixer audio Paolo Grazioli e alle luci Simone Valmacco.
La commedia, adatta a ragazzi, adulti e famiglie, debutterà sabato 14 maggio 2016 alle ore 21.15 a Romagnano all'interno del Museo di Villa Caccia in una serata organizzata dalla Fondazione La Nosta Gent; si replicherà a stretto giro sabato 28 maggio 2016 nella cornice del teatro Civico di Varallo Sesia. Altre repliche sono già programmate in alta valle, a Novara e Borgomanero nei mesi estivi.
Le serate sono tutte a ingresso libero.
Per informazioni: 331.8741236, compagniadellacivetta@gmail.com.

venerdì 1 aprile 2016

"Decameron. Un racconto italiano in tempo di peste" con Lucia Poli a La Spezia

Terzo e ultimo appuntamento con il fortunato progetto al Teatro Civico della Spezia dal titolo "Decameron. Un racconto italiano in tempo di peste", produzione del Teatro Pubblico Ligure.
Lunedì 4 aprile 2016 alle 20.45 il palco del Teatro cittadino sarà calcato da Lucia Poli. Una grande interprete del teatro italiano sarà alla Spezia per staccare la parola del Decameron dalla pagina scritta e restituirla alla sua dimensione sonora, vibrata nello spazio, scolpendo una visione della vita che fonda l'età moderna.
Protagoniste della serata saranno le novelle del Boccaccio, che verranno lette ed interpretate da Lucia Poli in un viaggio che accompagneràà il pubblico in sala nel cuore dell'opera dell'autore medievale. Si partirà con la IX Giornata, Novella III, "Maestro Simone fa credere a Calandrino che egli è pregno..." per proseguire con la III Giornata, Novella I, "Masetto da Lamporecchio si fa mutolo e diviene ortolano di uno monastero di donne, le quali tutte concorrono a giacersi con lui". Sarà la volta poi della VI Giornata, Novella X, "Frate Cipolla promette a certi contadini di mostrar loro la penna dell'agnolo Gabriello..." e della III Giornata, Novella X, "Alibech diviene romita, a cui Rustico monaco insegna rimettere il diavolo in loco".
Il "Decameron. Un racconto italiano in tempo di peste" è un progetto di e per la regia di Sergio Maifredi in collaborazione con Gian Luca Faveto. Consulenza filologica di Maurizio Fiorilla. Direttore di produzione di Lucia Lombardo.
Costo del biglietto d'ingresso:
1° settore platea barcacce e palchi di 1ª fila: Intero € 15 – Ridotto € 12 – Scuole e Istituti superiori accompagnati dai professori: € 8
2° settore platea, prima galleria palchi di seconda fila: Intero € 10 – Ridotto € 8 – Scuole e Istituti superiori accompagnati dai professori: € 6
2° settore galleria, palchi di terza fila: € 6
Per informazioni telefonare al numero 0187 757075 oppure scrivere all'indirizzo mail teatro.civico@laspeziacultura.it

venerdì 11 marzo 2016

"Decameron. Un racconto italiano in tempo di peste" in scena a La Spezia

Torna al Teatro Civico della Spezia il "Decameron. Un racconto italiano in tempo di peste", produzione del Teatro Pubblico Ligure.
Lunedì 14 marzo 2016 alle 20.45 il palco del Teatro cittadino sarà calcato da Giuseppe Cederna per uno spettacolo che ha come sottotitolo "Il mediterraneo dei mercanti come palcoscenico degli uomini e delle donne del Boccaccio". Protagoniste della serata saranno le novelle del Boccaccio, che saranno lette ed interrpetate dall'attore romano in un viaggio che accompagnerà il pubblico in sala nel cuore dell'opera dell'autore medievale.
Si partirà con la II Giornata, Novella 7 "Alatiel" per passare alla VI Giornata, Novella 1 "Madonna Oretta", alla VI Giornata, Novella 4 "Chichibio" e alla VI Giornata, Novella 7 "Madonna Filippa". A concludere la serata sarà la VII Giornata, Novella 2 "Peronella".
Il "Decameron. Un racconto italiano in tempo di peste" è un progetto di e per la regia di Sergio Maifredi in collaborazione con Gian Luca Faveto. Consulenza filologica di Maurizio Fiorilla. Direttore di produzione di Lucia Lombardo.
Per prenotazione posti telefonare al numero 0187 757075 oppure passare in Via Carpenino dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 12 e il mercoledì anche dalle 16 alle 19.

giovedì 11 febbraio 2016

L'Oranona Teatro festeggia 10 anni con Boccaccio

Venerdì 12 e venerdì 26 febbraio 2016, in Palazzo Pretorio a Certaldo (FI), due serate speciali per celebrare gli ultimi 10 anni di attività de L'Oranona Teatro e il legame col Decameron.
Era infatti il febbraio del 2006 quando prendeva il via “Si racconta le novelle del Boccaccio”, il progetto di lettura integrale del Decameron ideato del regista de L'Oranona Teatro (Associazione Polis) Carlo Romiti, che va ora in scena con regolarità ogni secondo venerdì del mese in Casa Boccaccio, in collaborazione con Comune di Certaldo ed Ente Nazionale Giovanni Boccaccio. Un progetto che ha portato L'Oranona, in questi dieci anni, a declamare le novelle del Decameron in occasione di convegni ed eventi culturali, presso istitutzioni culturali e universitarie, sia in Italia che all'estero.
La duplice iniziativa del decennale, per motivi logistici legati allo spazio, non si svolgerà però nella Casa di Boccaccio, dove si svolgono di consuetudine le novelle, ma nella vicina e più ampia ex chiesa di San Tommaso e Prospero, in Palazzo Pretorio. Ingresso libero.
Venerdì 12 febbraio 2016, ore 21.30 si terrà la lettura integrale, con musica, di Madonna Dianora (Decameron X, 5). Alla serata interverranno anche il Sindaco Giacomo Cucini, l'Assessore alla Cultura Francesca Pinochi, il presidente dell'Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, Stefano Zamponi, il Presidente dell'Associazione Polis, Emilio Pampaloni.
Venerdì 26 febbraio, sempre alle ore 21.30 esattamente due settimane dopo, nello stesso luogo, ci sarà invece la messa in scena di “Fiori d'inverno”, ovvero la novella di Madonna Dianora adattata per il teatro, per mostrare la versatilità del lavoro che L'Oranona ha portato avanti in questi ultimi 10 anni di lavoro sul Decameron e in quasi 30 anni di attività.
Questo il commento in merito al progetto “Si racconta le novelle del Boccaccio”, del professor Stefano Zamponi, presidente dell'Ente Nazionale Giovanni Boccaccio e Direttore del “SAGAS - Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo” dell'Università degli Studi di Firenze:
Ormai da diversi anni si moltiplicano, come nella Roma imperiale del primo secolo, le pubbliche recitazioni dei grandi autori della nostra storia letteraria, primo fra tutti Dante, che ha mosso folle capaci di riempire teatri, piazze, stadi. Ancora da prima, e con regolarità mensile da un decennio, il laboratorio teatrale L’Oranona di Certaldo, animato e diretto da Carlo Romiti, diffonde la conoscenza di Boccaccio mediante la lettura delle novelle del Decamerone, ospitate nella casa che fu di Giovanni Boccaccio”.
Il Decamerone presenta un testo difficile: per la ricchezza di una lingua non sempre immediatamente comprensibile, a fronte dell’italiano odierno; per la complessità del periodo; per la varietà di espressioni che attingono anche ai dialetti e ai gerghi. Leggere il Decamerone è la sfida straordinaria affrontata da un gruppo di certaldesi, per lo più giovani, che attraverso la recitazione del testo ci guidano mirabilmente a comprenderlo, usando soltanto l’espressività della dizione, con l’aiuto di intermezzi musicali appositamente composti per ogni singola novella”.
Un autore del passato può essere restituito alla cultura in cui siamo immersi in più modi: se l’Ente Nazionale Giovanni Boccaccio si caratterizza tradizionalmente per l’impegno di natura storico-filologico, L'Oranona, fra le numerose attività che animano Certaldo e che ruotano intorno a Boccaccio, si distingue per un piccolo, grande miracolo: rendere largamente comprensibile e fruibile un testo medievale, valorizzare una continuità linguistica che rende la cultura italiana un unicum nel panorama europeo”.

giovedì 21 gennaio 2016

"Decamerone. Vizi, virtù e passioni" in scena a Orvieto

Sabato 23 (ore 21,00) e domenica 24 gennaio 2016 (ore 17,00) al Teatro Mancinelli di Orvieto va in scena il Decamerone. Vizi, virtù e passioni con Stefano Accorsi.
Liberamente tratto dal Decamerone di Giovanni Boccaccio
adattamento teatrale Marco Baliani
e con Salvatore Arena, Silvia Ajelli, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia, Mariano Nieddu
drammaturgia Maria Maglietta
scene e costumi Carlo Sala
disegno luci Luca Barbati
assistente scene e costumi Roberta Monopoli
aiuto alla regia Maria Maglietta
regia Marco Baliani
produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
Attore, regista e drammaturgo, Baliani costruisce per Stefano Accorsi, attore che vive sempre più la sua professione tra palcoscenico, cinema e televisione, uno spettacolo in cui si dipana il mistero della vita stessa, un’amarezza lucida che risvegli di colpo la coscienza, facendo scoprire al pubblico che “il re è nudo” e che per liberarci dalla “peste” dobbiamo partire dalle nostre fragilità e debolezze. Perché le storie servono a rendere il mondo meno terribile. Finché si racconta, finché c’è una voce che narra, siamo ancora vivi. La città di Firenze è appestata, la morte è in agguato. Ci si ritira in collina per proteggersi e difendersi dal flagello implacabile. Serve un modo per passare le lunghe giornate. Servono storie che facciano dimenticare, storie di amori ridicoli, erotici, furiosi; storie rozze, spietate, sentimentali, grottesche, paurose, purché siano storie, e raccontate bene, perché la vita reale là fuori si avvicina con denti affilati e agogna la preda.

domenica 6 dicembre 2015

"Tempus est iocundum" a Salerno

Domenica 13 dicembre 2015 alle ore 20,00 nell'Auditorium di Sant'Apollonia in Via San Benedetto a Salereno l'Ensemble Rosa Aulentissima presenta “Tempus est iocundum”, un concerto-spettacolo ideato, progettato e curato da Matteo Autuori e da Marilina De Caro, quest’ultima anche alla direzione artistica.
Il coro è diretto dal Maestro Rocco Celentano, che firma l'intera direzione musicale e strumentale. Al suo fianco, il musicista, strumentista e cultore di musica medievale Gabriele Rosco.
Le scenografie sono curate dal noto artista napoletano Pietro Loffredo.
Il filo conduttore di “Tempus est iocundum” – che trae il suo nome da un famoso brano medievale – è la passione carnale secondo i punti di vista di compositori e scrittori vissuti nell’arco temporale compreso tra il XIII e il XVII secolo. Lo spettacolo racconta tale tema partendo da punti di vista diversi, divisi per “quadri” scenici. Si analizzeranno sensazioni, emozioni, tragedie e drammaticità di tanti personaggi: ognuno con una sua storia, con le sue ragioni, con i suoi dolori, i suoi drammi, con le sue gioie e le sue aspirazioni; c’è chi nasconde il proprio trasporto passionale e chi, invece, lo palesa; c’è chi decide di sovvertire le convenzioni sociali e religiose (venendo, talvolta, anche sconfitto dall’evolversi delle vicende) e chi, invece, tristemente le asseconda; c’è chi nasconde i propri atroci misfatti; chi raggiunge un luogo per dar voce alle esigenze del proprio corpo e c’è chi perde la vita per passione.
Le ricerche svolte si sono concentrate su un ricchissimo ed eterogeneo 'ventaglio' di compositori ed autori appartenuti a vari Paesi tra cui Italia, Spagna, Inghilterra e Francia: da Shakespeare a Boccaccio, passando per Cecco Angiolieri, fino a Suor Juana Inés de la Cruz – per quanto concerne la parte strettamente letteraria; da Orlando Di Lasso a Juan del Encina, per quanto riguarda la sfera musicale.

mercoledì 8 luglio 2015

Decameron. La fortuna, l’amore, l’ingegno, la virtù di Giovanni Boccaccio a Milano


Decameron - La fortuna, l’amore, l’ingegno, la virtù di Giovanni Boccaccio. Quattro spettacoli itineranti (secondo i temi delle novelle), oltre trenta artisti tra attori e musicisti in scena, 12 palcoscenici (10 novelle, prologo ed epilogo) allestiti nel rigoglioso giardino di Villa Scheibler, musica, proiezioni e tanta poesia per riappropriarsi con orgoglio del nostro patrimonio culturale e al contempo celebrare l’unione dei popoli di cui l’opera del Boccaccio è uno straordinario esempio.
Per dodici sere, da venerdì 10 a martedì 21 luglio 2015, la città di Milano ospiterà un mastodontico Decameron, da un progetto di Elisabetta Vergani e Maurizio Schmidt, con il sostegno di Fondazione Fiera Milano, con il patrocinio di Comune di Milano e inserito nelle attività Expoincittà. Un inno all’amore e alla gioia attraverso le più famose novelle di Giovanni Boccaccio divise in quattro diversi spettacoli, tutti itineranti ed immersivi per una festa luminosa e affascinante nell’incantevole cornice di Villa Scheibler, storica villa milanese progettata come dimora di caccia per Ludovico il Moro, trasformata per l’occasione da Farneto Teatro nella villa di Fiesole dove si ritrovano i giovani del Decameron.
La regia dei quattro spettacoli (I casi della Fortuna in scena da venerdì 10 a domenica 12 luglio, I casi dell’Amore da lunedì 13 al mercoledì 15 luglio, I casi dell’Ingegno da giovedì 16 a sabato 18 luglio, I casi della Virtù da domenica 19 a martedì 21 luglio) è di Maurizio Schmidt; in scena, tra situazioni spassose e crudeli, lingua lussureggiante e un ritmo da cabaret indiavolato, oltre 30 persone tra musicisti e attori – tra loro Elisabetta Vergani, Gigio Alberti, Elena Bucci e Marco Sgrosso –  per dar vita ai  personaggi di Calandrino e Masetto, Rustico monaco e messer Ciappelletto, protagonisti di uno dei capolavori della letteratura europea,  celebrazione gioiosa e pacifica dell’amore, inteso come liberazione  e scoperta, attraverso un percorso di 12 set – corrispondenti ad altrettante tappe, secondo l’antica tradizione della rappresentazione medioevale a stazioni – che il pubblico, diviso ogni sera in quattro gruppi, potrà attraversare.
Prenotazione obbligatoria telefonando al 327.1746243 o via mail a teatrofarneto@tiscali.it. Prezzo biglietto 10 euro. Fino a 12 anni: 5 euro. Abbonamento per l’intera quadrilogia: 30 euro
L’evento è itinerante per gruppi ristretti di persone. Ogni sera lo spettacolo sarà replicate in tre turni: ore 21.00 - ore 21.30 e ore 22.00. L’orario esatto sarà comunicato al momento della prenotazione.

mercoledì 25 febbraio 2015

Maraviglioso Boccaccio dei fratelli Taviani al cinema


Esce nelle sale giovedì 26 febbraio 2015 in un centinaio di copie Maraviglioso Boccaccio, diciottesimo lungometraggio - di cui due collettivi - di Paolo e Vittorio Taviani in una carriera prestigiosa che ha superato i 60 anni.
I maestri di San Miniato si rivolgono stavolta al Decamerone di Giovanni Boccaccio, da cui scelgono 5 novelle che portano al cinema secondo la loro visione e il loro stile, in un film dove ci sono più amore e gioventù che momenti pruriginosi.
Lo sfondo è quello della Firenze trecentesca colpita dalla peste, che spinge dieci giovani a rifugiarsi in campagna e a impiegare il tempo raccontandosi delle brevi storie. Drammatiche o argute, erotiche o grottesche, tutte le novelle hanno in realtà un unico, grande protagonista: l'amore, nelle sue innumerevoli sfumature. Sarà proprio l'amore a diventare per tutti il migliore antidoto contro le sofferenze e le incertezze di un'epoca.
Nel film un cast d'eccezione, tra gli altri troviamo:
Kasia Smutniak, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Vittoria Puccini, Rosabell Laurenti Sellers, Kim Rossi Stuart, Carolina Crescentini, Paola Cortellesi, Flavio Parenti, Michele Riondino, Miriam Dalmazio, Lello Arena, Eugenia Costantini, Fabrizio Falco, Ilaria Giachi, Josafat Vagni, Niccolò Calvagna.

giovedì 5 febbraio 2015

"Vaghe donne. L'amore ai tempi della peste" in scena a Roma

Maria Antonia Fama in scena
Maria Antonia Fama torna in scena con un nuovo spettacolo. Dopo "Cuori monolocali, "Sessolosè" e "Appese a un filo", la giovane attrice, sempre diretta da Velia Viti, sul palco dell'Emporio delle Arti di Roma interpreta "Vaghe donne - L'amore ai tempi della peste". Ad accompagnarla in questa nuova avventura il musicista Maurizio Minnucci. Lo spettacolo si ispira al Decameron di Boccaccio ed ha già ottenuto consensi al Festival di Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni. L'attrice, da venerdì 13 a domenica 15 febbraio 2015, dà voce alle straordinarie figure femminili protagoniste delle novelle del Decameron. Donne fiere, brillanti, comiche, tragiche, padrone del loro destino che affermano il loro ruolo all'interno di un contesto storico sociale molto particolare.
L’attrice riesce a coinvolgere il pubblico scaldando gli spettatori con un’interpretazione originale e appassionata, alternando momenti drammatici e di profonda commozione a brani carichi di comicità piccante, intelligente ed allusiva, intervallati da esibizioni canore. Tre serate innovative da non perdere, che danno spazio a storie interessanti, canzoni e inaspettate riletture all’insegna della sfera femminile del capolavoro di Boccaccio.
Maria Antonia Fama, diretta da Velia Viti dà voce alle eccezionali figure femminili protagoniste di alcune novelle del Decameron. Monna Filippa, Lisa, Monna Ghita e Lisabetta sono donne coraggiose, sensuali, fiere, ironiche, brillanti, tragiche e comiche, moderne padrone del proprio destino, che affermano il loro ruolo all’interno di un contesto storico-sociale dove le donne sono costrette a vivere totalmente subordinate alla volontà maschile.
Nella rivisitazione del Decameron, le due autrici si concentrano sulle vicende che stanno dalla parte delle donne. Lo spazio scenico è riservato alle figure femminili, protagoniste e destinatarie del racconto, che campeggiano nel ruolo di interpreti e narratrici. Ad esse è contrapposta una figura maschile che fa da sfondo, resta quasi inanimata e assolve al ruolo di semplice accompagnatore, e che fa capolino soltanto quando l’ardore della giovane interprete non lo coinvolge nel vortice della sua passione carnale.