Il Medioevo nel cinema, nel teatro, nella televisione, nella radio e nell'home video. Notizie, segnalazioni, produzioni, protagonisti, cartelloni, per conoscere e scoprire un Medioevo tutto da vedere e sentire, comodamente seduti in platea. A cura dell'Associazione Culturale Italia Medievale.
Tristano e Isotta è il film scelto da Rai Movie per la prima serata didomenica 9 maggio 2021, rilettura della leggenda medievale con James Franco e Sophia Myles diretti da Kevin Reynolds.
Caduto l’Impero Romano alcune tribù britanniche tentano di opporsi agli
attacchi irlandesi che durante un assalto a sorpresa compiono un
massacro e Lord Marke perde una mano per salvare il giovane orfano
Tristano che poi alleva come suo figlio per farlo diventare un abile
guerriero. Proprio durante una battaglia, però, viene gravemente ferito,
dopo aver ucciso il rude irlandese Morholt, e creduto morto dai suoi
compagni. Il suo corpo vagherà alla deriva su una barca arrivando sino
alle coste dell’Irlanda dove la bella Isotta si prenderà cura del
cavaliere, e tra i due nascerà una travolgente passione. Tra i due
nasce un amore clandestino, che strazia i due giovani quando Tristano è
costretto a fuggire dall’Irlanda, essendo lui l’assassino del brutale
promesso sposo di Isotta. Vincerà l’amore o la battaglia?
Martedì 2 gennaio 2018 va in onda su Rai 3 il film storico del 2006 Tristano & Isotta,
ore 21.15. Diretto da Kevin Reynolds (Montecristo, Risorto, Robin
Hood), il film vede la partecipazioni di attori di acclarata bravura,
come James Franco (candidatura Oscar miglior attore per 127 ore) e
Sophia Myles (Transformers, L'ultimo vichingo). Le musiche sono composte
dalla seconda donna che ha vinto un premio Oscar per la miglior colonna
sonora, Anne Dudley, nel 1998 con il film Full Monty. Invece la
fotografia è affidata ad Artur Reinhart. Tante sono state nel
corso degli anni le versioni del mito medievale, ne sono stati tratti
fumetti, romanzi, e nondimeno film. Questa versione di Kevin Reynolds
non ha ricevuto alcun premio, sebbene potesse poggiare su un ventaglio
di attori di livello. Il film tuttavia non presenta nemmeno errori
storici, anzi, l'ambientazione è resa in maniera verosimile e
appropriata.
Tristano & Isotta si rifà all'omonimo
mito medievale: i due amanti clandestini segnati dall'avverso destino.
Ambientato nell'Inghilterra dell'alto medievo, il film propone una
versione semplificata del mito, senza accogliere tutte le peripezie dei
viaggi compiuti dai due originali amanti, le avventure in Paesi
stranieri. Tristano è un giovane orfano, preso in cura dal futuro re di
Cornovaglia Lord Mark e allevato come fosse figlio suo. Durante un
combattimento, Tristano - ormai divenuto un giovane e forte guerriero -
viene creduto morto, e onorato con i riti funebri della sua gente:
lasciando il suo corpo su una barca che scorre lontano dalle coste della
Cornovaglia. Viene ritrovato per caso da Isotta, figlia del severo re
Donnchadh, che lo salva e lo rimette in forze. Ma la giovane donna non
sa che ha appena salvato l'assassino del suo promesso sposo Morholt. Tra
i due giovani nasce un amore intenso e passionale, ma quando si scopre
l'identità di Tristano, questi è costretto a partire e separarsi da lei
per salvarsi la vita. Il re d'Irlanda indice un torneo: chi riuscirà a
vincerlo potrà far sposare sua figlia con un lord. Tristano, all'oscuro
della reale identità di Isotta, vi partecipa e vince, così, il suo
benefettore, Lord Mark, sposerà Isotta. Quest'uomo, interpretato in
maniera calzante da Rufus Sewell, in questa versione cinematografica
diventa un buono e devoto marito tradito dalla moglie, che cerca invano
di conquistarne il cuore. Al contempo Tristano è un eroe forte e
valoroso che combatte a fianco del suo re fino ad esalare l'ultimo
respiro. Il destino dei due amanti impossibilitati a vivere il loro
sublime amore è compiuto, e anche Isotta potrà lasciarsi andare alla
morte. A fare da sfondo in tutto il film i bellissimi paesaggi
impreziositi dalla fotografia di Artur Reinhart: paesaggi nordici
mozzafiato, luoghi impervi e lontani.
Il Ballet torna a calcare il
palcoscenico ferrarese dopo ben 12 anni, arricchendo enormemente il già
corposo cartellone della sezione danza.
Il lavoro s’ispira fortemente all’opera di Richard Wagner ed è a dir poco intrigante il sottotitolo che Bouvier attribuisce, “Salutami il mondo!”, quasi come se la stessa protagonista della storia lo esclamasse.
Tristano e Isotta: uno dei grandi
miti della letteratura medievale dove l’Amore, inevitabile, è al
contempo devastante e liberatore. Le sofferenze e gli antagonismi
trovano soluzione nella notte, nella morte. L’odio affianca la passione
estrema e la musica, capolavoro del teatro musicale tedesco, riunisce
gli amanti. (G. Clai).
Una meravigliosa riproposizione, in chiave contemporanea, di un classico del Romanticismo:
una pratica ormai assai comune nella nuova generazione di coreografi
internazionali, dediti a rispolverare le opere appartenenti al
repertorio di tradizione per donare loro una luce nuova, uno spirito più
energico, una partitura scenica perfettamente al passo coi tempi.
L’obiettivo è sempre quello di lanciare
un messaggio chiaro, netto, senza orpelli, votato a innalzare i
sentimenti più puri dell’animo umano e contemporaneamente glorificare la
bravura tecnica dei performer interessati.
Ed è proprio questo il leitmotiv
che spinge Bouvier a creare, a plasmare la sua essenza artistica
attraverso le più svariate forme di performance, dalla coreografia al
cortometraggio.
Joëlle Bouvier è veramente una donna
che danza. Una donna senza tempo che attraversa le epoche, le mode e
gli stili, una sorta di eroina hitchcokiana all’interno di un universo
felliniano. La cornice è quella di un presente come linea di fuga. Lei è
la donna in preda alle ferite del desiderio, la ragazzina sempre alle
prese con la propria femminilità inaccessibile. Lei fa danzare, anche
per se stessa, il suo corpo di donna. Lei semina il tale disturbo di una
bambina fragile in uno spazio limpido. Ciascuna delle donne che lei
ritrae emana un “Odor di femina” così potente da costringere qualsiasi
don Giovanni a sentirsi intimidito. (A. Izrine).
Non si può certo, comunque, omettere che
le doti straordinarie della coreografa siano affiancate da un’ingente
presenza ballettistica, quella del Grand Théâtre de Genève, che permetta
l’ottima riuscita di qualsiasi progetto artistico prodotto.
Infatti sin dal 1962,
anno di nascita, la compagnia del Ballet si è impegnata costantemente
nell’esplorare la pluralità stilistica della danza del XX secolo,
attività che l’ha condotta a lavorare con Maestri della Danza del
calibro di George Balanchine, Mikhaïl Baryshnikov, Rudolf Nureyev, Jirí Kylián, Ohad Naharin o William Forsythe.
Sarà, dunque, un Tristano e Isotta da non perdere. Bisogna proprio appuntarlo in agenda!