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mercoledì 17 agosto 2022

Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni

Nel segno della bellezza e - per la prima volta - della sostenibilità, dal 20 al 27 agosto 2022 torna per la sua 29° edizione, nella suggestiva scenografia di Piazza Innocenzo III, lo storico Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni (FR) con la direzione artistica di Giacomo Zito e con la direzione teorico critica di Gaetano D’Onofrio.
 
Tra proposte di grande spessore poetico, incursioni ironiche e giocose, fino ad arrivare all’opera lirica, il festival d’eccellenza della Città dei Papi sarà inaugurato con lo spettacolo che sintetizza già nel titolo il suo rapporto con la bellezza sostenibile: Paradiso dalle tenebre alla luce di Simone Cristicchi (20 agosto). Seguirà il 21 agosto L’Avaro, interpretato da Andrea Buscemi ed Eva Robin’s, e poi il 22 agosto Falstaff e le allegre comari di Windsor, con Edoardo Siravo. A divertirci con Shakespeare per attori anziani il 25 agosto saranno Marco SimeoliFrancesca Nunzi e Daniele Derogatis. Ospite della rassegna il 26 agosto sarà uno tra gli attori più apprezzati sul territorio nazionale: Giovanni Scifoni, con il suo Anche i Santi hanno i brufoli. L’opera lirica, segno distintivo del Festival degli ultimi anni, chiuderà il festival il 27 agosto con Otello, con la direzione del maestro Claudio Maria Micheli. 
Per il 2022, sarà quindi la bellezza - in quanto messaggio di sostenibilità e inclusività - l’assoluta protagonista del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni che vedrà alternarsi sul palco spettacoli in grado di raccontare la realtà che ci circonda con uno "sguardo contemporaneo”, attraverso le grandi opere del teatro medievale e rinascimentale, o novità che si ispirano a queste epoche storiche.
Si partirà dunque sabato 20 agosto, con uno tra gli spettacoli più significativi di tutta la produzione nazionale: "Paradiso dalle tenebre alla luce", scritto e interpretato da Simone Cristicchi, che offrirà la sua personale visione di una possibile salvezza, con le musiche dal vivo eseguite dall'orchestra de "I Giovani Filarmonici Pontini" DIRETTA DA VALTER SIVILOTTI, e con proiezioni immersive sulle mura della cattedrale di Santa Maria. In "Paradiso dalle tenebre alla luce" tensione verso il Paradiso è metafora dell’evoluzione umana, slancio vitale verso vette più alte, spesso inaccessibili, dove la poesia diventa strumento di trasformazione da materia a puro spirito, e l’incontro con l’immagine di Dio è rivelazione di un messaggio universale, che attraversa il tempo e lo vince.
Domenica 21 agosto andrà in scena "L'Avaro", opera di Molière cardine della drammaturgia mondiale, interpretato da Andrea Buscemi ed Eva Robin's, che stigmatizza la cecità dell'uomo causata dal suo egoismo. Una delle commedie più famose di tutti i tempi in una rilettura contemporanea. Buscemi trasporta la vicenda al giorno d'oggi, trasformandolo in finanziere capitalista completamente dedito ad accumulare ricchezze, finché non ci si metterà di mezzo l'amore tra equivoci, sotterfugi e memorabili personaggi dipinti con la proverbiale genialità che è stata riconosciuta a Molière nei secoli.
Martedì 23 agosto, poi, il sipario del Festival si alzerà su "Falstaff e le allegre comari di Windsor", un capolavoro di William Shakespeare dove l'immortale personaggio è interpretato da Edoardo Siravo nella prestigiosa versione di Roberto Lerici. Commedia condotta interamente dalle donne; donne che sarebbe giusto definire, in senso contemporaneo, “libere”, oltre che “allegre”; proprio perché libere di pensare e agire come le donne di oggi.
Giovedì 25 agosto tocca a Marco Simeoli e Francesca Nunzi, due straordinari attori, divertire il pubblico con "Shakespeare per attori anziani", una novità assoluta di quest'anno per la regia di Claudio Insegno. A partire da Romeo e Giulietta per arrivare alla bisbetica domata, i protagonisti faranno divertire il pubblico tra sketch dai titoli storpiati e centoni musicali fino a scomparire allo scadere dell’incantesimo… per fortuna! Svanendo nel nulla e scusandoci col pubblico garantiamo che la reputazione di William non verrà infangata! 
Venerdì 26 agosto sarà uno dei più apprezzati attori emergenti del cinema e della televisione, nonché attore di grande esperienza teatrale, Giovanni Scifoni, con il suo one man show "Anche i Santi hanno i brufoli", a condividere con il pubblico molti paradossi della nostra esistenza. “Anche i santi hanno i brufoli” prende in prestito le vite e le opere di quattro grandi personaggi: San Giovanni Bosco, Sant’Agostino, San Giovanni di Dio, Santa Francesca Romana. E insieme a loro ripercorre racconti dimenticati, quando nonna parlava e non aveva paura a mescolare realtà e leggenda, e mentre le sue mani impastavano farina e acqua, la sua voce impastava fatti storici e fandonie stratificate nel tempo, ma magnifiche.
A chiudere il Festival, sabato 27 agosto, sarà l'opera lirica di Giuseppe Verdi "Otello", che riempirà di musica e visioni Piazza Innocenzo III, con la direzione del maestro Claudio Maria Micheli.
Il Direttore Artistico del Festival Giacomo Zito spiega: “Difendere e diffondere il principio di bellezza progetto sostenibile attraverso i linguaggi del teatro, della musica, della danza – oltre che dei moderni linguaggi multimediali – è il particolare obiettivo che ci siamo dati in occasione di questa XXIX Edizione del Festival. Partiamo avvantaggiati, non c'è dubbio: basti considerare la straordinaria scenografia urbana, e ancor prima quella naturale, che Anagni offre agli artisti ospiti e al pubblico di appassionati e di turisti, oltre che ai cittadini. Un luogo di grande energia, alimentata dalla preziosissima acqua che scorre sotto la pietra, dalla ricchezza della terra, dal sole che illumina la collina su cui sorge l'antichissima città”.
La direzione tecnica è affidata a Peppino Scandorcia e quella teorico-critica, nonché la presentazione, a Gaetano D’Onofrio.
Ingresso gratuito, su prenotazione fino ad esaurimento posti. Info: www.comune.anagni.fr.it tel 0775 727852.

mercoledì 3 agosto 2022

“Game of Sforza”. al Castello Sforzesco di Milano


Venerdì 5 agosto 2022 dalle ore 21,00 al Castello Sforzesco di Milano si tiene "Game of Sforza" I 50 anni che sconvolsero Milano di e con Davide Verazzani.
Questa è la storia degli Sforza, una famiglia, che a Milano prese il potere nel 1450, e lo perse per sempre solo cinquant’anni dopo.
Una storia che si nutre di sete di potere, lussuria, intrighi, tradimenti, ma anche di bellezza, amicizia e impensabile amore. E con almeno un protagonista senza tempo come Leonardo da Vinci.
Pare arcaica ma è incredibilmente moderna. Avvincente e imprevedibile, con trama, sviluppi e intrecci che paiono usciti da una qualsiasi puntata della celebre serie tv “Game of Thrones”: non ci sono i draghi (almeno, non ci sono pervenute note al riguardo…), ma tutto il resto c’è.
È davvero il caso di raccontarla, questa vicenda. Dall’inizio alla fine, in modo divertente ma rigoroso. Per saperne di più del nostro passato, e accorgersi con stupore quanto sia simile, a volte, al presente.
Game of Sforza” racconta, in 90 minuti coinvolgenti e senza respiro, la storia della famiglia degli Sforza che governò il Ducato di Milano dal 1450 al 1499, e in soli 50 anni sconvolse la città, portando gloria militare, progresso e cultura. Con gli Sforza, Milano divenne una capitale temuta e apprezzata, che cambiò il suo volto grazie al genio di Leonardo Da Vinci e alla costruzione del Castello Sforzesco e del Naviglio della Martesana. Quella degli Sforza è anche una storia di intrighi e potere, passioni e amori, alleanze e tradimenti. Davide Verazzani, drammaturgo e scrittore, racconta in uno spettacolo divertente ma rigoroso il passato della città di Milano, accorgersi di quanto sia simile al presente e, perché no, meravigliarsi di quanto serie fantasy come Game of Thrones non abbiano inventato quasi nulla.

domenica 20 giugno 2021

"Raffaello. Il Giovne prodigio" al cinema

Torna la grande arte alla Multisala Paolillo di Barletta. “Raffaello. Il Giovane Prodigio” in programma martedì 22 giugno 2021 (spettacoli ore 19.00 e ore 21.00) è un docufilm diretto da Massimo Ferreri che si propone di festeggiare il cinquecentenario dell’artista urbinate.
Le celebrazioni dello scorso anno sono state stoppate a causa della pandemia e ora, grazie al cinema e all’ottimo lavoro targato Ferreri (voce narrante di Valeria Golino) è importante onorare Raffaello Sanzio (1483-1520), ripercorrendone vita e vicende umane attraverso la potenza di una pittura capace di attraversare secoli e offrire emozioni e riflessioni inaspettate, ponendo l’accento sulla innata capacità di far evolvere continuamente la sua arte senza mai ripetersi. La madre, l’amante, il committente, la dea: gli straordinari ritratti femminili, le protagoniste della vita di Raffaello permettono di raccontare il pittore da una nuova prospettiva e di indagare sulla sua continua ricerca della bellezza assoluta.
A 8 anni Raffaello perde la madre. Secondo la leggenda il padre, Giovanni Santi, ritrasse la moglie Magìa nelle vesti di una Madonna che fa addormentare il proprio bambino, mantenendo vivo nel figlio il suo ricordo. Queste figure diventano temi portanti della sua ricerca. Galatea, La Muta, Dama con Liocorno, La Velata, La Fornarina sono i ritratti più celebri di Raffaello. Ma l’urbinate è anche pittore del Papa, conservatore delle antichità, archeologo-speleologo, personaggio versatile e pieno di ingegno per i contemporanei e per le generazioni successive.
Nel docufilm di Massimo Ferreri a guidare lo spettatore alla scoperta dell’artista oltre a Vincenzo Farinella, professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Pisa e consulente storico-scientifico del progetto, ci saranno gli interventi autorevoli di Lorenza Mochi Onori, storica dell’arte ed esperta di Raffaello, Giuliano Pisani, filologo classico e storico dell’arte italiana, Tom Henry, direttore dell’Università del Kent a Roma, Amélie Ferrigno, storica dell’arte e ricercatrice associata presso il Centre d’Etudes Supérieures de la Renaissance, Ippolita di Majo, sceneggiatrice e storica dell’arte e Gloria Fossi, storica dell’arte medievale e moderna.  Ad enfatizzare il racconto, l’utilizzo di animazioni realizzate dall’illustratore pluripremiato Giordano Poloni.
Tra le riprese più importanti anche quelle realizzate ad alcune opere custodite all’interno delle Scuderie del Quirinale in occasione della mostra dello scorso anno “Raffaello 1520-1483”. 
La Grande Arte al Cinema è un progetto originario ed esclusivo di Nexo Digital distribuita in esclusiva in Italia con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it, ARTE.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

mercoledì 28 ottobre 2020

I Bentivoglio. Potere e splendore nella Bologna del Rinascimento

Giovedì 29 ottobre
2020 alle ore 20.45 su Sky Arte sarà trasmesso il documentario di 30 minuti I Bentivoglio. Potere e splendore nella Bologna del Rinascimento  a cura di Arianna Marelli con la regia di Claudio Poli.
 
«La Bologna quattrocentesca rappresenta uno dei grandi centri del primo Rinascimento italiano, un crocevia culturale, artistico e intellettuale di livello europeo, grazie alla vivacità sociale ed economica che la caratterizzava e a un ruolo di primo piano nello scenario politico nazionale e internazionale, sotto la guida della magnifica signoria dei Bentivoglio. Tuttavia, nella percezione comune la città rimane legata a un’immagine solo comunale e medievale, e viene messa in ombra dalla vicinanza della Firenze dei Medici, della Ferrara degli Este, della Mantova dei Gonzaga, come se fosse stata una città di secondo piano, quando invece era magnifica quanto le altre e come tale era percepita dai contemporanei» spiega Fabio Roversi-Monaco, Presidente Genus Bononiae. Musei nella città.
Adesso, finalmente, partendo dalla mostra La Riscoperta di un Capolavoro dedicata al Polittico Griffoni, Bologna ritrova la centralità che le spetta: il 29 ottobre Sky Arte trasmette il documentario in prima visione I Bentivoglio. Potere e splendore nella Bologna del Rinascimento, mentre studiosi e ricercatori si riuniscono in una giornata internazionale di studi per confrontarsi sul Polittico Griffoni e l’importanza dell’opera nel contesto dell’arte rinascimentale. 
Signori di fatto a fasi alterne per circa un secolo, dall’inizio del Quattrocento fino alla rovinosa cacciata avvenuta nel 1506, per mano del pontefice Giulio II e degli stessi cittadini, i Bentivoglio furono protagonisti di una stagione unica di potere e splendore artistico a Bologna: nel documentario di Sky Arte, prodotto da 3D Produzioni su un’idea di Fabio Roversi-Monaco e Paolo Cova, il racconto dell’ascesa e della cacciata di una dinastia diventa l’occasione  per compiere un percorso tra le architetture e le opere d'arte rinascimentali che ancora impreziosiscono piazze e strade, chiese e musei della città. Punto di partenza è, ancora una volta, il Polittico Griffoni: Francesco del Cossa e Ercole de' Roberti diventano, infatti, un riferimento per i più importanti artisti della generazione successiva, come Lorenzo Costa e Francesco Francia, di cui a Bologna si trovano tutt'ora i dipinti.
Il viaggio attraverso il tessuto urbano alla ricerca delle tracce dell’età dei Bentivoglio rivela tutta la magnificenza di una stagione unica: dalla splendida architettura del Palazzo del Podestà in Piazza Maggiore ai dipinti del Francia e di Del Cossa in San Giacomo Maggiore, celebrazione del potere dei Bentivoglio, dalla “Cappella Sistina Bolognese” nell’Oratorio di Santa Cecilia, opera dello stesso Francia assieme a Lorenzo Costa e Amico Aspertini, all’unicità della forza espressiva del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dall’Arca, capolavoro d’ineguagliabile bellezza, fino alle prove scultoree nella Basilica di San Domenico di un giovanissimo Michelangelo, il cui stile esce profondamente trasformato dal soggiorno bolognese del 1494.
Il documentario accompagna lo spettatore alla scoperta di opere d’arte meravigliose conservate nei musei bolognesi, a partire dal Museo della Storia di Bologna di Palazzo Pepoli e dà voce, con interviste inedite, a studiosi che a questo capitolo della storia bolognese hanno dedicato analisi approfondite: la storica Francesca Roversi-Monaco, lo studioso di letteratura Andrea Severi, e gli storici dell'arte Daniele Benati e Paolo Cova. Il documentario si conclude con la cacciata dei Bentivoglio e la distruzione della loro fastosa dimora, soprannominata Domus Magna per la sua ambiziosa maestosità, e con l’arrivo a Bologna del capolavoro di Raffaello, l’Estasi di Santa Cecilia, che inaugura definitivamente una nuova stagione.

domenica 5 luglio 2020

Game of Sforza al Castello Sforzesco di Milano

GAME OF SFORZA, I 50 ANNI CHE SCONVOLSERO MILANO
di e con Davide Verazzani.
Martedì 7 luglio 2020 dalle 21.30 alle 23.00 Oltheatre riapre le porte al suo pubblico nello splendido scenario del Castello Sforzesco di Milano, nel Cortile delle Armi, con un appuntamento speciale di #Fatti di Storia.
Nell’immaginario popolare, gli Sforza non sono famosi quanto Borgia o Medici. Ma fasti e miserie dei componenti della famiglia che per 50 anni fu padrona assoluta di Milano, meritano ampiamente i riflettori. In un racconto divertente ma rigoroso, viene narrata la loro storia, avvincente e imprevedibile come una puntata di “Game of Thrones”. Per saperne di più del nostro passato, e accorgersi quanto sia simile, a volte, al presente.
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domenica 10 maggio 2020

Le invettive eretiche di un giullare friulano

A causa della quarantena provocata dall'epidemia, Pieri Budjel purtroppo era stato impedito a esibirsi nella performance che era stata messa in cantiere dall’associazione culturale Colonos per la rassegna In File e che avrebbe dovuto tenersi agli inizi di marzo sotto la loggia colonica con la musica dei Carantan. Ora però si è deciso a uscire e farà la sua comparsa domenica 10 maggio 2020, alle ore 21,00 in diretta streaming su Facebook, raggiungibile anche attraverso il sito web www.colonos.it.
Sarà a testimoniare, tramite l’alter ego di Angelo Floramo, che se il contagio dell’epidemia ha imposto pesanti impedimenti alla libertà di movimento e di azione, non può tuttavia venir meno, anzi va coltivato maggiormente l’esercizio personale e collettivo del libero pensiero e della critica al potere.
Esiste una letteratura d’invettiva in lingua friulana? Durante il corso di questa serata anomala e sguaiata, ma carica di umore nero mescolato ad amara dolcezza, nella stalla dei Colonos si leverà una voce blasfema e coscientemente eretica, capace di prendere a sassate il perbenismo delle classi dominanti, l’ipocrisia della Chiesa che ama “puttaneggiar coi regi”, la demagogia dei “sorestans”, mettendoli vergognosamente a nudo. Personaggio inedito e ad oggi sconosciuto, frequentatore di piazze e di osterie, questo oscuro cantore del ‘500 rievocato dalla terrigna capacità di ribellione insita nell’anima ancestrale dei Friulani, per la prima volta si presenterà con la sua voce greve e libertaria. La raccomandazione è quella di saper leggere tra le righe, nelle filigrane della Storia: perché nella mascherata sconcia e sporcacciona, nel ritmo molesto e grottesco, ce n’è per tutti i Signori, anche quelli del nostro tempo, che non verranno risparmiati in nome del popolo friulano e della Verità.
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lunedì 6 aprile 2020

Un video sul caso di Simonino da Trento

Trento, 23 marzo 1475, giovedì santo. Simone, un bambino di circa due anni, scomparve misteriosamente tra i vicoli dell'antica città alpina. Il giorno di Pasqua il suo corpo senza vita venne ritrovato nei pressi della casa della piccola comunità ebraica locale. Ritenuti responsabili del rapimento e dell'omicidio del bambino, gli ebrei furono subito incarcerati, processati e, sulla base di confessioni estorte con la tortura, condannati a morte. L’accusa si fondava sulla credenza, o leggenda, che gli ebrei compissero sacrifici rituali di fanciulli cristiani. Il piccolo Simone (detto il 'Simonino') fu subito considerato un martire al centro di un culto intenso. La venerazione, sostenuta dalla diffusione di immagini sacre e partecipate processioni, attraversò i secoli.
Solo negli anni sessanta del Novecento ci fu un processo di revisione che portò all'abolizione del culto. Quella del Simonino è una vicenda straordinaria perché attraversa i secoli e ha lasciato grande traccia nell'arte e sulla stampa. Ma c'è di più. Si tratta, potremmo dire, di una fake news ante litteram, costruita ad arte all'interno di uno spregiudicato progetto di costruzione del nemico.
Il video “L'invenzione del colpevole: il caso del Simonino da Trento” sarà trasmesso sul canale YouTube della Fondazione Museo storico del Trentino martedì 7 aprile 2020 alle ore 15,00 nell'ambito del progetto di didattica online Storia.Edu. Alle ore 21,00 e alle 22.30 sarà invece proposto su History Lab, canale di storia e memoria della Fondazione Museo storico del Trentino in onda sul 602 del digitale terrestre e in streaming su hl.museostorico.it. Con gli interventi di Emanuele Curzel, Valentina Perini, Domenica Primerano e Diego Quaglioni. Un video a cura di Matteo Gentilini, Alice Manfredi e Michele Toss. Una produzione Fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con Museo Diocesano Tridentino.

giovedì 2 aprile 2020

Palazzo Davanzati. Il sogno di un’antica dimora fiorentina

Palazzo Davanzati a Firenze
Il video “Palazzo Davanzati. Il sogno di un’antica dimora” con la storia e gli interni di uno dei meglio conservati palazzi storici fiorentini è il breve documentario disponibile sul canale YouTube del MiBACT https://youtu.be/XN7-znYi6z0, dove dall’inizio dell’emergenza coronavirus i musei, i parchi archeologici e gli istituti autonomi statali stanno fornendo contributi audiovisivi di ogni genere per permettere alle persone di continuare a godere del patrimonio culturale nazionale.
Accorpamento trecentesco di case torri precedenti, Palazzo Davanzati testimonia il passaggio al palazzo rinascimentale nel cuore della Firenze medievale. Una storia antica, cominciata con la famiglia mercantile dei Davizi che lo fondò a metà del Trecento quando fece ritorno da Avignone e proseguita fino ai nostri giorni nei numerosi passaggi di proprietà per entrare definitivamente nel patrimonio dello Stato nel 1956. In queste sale si sono avvicendati personaggi noti e meno noti della storia nazionale, da Carlo Collodi che ne frequentava la bisca clandestina natavi nella metà dell’Ottocento a Giovanni Papini che vi insediò la redazione della rivista “Leonardo”.
Interessato da un lungo restauro dagli anni Novanta al 2009, grazie agli arredi provenienti dai depositi del Bargello, alle collezioni di merletti e oggetti dipinti e ai cicli pittorici degli affreschi, Palazzo Davanzati costituisce oggi un modello di fiorentinità nel mondo, che presto il pubblico potrà scoprire o riscopire.
Con questa iniziativa il Mibact, attraverso un impegno corale di tutti i propri istituti, mostra così non solo ciò che è abitualmente accessibile al pubblico, ma anche il dietro le quinte dei beni culturali con le numerose professionalità che si occupano di conservazione, tutela, valorizzazione. Attraverso il sito e i propri profili social facebook, instagram e twitter il Ministero rilancia le numerose iniziative digitali in atto. Sulla pagina La cultura non si ferma del sito https://www.beniculturali.it/laculturanonsiferma, in continuo aggiornamento, sono inoltre già presenti diversi contributi dei luoghi della cultura statali della Toscana.

venerdì 16 agosto 2019

Il Racconto del Mulino

Domenica 18 agosto 2019 il tour teatrale turistico della Compagnia di Arti e Mestieri si ferma a Tramonti di Sopra (PN). Un appuntamento che comprende un’escursione, lo spettacolo “Il racconto del Mulino” e la degustazione dei prodotti tipici della Valle Tramontina.
L’occasione per raccontare le vicende che ruotano intorno al mulino idraulico nel nostro territorio è la visita al mulino Pradiel di Tramonti di Sopra, tipico mulino di montagna, così che per chi vuole seguire l’intero programma si prevede una escursione con guida alle pozze Cristalline formate dal Meduna e al mulino con partenza alle 15.30 dal centro Visite di Tramonti di Sopra, lo spettacolo alle ore 19,00 a Borgo Titol e a seguire una cena, sempre a Borgo Titol, con specialità della Val Tramontina.
E’ anche previsto il trasporto in corriera per chi vuole raggiungere Tramonti con partenza da Pordenone alle 14 (per prenotazioni tel. 043440115). Lo spettacolo che fa parte del progetto “Le vie d’acqua: l’eredità di Leonardo”, mette inscena la storia della tecnologia più importante che dal medioevo in poi ha mosso opifici di ogni genere e di cui Leonardo si occupò e perfezionò nel progettare le sue macchine.
Si ripercorre attraverso il mulino la storia del territorio friulano e delle diatribe inerenti l’uso dell’acqua che vedevano contrapposti mugnai e veneziani, che gestivano la fluitazione del legname, che proveniva anche dalla Val Tramontina. Inizia, con la ruota idraulica, un processo di liberazione dalla fatica, processo in realtà controverso e non lineare in cui siamo ancora immersi.
Proprio per questo i mulini erano all’origine luoghi pieni di mistero e fascino, luoghi di perdizione, di eresie, di peccato, di truffe, che nello spettacolo l’interprete racconta attraverso i diversi personaggi. Il mulino è ‘parlato’ da mugnaie e nobildonne, mogli, figlie e donne d’oggi che ruotano attorno al mugnaio/musicista, in un chiacchiericcio della quotidianità che appare il retrobottega della Grande Storia, a suggerire che i contemporanei conflitti sull’energia sono nodi creati nel Medioevo dal girare delle pale con la forza dell’acqua. Accompagna e dialoga con i personaggi il musicista/mugnaio interpretato da Nicola Milan alla fisarmonica.
Il testo ha vinto il premio internazionale di drammaturgia “La scrittura della differenza” Capri 2008 con la motivazione Attraverso vari registri linguistici il mulino diventa metafora di uno sviluppo economico controverso, restituendoci una riflessione molto attuale sulle trasformazioni delle tecniche  ed il loro impatto  sull’ambiente e sulle condizioni di vita delle persone.
Chi vuole può seguire tutto il programma o anche assistere solo allo spettacolo. Informazioni e prenotazioni: info@compagnidiartiemestieri.it -  tel: 043440115.
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lunedì 22 luglio 2019

Game of Sforza al Castello Sforzesco

Lunedì 22 Luglio 2019, alle ore 21,30 nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco in Piazza Castello, 1 a Milano nell'ambito della manifestazione "Estate Sforzesca 2019" Fatti di Storia e Dramatrà presentano "Game of Sforza i 50 anni che sconvolsero Milano", spettacolo di e con Davide Verazzani.
La storia, coinvolgente e incalzante, delle oscure e misteriose vicende della famiglia Sforza. Che a Milano prese il potere nel 1450 e lo perse per sempre solo 50 anni dopo. Colpi di scena uno dopo l'altro, intessuti di sete di potere, lussuria, arroganza, intrighi, tradimenti, ma anche di bellezza, amicizia, amore e... Leonardo da Vinci! Una storia che sembra arcaica, ma risulta incredibilmente moderna, tanto da essere avvincente come una puntata di “Game of Thrones” (mancano solo i draghi!). Ingresso: euro 5,00.

sabato 24 novembre 2018

"Il rapace" presentazione teatralizzata a Vaprio d'Adda


Sabato 24 novembre 2018 alle ore 18,00 presso il Bar Speranza Wine & Whisky C.Bestetti in Via G. Matteotti, 27 a Vaprio d’Adda (MI), Giancarlo Mele presenta il suo nuovo romanzo "Il rapace" (Meravigli Edizioni, 2018).
Un avvincente thriller storico, incentrato sulla figura di Galeazzo Maria Sforza (1444-1476) – che morì assassinato sul sagrato della chiesa di Santo Stefano a Milano – che non tralascia di sondare anche l’animo più recondito dei personaggi principali, mettendone a nudo le contraddizionie le trasformazioni cui vanno incontro nell’inesorabile appuntamento con il loro destino. Amore e morte si intrecciano nella trama di questo “thriller sforzesco” che non tralascia però mai di sondare anche l’animo più recondito dei personaggi principali, mettendone a nudo le contraddizioni e le trasformazioni cui vanno incontro nell’inesorabile appuntamento con il loro destino.
Presentazioe teatralizzata. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Giancarlo Mele, giornalista e scrittore, è nato a Milano, ma da trent’anni vive in Martesana, cui ha dedicato la maggior parte dei suoi lavori. Con una compagnia teatrale amatoriale che ha fondato, assieme a un gruppo di amici, porta in giro suggestive rievocazioni storiche che riscuotono grande successo di pubblico.