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domenica 15 ottobre 2023
L'Autunno del Medioevo - rassegna cinematografica
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domenica 12 dicembre 2021
Intelletto d'amore. Dante e le donne
Mercoledì 15 dicembre 2021 alle ore 21,00 al Teatro Duse di Bologna in scena Lella Costa con "Intelletto d'amore. Dante e le donne". di Gabriele Vaci e Lella Costa.
Nella divina commedia i personaggi femminili non sono molti. Ma quelli
che ci sono, sono determinanti. Basti dire che ad accompagnare Dante nel
paradiso è una donna: Beatrice. Scelta coraggiosa, perché la donna, in
questo modo, assume un ruolo sacerdotale, guida spirituale che precede
un uomo nel cammino verso la salvezza. Uno scandalo per il medioevo del
sommo poeta. Ma anche oggi, in fondo.
Il racconto scritto da Gabriele Vacis e Lella Costa sceglie alcune tra le donne di Dante e le fa parlare direttamente al pubblico, in modo confidenziale, da prospettive “insolite”. Naturalmente c’è Beatrice, ideale dell’amore puro del poeta, ma anche di tanta gente da settecento anni in qua. E poi c’è Francesca che finalmente ci spiegherà perché Dante l’ha mandata all’inferno insieme al suo Paolo.
Ci sarà Taibe, la prostituta delle Malebolge, costretta ad annaspare nel letame per un motivo ben diverso da quella che è stata la sua “professione”. E Gemma Donati, la moglie del poeta, madre dei suoi figli, che spiegherà come si convive con l’ideale amoroso di tuo marito, se non sei tu. La narrazione delle protagoniste della vita artistica e privata del poeta si muove tra gioco e ironia, tenendosi sempre fedele al vero storico e alla larga dalla parodia.
Il racconto scritto da Gabriele Vacis e Lella Costa sceglie alcune tra le donne di Dante e le fa parlare direttamente al pubblico, in modo confidenziale, da prospettive “insolite”. Naturalmente c’è Beatrice, ideale dell’amore puro del poeta, ma anche di tanta gente da settecento anni in qua. E poi c’è Francesca che finalmente ci spiegherà perché Dante l’ha mandata all’inferno insieme al suo Paolo.
Ci sarà Taibe, la prostituta delle Malebolge, costretta ad annaspare nel letame per un motivo ben diverso da quella che è stata la sua “professione”. E Gemma Donati, la moglie del poeta, madre dei suoi figli, che spiegherà come si convive con l’ideale amoroso di tuo marito, se non sei tu. La narrazione delle protagoniste della vita artistica e privata del poeta si muove tra gioco e ironia, tenendosi sempre fedele al vero storico e alla larga dalla parodia.
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Ubicazione:
Via Castellata, 7, 40124 Bologna BO, Italia
domenica 21 marzo 2021
Il Medioevo e le donne a RAI 3
Il Medioevo, contrariamente a quanto si crede, è unepoca in cui le
donne hanno avuto un discreto grado di emancipazione sociale e
culturale. Unautonomia coltivata soprattutto nei monasteri e nelle
corti. Due realtà distanti tra loro, eppure, in questi luoghi, le donne
hanno potuto studiare e dedicarsi alla cultura. Altre testimonianze,
come quella di Trotula, magistra della scuola medica salernitana,
dimostrano il ruolo avuto dalle donne nella ricerca scientifica.
Poetesse, letterate, dottoresse in medicina. Un'importante storia al
femminile che attende ancora oggi di essere rivelata. Lunedì 22 marzo 2021, alle ore 13,15 su RAI 3 intervistato da
Paolo Mieli a Passato e Presente, il professor Tommaso Di Carpegna
Falconieri ce ne svela una parte.
sabato 24 febbraio 2018
Viterbo, la città delle donne
“Viterbo, la città delle donne” è un film Lumar prodotto dal comune
di Viterbo e dal distretto dell’Etruria meridionale in collaborazione
con Banda del racconto e Davide Ghaleb editore.
L’appuntamento è sabato 24 febbraio 2018 alle ore 16,30 in sala del consiglio a palazzo Priori.
La
regia dell’inedito documentario è di Marco Marcotulli in collaborazione
con Marco D’Aureli. In scena Laura Antonini, Pietro Benedetti, Roberto
Pecci. I costumi storici nelle passeggiate erano di Nicoletta Vicenzi.
Il
pomeriggio si aprirà con gli interventi della vicesindaca Luisa
Ciambella, ideatrice e madrina dell’intera iniziativa e il sottoscritto
in rappresentanza di Banda del racconto (sua la direzione artistica
della serie di eventi) che rievocherà le tappe salienti dell’avventura,
svoltasi itinerando tra luglio e dicembre 2017 nei paesaggi più belli
del capoluogo: per la Viterbo medievale inseguendo la leggenda di Bella
Galliana; nelle sale cinquecentesche di palazzo dei Priori ospiti di
Vittoria Colonna; al Bulicame dantesco a evocare le ombre di Beatrice,
Pia e soprattutto delle “peccatrici” viterbesi del XIV canto
dell’Inferno; lungo il percorso della Machina, in compagnia di Massimo
Mecarini, sospesi tra vita e agiografia di Rosina, la santa giovinetta;
per strade e piazze del gioiello urbanistico secentesco di San Martino
al Cimino, leggendo ad alta voce la (forse) prima, certo velenosissima
biografia di Donna Olimpia; fra le rupi scolpite ad arte della necropoli
rupestre di Castel d’Asso a incontrare Ati, l’immaginaria principessa
etrusca fattasi nel frattempo testimonial per le pari opportunità nelle
scuole di Viterbo e provincia.
Il pubblico verrà accolto in sala dai suggestivi “sipari” percussivi di Roberto Pecci.
A
seguire, proiezione del documentario (durata 30’ circa; il dvd sarà
disponibile in sala per l’acquisto). Vi aspettiamo numerosi.
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martedì 13 ottobre 2015
"La Donna Guerriera" in scena a Roma
Dopo il debutto della scorsa stagione
torna a grande richiesta del pubblico romano al Teatro dei Documenti lo
spettacolo “La Donna Guerriera” scritto da Sibilla Barbieri per la regia
di Ivana Panaleo.
Una guerra, uno scontro drammatico e finale.
Alle spalle c’è “La città d’oro”, il centro dell’impero. La città è bella, ma di vitalità decadente, ricca e corrotta, però il popolo inerme cerca comunque l’estremo riparo all’interno delle sue mura. A difenderla è stato chiamato un capitano, una donna. Il tempo in cui la storia si svolge è un medioevo parallelo in cui i guerrieri sono solo donne.
Il capitano è un soldato perfetto una figura che, come nella cavalleria medioevale o nell’iconografia dei samurai giapponesi, rappresenta una classe scelta di guerrieri fedeli più di ogni altra cosa all’onore. Ma è proprio questa profonda fedeltà a farne vacillare la scelta.
Nella notte prima della battaglia il capitano s’interroga sulle radici del potere. Che cos’è l’onore? A chi dobbiamo la nostra fedeltà? Qual è l’autorità a cui dobbiamo veramente inchinarci? La Donna Guerriera propone un punto di vista femminile, diverso, su un tema da sempre trattato dagli uomini. Una riflessione sulla guerra vista come conflitto interno oltre che esterno.
Alle spalle c’è “La città d’oro”, il centro dell’impero. La città è bella, ma di vitalità decadente, ricca e corrotta, però il popolo inerme cerca comunque l’estremo riparo all’interno delle sue mura. A difenderla è stato chiamato un capitano, una donna. Il tempo in cui la storia si svolge è un medioevo parallelo in cui i guerrieri sono solo donne.
Il capitano è un soldato perfetto una figura che, come nella cavalleria medioevale o nell’iconografia dei samurai giapponesi, rappresenta una classe scelta di guerrieri fedeli più di ogni altra cosa all’onore. Ma è proprio questa profonda fedeltà a farne vacillare la scelta.
Nella notte prima della battaglia il capitano s’interroga sulle radici del potere. Che cos’è l’onore? A chi dobbiamo la nostra fedeltà? Qual è l’autorità a cui dobbiamo veramente inchinarci? La Donna Guerriera propone un punto di vista femminile, diverso, su un tema da sempre trattato dagli uomini. Una riflessione sulla guerra vista come conflitto interno oltre che esterno.
La Donna Guerriera è stata
finalista al Premio Enrico Maria Salerno nel 2003, il testo è di Sibilla
Barbieri, la regia di Ivana Pantaleo, entrambe in scena insieme a
Silvia Mazzotta e Marta Iacopini. Le musiche e il disegno luci sono a
cura di Andrès Arce Maldonado.
I costumi sono creazioni del brand NANAEEL by Nanaaleo: abiti ecologici e biologici, realizzati con fibre e tinture naturali, senza l'utilizzo di sostanze tossiche e nocive per l'ambiente e la salute umana, dove l'abito diventa segno esteriore del profondo sentire ma anche mezzo esterno per un riequilibrio energetico e psicofisico di chi lo indossa.
I costumi sono creazioni del brand NANAEEL by Nanaaleo: abiti ecologici e biologici, realizzati con fibre e tinture naturali, senza l'utilizzo di sostanze tossiche e nocive per l'ambiente e la salute umana, dove l'abito diventa segno esteriore del profondo sentire ma anche mezzo esterno per un riequilibrio energetico e psicofisico di chi lo indossa.
Dal 12 al 25 Ottobre 2015 - Teatro di Documenti, via Nicola Zabaglia, 42 - Roma
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Ubicazione:
Via Nicola Zabaglia, 42, 00153 Roma, Italia
sabato 29 novembre 2014
"Caterina da Siena" in scena a Bergamo
Lunedì 1 dicembre 2014 alle 21 al Centro congressi Giovanni XXIII di Bergamo va in scena
"Caterina da Siena". Serena Sinigaglia e Arianna Scommegna daranno voce
ad una grande donna del Medioevo grazie ai testi di Michela Murgia e
Elena Maffioletti. Caterina da Siena, monaca e mistica medievale, ha
intrattenuto rapporti come mezza Europa attraverso lo strumento delle
sue vibranti lettere, nelle quali parla delle cose della fede senza
disgiungerle dai problemi politici e dalle questioni ecclesiali del suo
tempo. Tra le lettere di Caterina quelle indirizzare ai Papi sono le più
appassionate e istruttive. Serena Sinigaglia e Arianna Scommegna
portano in scena una sceneggiatura che restituisce voce al coraggio
intellettuale e profetico di una grande donna del medioevo.
INFORMAZIONI
Fondazione Adriano Bernareggi
Via Pignolo, 76 – 24121 Bergamo
tel. +39. 035 248772
info@fondazionebernareggi.it.
www.fondazionebernareggi.it.
Fondazione Adriano Bernareggi
Via Pignolo, 76 – 24121 Bergamo
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