mercoledì 20 febbraio 2013

Io ho visto il cielo in terra

Silvano Piccardi
Il grande Silvano Piccardi porta sul palcoscenico del Teatro Delfino la sua trasposizione teatrale de Il viaggio di San Brandano (testo anonimo del X secolo d.C.), una magnifica opera che racchiude in sé elementi mitologico-pagani, tipici delle antiche popolazioni celtiche d’Irlanda, frammisti ad altri propri invece del primo Medioevo cristiano.
«Potrebbe parere un orizzonte di riferimenti culturali molto lontani dalla nostra moderna sensibilità, - afferma l’attore - eppure la struttura del viaggio ci cattura, aiutandoci a penetrare e a capire la complessità della nostra psiche di uomini moderni, nonché il valore della lotta alla ricerca della “città del sole”, l’utopica società della giustizia, della pace e della fratellanza, percorso declinato in forme sempre nuove dall’uomo anche nell’era moderna».
Il racconto della Navigatio Sancti Brandani, che dall’Irlanda del V secolo passa attraverso la Francia, per approdare a Genova e Venezia, e poi in Toscana (la versione in volgare italiano è successiva a quella padano-veneta), arriva a noi con un linguaggio che non può non far pensare all’affabulazione, alla comunicazione verbale, ai cantastorie. La scelta drammaturgica ha portato alle estreme conseguenze questo tratto, ponendo come io narrante uno dei poveri frati coinvolti da San Brandano alla ricerca del “paradiso in terra”. E diventa così un viaggio iniziatico verso la comprensione della complessità del reale, con tutti i rischi che questa presa di coscienza comporta anche sul piano personale e sociale. Nato come testo a più personaggi, la versione in forma di monologo consente la maggior concentrazione possibile e un ritmo sempre più incalzante, sollecitando al massimo la partecipazione creativa del pubblico nella elaborazione fantastica dei personaggi e dei luoghi. È l’attore l’artefice massimo de “l’illusion comique”: basta un tono, un gesto, un cambio repentino delle relazioni spaziali, perché l’immaginario collettivo trascenda il “qui ed ora”, per essere proiettato nel labirinto di significati e di emozioni verso cui ci conduce… il grande viaggio del teatro.
Io ho visto il cielo in terra
Via Dalmazia 11
20138  Milano
Dal 19 al 24 febbraio 2013

mercoledì 6 febbraio 2013

La città proibita

La città proibita
Titolo originale: Man cheng jin dai huang jin jia,
Regia: Zhang Yimou
Interpreti: Chow Yun-fat, Gong Li, Chou Jay, Liu Ye
Genere: drammatico
Anno: Hong Kong, Cina, 2006
Durata: 111’
Cina, X secolo, tarda dinastia Tang: l'imperatore Ping fa ritorno a corte per le festività, ma i rapporti con i figli Jai, Yu e Wan e con l'imperatrice sono freddi. Verranno presto a galla terribili segreti mentre un complotto politico prende forma...
In onda mercoledì 6 febbraio 2013 alle 23.15 su RAI 2 per il ciclo l'Arte della Guerra.

lunedì 14 gennaio 2013

Appuntamenti con Dante

Mercoledì 16 gennaio 2013 ore 21,00
Hotel Hliday  Inn di Rimini (Viale Vespucci 16)
a cura dell'Associazione Culturale "La  cosa giusta".
Lectura Dantis "Dante Alighieri primo turista in Romagna - Storia, curiosità, aneddoti" con il Prof. Angelo Chiaretti, Presidente del Centro Dantesco San Gregorio in Conca.
Nel corso della serata Emilio e Giovanna reciteranno un dialogo immaginario fra Dante Alighieri e una romagnola.
Igresso libero
 
Venerdì 18 gennaio 2013 ore 20,30
Istituto Maestre Pie di Rimini (Via Fratelli Bandiera)
a cura della Associazione Culturale "La Lanterna di Diogene".
Lectura Dantis "Dante Alighieri fra Guelfi e Ghibellini. Politica e poesia fra ieri ed oggi" con  Angelo Chiaretti, Presidente del Centro Dantesco San Gregorio in Conca. Voci recitanti: Pietro Cavallaro e Fabiano Fuscagni.
Ingresso libero

mercoledì 19 dicembre 2012

La Porta della Luce

La città di Oria (BR) si sta preparando, per queste festività  natalizie, a vivere un grande evento medievale: domenica 23 dicembre 2012, infatti, a partire dalle ore 21 nella Chiesa/Auditorium di San Giovanni Battista, andrà in scena lo spettacolo dal titolo “La Porta della Luce” sulla cerimonia d’Investitura a Cavaliere Teutonico, curata dall’Accademia di Scherma Federico II, in collaborazione con l’Associazione Mesagne Teutonica, nell’ambito della programmazione del proprio cartellone di eventi invernali. La Chiesa, non più adibita al culto, è una costruzione di origine romanica (eretta nel 1344), successivamente inglobata in un grande complesso barocco progettato dai padri Celestini nel XVII secolo.
Per quanto riguarda la manifestazione, giunta ormai alla sua settima edizione, è un evento rievocativo-culturale sulla figura del cavaliere medievale e sull’ordine Teutonico, ordine al quale, durante il XIII secolo l’Imperatore Federico II, affidò diversi possedimenti in provincia di Brindisi. “La Porta della Luce”, ovvero il solstizio d'inverno, ha rappresentato nei secoli occasione di festività di vario genere, nella terza settimana di Dicembre, sempre abbinate al concetto di “rinascita”, alla trionfo della luce sulle tenebre, fino ad arrivare all’attuale concetto della festività Cristiana del Natale. In questo evento, la “luce” arriverà sul giovane scudiero che, dopo aver tanto faticato, vedrà finalmente aprirsi la “porta” che gli darà inizio ad una “nuova” vita: la tanto attesa vita da cavaliere.

"In questa cerimonia di rievocazione storica" ha dichiarato il dottor Salvatore Lana Delli Santi, Presidente dell’Accademia di Scherma Federico II “vogliamo calarci nel passato non solo per rivivere l’episodio storico in sé, ma soprattutto per cogliere da quel passato ciò che può essere ancora attuale; quando in quei secoli remoti veniva calpestata la lealtà la solidarietà la giustizia: ecco la figura del cavaliere; che non era solo un valore militare, ma anche cortesia, il suo codice di comportamento era basato sulla lealtà, la prodezza, il coraggio e la generosità”.

martedì 4 dicembre 2012

Excalibur trilogy

Concepito come un trittico che sembra evocare le tappe di un simbolico viaggio iniziatico EXCALIBUR Trilogy di Keith Ferrone per la Florence Dance Company riprende uno dei cicli epici più amati e misteriosi della cultura occidentale, quello della saga celtica di Re Artù.
Il mito del giovane che divenne re grazie alla propria purezza e alla protezione di Merlino il Mago, ma che perse l’ innocenza e grandezza a causa dell’invidia e del tradimento e della propria accresciuta fame di potere, fa parte del resto da sempre dell’immaginario collettivo, grazie ad infinite e inesauribili riletture letterarie e cinematografiche. Sebbene più raramente, anche il teatro di danza si è cimentato con il complesso mondo arturiano, popolato da numerosi, affascinanti personaggi simbolo – dalla regina Ginevra a Morgan Le Fey; dal cavaliere Lancillotto ai mitici Cavalieri della Tavola Rotonda; dalla Dama del Lago a Mordred, figlio dell’incesto tra i fratellastri Artù e Morgana- e caratterizzato da una miriade di eventi, uno intersecato nell’altro in una serrata trama di situazioni. E due, in genere, sono state le strade per affrontare questo magmatico ciclo di leggende attraverso la metaforica forza del movimento: c’è chi ha optato per concentrarsi intorno ad un evento ben preciso- come l’ infelice storia d’amore tra Ginevra e Lancillotto; c’è chi invece ha scelto di mettere in scena la meticolosa e dettagliata descrizione della saga, dall’amore fedifrago da cui è concepito il re, alla sua scomparsa.
Nel caso di EXCALIBUR Trilogy Keith Ferrone ha invece deciso di utilizzare entrambe le soluzioni, passando da sequenze descrittive, preziose per comprendere alcuni passaggi chiave della storia ( è il caso della scena d’apertura, nella quale il giovane Artù coglie la sfida della Dama del Lago e si impossessa di Excalibur, la spada simbolo della gloria e del potere), a momenti volutamente astratti, dove alla forza espressiva della pura danza è affidato il compito di evocare i complessi stati d’animo dei personaggi.
Il risultato è uno spettacolo diviso in tre quadri – Narration, Abstraction, Surrealism - nel quale si riconoscono tutti i momenti salienti e ben noti della leggenda, senza però imbattersi in momenti didascalici o pantomimici, ma anzi lasciando alla vena coreografica dell’autore, stilizzata e lirica, di trovare ampi spazi di divagazione e sviluppo. In pratica, quasi un ‘balletto sinfonico’ intorno a Temi della leggenda di Re Artù, che ha il pregio di avvalersi delle musiche originali di Jonathan Romeo e quelle elettroniche di Maurizio Fasolo ed Enzo Regi (Pankow) che, come sempre con la FDCo., grande spazio dà anche ai contributi artistici degli altri collaboratori, dal videomaker Maurizio Baldini al costumista Mirko Bottai.
Florence Dance Company Excalibur trilogy la ricerca spirituale e la lotta contro le passioni umane nella leggenda di Re Artù, rilette in un’ambientazione che ripensa in chiave contemporanea l’epoca medievale.
Firenze, Teatro Cantiere Florida
Martedì 4 Dicembre 2012, Ore 21:00 Coreografia e regia Keith Ferrone
Direzione artistica Marga Nativo
Musica originale sinfonica Jonathan Romeo
Musica originale elettronica Maurizio Fasolo ed Enzo Regi
Luci Jean Paul Carradori
Costumi Mirko Bottai
Video e immagini virtuali Maurizio Baldini

venerdì 30 novembre 2012