giovedì 14 marzo 2019

La città comunale: Piacenza nei secoli XII e XIII

La terza puntata di “Quarta dimensione”, nuovo format inserito nel palinsesto di Telelibertà, si concentra tutta sui temi de “La città comunale: Piacenza nei secoli XII e XIII” (in onda giovedì 15 marzo 2019 alle 20.30). Saranno in tutto quindici le puntate, condotte dalla Biblioteca Monumentale della Galleria Alberoni, dall’architetto Manrico Bissi, studioso di Storia locale, impegnato da anni per promuoverne la conoscenza e la divulgazione. Il set, ispirato ad un’ambientazione di sapore storico, è essenziale e richiama uno studio un po’ retrò, sintetizzato dalla presenza di uno scrittoio, di un paio di poltroncine classiche, di una scaffalatura in legno con vari libri sulla storia locale. L’idea generale è quella di accompagnare gli spettatori in una serie di percorsi/documentari televisivi dallo sfondo storico-artistico. La regia è di Giuseppe Piva.

mercoledì 13 marzo 2019

"Alla corte di un giullare" a Brescia

Domenica 17 marzo 2019 alle ore 21.00 al Teatro Der Mast in Via Giosuè Carducci, 17/E a Brescia va in scena "Alla corte di un giullare" con Christian Poggioni.
Lo spettacolo è una giullarata popolare, ovvero un insieme di monologhi che traggono spunto dai vangeli apocrifi, dalla novellistica medievale e anche dalla mitologia antica.
È recitato in una lingua reinventata che miscela diverse cadenze e parole dei dialetti del nord Italia, dando vita in alcuni casi ad un linguaggio fortemente onomatopeico detto grammelot.

Lo stile, irriverente e portato all’eccesso, richiama le rappresentazioni medioevali eseguite da giullari e cantastorie. I testi sono in gran parte liberamente ispirati alle opere di Dario Fo quali Mistero buffo, Storia della tigre ed altre storie, Fabulazzo osceno.
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martedì 12 marzo 2019

"Domus Clari Geminiani” presentazione a Modena

Documentari. Le “pietre vive” di Modena e Nonantola al Forum Monzani Eventi a Modena



Una serata per scoprire le storie millenarie che raccontano le “pietre vive” del Duomo di Modena e dell’Abbazia di Nonantola. L’appuntamento è per le 20.45 di giovedì 14 marzo 2019 al BPER Forum Monzani di Via Aristotele 33 a Modena, con la presentazione del dvd “Domus Clari Geminiani”, il primo documentario realizzato sul Duomo di Modena, la casa di san Geminiano.
Un’esplorazione storica, artistica e narrativa del “monumento” intorno al quale si è sviluppata ed è cresciuta la città. Un edificio sacro innalzato a partire dal 1099, quando a Modena non c’era il vescovo, e voluto dai cittadini come casa per il Santo Patrono Geminiano. Il documentario è stato realizzato da Stefano Caselli e dal professor Renato Cavani, con il contributo di Nicola Xella (direttore della fotografia), Enrico Degli Esposti (musiche originali), Carlo Battelli (montaggio e regia) e con la partecipazione di Mario Cordova, Andrea Ferrari e Franca Lovino. Un racconto che ha il Duomo al centro ma che si sviluppa anche attraverso il territorio della provincia di Modena e che ha coinvolto in particolare il comune appenninico di Frassinoro, dove è stata realizzata la ricostruzione storica medievale degli ambienti e dei personaggi: Lanfranco, Wiligelmo con la sua bottega e i suoi scultori, Matilde di Canossa, i Maestri Campionesi.
“Duomo e Abbazia manifestano un legame davvero profondo tra la Chiesa e le loro città che va ben oltre la sfera dei praticanti. Modena sente il Duomo come centro della comunità – evidenzia l’arcivescovo di Modena-Nonantola don Erio Castellucci -, l’Abbazia è una cosa sola con la vita dei nonantolani. In questo dvd si ritrova il sapore le storie di casa, delle storie belle. Della storia che si è cristallizzata in queste pietre ma che non ha il colore del passato, ha quello attuale delle nostre radici, delle storie che respirano saggezza”. Dal Duomo, dunque, alla Concattedrale dell’Arcidiocesi, l’Abbazia di Nonantola, che ha radici ancora più antiche: la fondazione del complesso monastico ad opera di Sant’Anselmo risale infatti alla metà dell’ottavo secolo.
Il dvd contiene anche il filmato realizzato da Caselli e Battelli insieme a Fabio Fasulo, presentato lo scorso 16 settembre in occasione della riapertura al culto della basilica, restaurata dopo il terremoto del 2012. Le musiche sono sempre di Enrico degli Esposti, la narrazione è di Stefano Caselli e Cristina Luppi.
“È stata una sfida lunga e impegnativa - spiega Caselli - che ci ha permesso di vivere nei centri di gravità di Modena e Nonantola. Abbiamo raccontato quello che i nostri occhi hanno visto ma, soprattutto, quello che i nostri cuori hanno sentito. E ci siamo riusciti grazie alla preziosa e insostituibile guida del professor Renato Cavani”.
L’evento, ad ingresso gratuito, è organizzato dall’arcidiocesi di Modena-Nonantola, con il contributo di BPER Banca. Saranno inoltre presentati dall’architetto Alberto Desco i primi tre volumi della collana Figurae (edizioni Artestampa), nata per raccontare i significati religiosi, umani e storici che si celano nell’architettura e nell’arte sacra di Duomo e Abbazia.
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martedì 26 febbraio 2019

Il nome della Rosa su Rai Uno

Partirà lunedì 4 marzo 2019 su Rai Uno la serie tv tratta da Il nome della rosa, bestseller di Umberto Eco, già portato sullo schermo da Jean Jacques Annaud con Sean Connery nei panni di Guglielmo da Baskerville e un Christian Slater al suo debutto in quelli del novizio e narratore della storia, Adso da Melk. In questa nuova versione la regia è affidata a Giacomo Battiato, mentre nel ruoli dei due monaci troviamo John Turturro e Damian Hardung.
Una sfida non da poco, quella di riportare in vita Il nome della rosa soprattutto per via del confronto inevitabile che si farà con il film originario del 1986 e con il romanzo stesso. C'è da dire che rispetto alla pellicola di Jean-Jacques Annaud, stavolta anche lo stesso Umberto Eco ha partecipato alla stesura della sceneggiatura degli otto episodi, che avranno una durata di circa un'ora ciascuno.
Prodotta da 11 Marzo Film, Palomar e TMG, in associazione con Rai Fiction, vede John Turturro e Damian Hardung nelle vesti di due frati benedettini che si ritrovano invischiati tra i misteri che avvolgo un'abbazia nell'inverno del 1327. Numerosi delitti efferati coinvolgono, infatti, una serie di persone che hanno avuto a che fare con un libro maledetto, il secondo libro della Poetica di Aristotele, presente all'interno della biblioteca. L'opera di Annaud era un vero e proprio "giallo" in piena regola che per esigenze cinematografiche aveva sfrondato dalla storia tutto l'apparato mistico e filosofico presente nel romanzo originario. Questa nuova versione, da quel che si può intuire, sembra innestarsi narrativamente sulla stessa linea del suo predecessore, ma con toni meno chiaroscurali. E se il montaggio del promo italiano punta ad un andamento più contemplativo, quello internazionale - andrà in onda il 5 marzo sulla francese OCS - invece è decisamente più ritmato e più centrato sugli aspetti "thriller".

sabato 9 febbraio 2019

La Farsa di Maitre Pathelin a San Damiano d'Asti

Il Gruppo La Ghironda e la sua Farsa di Maitre Pathelin, piece francese di teatro e musica medioevale.
Giovedì 14 febbraio 2019 alle ore 21:00 presso il Nuovo Foro Boario di San Damiano d'Asti verrà rappresentata nell’ambito della Rassegna teatrale “Farse, commedianti e suonatori”.
Di tutto il teatro comico francese del sec. XV, Pathelin è l’unica opera che abbia saputo creare un’atmosfera di situazioni e di caratteri veramente comici, con una spontaneità semplice e furbesca insieme. Nel protagonista, che dà il proprio nome al titolo della commedia, è raffigurato il tipo dell’avvocato procacciante e senza scrupoli, che nella frequenza dei tribunali e delle leggi ha soltanto appreso il modo di eludere la giustizia e d’ingannare il prossimo: uno dei tanti legulei senza clientela, costretti a vivere di piccoli espedienti.
La messa in scena di quest’opera, in una trascrizione in lingua italiana, prevede l’integrazione tra il testo recitato e le musiche eseguite sul palco durante lo spettacolo utilizzando strumenti che sono copie fedeli di quelli in uso a quel tempo; secondo i dettami del teatro dell’epoca, infatti, gli attori recitavano, cantavano e suonavano.
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